The boys è stata a suo modo (così come il fumetto da cui è stata tratta) una serie rivoluzionaria e spartiacque. Dopo il boom degli anni 2000 e dei primi anni del decennio seguente, sul finire degli anni '10 i film sui supereroi hanno cominciato a sentire il peso della loro vacuità e inconsistenza: giocattoloni spesso vuoti, privi di sostanza, con pretese ed effetti speciali mastodontici ma spesso poverissimi di idee e fatti con lo stampino. I supereroi belli, buoni e giusti hanno smesso di affascinare per la loro umanità, finendo per assomigliare sempre più a bambocci presuntuosi che si picchiavano tra loro, distruggendo intere città, incuranti delle conseguenze (per poi magari preoccuparsi di una singola vittima "più importante"). Non erano quasi più dei veri "eroi", ma semplicemente dei dispensatori di giustizia, spesso discutibile e decisamente personale.
Se Batman "si salvava" perchè aveva sempre avuto in fondo un'anima da antieroe (un pazzo segnato dal lutto che combatteva il crimine senza mai sottrarsi alla sua ambiguità morale) molti altri supereroi di quegli anni avevano pretese ben più nobili, senza però averne davvero le stimmate. Non erano più un ideale ma somigliavano sempre di più a dei fascistelli con tutine aderenti e mantelli sgargianti. Erano diventati spesso più detestabili dei villain che combattevano, perchè anche quando commettevano atti discutibili pretendevano di essere sempre e comunque nel giusto rispetto a loro ed avevano il potere per impedire che qualcuno potesse metterli in discussione.
Non aiutavano poi di certo le trame di quei film, che li vedevano impegnati in imprese e dialoghi sempre più magniloquenti quanto autocelebrativi e fini a sé stessi.
Accuse sempre più fondate da un certo punto in poi. Ma in molti ci avevano visto giusto già molto tempo prima.









