lunedì 25 maggio 2026

Torino 2-2 Juventus – 38ª Serie A 25/26 – Freak show


Il circo Barnum della Serie A leva finalmente le tende, in un finale degno della sua più mostruosa pagliacciata. In barba alla contemporaneità abbiamo assistito all’esclusione di Juve e Milan dalla Champions, simbolo dello sfacelo societario di queste due nobili decadute. Mentre il calcio italiano, zeppo di scandali arbitrali, manda nell’Europa che conta un Como posticcio, col fair play finanziario più dopato di un Wrestler degli anni 90. Tutta la polvere può ora tornare sotto il tappeto. 

La partita slitta di un'ora perché in uno scontro tra tifosi, che non esito a definire patetica lotta per gli stracci, uno di loro viene colpito in testa da un lacrimogeno della polizia e finisce all’ospedale in pericolo di vita. Lungi da me giudicare o solo commentare il fatto di cronaca in sé, ma ancora una volta la Serie A mostra tutti i suoi limiti organizzativi. Soprattutto dopo la pessima figura di domenica scorsa. A cosa serve mettere le partite in contemporanea se poi non si riesce a tenere fede agli impegni fino alla fine?

Una Juve già condannata dopo il primo tempo, si abbandona all'avversario nel secondo, facendosi riacchiappare. Che già ci è voluto molto meno nel corso di questa stagione per tirare i remi in barca. Ma lo stesso Torino, tutto chiacchiere e provocazioni, non approfitta della facile preda. Un derby oscuro come quelle curve scarsamente illuminate di uno degli stadi più vecchi e brutti d’Italia. 

Tutto scontato, persino nel risultato finale. Una pareggio per le telecamere, casalingo fino all’osso, come se ne assistono in ogni finale di campionato (vedi inter ad esempio). Nel derby più insulso d’Italia perdono tutti, come scrive Tuttosport. Perde il pubblico in primis, aizzato dall’improvvido comunicato della società granata, che non avendo ragion d’essere nel calcio italiano, ormai da mezzo secolo tondo tondo, la butta come al solito in rissa verbale. Penso non ci sia bisogno di essere juventini per mettere nel girone degli ignavi loro e la Fiorentina. Molto meglio un Lecce che si salva, loro almeno un risultato lo ottengono ogni anno; positivo o negativo che sia. Questi operai a tempo indeterminato del pallone, ogni anno ce la menano con la solfa dell’orgoglio e della storia. E basta! Ve la cantate e ve la suonate da 50 anni e poi passate intere stagioni tra contestazioni alla società e due sole partite fissate sul calendario. Patetici!

Continua a perdere di credibilità il mondo arbitrale, nel l’ennesima pagliacciata di Verona e Cremona. Ma anche la credibilità di chi continua a criticare l'uso eccessivo degli stranieri in questa Serie A, salvo poi non spendere una sola parola di critica nei confronti di questo Como. Un automa costruito a tavolino e senza un solo italiano in campo; e quasi in tutta la rosa. Con meno storia del Foggia ed uno stadio al livello di quello del Manfredonia. Ma tutti ad applaudire la favola di una squadra che ha speso 10 volte in più di quello che ha guadagnato. Bravo! Una cenerentola che si compra la matrigna, la strega e tutto il castello, senza bisogno di sposarsi il principe, trattata come una poverella che con il sacrificio arriva in Champions. Ipocriti!

Ma se il nostro destino era segnato già dopo Juve-Verona peggio è andata al Milan. Dalla lotta scudetto (finta come una banconota da un euro) all’Europa League. Un campionato che l'inter vince con le mani in tasca con le altre che sistematicamente devono ringraziare la mediocrità delle rivali dirette. Naturalmente con arbitraggi al limite del ridicolo. Ma la cosa peggiore è che ce la siamo meritata tutta questa classifica. Senza alcun diritto di lamentarci. chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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