domenica 4 gennaio 2026

Juventus 1-1 Lecce – 18ª Serie A 25/26 – Banda di musica



Non venitemi a parlare di sfortuna. Questa partita è la dimostrazione che la fortuna te la devi andare a cercare e non buttarla alle ortiche. Sfortunato è fantozzi, l’originale; non il suo sosia in tribuna allo Stadium. Innanzitutto allestendo una squadra con un attaccante (letteralmente e numericamente parlando) e non con un polmone che meriterebbe la tribuna. E sbaglia Spalletti quando lo difende, foss’anche perché è il suo dovere farlo. Sbaglia quando lo mette in campo (e lo tiene 90 minuti). Sbaglia quando solo per un suo capriccio d’orgoglio non lo sbatte fuori dopo quell’obbrobrio che chiamano rigore; un calciatore in cerca di riscatto, che ha fatto cacare tutto l’anno, quella responsabilità se la prende spaccando la porta; e se il rigore lo sbaglia lo fa cercando la rasoiata, non il cucchiaino che sembra più lo stecchetto di legno dei caffè da asporto. 


Non venitemi a parlare di sfortuna. Perché la sfortuna viene e va e contro il Pisa siamo stati tutto tranne che sfortunati. Nessuna squadra di Serie A perderà punti, in casa, contro il Lecce di Di Francesco; il Zemaniano Di Francesco che ieri ha fatto le barricate, in sfregio al suo credo, perché ad una certa età ha capito che certe vecchie convinzioni sono aria fritta: il gioco, il bello… quello che conta è portare a casa la pagnotta. Loro fanno cagare, molto probabilmente andranno in B, ma hanno Banda, pronto a sfruttare l’ennesimo assist dei nostri. Noi invece siamo una banda di musica. Cambiaso, David… sembrano il Duo Novembre: resto dell’orchestra del teatro Petruzzelli. Gli manca solo il completo da Blues Brothers, mezzo bruciacchiato. 


La cosa su cui bisognerebbe soffermarsi, non sono i pali presi, le parate del portiere avversario, le azioni e il dominio dei nostri. Ma il dominio non quagliato, i gol presi sempre al primo tiro in porta con un assist dei nostri. Questi giocatori ci hanno stancato, non per gli errori ma per la quantità dei loro errori, sempre uguali. La cosa su cui ci si dovrebbe soffermare è il fatto che contro le peggiori difese della serie A abbiamo lasciato la bellezza di 6 punti (Torino Fiorentina Lecce) e solo per i famigerati pali non ne abbiamo lasciati altri a Pisa. La cosa su cui ci si dovrebbe soffermare è il fatto che in questa serie A, mezzo disastrata, pareggiando in casa contro un pessimo Lecce siamo quarti a pari punti con la Roma, perché nel frattempo la Roma ha perso e noi non ne abbiamo approfittato; e questa è la ciliegina che si aggiunge a questa torta di merda.


E non sperate tanto nel mercato; questa gente è incapace persino di farlo un mercato. Al netto dei nomi sentiti e delle minestre riscaldate (a cui non credo) basta solo guardarsi indietro e guardare quello che hanno fatto a giugno, con l’ennesimo scempio di mercato, con gli ennesimi mezzi giocatori che nessuno in serie A vorrebbe. Perché sbagliare un rigore del genere dovrebbe essere intollerabile per qualsiasi squadra, qualsiasi tifoseria, di qualsiasi categoria; perché la supponenza e la superficialità sono cose che non devono essere tollerate, non l’errore in sé, che è umano. Perché è la sistematica ricerca della sufficienza fa cadere nella mediocrità. A questi giocatori nessuno Spalletti, nessun Michelangelo Buonarroti al mondo potrà tirare fuori i piedi dal marmo.


Perciò non venitemi a parlare di fortuna e sfortuna, quelle sono cose ingovernabili noi invece siamo capacissimi di attirarci tutte le sfortune calcistiche che ci sono, perché siamo stati costruiti per il fallimento, guidati da esseri che navigano a vista; nella notte con la nebbia.

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