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mercoledì 5 marzo 2025

Zero Day - miniserie (2025)

In informatica uno zero-day sta ad indicare una vulnerabilità ignota perfino allo sviluppatore di quel determinato sistema, attraverso un programma che è in grado di eseguire anche azioni che non sono consentite da chi quel sistema lo aveva progettato. Lo zero sta ad indicare il tempo del quale ha a disposizione da quel momento il produttore del software per risolvere il problema: zero giorno appunto.

martedì 28 settembre 2021

DUNE di David Lynch (1984) vs DUNE di Denis Villeneuve (2021)



Vidi il Dune di David Lynch parecchi anni fa, poi lo misi in un angolino della mia testa, sepolto dalle sabbie del tempo, rinvigorito malamente dagli sporadici 10/20 minuti dedicatigli nel corso di successive e infruttose visioni. Ricordavo il vermone che usciva dalle sabbie, poi cavalcato dal protagonista, il villain obeso e pieno di pustole, il complotto che sta alla base del film, il cast di notevole rilievo... Non era un brutto film, ma sinceramente lo trovai noiosetto e dal ritmo altalenante. Non abbastanza insomma per poter diventare un film da visioni multiple o da ricordo indelebile.

giovedì 27 agosto 2020

TENET - Christopher Nolan

S A T O R
R E P O
T E N E T
O P E R A
R O T A S



26 Agosto 2020, torna il cinema nelle sale dopo il Lockdown pandemico ed esce TENET di Christopher Nolan: una data storica per un'uscita emblemantica. Mentre sei lì seduto e ci pensi, ti accorgi di essere già in uno di quei futuri da film di fantascienza. Uno strano interscambio tra finzione e realtà si sussegue. Noi con la mascherina in sala, loro con la "mascherina" sullo schermo. Per non parlare del brusio che si alza nel buio quando per vie traverse si usa la parola "lockdown" durante il film.

domenica 10 novembre 2019

Trollhunters - Terza e ultima stagione [Serie Tv 2018]

L'ultima parte di una trilogia, si sa, è quella più complessa da ideare. Se nella prima ti puoi sbizzarrire inserendo personaggi, eventi del passato che non hai fretta di spiegare, gettando pezzi del puzzle alla rinfusa, nella seconda puoi comunque tenerti da parte il grosso degli eventi, depistare lo spettatore, mantenere molto in sospeso, Nella terza no, in quella dovrai essere bravo a far confluire tutto e a non lasciare buchi di trama, a continuare a divertire ma offrendo una complessità decisamente maggiore. Ah, e naturalmente non devi scordarti il finalone epico e pieno d'azione da non sbagliare a tutti i costi, pena il crollo dell'intero castello costruito fino a quel momento. Trollhunters riesce a fare tutto questo e a farlo bene. 

martedì 22 ottobre 2019

GLOW - Terza stagione (2019)

Quello che mi aveva incuriosito dopo aver visto le primissime puntate di Glow era l'assoluta originalità dello spunto di partenza e la grandissima capacità di far duettare all'interno della stessa serie (e di un singolo episodio di 30 minuti in media) bizzarria e introspezione, risate e riflessione, dramma e intrattenimento. Una serie sul wrestling femminile ambientata negli anni '80 coloratissima, piena di luci al neon e musica ma che non disdegnava uno sguardo più maturo dove i piccoli drammi si mescolavano alla voglia di rivalsa di un gruppo di donne decise a riprendersi la propria vita. Gran parte del merito andava attribuita ad un cast capace di passare dal registro comico a quello più introspettivo con grandissima nonchalance. La seconda stagione ha seguito quel percorso ma ha inserito giustamente ulteriore approfondimento dei personaggi, fino a sfociare però in un cliffhanger finale che lasciava molte incognite, una su tutte:"Dove si andrà a parare adesso?". Si perchè la proposta di spostare Glow a Las Vegas, in un casinò, era bizzarra quanto rischiosa. Avra' "pagato"? 

martedì 8 ottobre 2019

#JOKER - Todd Phillips


Ne abbiamo sentito parlare così tanto di questo Joker, in queste ultime settimane, che era come se lo avessimo già visto senza entrare in sala. Nel senso che la sua fama lo precedeva. La sua critica lo precedeva. I suoi premi lo precedevano. Il dibattito cinematografico dell'anno era già iniziato, ma noi eravamo in ritardo per l'assemblea. Fuori dalla sala chiusa ne vedevamo solo le ombre allungate sui muri, ascoltavamo voci confuse ma ferme nei loro toni e osservammo le fazioni formarsi. Quelli che "E' un cinecomic" contro quelli che "no, non lo è". I "E' il miglior film sui supereroi" contro i "no, non ha nulla a che fare con supereroi o con i film di Batman visti in precedenza". Insomma dovevamo fidarci del nostro istinto e attendere. Di sicuro il rischio hype era pressoché inevitabilmente connesso al crescere delle aspettative.

domenica 6 ottobre 2019

C'era una volta a...Hollywood - Quentin Tarantino (2019)

Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Al Pacino... diretti da Quentin Tarantino? Cos'è, il paradiso del cinefilo? No, è "solo" l'ultimo film del regista del Tennessee (ultimo in ordine di tempo, penultimo, stando a quanto dichiarato da lui stesso - poi vedremo se manterrà la parola). Già solo leggendo il cast citato stiamo parlando di un film che va visto. Si trattasse anche solo della pubblicità di una marca di sigarette. 
Scriverci poi una recensione, invece, non è cosa da poco: il problema infatti non è cosa dire, ma cosa non dire. Si sa, infatti, che i film di Tarantino sono così "pieni" che si fa fatica a lasciare fuori qualcosa, qui poi si parla addirittura di un film stracolmo di eventi, persone, film, serie tv da citare o da considerare. Si potrebbe dire perfino che è un film fatto solo di quello: citazioni. Si, lo è molto più del solito. Va da se che se non vi piacciono opere del genere allora avete sbagliato sala. C'è sempre il Re Leone in quella accanto.

mercoledì 11 settembre 2019

IT: CAPITOLO 2 - Andrés Muschietti

Di cosa avete più paura? Di sicuro la risposta più sincera non può non essere che di qualcosa che vi portare dietro sin dall'infanzia. Un trauma sepolto. Un mostro che si nasconde lì da quando eravate piccoli e che non avete mai sconfitto definitivamente. Per alcuni potrebbe essere proprio la paura per i pagliacci (o clown che dir si voglia), magari un incubo nato la sera in cui avete visto il "vecchio" IT alla TV e che ora, cresciuti, stride nel vostro cervello come il rumore delle unghie sulla lavagna. Il secondo capitolo dell'IT di Muschietti parla pressapoco di questo, discostandosi dall'alternatività tra presente e passato che caratterizza la narrazione del Romanzo di Stephen King, prima che della sua trasposizione televisiva del 1990. 

venerdì 30 marzo 2018

READY PLAYER ONE - Steven Spielberg

Un "certo" Steven Spielberg (vi dice nulla questo nome?) ritorna sul grande schermo e lo fa in grande stile, con una pellicola che è insieme un inno ed un omaggio alla cultura POP della fine del secolo scorso. Quella stessa cultura POP di cui Spielberg, oltre ad essere uno dei maggiori esponenti, è icona incontrastata e che ha come fulcro il favoloso e fantomatico decennio degli anni 80.

Un film auto-celebrativo dunque? No, affatto, Ready Player One è invece una mastodontica e spettacolare opera citazionistica e celebrativa, che spazia "a 360 gradi" nelle arti del periodo, che vanno dalla letteratura al cinema fino al mondo dei videogames, in cui il termine "a 360 gradi" va inteso anche in accezione letterale, legata all'immersione in una realtà virtuale planetaria.

sabato 21 ottobre 2017

IT - Andrés Muschietti

Credevate di esservi lasciati alle spalle le paure dell'infanzia? Ebbene no, dovrete riaffrontarle da adulti se non volete galleggiare anche voi... 

Accompagnato da un marketing virale fatto di palloncini rossi appesi ai tombini di alcune grandi città mondiali o alle poltrone dei cinema metropolitani, nella stessa frequenza del capolavoro letterario di King, It ritorna dopo 27 anni dal suo riadattamento per la TV e stavolta sbarca sul grande schermo, facendo sua la massima di Sutter Cane (Il Seme Della Follia - John Carpenter): non avete letto il libro o visto la miniserie? Vedrete il film... e a questo punto i successivi Blue-ray, Streaming e quant'altro. 

Nessuno scampo dunque, nemmeno per le nuove generazioni. Non vi tocca che tenete ben chiusi gli infissi in vista della stagione delle piogge.

venerdì 13 ottobre 2017

BLADE RUNNER 2049 - Denis Villeneuve


Ho visto sequel che voi umani...

Più volte ho parlato di quanto sia "artisticamente svantaggioso", per un regista, cimentarsi con il sequel di un cult o di una pellicola che ha fatto la storia del cinema, ebbene qui si va ben oltre questo, dato che Blade Runner non è un film di fantascienza... Blade Runner è la fantascienza. Pietra miliare del genere è stata oggetto di ispirazione di numerosi film e citazioni (persino nella vita di tutti i giorni) uno dei film più belli della storia del cinema, per trama, montaggio, regia, fotografia e poetica, nonché unica trasposizione cinematografica di una sua opera letteraria, tra la miriade delle successive, che il visionario scrittore americano Philip Dick ha visto e apprezzato in vita. Pazzo sarebbe stato Denis Villeneuve se non avesse temuto il confronto.

E' forse proprio dalla paura di questo confronto che (nel bene e anche nel male) Blade Runner 2049 è venuto fuori.




Blade Runner (1982) narrava della rivolta dei replicanti ambientata nell'anno 2019 (ancora futuro anche per noi del 2017) e aveva in se interrogativi che si estendevano trasversalmente tra filosofia e scienza. Stavolta siamo nell'anno 2049. Trent'anni dopo la rivolta dei replicanti e NON mi scusino lo spoiler gli incoscienti che vorrebbero andare a vederlo senza aver visto il primo. Anche perché mi sono cadute le braccia a sentire quelli dietro chiedersi ad alta voce "chi cazzo è Deckard?".
Avevamo lasciato il nostro protagonista alle prese con la domandona esistenziale: "sono o non sono un replicante?" nata dall'interrogativo di fondo: "cos'è in realtà la vita?". Sì, insomma, cos'è che rende un vivente... vivo? Forse ché un'intelligenza artificiale altamente sviluppata non possa ambire a questo status? Quanti film abbiamo visto ispirati dall'argomento? Da L'Uomo Bicentenario a I.A.

Ridley Scott aveva le idee chiare a tal proposito, e in piena opposizione con la "mezza censura" impostagli dai produttori, nella sua director cut ci lascia "un origami" a supporto; cosa che nei cinema dell'epoca gli spettatori non avevano avuto, essendosi visti rifilare la versione politicamente corretta di un Harrison Ford umano in fuga.

La lotta ai replicanti nascosti non si è mai interrotta, anzi si è perfezionata, ma stavolta la situazione si è capovolta: a cacciarli si manda un replicante che sa di esserlo. La verità sconcertante che apprendiamo sta nell'evoluzione del concetto di base del primo film: Le ossa che il replicante K trova nella sua caccia appartengono ad una donna morta di parto, una donna, che in realtà, dopo un'approfondita analisi risulta essere una replicante. Boom! La deflagrazione del film è questa. La poetica può vivere una nuova dimensione. La scomoda verità deve essere celata per paura di una nuova e più potente rivoluzione d'armi e di pensiero; e nella sua indagine K sarà costretto, come era accaduto anche a Deckard, a guardare anche in se stesso.

Ecco, di solito sequel del genere vengono riproposti nell'anno in cui era ambientato il precedente, così come (per fare un esempio) nel 1997 uscì Fuga da Los Angeles, sequel di 1997 Fuga da New York. Da ciò è già come se trasparisse una sorta di impazienza creativa, nell'anticipo di due anni dal naturale omaggio. La potenza delle premesse filosofiche e il rispetto per il suo predecessore portano il regista a "girare un film coi guanti", persino eccessivamente artistico. Acclamato dalla critica ma indubbiamente non aperto al grande pubblico. La spontanea poetica del vecchio Blade Runner diviene allora a tratti forzata in 2049. Nel tentativo di non rovinare l'opera, Villenueve arricchisce il suo film di eccessive lungaggini, anche se queste non rovinano il prodotto finale. Blade Runner 2049 è un gran film, a cui manca però qualcosa per essere un capolavoro. Un film su cui si potrebbe scrivere un articolo "spin-off" che parli soltanto delle reazioni delle persone in sala.

Tale da non poter essere compreso a pieno da tutti, in questo coglie l'eredità del suo illustre predecessore e pare stenti al botteghino. I rimandi al primo si palesano in citazioni visive e audiovisive. La riproposizione di un "amore digitale" che sconfina nella citazione di Ghost. Gli elementi per fartelo apprezzare vengono disseminati in un post-futuro ancora più asettico e crudo. La vera scomparsa dell'umanità sta infatti nella scomparsa delle emozioni umane. Il mondo sovrappopolato del 2019 diviene uno scenario quasi desertico nel 2049. Naturalmente la dimensione resta notturna, atta a sottolineare l'assenza del calore, identificate psicologicamente con quello del sole. Un altro "film al neon" che pare più un "post apocalittico".

Ora... dato che Deckard lo ritroveremo, invecchiato, anche in questo sequel e che notoriamente i replicanti avevano vita breve, alla lunga avranno "vinto" i produttori? In tal senso il film dà una botta al cerchio e l'altro alla botte (come si suole dire) lasciando aperte entrambe le teorie per non scontentare i fan. Più che altro i fan sarebbero rimasti scontenti nel saperlo umano, ma presentandotelo da vecchio senza ammiccare al fatto che l'apparenza potrebbe ingannarci, questo sì sarebbe stato scontentare i fan.

Harrison Ford produce l'unica "battuta" di spirito di tutto il film. Suo il momento che spezza la pressione e la tensione emotiva che il film produce. Una sorta di rimando nostalgico, di quelli che strappano un sorriso amaro in un mondo divenuto senza "alcuna umana pietà".

voto 8-

sabato 26 agosto 2017

Death Note - Adam Wingard

Cosa fareste se per puro caso riceveste un quaderno "magico" col potere di uccidere chiunque, solo scrivendoci il suo nome sopra? Molti forse ci scriverebbero i nomi degli autori di questa trasposizione americana, firmata Netflix e uscita il 25 agosto scorso, del Manga/Anime giapponese divenuto ormai un cult. Nemmeno il tempo di caricarlo sullo streaming della piattaforma, infatti, che già in rete sono iniziate a fioccare le prime recensioni negative. Un flop annunciato? In fondo in fondo era quasi inevitabile che andasse così. Diciamoci la verità, le aspettative erano così tante su questo film che per realizzarle il regista avrebbe dovuto partorire un capolavoro

giovedì 17 agosto 2017

LA TORRE NERA - Nikolaj Arcel

Tirar fuori un film di 95 minuti da una saga di otto romanzi di Stephen King è ne più ne meno come proporre al pubblico cinematografico un teaser trailer dell'intera opera. Sì va ben oltre il concetto di sintesi o riassunto. Tanto che avrei potuto proporre una mini recensione anche io, per parlarne. Giusto per rimanere coerente col la vista dallo spioncino che Arcel ci propone dell'opera di King. Un'opera lunga e complessa che si interfaccia anche con altre sue opere... il "cattivo" ad esempio compare per la prima volta in un romanzo di più di mille pagine (L'ombra dello Scorpione) e ogni libro di King è davvero un mattone in quanto a dimensioni fisiche. 

giovedì 3 agosto 2017

SPIDERMAN HOMECOMING - Jon Watts

Torna (e ritorna) al cinema il re dei reboot della Marvel Studios, ma la prima inquadratura del film è tutta per "Batman"... o meglio, per Michael Keaton, che nel ruolo da Villan si rifà, però, più al suo Birdman. Ma andiamo per ordine.

Abbiamo ormai perso il conto di quanti Spiderman abbiamo dovuto "rivedere" e "rivivere". Come uno scrittore che scrive qualcosa, poi strappa il foglio e ricomincia, e che periodicamente lo rifà, Spiderman ritorna a raccontarci la sua storia. In fondo, però, è sempre stato questo il suo destino, quello dell'eterno-giovane uomo ragno: col passare degli anni i suoi interpreti crescono, diventano uomini ma lui deve restare un ragazzo, così si deve cambiare. Come un computer con poca RAM che bisogna riavviare ogni volta che questa "cresce" troppo. Ogni volta uno Spiderman diverso a secondo del filtro applicato su di esso dalla personalità e dalle idee del suo regista (che naturalmente cambia assieme a lui). Così si è passati dallo Spiderman romantico di Raimi a quello più malinconico e dark di Webb (versione che non mi è dispiaciuta). Ognuna di queste versioni è sembrata cogliere un adolescente diverso, con un carattere differente e uno stile proprio, sottolineando le turbe esistenziali della fase pre-adulta.

venerdì 16 giugno 2017

WONDER WOMAN - Patty Jenkins


Il film è mio e lo gestisco io...

Parafrasando il famoso motto del femminismo, voglio quest'oggi parlarvi di questo film, girato da una donna, su una super-eroina dei fumetti. La "donna che non deve chiedere mai", forte, cazzuta e che non ha bisogno degli uomini... ma che non li ritiene, sotto sotto, del tutto inutili. Sto parlando di Wonder Woman, che molti come me han conosciuto con la serie televisiva degli anni 70/80. Osannata in patria, questa trasposizione cinematografica di Patty Jenkins, da noi ha trovato quanto meno pareri controversi... ma andiamo con ordine.

venerdì 7 aprile 2017

GHOST IN THE SHELL - Rupert Sanders

Figurati se gli americani non si lasciano scappare l'occasione di prendere successi orientali e riadattarli alla maniera occidentale. Stessa cosa accade con questo Ghost In The Shell, trasposizione stelle-e-strisce di un manga cult giapponese, da cui sono stati tratti anche un film e una serie (anime), che iniziai a vedere un po' di tempo fa e che conservo ancora nella lista delle serie da recuperare assolutamente.

Ma come è andata stavolta? Giocandoci sopra potremmo sfotterlo: Flop in the shell, poiché pare che al botteghino sia stato accolto in maniera abbastanza "stitica" dal pubblico, sia americano che italiano. Ma è davvero tutta questa ciofeca questo film? Sotto sotto. no... ma vediamo perché.

venerdì 27 gennaio 2017

SPLIT - M. Night Shyamalan

Finalmente Shyamalan l'azzecca! Il regista più frainteso (sua culpa) della storia del cinema, l'incarnazione vivente del "è bravo ma non si applica", stavolta sembra essersi "spiegato meglio" con la sceneggiatura, riuscendo a far coincidere idea e sviluppo. Merito di una trama cruda ma essenziale e un'ambientazione semi-singola che non distrae dal tema e dalla buona recitazione degli attori. Alla fine arriva anche la genialata.

giovedì 5 gennaio 2017

ROGUE ONE: A Star Wars Story - Gareth Edwards

Uscito il 15 dicembre del 2016 nelle sale italiane, questo Rogue One (o Rogue Uno come scelleratamente tradotto in fase di doppiaggio) è la prima delle storie antologiche strettamente connesse alla saga principale di Star Wars. "Strettamente" perché a differenza di altri spin-off qui la storia è una sorta di appendice funzionale alla trama principale, legata alle vicende della costruzione della Morte Nera, l'arma di "distruzione planetaria" in mano all'Impero che i fan hanno imparato a conoscere nelle avventure di Luke Skywalker and co.

venerdì 28 ottobre 2016

NON APRITE QUELLA PORTA - Tobe Hooper (Speciale Halloween - puntata 4)

Se c'è un classicone da rispolverare per una maratona di film dell'orrore è Non aprite quella porta: un film non solo ben girato (nonostante il budget infimo) e angosciante, ma soprattutto iconico. Siamo infatti ancora nel 1974, di film horror ce ne erano già stati, ma per la maggior parte erano ancora molto legati a tematiche prettamente gotiche, quando non erano trasposizioni per il grande schermo di classici della letteratura.

Qui invece si esplora un orrore più "vicino", più "a portata di mano", "da porta accanto" appunto, un sadismo che non ci si aspetta, una violenza che non ha motivazioni (se non nella follia) eppure comunque umana: l'omicidio per il gusto dell'omicidio, siamo insomma (visto anche l'anno di uscita) quasi più dalle parti di Psyco che di Halloween (l'orrore quotidiano e non "apocalittico" come quello di Michael Myers).

giovedì 27 ottobre 2016

JACK REACHER (punto di non ritorno) - Edward Zwick

Torna al cinema Tom Cruise con quello spaccaculi di Jack Reacher, personaggio nato dalla penna di Lee Child e protagonista di una collana di libri che dal 1997 ad oggi conta una ventina di episodi. In questo secondo capitolo il maggiore in concedo Jack (senza secondo nome) Reacher dovrà occuparsi meno di spionaggio e più di una minaccia concreta ed esplicita. Perde quindi in "intelligenza" e ironia e si trasforma nel più classico degli action movie in stile anni 80 privo di orpelli. Quelli in cui l'antagonista è la nemesi del protagonista, risultando più duro da eliminare. Un classico di tutti i secondi capitoli.