Si sentiva davvero il bisogno di un remake di Man on Fire?
Il film di di Tony Scott in fondo è uscito poco più di 20 anni fa ed era anch'esso un remake (di un film italo-francese degli anni 80).
Si sentiva davvero il bisogno poi di farne una serie? Parliamo di una storia molto asciutta, veloce, lineare. Una storia di redenzione e "vendetta", non una spy story con 3000 colpi di scena. I due film infatti erano molto simili nell'impianto.
E invece....
Man on Fire (la serie) parte dallo stesso spunto dei film, ma poi prende la tangente inerpicandosi su sentieri problematici e privi di mordente, privilegiando l'azione e la svonclusionatezza all'introspezione e alla caratterizzazione che stavano alla base delle due opere a cui si ispira (e al romanzo di A.J. Quinnell). Il problema principale non è che Abdul-Mateen II e Billie Boullet non sono all'altezza di Denzel Washington e Dakota Fanning, quanto piuttosto la scelta di diluire ed annacquare la storia, aggiungendo personaggi e situazioni, col risultato di trasformare il tutto nell'ennesima serie fracassona e piena di esagerazioni. Con buona pace del lato più emotivo ed emozionante, che aveva fatto la fortuna del film con Denzel Washington.








.jpeg)
