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lunedì 2 febbraio 2026
Parma 1-4 Juventus – 23ª Serie A 25/26 – parmigiano grattugiato
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Snake Plissken
La Juve del filosofo Spalletti grattugia il Parma, imponendosi "protagoricamente" come unica misura della gara in quanto è stata e della gara in quanto poteva essere. Prova infatti a riaprirla con il goffo autogol di Cambiaso, ma si dice di no: questa rimonta non s'adda fare. Alla fine segna cinque gol tutta da sola. Il minimo che bisogna riconoscere a Lucianone è l'aver ridonato a questa squadra la capacità di imporsi sulle piccole, al netto del fatto che questo non ha sempre significato vittoria. Ora che si entra nel febbraietto corto e maledetto, giudicheremo se il quarto posto è fattibile o c'eravamo illusi come sempre.
giovedì 29 gennaio 2026
Monaco 0-0 Juventus – 8ª UCL 25/26 – la corazzata Jumonakim
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Snake Plissken
Diciamo le cose come stanno. Monaco Juve è stata una pantomima squallida. Un biscotto con due ciambelle che non vale i giga dello spazio che mi offre questo server per parlarne. La partita più brutta dell’anno, manco si fosse tornati al mottismo dell’anno passato. Una pantomima iniziata con dichiarazioni poco motivanti e con una formazione poco motivata. Un turn over da scampagnata, di quelli che nel decennio passato vedevamo in trasferte di fine anno, quando si era già conquistato lo scudetto con mesi di anticipo.
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The agency - serie TV - prima stagione (2024-25)
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Napoleone Wilson
E' diventato sempre più complicato scrivere una serie TV di spionaggio. Viviamo infatti in tempi folli, nei quali gli scenari mondiali mutano con un battito di ciglia ed intere nazioni possono nascere o morire a seconda di come si è svegliato qualche presidente.
A volte capita che, se hai le informazioni giuste e scegli bene gli informatori, puoi addirittura anticipare certe escalation (vedi il caso Jack Ryan), ma si tratta di casi sporadici, dove la fortuna gioca un ruolo cruciale.
Il più delle volte concentrarsi su una tematica "attuale" può diventare in molti casi un'arma a doppio taglio, che rischia di rendere obsoleta una serie ancora prima che esca.
Ci sono quindi prodotti che scelgono un approccio diverso, più "intimista" si potrebbe dire, che si concentrano sulle dinamiche interne e sulle persone invece che su trame cervellotiche e realistiche.
E' quello che accade in The Agency, serie statunitense (rifacimento pedissequo della francese Le Bureau) uscita su Paramount +, che si avvale di un cast di prim'ordine (Richard Gere, Michael Fassbender) per raccontarci una storia di agenti "in bilico", sempre sul filo del rasoio, costretti a recitare continuamente una parte. Dove finisce l'uomo/la donna e comincia l'agente? Si può consapevolmente vivere una vita (fittizia) per anni e poi tornare a vivere la vita di prima da un giorno all'altro?
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| "Quale è il tuo nome in codice? James Stock? |
Ci troviamo, lo capiamo subito, di fronte alla classica serie dove "nulla è quello che sembra" e tutti mentono. In questo caso però non accade tanto per fini di trama, magari per costruire colpi di scena ad effetto o risvolti cervellotici. No, anzi, a livello di trama generale The Agency si dimostra una serie molto classica, fin troppo banale e risaputa (sparisce un agente sotto copertura, i "nostri" devono adoperarsi per ritrovarlo prima che finisca in mani sbagliate e tradisca il Paese). E' invece la personalità dei singoli agenti ad essere messa in discussione, le loro motivazioni, la loro fedeltà all'agenzia.
Prendiamo ad esempio il protagonista principale: Martian è un agente (Fassbender) che per anni ha agito sotto copertura in Africa e ha costruito lì una vita fittizia: un lavoro di facciata e un amore che da un giorno all'altro è costretto ad abbandonare. Ma al cuore non si comanda.
Martian rappresenta al meglio questo dualismo: freddezza e spietatezza che però cedono ogni volta che si trova di fronte ad una questione di cuore. E' ancora un agente affidabile? O la sua vita sotto mentire spoglie lo ha talmente cambiato da renderlo effettivamente una persona diversa? La sua lucidità viene continuamente messa a dura prova, tanto che finisce per commettere una miriade di errori che possono costargli la vita e costarla a tuti coloro che gli sono vicini.
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| "Come avranno fatto a trovarmi? Eppure non ho detto a nessuno il mio vero nome, tranne alla mia ragazza appena giunta in Inghilterra e che non vedevo da tempo" |
Accade un po' lo stesso, in piccolo, a tutti gli altri agenti della serie che si ritrovano a mentire per mantenere la loro copertura, e ci si chiede fino a che punto riusciranno a resistere, qual è il loro "punto di non ritorno", il loro limite massimo.
E' qui che la serie gioca le sue carte migliori: l'indagine psicologica che ci porta a chiederci continuamente chi abbiamo di fronte. Probabilmente loro stessi non sanno chi sono davvero, nascosti tra la moltitudine dei loro alias e i loro discorsi indecifrabili.
Per il resto invece la serie si muove tra il rifacimento molto fedele e qualche clichè di troppo, con una costruzione degli eventi volutamente molto lenta, che aiuta a costruire l'atmosfera e la personalità dei protagonisti ma rende la trama generale (già non molto originale di suo) piuttosto sfilacciata e priva di mordente.
PRO
- Un cast di prim'ordine
- La costruzione psicologica dei personaggi
- I dilemmi morali che offre ai personaggi e allo spettatore
CONTRO
- Trama generale poco originale e un po' sfilacciata
- Ritmo piuttosto lento
- Poco originale (rispetto alla serie che riprende e in generale).
Voto 7
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lunedì 26 gennaio 2026
Juventus 3-0 Napoli – 22ª Serie A 25/26 – Ah, che bellu café
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Snake Plissken
La Juve di Spalletti si beve il Napoli di Conte, ma in fondo il calcio è quello sport in cui (spesso) vincono tutti; più di chi vince per davvero. Vince la Juve, vero, ma rimane comunque quinta, il che sa di amaro in bocca a pensarci a freddo. Quanto sarebbe pesata infatti questa vittoria se avessimo vinto a Cagliari, dove meritavamo di farlo? Quindi "vincono" anche Roma e Milan, che tengono sotto Juve e Napoli, grazie ad un pareggio nello scontro diretto, ma soprattutto vince l'inter che, dato il livello di questa serie A, ipoteca lo scudetto. E sta a vedere che per alcuni non ha vinto anche il Napoli?
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giovedì 22 gennaio 2026
Juventus 2-0 Benfica – 7ª UCL 25/26 – SplalletOne SBAM
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Snake Plissken
Juve-Benfica sembra il remake ad alto budget di Pisa. Stesso risultato, prestazione e rischi simili, ma avversario di livello superiore. Un remake la cui vera star è stato il regista. Il LucianOne nazionale che sbatte fuori dalla Champions il vecchio rivale SpecialOne e si prende la scena. La Juve infrange il tabù Benfica (sempre vittorioso in Champions contro di noi fino a ieri) qualificandosi ai playoff con un turno di anticipo e raggranellando gli stessi punti dell’ingiocabile inter. Finito il girone di Conference per loro solo sconfitte.
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domenica 18 gennaio 2026
Cagliari 1-0 Juventus – 21ª Serie A 25/26 – Prendi nota Fabregas
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Snake Plissken
Cagliari Juve è la risposta ai vari Fabregas del calcio italiano; addetti ai lavori ma anche influencer senza paracetamolo. Gente che si inventa soprannomi, come gli antichi nel paesini del sud: Il calabrese, il margherita, il quattro formaggi... questi sono i tifosi di oggi; nell'era dei tanti like e del poco calcio giocato. Ed io che mi sento sempre più vecchio e fuori da questo mondo, mentre guardo il documentario sul 1996: L'anno di Del Piero.
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martedì 13 gennaio 2026
Juventus 5-0 Cremonese – 20ª Serie A 2025/26 – la manita di Spalletti
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Snake Plissken
Per risalire all’ultima volta che la Juve rifila 5 pappine all’avversario (senza subirne) bisogna tornare indietro di 10 anni. 14/5/2016 Juve-Samp; festa per il 5º scudetto consecutivo (da notare il 5 ricorrente). Quell’anno ce lo ricordiamo bene: fu l’anno della falsa partenza e del fondo toccato a Sassuolo; il campionato che sembrava non avere padroni, finito con la memorabile, quanto travolgente, rimonta dei 91 punti. Ma se state correndo troppo sui corsi e ricorsi storici, fermatevi subito, o correte il rischio di schiantarvi contro un muro delle facili illusioni. Basta vedere quella formazione e questa per abbassare la testa.
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mercoledì 7 gennaio 2026
Sassuolo 0-3 Juventus – 19ª Serie A 25/26 – Scansuolo
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Snake Plissken
E dire che tutto era iniziato con un pallone buttato fuori, dopo appena tre secondi dal fischio d'inizio...
Ora sotto con le valanghe di meme sullo Scansuolo: la squadra di Fabio Grosso è stata davvero ben poca cosa in questa gara; e poco conta se il Mapei è stato negli anni tutt'altro che uno stadio amico. Ai dotati di senso critico, non sarà però sfuggito che la vera differenza tra il Lecce e il Sassuolo c'è stata solo nello scambio di doni tra noi e i nostri avversari di turno. Al posto di oro, incenso e mirra, il Lecce trovava Cambiaso, David e i pali, uscendo dallo Stadium felice come un bimbo che invece meritava carbone. Il Sassuolo, dal canto suo, ricambia il 6 gennaio, con un autogol e un assist al il riscatto di David. Ma la prestazione della Juventus è stata la stessa. Sia Lecce che Sassuolo sono state entrambe annichilite, solo che stavolta David segna, invece di sbagliare un rigore in maniera goffa. Quelli che oggi restano a dieta sono gli stessi che si sono abbuffati tre giorni fa. A conti fatti, è la Juve che lascia per strada due punti, non certo i nostri avversari.
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lunedì 5 gennaio 2026
Strangers Things - serie TV - quinta stagione (2025/26)
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Napoleone Wilson
10 anni. Sono passati 10 anni da quando nel luglio del 2016 Strangers Things si affacciò sui nostri schermi (televisivi e non). Netflix non era ancora l'istituzione che è oggi (non in Italia almeno) e questa piccola serie revival degli anni '80 riuscì a conquistare quasi tutti. Era un periodo nel quale gli anni '80 ce li ritrovavamo un po' ovunque, anzi probabilmente la serie dei fratelli Duffer arrivò pure un po' in ritardo alla festa, tanto che suscitò pure qualche iniziale scetticismo tra gli appassionati di fantascienza. Nel corso degli anni però superò di gran lunga il suo status di cult: finì per diventare una serie di massa, citata ovunque, tanto da riuscire a staccarsi totalmente dal confronto con le opere dalle quali attingeva in maniera evidentissima (si, Strangers Things in origine non era molto più che un bellissimo "omaggio" a IT). Diventò poi un vero e proprio brand, che diede vita ad opere di merchandising, videogiochi, giochi da tavolo...Trasformò una manciata di ragazzini in vere e proprie star, talmente riconoscibili e identificate con i personaggi che interpretavano, che i "fan" ad un certo punto cominciarono a non riuscire più a capire bene la differenza tra le due cose. Gli attori crescevano, diventavano adulti ma continuavano ad interpretare dei ragazzini che nella testa di molti restavano tali. E quindi, da un certo momento in poi, via con insulti tipici da social, accuse di "tradimento" (brutta cosa quando il fan si trasforma in fanatico), i classici review bombing sui siti specializzati che tanto abbiamo imparato a intuire da chilometri di distanza. Più sei fenomeno di massa e più non ti si perdona nulla.
Come fare allora per chiudere "bene" una serie come questa e con questo tipo di pubblico così numeroso, "particolare" e variegato? Come ideare una stagione finale che chiuda tutti i tasselli, che accontenti Netflix garantendogli visibilità estrema, che saluti tutti i fan e gli appassionati in maniera degna, senza scontentare nessuno, perfino i più rompicocomeri? No, non si può. Impresa impossibile. Questo i fratelli Duffer lo sapevano e non a caso con l'ultima stagione hanno scelto un approccio "conservativo", che privilegiasse il sentimento, a scapito dei colpi di scena ad effetto o a scelte di trama troppo divisive, senza svolte eccessivamente brusche o idee ardite in grado di sconvolgere quello che era l'immaginario della serie, che tale doveva rimanere. Strangers Things doveva chiudere in modo circolare, ritornando alle sue origini concettualmente. Chiudere così come aveva iniziato.
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domenica 4 gennaio 2026
Juventus 1-1 Lecce – 18ª Serie A 25/26 – Banda di musica
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Snake Plissken
Non venitemi a parlare di sfortuna. Questa partita è la dimostrazione che la fortuna te la devi andare a cercare e non buttarla alle ortiche. Sfortunato è fantozzi, l’originale; non il suo sosia in tribuna allo Stadium. Innanzitutto allestendo una squadra con un attaccante (letteralmente e numericamente parlando) e non con un polmone che meriterebbe la tribuna. E sbaglia Spalletti quando lo difende, foss’anche perché è il suo dovere farlo. Sbaglia quando lo mette in campo (e lo tiene 90 minuti). Sbaglia quando solo per un suo capriccio d’orgoglio non lo sbatte fuori dopo quell’obbrobrio che chiamano rigore; un calciatore in cerca di riscatto, che ha fatto cacare tutto l’anno, quella responsabilità se la prende spaccando la porta; e se il rigore lo sbaglia lo fa cercando la rasoiata, non il cucchiaino che sembra più lo stecchetto di legno dei caffè da asporto.
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