La Juve deve ringraziare di aver incontrato questo Lecce, e non un Sassuolo qualsiasi, poiché a dispetto delle lodi di Pardo & co. i salentini di Di Francesco non han saputo approfittare dell’ennesima partita giocata un solo tempo dalla Juve. Dopo un primo tempo discreto, in cui alle deficienze degli attaccanti devono mettere una pezza i soliti gol dei centrocampisti, un secondo tempo ignobile, giocato con la palla che scottava come la sabbia di Margherita di Savoia i giorni in cui ci sono più di 40 gradi. Una squadra che sullo 0-0 spesso ci tedia e spazientisce con il suo possesso palla, non riesce a fare uno straccio di possesso quando invece deve controllare il risultato. E adesso andate a vantarvi di aver agganciato il Frosinone.
Lo stesso Spalletti parla di passo indietro del secondo tempo e di “andamento lento”. Io direi invece che indietro ci siamo rimasti e che la lentezza resta un nostro tratto distintivo. Mai un contropiede veloce su palla riconquistata, ma una quantità industriale di palle perse e soprattutto di uscite fallite dalla difesa. Una difesa a cui basta davvero poco per andare in fibrillazione da stress.
La cosa più stucchevole resta l’allergia al tiro in porta di questi attaccanti. Da soli davanti al portiere la passano di lato. Zalone chiederebbe se questi sono del mestiere. Il “gigante di Brema” segna solo su rigore e di testa è tutt’altro che gigante. Eppure per qualcuno è il nuovo Ibrahimovic. Peggio di lui Kolo Muani, ancora una volta assente ingiustificato. Inammissibile che i centrocampisti e i difensori segnino più di loro.
Prendiamo quindi per buono solo il risultato ma resto fortemente critico e scettico verso questa squadra.

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