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sabato 7 marzo 2026

Il Signore delle mosche - miniserie (2026)


Il Signore delle Mosche è indubbiamente uno dei romanzi più discussi del novecento. Non una semplice storia di avventura, quanto più un trattato sulla natura umana, analizzata da un punto di vista cupo e pessimista. Suscitò scalpore all'epoca della sua uscita e continua a farlo anche a distanza di più 70 anni. Il punto non era la violenza in sé, ma come questa (per l'autore) fosse da sempre profondamente radicata in ognuno di noi, perfino in una mente apparentemente innocente come quella di un ragazzino. Resta sopita a causa dell'ambiente nel quale viviamo, delle leggi, del giudizio della società, ma basta togliere questi elementi e lasciare l'uomo da solo, preda solo dei suoi istinti e del bisogno di sopravvivenza e tutto cambia. La "vera natura di ognuno di noi" prende il sopravvento. Una filosofia non condivisibile magari, ma che non manca di inquietare e angosciare. Un tipo di orrore psicologico, che destabilizza. 

Nel corso del tempo diverse sono state le trasposizioni che hanno esaltato questo o quell'aspetto (la fedeltà al romanzo o la violenza spiccata), ma probabilmente non poteva esserci miglior autore di Jack Thorne (Adolescence) per fornirci una versione moderna di questo spaccato sull'adolescenza violenta così crudo.
Il Signore delle mosche (la serie) prende la stessa struttura della pluripremiata serie del 2025 (4 puntate, ognuna dedicata ad un diverso protagonista delle vicende) ma decide di rinunciare alla caratteristica scelta del piano sequenza continuo, pur risultando registicamente molto realistico, a tratti quasi documentaristico. Una trasposizione decisamente fedele, con qualche modifica necessaria.

mercoledì 29 gennaio 2025

Indiana jones e l'antico cerchio. Come i film, meglio dei film (alcuni almeno)


Inutile girarci intorno. Gran parte della fortuna di saghe videoludiche come Tomb Raider o Uncharted è dovuta alle loro "atmosfere "alla Indiana Jones. Il gusto per l'avventura, i misteri, l'esotismo mescolato con quel tocco di sovrannaturale, gli antichi templi pieni di segreti, i trabocchetti, le antiche maledizioni...Tutte caratteristiche inconfondibili che, se trasposte sulle nostre console o i nostri PC, ci permettevano di vivere quelle avventure in prima persona anche se impersonavamo protagonisti diversi da Indy, pur con dei tratti in comune.
Non che non fossero già usciti videogiochi dedicati al famoso archeologo (belli e pure di discreto successo) ma si trattava, già all'epoca di uscita di Tomb Raider, di veri e propri "reperti archeologici" al confronto, giochi che se propinati ad un videogiocatore a digiuno di storia videoludica, ci saremmo vergognati a definire come vera essenza delle avventure di Indiana Jones (anche perchè alcuni di questi appartenevano pure a generi bellissimi ma non esattamente l'essenza dell' immedesimazione). Altri poi ne uscirono, sulla scia del successo delle due saghe sopracitate ma non erano proprio il massimo.

sabato 22 giugno 2024

Sweet tooth - terza stagione (2024)


Chiudere bene il cerchio. Era questo che si chiedeva alla stagione finale di Sweet Tooth. La serie tratta dall'omonimo fumetto di Jeff Lemire non si proponeva di rivoluzionare il mondo dei serial post apocalittici o di sommergerci di misteri, ma voleva semplicemente "raccontarci una storia". La storia di un mondo in rovina e di un bambino molto particolare, un bimbo cervo, che sognava di ritrovare la sua mamma dopo aver passato una serie di traversie. Quasi come se ci trovassimo di fronte ad una fiaba della buona notte a tinte dark, dove emozione e brutalità si mescolano mostrandoci tutte le sfaccettature dell'animo umano, umanità destinata all'estinzione. L'ultima stagione di Sweet Tooth si chiude offrendoci un'ultima storia, dove il dolce e l'amaro ancora una volta si mescolano ma congedandosi con una luce di speranza e di fiducia nel futuro, nonostante tutto.

venerdì 12 maggio 2023

Sweet Tooth - serie TV - seconda stagione (2023)


Favola per famiglie e racconto post-apocalittico. Sweet Tooth nel corso delle sue due stagioni si è rivelato uno strano ibrido capace di collegare queste due anime molto diverse, un po' come il piccolo protagonista: per metá cervo e per l'altra metá umano. Mentre l'umanitá infatti, preda di una pandemia che non lascia scampo, si imbarbarisce e si autodistrugge, creando uno scenario non distante da quello di film alla Mad Max, le speranze del pianeta risiedono in una nuova specie, gli ibridi appunto. Tutti piccoli d'etá (il più "vecchio" è proprio Gus, il personaggio principale) ma molto più connessi col nuovo mondo e le sue nuove regole. Un nuovo mondo, plasmato a forma di bambino, un luogo dove le vecchie vestigia dell'umanitá sembrano fuori posto, ridotta ad uno sciacallaggio che non porta da nessuna parte: i vari ceppi della malattia (l'afflizione) hanno ridotto la popolazione mondiale del 99% e quei pochi rimasti si ammazzano tra loro. Ma in che modo gli ibridi hanno a che fare con la pandemia e in che modo possono costituire la soluzione? E' ciò che ci viene raccontato anche in questa seconda stagione, nella quale le varie storie raccontate nei primi 8 episodi arriveranno a confluire e i vari personaggi finiranno per ricongiungersi prima di lottare in una definitiva (?) battaglia per la sopravvivenza.
Dopo aver plasmato una sua mitologia e averci fatto conoscere tutti i vari personaggi e il loro percorso (pre e post pandemia) in questa seconda stagione Sweet Tooth si fa meno racconto di formazione e più classica avventura per famiglie. Svanisce l'effetto sorpresa dato dal voler scoprire i vari misteri di un mondo alla deriva, mentre il piccolo Gus si ritroverá prigioniero del temibile Generale Abbott, determinato a trovare a tutti i costi una cura prima che l'umanità venga definitivamente spazzata via (con modi molto poco ortodossi ovviamente). 

sabato 23 aprile 2022

Outer Wilds - un meraviglioso universo indisponente


Una caratteristica che i videogiochi moderni sembrano avere perso è la capacità di stupire. Spesso si tende a seguire una corrente, quella del genere che va per la maggiore e che permette di accontentare il grosso dell'utenza. Ecco quindi prima la moda sei Soulslike, poi quella dei Roguelike, siamo l'epoca dei likes d'altronde. Senza dimenticare poi quelle software house specializzate in un solo genere o che utilizzano le stesse meccaniche in ambientazioni e stili diversi (Ubisoft). Ogni tanto però ci si imbatte in videogames che sono difficilmente catalogabili e che, soprattutto, sono così particolari da meravigliare. Outer Wilds appartiene a questa categoria: un videogioco così originale e pieno di sorprese da cadere vittima spesso delle sue stesse regole e peculiaritá.