lunedì 26 gennaio 2026

Juventus 3-0 Napoli – 22ª Serie A 25/26 – Ah, che bellu café


La Juve di Spalletti si beve il Napoli di Conte, ma in fondo il calcio è quello sport in cui (spesso) vincono tutti; più di chi vince per davvero. Vince la Juve, vero, ma rimane comunque quinta, il che sa di amaro in bocca a pensarci a freddo. Quanto sarebbe pesata infatti questa vittoria se avessimo vinto a Cagliari, dove meritavamo di farlo? Quindi "vincono" anche Roma e Milan, che tengono sotto Juve e Napoli, grazie ad un pareggio nello scontro diretto, ma soprattutto vince l'inter che, dato il livello di questa serie A, ipoteca lo scudetto. E sta a vedere che per alcuni non ha vinto anche il Napoli?

In telecronaca DAZN ad esempio non si è fatto altro che elogiare la prestazione della squadra partenopea. Sugli speciali monitor di Pardo e Stamaccioni "il Napoli fa la partita". Poi come al solito ti fermi un attimo a leggere i numeri e vedi che il Napoli fa un solo tiro in porta; loffio, con Vergara ad inizio gara; che Digre blocca a terra. Poi c'è la traversa di Thuram, il salvataggio sulla linea di Buongiorno a portiere battuto che mancano come quarto e quinto gol. Ma Stamaccioni valuta il possesso palla di una squadra, sotto nel risultato e con il dovere di provarci, come pericolo portato ad un portiere rimasto inoperoso per 80 minuti abbondanti.

Lui e Pardo, tifosi più dei veri tifosi napoletani, che invece restano affranti e persino distrutti per aver salutato o scurett, proprio a Torino contro la Juve, persino incapaci di attaccarsi ad un possibile rigore, tanto inconcludente è stata la loro squadra. Quelli che come Varriale gridano, invece, al campionato falsato, dopo le tre pappine senza appello prese ieri e i nove punti di distacco dalla vetta... ebbene anche loro vincono. Come ho detto nel calcio spesso è facile vincere, molto più che perdere, senza che nessuno possa veramente tacciarti di mentire a te stesso e agli altri.

Tre gol fatti, altrettanti divorati e un'immagine che resta, quella dell'esultanza dei nostri che si vanno a prendere il caffè sotto la curva. A fine partita c'è anche un invito per Conte, da parte dello Stadium, quello di saltare insieme a noi per scrollar via la tristezza. Episodi goliardici che sanno anche po' di sfogo, per quello che nel corso di questo anno si è dovuto subire, soprattutto dalla nostra squadra.

Certo oggi possiamo esultare, anche per il modo in cui si è vinto, ma è lo stesso Spalletti a gettare un gridolino di aiuto che pochi hanno colto e che qualcuno (Mediaset) ha travisato completamente. Esulare per il gol del Calabrese serve a vendere solo magliette se non si capisce che un attaccante non ha solo il compito di segnare gol davanti al portiere. Per anni Vlahovic faceva salire la squadra ma veniva (anche giustamente) accusato di mangiarsi gol fatti. Ebbene vi invito a festeggiare sì, ma di iniziare finalmente a guardare a lungo termine, cosa che quest'anno non si è mai veramente fatto.

La Juve resta una squadra senza attaccante di peso, in cui il gioco di Spalletti riesce a mandare in gol chiunque. La lotta al quarto posto diventa una zuffa tra cani, ora che anche il Napoli ne è risucchiato, ma in fondo la nostra corsa resta su Roma e Como che, come detto ad inizio anno, darà fastidio fino all'ultima giornata. 

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