mercoledì 7 marzo 2012

Serie A 23> Bologna vs Juventus 1-1 – Juve credici? No, Juve tredici!

Se tredici è il numero delle streghe, ora noi ne abbiamo 2 addosso (tra vittorie e pareggi), come 2 sono i punti che ci allontanano dalla vetta, amica, per lungo tempo tenuta e poi lasciata, così senza un preavviso.  Tant’è, c’è poco da fare! L’avevamo ampiamente capito quale sarebbe stato l’andazzo di questa partita. Senza Barzagli, senza Chiellini, con il tronista in attacco ancora una volta non riusciamo… a perdere la partita. Si, perchè se prima la pareggite era farsi rimontare immeritatamente, nelle ultime due partite il cielo ha tuonato molto senza che alla fine sia piovuta una sconfitta. Sembra che ormai sia nell’aria, e non si tratta di “tirare i piedi”, ma il momento è davvero delicato.

Finite le illusioni delle due partite da recuperare ciò che rimane è una squadra stanca e appannata, un allenatore testardo che, forse per eccessivo protagonismo si loda e si imbroda. Intendiamoci, se siamo lì e tutto merito di Conte, così come lo sarà se dovessimo perdere anche il secondo posto. I risultati sono il vero giudice del calcio. Ok questa squadra è un miracolo calcistico, ma Borriello li davanti è una bestemmia in questo santuario. Il fatto che ancora Conte si ostini a schierarlo sembra quelle frustate che si danno i martiri per vedere Dio, non servirà a redimerlo. Gambe rubate a Maria De Filippi. E Vucinic? Non fosse per il gol non potevamo neppure auguragli di seguire il suo compagno, brutto com’è. Per la prossima partita pare si stia pensando a Storari come centrale difensivo, visto che ormai non ne rimane nessuno, grazie all’ultimo regalo che Bonucci ci fa con la sua presenza in rosa. Oppure si potrebbe spostare li del Piero, visto l’abbondanza in attacco. Marotta, non avevamo detto che ce n’erano pochi li dietro? E andiamo a Genova a fare gli sperimentali, magari con qualche primavera o con Vidal e spolverare il ruolo che ha coperto già in nazionale.

Non possiamo far altro che tener duro e sperare che li dietro continuino a incepparsi. I punti buttati i molti di questi pareggi saranno il nostro ago della bilancia. Il cuore ci dirà di sperare ma la mente saprà che questo è il nostro momento più nero. Ogni gol mangiato è un macigno che toglie via il fiato e le residue energie, come quello che non riesce a metter dentro Marchisio. Non ci resta che sperare in un finale migliore, magari che la sorte non voglia regalarci qualche vittoria immeritata o finalmente qualche rigore meritato.

domenica 4 marzo 2012

Serie A 26> Juventus vs Chievo Verona 1-1 – Nostra signora del pareggio

Quest’anno è così. Ogni anno analizzi il campionato ed individui i punti deboli e punti forti di questa squadra e ti fai un’idea generale su come andrà nelle prossime partite. Siamo una utilitaria con il motore modificato e illuderci ci fa solo male. Logico che la benzina inizi a scarseggiare e tutte le residue energie che abbiamo dobbiamo concentrarle per mantenere questo secondo posto, sperando di farcela.

Si dice che siamo forti con le forti e deboli con le deboli, che non abbiam attaccanti e che per segnare ci servono tutti, persino i magazzinieri. Che coi tre punti c’è poco da difendere la nostra condizione di imbattibilità se facciamo collezione di pareggi. Tutte cose vere. Così come è vero che in squadra abbiamo un infiltrato milanista, risponde al nome di Bonucci e ci costa un mare di punti. E se è vero che i mali non vengono mai soli bisogna sperare che quelli di Barzagli e Chiellini siano solo affaticamenti, perchè chi ci segue si sta leccando i baffi. Tutti nel complesso però sono arsi appannati e il pareggio era nell’aria per tutta la partita. Persino Pirlo ultimamente è troppo lezioso, e complica le cose laddove dovrebbe semplificarle.

In una settimana di chiacchiere in cui si è detto di tutto, e solo in una direzione, ne usciamo con le ossa rotte. Cornuti e mazziati, da una nazione che ci critica per questioni ipocrite, ci U.S.A. e ci restituisce stremati, mentre risparmia la fatica ad altri che non ne ha bisogno. E alla fine ci si meraviglia se ancora qualche juventino tifa contro questa F.I.G.C. L’unica verità è che se siamo ancora lì è un miracolo calcistico. Che le chiacchiere del diavolo sono fini a se stesse. Fatte da chi vuol vincere facile. Parafrasando Daniele Silvestri si potrebbe quasi dire che Il Milan aveva paura, altrimenti non si capisce come faccia a vedere in una squadra in miniatura, una orribile minaccia.

domenica 26 febbraio 2012

Serie A 25> Milan vs Juventus 1-1 – finisce 2-2 ma la squadra delle polemiche ha stravinto

Quando vedi partite del genere parlare di calcio diventa superfluo. In realtà si è dimostrato ampiamente che questa partita è stata superflua. Perchè è terminata in pareggio e non si è mosso nulla, ma perchè praticamente si è giocata (e si giocherà) nei salotti televisivi. Tornano i vari Ronaldo-Iuliano, tornano le chiacchiere da bar, ma stavolta saranno ampiamente veicolate in una sola direzione. Quella della squadra del pluriprescritto ex presidente del consiglio italiano. Nemmeno a parlarne del gol regolare di Matri annullato nel secondo tempo, perchè quello che per loro sarà giusto sarà solo il gol annullato (ingiustamente e clamorosamente) di Muntari. D’altronde cosa potevi aspettarti dall’arbitro e dai giocatori in campo dopo una settimana in cui si è sentito di tutto? In cui c’è stato un vero e proprio linciaggio mediatico ad una squadra che invece non ha mai replicato ai rossoneri sul tema della polemica, ma ha sempre parlato dei propri episodi.

Il campo invece ha detto una cosa diversa. La Juve meritava la sconfitta. E solo chi non è onesto intellettualmente può dire il contrario. Già, proprio l’onestà intellettuale, questa profonda sconosciuta. Conte nei fatti ha ammesso il suo errore più che nelle parole, schierando Borriello e Quagliarella per poi tornare su Vucinic Matri. Incaponendosi col 3-5-2 per poi tornare al 4-3-3, una volta in svantaggio. Se alla fine un po' di impegno, e peso offensivo, Quagliarella ce l’ha messo, tutto ciò che il tronista ha ottenuto è un cazzotto nel fianco, da prova tv, da Mexes. Il 3-5-2 invece è stato di fatto un 2-5-2, perchè Bonucci è come il suo amichetto, ai tempi del Bari, Ranocchia, sempre decisivo a tuo svantaggio. Sul gol infatti non si accontenta di rinviarla sui loro piedi ma la devia anche in porta col corpo sul tiro di Nocerino spiazzando Buffon. Quando in campo invece tornano Vucinic Matri (e Pepe) la differenza si vede. Anche perchè loro iniziano ad essere un po' stanchi. Di Matri stasera i due gol che permettono alla Juve di pareggiare in campo 2-2 con l’asterisco. Perchè se proprio il guardialinee ha fatto pena è stato “superpartes”. E non mi si venga a dire che il gol annullato al Milan vale di più perchè coi se e con i ma, si perdono coppe dei campioni andando in vantaggio tre a zero (loro) e si pareggiano partite di campionato perdendo 3-1 a Napoli (noi)

Questo risultato per certi aspetti è una sconfitta. La pressione mediatica già alta non ci concederà tregua da qui alla fine, li avremo tutti contro, per quel magico sport secondo il quale se ci va male a noi, tutti zitti, se va male a loro, siamo ladri. Non so anche dal punto di vista fisico, quanto almeno riusciremo a mantenere alta la forma. Ma è così che siamo andati avanti in tutti questi anni in questo paese. Amici di nessuno!

domenica 19 febbraio 2012

Serie A 24> Juventus vs Catania 3-1 – Zitti, si gioca

In una settimana in cui il tanfo del pattume mediatico, di questo giornalismo sportivo ipocrita e antijuventino, è stato più acre del solito e a stento si è riusciti a tappare il naso per non vomitare. In cui ogni stella della carognata ha avuto la sua ribalta nel lercio palcoscenico della demagogia e del luogo comune, per dare a noi lezioni di comportamento, rei d’essere nel giusto ma di non essere in diritto di lamento, partiamo subito con l’handicap di un gol a freddo. Partenza più disastrosa non poteva esserci, visto che in occasione del gol e per tutto il primo tempo i giocatori sono apparsi molli e impacciati. Sballottati da un Catania che in ogni ripartenza pareva metterci in seria difficolta, anche per l’idiozia di alcuni nostri disimpegni sbagliati. Quando arriva il gol di Pirlo su punizione, il suo primo gol juventino, si ha ancora l’impressione che sarà dura non finire in pareggio anche questa. Tornano i fantasmi dal lenzuolo rosso-blu e passiamo in un attimo dalla traversa di Quagliarella a quella loro in un botta e risposta da brivido.

Con quel Borriello li davanti che continua ad essere un grande punto interrogativo dopo la parola perchè, ti chiedi chi potrà segnare. Dopo l’espulsione di Motta infatti (meno male che ce lo troviamo di fronte da ex) bisogna ringraziare ancora una volta Buffon se non passiamo in svantaggio

Che fatica che ti chiedo, forza Juve facci un gol… recitano i versi di un famoso coro della curva. E davvero una gran fatica fanno per segnare questi attaccanti. A conti fatti passiamo tutta la partita a pressare gli avversari nella loro area ma alla scuola del gol veniamo sempre rimandati. Il più delle volte devono pensarci i centrocampisti e difensori a risolvere la pratica, come quando ad un tratto svetta su di tutti Chiellini venuto da laggiù, forse gridando insomma, che fate qui avanti? In tutta onestà intellettuale il nostro più grande aiuto ce lo ha dato il loro portiere stasera, che piazza male la barriera sul pareggio e rinvia alla scellerata sui piedi dello stesso Pirlo, che lancia Quagliarella per il 3-1 finale.

Stavolta è andata, i tre punti gli abbiamo presi, ma Sabato prossimo si fa sul serio, meglio andar li per dar più del nostro meglio, consci del fatto di partire sfavoriti contro questo Milan… sul campo e fuori.

mercoledì 15 febbraio 2012

Serie A 21> Parma vs Juventus 0-0 – X come dieci

Aiutati che il ciel ti aiuta, recita un vecchio adagio. Ma se anche il cielo, o chi per lui in terra, non ti da quello che ti deve, allora sei fottuto. Con un simile attacco, timido, inconcludente e lezioso, non si vincono ne partite ne campionati. Ma qualcuno mi conti, per piacere, quanti rigori ci mancano e quanti altri invece ne sono stati assegnati agli altri, in maniera più o meno netta, e vi dirò chi vincerà quest’anno il tricolore. Anche Conte perde la pazienza e pacatamente fa notare che se il vento non cambia lo sprint finale ce lo possiamo sognare.
 
Aiutati che il ciel ti fulmina quindi? E quanto ci stiamo aiutando noi? I premi virtuali come il campionato d’inverno, l’imbattibilità, il possesso palla più alto d’Europa sono come i punti su una retta. puoi metterli anche uno sull’altro, perchè non occupano volume. Saranno i premi morali di chi ti dirà che il tuo è stato un miracolo, e che se non si è coronato col titolo hai fatto un gran campionato, tale che non puoi lamentarti. Consolazioni da provinciale. Alla fine guardandoti indietro potrai dirti che hanno ragione, ma guardando avanti li vedrai sorridere perchè l’anno scampata bella.

Essere dove si è, è davvero un miracolo. Perchè con questa sterilità offensiva, bisogna davvero guardarsi alle spalle. Non per denigrare una squadra che davvero è da applausi, ma se da applausi davvero è, lo deve a un organico che sta facendo più di quello che la natura gli ha dato. Da qui a capire che è facile tornare sulla terra e scivolare li dove non c’è la Champions. Il vantaggio psicologico e fisico del Milan a questo punto non è mai stato così evidente. La vittoria di Udine è un oracolo forte, la sfida a San Siro il loro pugnale dalla parte del manico. A noi invece non resta che andare a scontrarci con quei muri invalicabili di 11 difensori, che si fanno chiamare Catania, Bologna, Chievo. Sperando di non aver arbitraggi contro, ma anche di non averli a favore. Perchè il vero miracolo sarà un campionato in cui nessuno possa lamentarsi. Ma forse chiedo troppo al calcio italiano

giovedì 9 febbraio 2012

Coppa Italia Semifinale (A). Milan vs Juventus 1-2 – Loro poco Allegri, noi Conte…nti

Caceres C’è, battesimo del fuoco nella tana del diavolo per il neo-tornato Martin Caceres, che sigla uno splendido gol da fuori area. Una vittoria con stile, quella della Juve stasera, e sulla panchina milanista c’è poco da stare Allegri. Perchè se il Milan avrà anche un suo stile, questo di certo non appartiene al suo allenatore, che dopo aver mal digerito i favori del pronostico che gli aveva dato Conte per il campionato, continua nella sua guerra psicologica affermando: “La Juve protesta contro l’arbitro? Il Milan ha un altro stile”. Certo! Quello stile che ha mostrato lui facendosi espellere contro il Napoli, per cosa? per protesta contro l’arbitro. Non ci vuole Platone per capire quando questo sia poco logico.

In verità l’acciuga inizia ad aver paura. Paura di perdere il posto a Giugno. All’inizio pensava sarebbe stato tutto facile (si rivedano le sue interviste) che non ci sarebbero stati avversari fastidiosi. Ora invece ha paura che la sua armata possa uscire a mani vuote dalla stagione, anche ad opera di chi come la Juve proprio non poteva infastidire nessuno, alla luce dei suoi due anni catastrofici.

Da parte nostra sappiamo di non aver ancora vinto nulla. Che è ancora troppo presto anche per la qualificazione. Certo aver fatto due gol a Milano e un buon biglietto di ritorno, ma solo con l’umiltà si può andare avanti. Lo si è visto ancora una volta oggi. Juve tutta cuore ma Juve troppo cuore (poca cattiveria). C’è sempre quella paura di osare, o quella frenesia che ti fa dimenticare indietro il pallone. Il Milan gioca male ma si affida sui singoli, Ibra in primis, che in un paio di occasioni, giusto quelle che è riuscito ad estorcerci, sembra essere in grado di poter portare a segno il colpaccio col minimissimo sforzo. Qualcuno l’ha già definito il classico italiano ma, viste le due squadre di stasera, siamo ancora anni luce dal clasico spagnolo.

Meno male che Caceres c’è. E lui che arriva dove gli altri non arrivano (sul primo gol) e che osa dove altri non osano (tiro da fuori area e secondo gol). Male invece l’altro acquisto d’inverno, l’Amauri coi capelli corti, ex di turno, Borriello. Finora ancora lontano dal far ricredere i mugugni della tifoseria. Il suo gridare a lupo a lupo per ogni contatto alla fine ci costerà un rigore non dato per sfiducia all’uomo.

La prima e nostra, ora il replay in campionato, prima di rivederci a Torino e tentare di conquistare la marcia su Roma.

domenica 5 febbraio 2012

Serie A 22> Juventus vs Siena 0-0 – zero a zero sotto zero

Quest'anno il campionato e come l'NBA... non retrocede nessuno, visto che le ultime 3 sono così ignobili che non c'è storia. Alle altre basta soltanto barricarsi in porta con le grandi e tutto filerà liscio, chissenefrega dello giocare a calcio e dello spettacolo. Se poi l'arbitro non ti da un rigore netto contro una squadra di 11 portieri (vedere le loro maglie) lo 0-0 è scontato. La “sorte” quindi fa un Gran regalo al Milan.

L’abbiamo sempre detto in tempi non sospetti, anche quando alla fine abbiamo vinto (con il Novara e il Cesena), 20 squadre in serie A sono l’anti calcio. Non solo perchè tre squadre scarse usate per tappare il buco di fondo le si trovano sempre, ma perchè costringe tutte le altre a massacranti turni infrasettimanali, soprattutto per chi ha già le coppe, e per di più al freddo e al gelo, in stadi penosi. Insomma, lo status quo di questo campionato fa acqua (neve) da tutte le parti. Duro a morire perchè fa mangiare molti, proprio quelle squadre che a 18 squadre e 4 posti per la retrocessione dovrebbero fare molto di più di quello che di penoso stanno offrendo. Duro a morire anche perchè la stampa italiana continua ad elogiare questa mentalità di gioco.

Congelati sotto due zeri quindi… ma cosa abbiamo messo di nostro per gettar via questi 4 punti, per dirlo alla Conte? Sicuramente molto. Lo abbiamo ripetuto talmente di quelle volte che basterebbe un copia e incolla. Perdiamo tutti questi punti con le piccole perchè non siamo cattivi sotto porta, e non siamo cattivi sotto porta perchè non abbiamo un campione che possa tirar fuori dal cilindro una magia, un principe azzurro che svegli la bella addormentata nel gelo (la partita). Siam purtroppo costretti ad andare a mille e sforzare al massimo la berlina che abbiamo sotto. speriamo che il motore regga.

Anche i giornalisti fanno finta di non capire questo, inventando in settimana polemiche dall’aria fritta, con la collaborazione di Allegri. Favorito è una parola italiana che non significa vincitore certo, ma probabile vincitore in base ad un pronostico fatto a bocce ferme. A bocce ferme questo Milan è superiore a questa Juve ed è detentore del titolo, noi tutt’al più siamo la sfidante ora in vantaggio di un punto, poi logico che deve essere il campo a parlare. Dove è la polemica quindi? E’ solo uno stupido processo alle idee.

Infine, da quando seguo il calcio, non ricordo una squadra che è prima in serie A avendo avuto solo un rigore a favore e tanti, ormai tanti, rigori non concessi. Eccolo qui il principe azzurro, fermato ad un blocco stradale prima che potesse arrivare a dire: e vinsero tutti felici e contenti.

domenica 29 gennaio 2012

Serie A 20> Juventus vs Udinese 2-1 – Vittoria coi Fiocchi

Conte prima della partita l’aveva detto, una partita che vale 6 punti, e 6 punti (virtuali) son arrivati. 3 per la classifica e altri 3 per tutto il resto.

1 punto: perchè distanziamo una diretta concorrente per la Champions, staccandola di 6 punti (appunto) e facendo nostra anche la somma degli scontri diretti. Ottenendo 3 punti in più (appunto bis) del Milan dello scorso anno, dopo le prime 20 partite. Per Matri, sontuoso e in grande stile, autore di una splendida doppietta, paladino della serata. Per Conte, che inserisce Marchisio poco prima che lo stesso regali a Matri lo stupendo assist per il raddoppio. Ed anche per Buffon, nella la sera del suo compleanno, chiamato in causa poche volte ma sempre decisivo.

1 punto: perchè vinciamo contro i gufi prima e i rosiconi dopo. Ignobile il prepartita del solito Premium con le solite pillole al cianuro di Ziliani, il quale, dopo aver mandato in loop giornaliero quasi ininterrotto per due mesi: Lo scontro Iuliano-Ronaldo (definito come il rigore più rigore della storia), l’intervista del padre dello stesso Iuliano che parla del giro di droga in ambito Juve ai tempi di Padovano (come se anche i colombiani si rifornissero da lui), la rimonta del Toro dal 3-0 al 3-3, la rimonta della Lazio di Cragnotti che difendeva le piccole squadre dalla malvagità delle grandi (con una mano, e con l’altra la mandava in bancarotta), ieri mandava in versione integrale, poco prima della gara, la trasmissione di quel lontano (mai troppo per gli interisti) 1997 quando l’inter, approfittando di un arbitro incapace, iniziò a costruire quella farsa altrimenti conosciuta col nome di calciopoli. Ma anche il post partita rai non è stato da meno, con un Civoli sempre più interista, che si dispiace con Guidolin per non aver visto l’Udinese vincere e che ormai zittisce anche Baconi allorquando si prodiga a tessere le lodi del gioco bianconero.

1 punto infine allo stadio. Altro oggetto dell’invidia anti-juventina. definito prima troppo piccolo e poi pericolante, quando infine se ne sono visti gli effetti assordanti. Un campo che sotto una fitta e ininterrotta nevicata rimaneva verde per tutta la partita.

La verità è che ieri tutti i gufi speravano di far bottino pieno anche per le condizioni atmosferiche. Si diceva che questa Juve, bella e veloce, sarebbe scivolata sul ghiaccio e sui contropiede di un Udinese che preferisce proprio chi, come noi, attacca in massa e offre il fianco al Di Natale di turno. A parte un paio di errori, come quello di Vidal, questo non è successo (o quantomeno non ha prodotto risultati) e questo gli ha fatti incazzare ancor di più.

Se invece si potesse dare un ulteriore punto oggi lo darei al cappellino di Conte con la scritta “Forza Juve”, rimediato alla bisogna dal primo marocchino, ma così autentico, nella sua semplicità artigianale, da far impallidire qualsiasi prodotto ufficiale… allora FORZA JUVE !!!

martedì 24 gennaio 2012

Coppa Italia (1/4)> Juventus vs Roma 3-0 – Ricomincio da tre

Chi disegna i tabelloni di Coppa Italia deve averci proprio una gran bella fantasia visto che ormai da anni si vedono le stesse squadre scontrarsi. Tra noi e la Roma era la terza di fila in casa (come tra Napoli e inter) e alla terza finalmente mandiamo a casa i giallorossi con 3 golletti. Dunque 3 is the magic number… Quanto meno mandiamo a casa anche la diretta contendente per la stella d’argento.

Sarà forse stato perchè entrambe stavolta non avevano la propria maglia addosso, o sarà forse più perchè quest’anno la storia è diversa e sta tornando sui suoi binari che ricacciamo le mire di chi per due anni è venuto in casa nostra a banchettare e fuggire. Dopo un inizio in cui ognuno giocava a imitare l’altro col pressing alto, saliamo in cattedra bucando la difesa giallorossa come un coltello nel burro, con in contropiede con Giaccherigno (per dirlo all’italiana) in un gol che ricorda quello di Milito nel derby. Finalmente si sblocca anche Del Piero ed esordisce in gol nel nuovo stadio con un gol dei suoi. Peccato per Matri che proprio non ha fortuna, pur di non farlo segnare, dopo le occasioni che ha avuto, preferiscono farlo gli avversari con un autogol in comproprietà.

Chiaro che subito in doppio vantaggio stavolta si è dovuto giocare più in contropiede piuttosto che proporre, ma lo si fa in modo eccellente. Da parte sua la Roma una volta capito che ormai era andata ha iniziato anche a tirare calci proibiti, nel tentativo non riuscito di innervosire gli avversari. Ad innervosire i tifosi juventini ci pensano invece i romani della RAI (romani perchè è quella la loro sede, e forse anche il loro cuore) con una delle loro famose telecronache subdole e viscide. Con due rigori negati per noi il telecronista tuona: partita in cui non mancano neppure le polemiche. si ma quali? un fuorigioco passivo, perchè la palla non arriva a lui, e inesistente di Borriello sul gol di Del Piero, che secondo loro addirittura ha fatto infuriare i romanisti. Non solo fingono di non essere nell’era della tecnologia, non vedendo che nessuno si lamenta, ma si fanno anche smentire da Taddei che alla domanda incriminata cade dalle nubi e rifila un “non me ne sono accorto che protestavamo”. Emblematica resta Luis Enrique che ride in faccia al giornalista RAI che gli fa le domande…
A proposito, volevo ricordarvi che il 31 scade i termine util…. mavaff…

domenica 22 gennaio 2012

Serie A 19> Atalanta vs Juventus 0-2 – CAMPIONI D’INVERNO !!! (25)

Era ormai da troppi anni che attendevamo di fregiarci di questo titolo virtuale. Inutile si ma molto significativo, per chi come noi ha passato ciò che ha passato. Un motivo d’orgoglio, come dice anche Conte. La speranza ora è che questo ci serva da spone per il girone di ritorno, a partire dallo scontro diretto interno con l’Udinese. Vincere anche quella significherebbe non solo staccare una diretta inseguitrice per la Champions ma metterne finalmente in fila due e staccarsi da questo fastidioso tunnel di vittorie alternate a pareggi.

Il capitano condottiero Conte, incontrava l’Atalanta dopo la “rissosa”esperienza di qualche anno fa, quando lui teneva in panchina Doni il sindaco si Bergamo, e dopo lo scorso anno quando la stessa tifoseria gli gettava i parrucchini in campo. Agli stessi chiedo ora: in che convento si è poi ritirato il vostro santo?

Con quel che costerà l’energia nel 2012 non possiamo permetterci di continuare a sprecarla così senza costrutto. Falliamo troppo sotto porta e devono pensarci tutti a segnare, perchè se aspettassimo gli attaccanti staremmo messi davvero male. Oggi ad esempio delude Matri, ingordo come non mai, però che genio Pirlo e Marrone, con i loro due assist vincenti! Quest’ultimo talmente gasato e impaziente a fine partita, da chiedere insistentemente a Balzarini di riproporgli il suo gioiello per Giaccherini. C’è di buono che stasera ritroviamo il gioco, contro un avversario che pareva più ostico, ma in generale si nota la mancanza di uno spietato mietitore d’area stile Ibra. Il guaio è che l’attaccante l’abbiam già preso e speriamo sia quello giusto, ora invece dobbiamo assistere a questa sorta di nomination che oppone un centrocampista a un difensore di spessore. Prenderli entrambi pare un miraggio, perderli entrambi sarebbe l’ennesima beffa marottiana.

Le statistiche, tanto care a qualcuno, parlano non solo di un girone d’andata senza sconfitte, ma anche di 1 punto in più del Milan dell’anno scorso e di ben 10 punti in più della Juve di del Neri. Dinanzi a noi ora si stende un intero girone di ritorno, speranza tanta ma nessuna illusione, siamo alla metà e non alla meta.