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Visualizzazione post con etichetta loop temporali. Mostra tutti i post
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venerdì 15 novembre 2024

The Devil's Hour - seconda stagione (2024)


Più ambiziosa della prima (anche se meno originale), la seconda Stagione di Devil's Hour ci catapulta di nuovo in un horror/thriller dove realtà e immaginazione si fondono e i piani temporali e gli universi mutano, si scontrano, rendendo difficile (almeno inizialmente) comprendere totalmente gli eventi. 
Mettendo da parte la componente più tipicamente horror (ad esempio le "presenze esterne", scambiate inizialmente per fantasmi, sappiamo che tali non sono) in questi 5 episodi predomina la fantascienza. Una fantascienza che riprende i classici universi e realtà parallele, gli sbalzi temporali, i loop (immaginate un Ricomincio da Capo dove a ripetersi non è una singola giornata ma un'intera vita) ma lo fa con un approccio più "europeo", dove a dominare non è l'azione ma l'introspezione. 

giovedì 29 febbraio 2024

Progetto Lazarus - seconda stagione (2023-2024)


Se c'è una cosa che odio nei film/telefilm è l'incoerenza dei personaggi. Quelle situazioni nelle quali qualcuno si ritrova a cambiare idea ogni puntata o addirittura ogni 10 minuti, senza apparenti spiegazioni, solo per il gusto di inserire un colpo di scena. Accade molto spesso nelle opere di fantascienza raffazzonate, soprattutto in quelle che vogliono procedere per accumulo, senza prendersi il tempo necessario per fare maturare determinate decisioni, come se i personaggi fossero tutti schizofrenici, delle schegge impazzite che oggi morirebbero per salvarti per poi cercare a tutti i costi di ucciderti domani. E' quanto accade nella seconda stagione di Progetto Lazarus.

venerdì 16 dicembre 2022

Progetto Lazarus - serie TV (2022)


Probabilmente il loop temporale è una delle tematiche più affrontate dalla fantascienza attuale. Forse perchè non necessita di particolari regole o spiegazioni. Scegli un periodo temporale (qualche ora, un giorno, una settimana) e fai in modo che il protagonista riviva gli stessi eventi fino a quando non trova il modo di uscirne. Non stupisce quindi il fatto che in breve questa "trovata" sia diventata inflazionata, per quanto nelle mani giuste possa ancora esprimere parecchio potenziale.
Progetto Lazarus si inserisce in questo filone e lo fa in maniera piuttosto ordinaria tutto sommato ma si rivela interessante per 2/3 variazioni che gli conferiscono una certa originalità.

Fin dagli albori, da Ricomincio da Capo, il loop è quasi sempre stato visto come qualcosa di personale, intimamente legato al protagonista e solo a lui, un modo col quale qualcuno o qualcosa gli sta dicendo di cambiare la sua vita. In Progetto Lazarus è il contrario (almeno all'inizio, poi anche in questo caso i risvolti personali e sentimentali si prendono una parte importante): il loop è giá un evento consolidato, utilizzato da un'organizzazione per scongiurare la fine del mondo. Esatto, qui non si tratta di cambiare la propria vita ma di salvare quella di tutti. E il protagonista ci si ritrova all'improvviso. Lui è infatti solo l'ultimo arrivato, uno dei pochi al mondo però in grado di fare resettare l'orologio e tornare ad un checkpoint: un punto nel tempo dal quale ricomincia tutto da capo, come se nulla degli eventi successivi fosse accaduto.


"Elon Musk ha appena comprato Amazon, Netflix e Sky. Che facciamo, resettiamo il mondo?"

E' questa forse la variante più interessante della serie: la meccanica del "salto" è qui infatti un misto tra un viaggio nel tempo ed un loop temporale. La scelta di tornare indietro è consapevole, voluta, una volta che si ritenga che il mondo stia per scomparire per sempre (a causa di una bomba atomica ad esempio). Non accade indipendentemente dalla volontá umana. E' infatti opera dell'organizzazione ed il singolo deve uniformarcisi. Non si può infatti attivare un loop per fini personali e non di vasta portata. Ma se uno volesse utilizzarlo invece proprio per questioni personali, tipo la morte di una persona cara? Beh, è lì che cominciano i veri problemi, altro che terroristi. E' in quel caso che tutto va a scatafascio. E qui entra anche in campo la seconda variazione interessante.

"Vuoi una pausa di riflessione? Ok, mi va bene, nessun problema, ora scusami ma ho fretta, devo andare al lavoro immediatamente, ho una cosa importantissima da fare"

Qualora si disponesse della capacitá di fare tornare indietro il tempo per salvare l'amore della vostra vita cosa sareste disposti a fare? A distruggere il mondo intero? Ad ammazzare l'intera razza umana? Tanto poi l'organizzazione, arrivati al punto di non ritorno, resetterà tutto e ogni cosa tornerà come prima, giusto? Si, e no: ci sarebbe sempre il problemino del checkpoint, che segna il punto di non ritorno nel passato e se non ci state attenti siete fottuti: cosa stava accadendo in quel momento? Cosa era giá accaduto e non può mai più accadere? Avete presente quei videogames col salvataggio automatico che scelgono di salvare proprio in un momento nel quale avevate una sola vita, pochissima energia ed avevate finito tutti i proiettili? Ecco, una cosa del genere. 


"Esatto, sono un nerd che vuole rubare una testata nucleare ad un gruppo di terroristi e distruggere il mondo intero. Perchè nessuno mi prende mai sul serio?"


Sempre che poi effettivamente riusciate nel vostro intento e il loop venga attivato per davvero (volete fare detonare una bomba atomica ed avete in mano una puzzetta? Diventate semplicemente terroristi e assassini, il mondo va avanti e ve la prendete in quel posto)
Ed è questa meccanica particolare dei viaggi nel tempo che rende tutti i protagonisti a rischio "defezione", che fa si che non ci si possa fidare di nessuno, che non renda nessuno il vero eroe della storia (seppur in teoria questi salvino il mondo, nonostante tutto), neppure il protagonista. Anzi quest'ultimo per buona parte della storia assume il ruolo opposto.

The Lazarus Effect insomma presenta delle caratteristiche peculiari che rendono sicuramente la visione interessante. Sempre se riuscite a superare le ingenuità e le forzature di trama (personaggi che fanno scelte illogiche o sgominano da soli interi eserciti o penetrano in due secondi in edifici sorvegliatissimi). E ce ne sono tante. Serve una certa dose di elasticità e sospensione dell'incredulità.
Un prodotto in definitiva godibile per tutti i fan di certa fantascienza, se non cercate la plausibilità sempre e comunque.

PRO

- Seppur inflazionata la dinamica del loop ha ancora il suo fascino
- Alcune idee interessanti 
- Alcuni risvolti di trama piuttosto coraggiosi

CONTRO

- Tantissime forzature
- Effetti speciali non sempre all'altezza
- Finale apertissimo

Voto 7

sabato 23 aprile 2022

Outer Wilds - un meraviglioso universo indisponente


Una caratteristica che i videogiochi moderni sembrano avere perso è la capacità di stupire. Spesso si tende a seguire una corrente, quella del genere che va per la maggiore e che permette di accontentare il grosso dell'utenza. Ecco quindi prima la moda sei Soulslike, poi quella dei Roguelike, siamo l'epoca dei likes d'altronde. Senza dimenticare poi quelle software house specializzate in un solo genere o che utilizzano le stesse meccaniche in ambientazioni e stili diversi (Ubisoft). Ogni tanto però ci si imbatte in videogames che sono difficilmente catalogabili e che, soprattutto, sono così particolari da meravigliare. Outer Wilds appartiene a questa categoria: un videogioco così originale e pieno di sorprese da cadere vittima spesso delle sue stesse regole e peculiaritá.

domenica 19 gennaio 2020

RUSSIAN DOLL - serie tv (2019)

Avete presente "Ricomincio da capo", il film nel quale Bill Murray era costretto a rivivere lo stesso giorno, ancora e ancora, fino a capire dove aveva sbagliato nella vita? Sebbene non si trattasse del primo film che utilizzava questo espediente ("Mezzanotte e un minuto" è dello stesso anno ed è tratto da un cortometraggio di qualche anno prima), di sicuro si tratta di quello che ha trovato la formula vincente e l'ha codificata. 
Da quel momento in poi sono usciti decine di rifacimenti (E' già ieri), rimaneggiamenti, varianti (50 volte il primo bacio), scopiazzature,  perfino nel mondo delle serie tv (X-Files, Buffy, Doctor Who...). Proprio da questo mondo proviene anche Russian Doll, serie tv scritta, ideata ed interpretata (in pratica ha fatto tutto lei) da Natasha Lyonne, uscita su Netflix nel 2019.

giovedì 5 giugno 2014

EDGE OF TOMORROW (Senza Domani) - di Doug Liman

Accompagnato dall'hashtag promozionale #vivimuoriripeti è uscito nei cinema l'ultimo di Tom Cruise e se fossimo titolisti con uno spiccato senso del sarcasmo citazionistico, potremmo quasi sottotitolarlo con: "La guerra della Marmotta". In fondo si è sittotitolato di peggio. Ricorderete di certo Bill Murray in Ricomincio da capo (Groundhog Day) che si svegliava ogni giorno lo stesso giorno, come in una maledizione... Bene, il meccanismo principale su cui si basa il film è quello, già ripreso a suo tempo da Duncan Jones in Source Code (oltre che dal remake di Albanese). Cosa curiosa, lo stesso Oblivion ricordava molto da vicino un altro film dello stesso Jones (Moon) per il colpo di scena finale.

venerdì 6 maggio 2011

SOURCE CODE - Duncan Jones

“Si accorse di trovarsi nel passato e guardandosi allo specchio vide una faccia che non era la sua…” Mente vuota e nuovo inizio, (anche per lo spettatore) come appena nato, un uomo impaurito, fuori luogo e fuori tempo, seduto su un treno fissa fuori dal finestrino, di fronte a lui una ragazza che lui non conosce ma che sembra conoscerlo bene e per tutto il film un’unica domanda: “cosa faresti se sapessi di star vivendo gli ultimi 8 minuti della tua vita?”. Fin dall’inizio gli amanti di Quantum Leap capiscono bene di cosa si tratta, ma stavolta non c’è il il dottor Samuel Beckett su quel treno ma il capitano Colter Stevens, novello viaggiatore del tempo con il cervello in pappa per il cocktail di neuroni che ha col suo organismo ospitante, ma con soli 8 minuti per  “modificare in meglio gli eventi” prima che tutto si resetti e lui ritorni nella sua capsula da cavia di laboratorio per programmare il nuovo inizio in stile giorno della marmotta.

Le citazioni sono chiare ed inequivocabili, il regista, quel Duncan Jones figlio di cotanto David (Bowie) Jones, torna alla fantascienza e dopo aver reso omaggio a 2001 odissea nello spazio col suo esordio alla regia (Moon) ora si cimenta in una sorta di personalissimo remake (a grandi linee) di Quantum Leap, “aggirando” il veto imposto dalla Universal che a tutt’oggi non ha ancora messo fuori una riproposizione del telefilm più premiato degli anni novanta. I fan di quest’ultimo apprezzeranno di sicuro lo sforzo arricchito dal cameo telefonico dello stesso Scott Bakula alla fine del film, chicca che come al solito noi poveri cinefili del Bel Paese ci perderemo per colpa del doppiaggio, come a dire: vi lasciamo il titolo originale ma vi priviamo della ciliegina sulla torta. E dire che in un intervista concessa al sito i 400 calci lo stesso regista aveva suggerito la soluzione più semplice al problema, cioè ingaggiare per quella parte il doppiatore di Bakula nel telefilm (Massimo Giuliani), appello, manco a dirlo, caduto nel vuoto. Peccato che sia proprio il grande Tonino Accolla (direttore del doppiaggio) a farci questo grande torto.

Proprio come il suo predecessore Moon, Source code è essenziale e diretto, condito dallo stesso interrogativo: fino a che punto si può strumentalizzare e sfruttare la vita e la morte di un uomo per salvare l’umanità? Il dottor Samuel Beckett non fece mai ritorno a casa e continua ancora oggi (nella sua realtà alternativa) a saltare di vita in vita per adempiere alla sua missione, qui invece al protagonista sarà chiesto addirittura di ripetere la sua missione fino a che non sarà riuscito a compierla e a morire più e più volte, proprio come in un videogame. Ecco un altro omaggio del regista, stavolta al mondo videoludico della Rockstar e a quel Grand Theft Auto amatissimo dai videogiocatori più o meno accaniti, che ha voluto inserire in quel salto dal treno per sua stessa ammissione, ottenendo una cinetica di caduta realistica che si ottiene solo in quel gioco e che non si era ancora visto in un film. Non è un caso, infine, la scelta del protagonista principale, proprio quel Jake Gyllenhaal già martire dei viaggi nel tempo in Donnie Darko 10 anni or sono.

Tale surplus di citazioni poteva risultare in qualche modo troppo ridondante (come in una sorta di “scary movie serio”) ma in realtà risulta ben riuscito. Un turismo “cito-gastronomico” che toccherà le corde degli amanti della fantascienza spazio-temporale ma senza esagerare, come chi nel web lo paragona a un Inception meglio riuscito… siamo seri! Non scomodiamo il capolavoro di Nolan.

MINI-SPOILER nero su nero: <<Pecca forse sia per il finale da “volemose bene”, simile al lieto fine (politicamente corretto) di Moon, che per la poca originalità>> (evidenziare per leggere)

voto 8-