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domenica 9 febbraio 2020

After Life - serie tv (2019)

Si può scherzare sulla morte? L'argomento è delicatissimo e richiede di essere affrontato con i piedi di piombo, ma in generale si può. Basta vedere questa serie tv del 2019, uscita su Netflix, che ha per protagonista un Ricky Gervais cinico e disilluso. After Life affronta tematiche importanti spesso col sorriso sulle labbra ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di risate amare, che non fanno sganasciare ma anzi ci fanno riflettere e rappresentano spesso un vero e proprio pugno nello stomaco, distruggendo le nostre certezze e sicurezze. 

domenica 8 settembre 2019

Mindhunter - seconda stagione (2019)

Il 99% delle serie tv (e dei film) che hanno come tematica principale la cattura di un serial killer scelgono di concentrarsi sulle indagini, sull'accumulo di domande e di misteri, spesso sull'azione nuda e cruda. E' normale che sia così: ad affascinare lo spettatore è la suspance, il colpo di scena, la "caccia al colpevole" che ha la sua risoluzione proprio nelle battute finali. D'altronde è un po' quello che avviene nella classica struttura di un giallo. Se elimini questo elimini tutto di fatto. O no? Fin dalle prime puntate della prima stagione di Mindhunter avevamo capito invece che ci trovavamo di fronte a qualcosa di completamente diverso nel panorama seriale (non killer in questo caso): non l'assassino ma gli assassini, non il detective senza macchia che indaga su un omicidio, ma una task force che si concentra sui processi mentali dei più efferati killer della storia. Un telefilm insomma che si concentra su tutto quello che spesso ci viene omesso altrove: chi sono in realtà questi folli? Perchè arrivano a commettere atti che per una persona dotata di senno appaiono assurdi? Hanno dei tratti in comune tra di loro? L'indagine insomma non è sul fatto in se ma su tutto quello che potrebbe portare a commettere quel fatto. Un qualcosa di simile (per certi versi) ad opere come Manhunter (il film): per prendere un assassino serve un assassino e serve capire chi è. Ma tutto questo non è alla fin fine un mero e noioso esercizio di stile? Come può tutto questo appassionare (non c'è un colpevole da smascherare, non nell'immediato almeno, non c'è un "caso" classico, non c'è azione)? Puo.

martedì 13 agosto 2019

Santa Clarita Diet - terza e ultima stagione (2019)

E' sempre più sconfortante cominciare a guardare la "nuova" stagione di una serie tv che è stata da poco cancellata. Ti metti insomma totalmente nelle mani degli autori: avranno costruito un qualcosa di "conclusivo? La stagione sarà costruita come un contenitore di cliffhangeroni che poi butterai nel water assieme a buona parte della serie, che nel frattempo sarà resa inutile e dimenticabile proprio da quella chiusura (ogni riferimento al potenziale totalmente sprecato di The O.A. è puramente voluto)? E' come saltare nel buio insomma, lo stesso mostro che Netflix per anni aveva strenuamente scacciato - quella netta sensazione che si prova quando guardi una serie tv sui network/canali tv tradizionali e stai sempre lì col timore che possano chiudertela per mancanza di ascolti - che si ripropone sotto mentite spoglie. Qui il meccanismo degli ascolti non è presente (non sotto le stesse modalità almeno) e almeno non c'è il rischio che tu possa ritrovarti col cerino in mano in mezzo ad una stagione che manco finisce (tutte le puntate sono immediatamente disponibili), però cominci sempre più ad imbatterti in una marea di spunti, idee, storie, personaggi che si perdono nel nulla, "tagliati" per lasciar spazio a qualcosa di più redditizio. Ciò che aveva reso insomma Netflix quello che era (una presunta autorialità e un certo menefreghismo nei confronti di dinamiche del momento o puramente commerciali) sembra un lontano ricordo, manco un cast ricco e pieno di nomi altisonanti sembra più essere garanzia di lonegevità. Si, certo, ovvio che prima o poi ci si sarebbe arrivati  comunque, il fine ultimo è sempre quello di far soldi, però il cambiamento è stato forse troppo repentino, la famosa ecatombe delle serie Marvel insomma è stata insomma una specie di salto dello squalo.

mercoledì 17 luglio 2019

Stranger Things - terza stagione (2019)

In principio fu il Natale, poi arrivò Halloween, infine fu la volta del 4 luglio. Non si tratta di un calendario sballato che prevede solo le feste più popolari in  U.S.A. ma del periodo dell'anno nel quale sono ambientate le varie stagioni di Stranger Things. Non solo momenti dell'anno, ma vere e proprie stagioni della vita delle persone e dei protagonisti della serie. Se la natività poteva essere accomunata all'infanzia, la notte delle streghe alla crescita con la scoperta delle prime paure, il 4 luglio è una festa profondamente americana, totalmente diversa dalle altre nello spirito e nelle intenzioni. Festa dell'Indipendenza, che nella mente di un adolescente rappresenza la voglia di smarcarsi da tutto ciò che rappresenta il passato e la nascita dei primi amori. Max e Lucas ormaì come fanno coppia fissa. così come Mike e Undi (per il disappunto di Hopper), Will (che vorrebbe che tutto restasse come prima tra i membi del gruppo) e Dustin (tornato dalle vacanze con una nuova fidanzatina, con la quale può però parlare "a distanza") finiscono per restare ai margini. Il primo non riuscirà a celare la sua insofferenza, il secondo si affiderà invece ancora una volta a Steve che lo  asseconderà finendo per cacciarsi in guai grossi. A loro due si affiancherà una new entry, Robin (la figlia d'arte Maya Hawke), collega di lavoro di Steve, che mostrerà uno spiccato spirito d'iniziativa e parecchie capacità.

mercoledì 30 gennaio 2019

Hill House - prima stagione (2018)

This house aches
I whistle it's tune
After so much noise
Freedom is silence
Half the house is missing
Taken half of me with it

(Marillion - House)


Hill House è, come prevedibile dal nome, l'ennesima serie tv su una casa stregata (è tratta dal romanzo "L'incubo di Hill House", di Shirley Jackson). I cliché ci sono tutti e sono così classici che più classici non si può (ad esempio i buu ripetuti insistentemente e sempre con le solite modalità), la solita storia dei fantasmi che infestano l'edificio, i soliti segreti custoditi dal passato, la classica scena con la persona che, "posseduta" e plagiata dallo spettro, compie gesti dei quali poi si pentirà una volta rinsavita. Avrete capito insomma che ci troviamo di fronte ad un prodotto che di certo non ha tra le sue qualità l'originalità. Eppure, puntata dopo puntata, flashback dopo flashback, apparizione dopo apparizione, vi accorgerete che piano piano anche voi siete stati catturati dai fantasmi, solo che si tratta dei fantasmi interiori dei protagonisti.

venerdì 18 gennaio 2019

Ozark - seconda stagione (2018)

La prima stagione di Ozark aveva tutto quello che doveva avere: uno spunto di partenza interessante (per quanto per nulla originale), un buon cast, un'ottima recitazione, un'ambientazione d'atmosfera...Eppure (anche se si trattava sostanzialmente di una buona serie tv) si avvertiva la sensazione costante che gli mancasse qualcosa, che si mantenesse ancorata ai dettami del genere di appartenenza senza però offrire qualcosa di realmente nuovo, quantomeno di riconoscibile. Una serie tv competente ma "già vista", col solito "aspirante criminale" che deve barcamenarsi tra personaggi e situazioni poco raccomandabili per salvare la pellaccia. Si, bravo Jason Bateman, ma quasi tutto faceva più da contorno che altro e le situazioni non erano così appassionanti e spesso la tensione latitava. La confezione era ottima ma il contenuto non sempre così sopraffino. 
La seconda stagione cerca di rimediare a questi difetti (comunque minori rispetto ai pregi) provando ad inserire una serie di elementi che donano al tutto un sapore più particolare.

sabato 27 ottobre 2018

Resident Evil 7 - Capcom (2017) - Resident Evil o Resident RevEvil?

"E' un Resident Evil/Non è un vero Resident Evil", è a questo in buona sostanza che si possono ridurre buona parte delle recensioni che hanno per oggetto l'ultimo capitolo della saga di Capcom. Di queste circa il 90% parlano in pratica solo del fatto che è in "Prima persona". Ok, ma com'è il gioco? E' bello, brutto, fa paura, fa orrore, fa schifo? Queste sue caratteristiche (che lo riportano al passato o lo proiettano nel futuro in quanto a dinamiche) funzionano davvero o sono solo un contentino per i fan piuttosto che un modo per far parlare di se per qualcosa di inedito e inatteso? Vediamo di analizzarle punto per punto.

venerdì 25 maggio 2018

Sneaky Pete - seconda stagione [Serie Tv 2018]

Avevamo chiuso la recensione della prima stagione di Sneaky Pete con una considerazione: probabilmente sarebbe stata più azzeccata una stagione autoconclusiva, c'è infatti il rischio che questo tipo di produzioni (è insito nel genere) finiscano per diventare ripetitive e spesso la parodia di se stessi (vedi le ultime stagioni di Dexter). Il reiterare certe soluzioni, alcuni escamotages classici, rendere alcuni personaggi sempre più sprovveduti ma sempre più fortunati nel farla franca o scampare alla morte (vedi sempre le ultime stagioni di Dexter) quando invece prima erano ingegnosi, sono tutte possibilità che bisogna mettere in conto una volta che si decide di far durare una serie di quel genere per più stagioni. Rischio quindi che si può applicare perfettamente anche a Sneaky Pete. Torna quindi il gangster che tiene il nostro Marius/Pete sotto scacco, tornano i suoi "complici", torna il piano per sgraffignare il bottino del gangster magari levandoselo definitivamente dai piedi, torna la famiglia "finta" da tenere buona per poter fare il colpo... Ci troviamo insomma davanti al classico more of the same: situazioni assimilabili a quelle della prima stagione però elevate al quadrato: più personaggi, più segreti, più situazioni bizzarre, più grane da risolvere, colpo più in grande stile...Si nota insomma a tratti una maggiore esagerazione e una certa confusione nel dipingere le varie sottotrame. Il risultato è una seconda stagione meno lineare e più precaria ma che alla fine funziona lo stesso grazie alla forza dei personaggi. Però non c'è Bryan Cranton.

venerdì 18 maggio 2018

Sneaky Pete - prima stagione [Serie Tv 2015-17]

Non si può certo dire che Bryan Cranston, dopo la chiusura di Breaking Bad, sia rimasto con le mani in mano, anzi negli ultimi anni si è imbarcato in una miriade di progetti: sia come attore nei ruoli più disparati (Trumbo, Proprio lui?), che come doppiatore (L'isola dei cani), che come produttore (Philip K. Dick's Electric Dreams). Non si è fatto mancare nulla insomma. Ci mancava solo che si mettesse a fare pure il regista o lo sceneggiatore e il quadro era completo. No, a dire la verità ha fatto pure quello e tutto in una sola serie tv: Sneaky Pete. Quest'ultima infatti non solo è stata creata dallo stesso Cranston (assieme a David Shore) ma egli ne è anche lo sceneggiatore, il regista (per un episodio) e ci recita pure. Ha fatto un po' tutto lui insomma. Uscita nell'arco di un paio di anni (dal pilota, del 2015, alle seguenti 9 puntate rilasciate nel 2017) sul servizio streaming di Amazon Video, Sneaky Pete è forse quanto di più vicino ci possa essere per Cranston alla serie ideata a suo tempo da Vince Gilligan: così come per Walter White, la serie è basata infatti su un criminale (Pete Murphy) costretto a barcamenarsi continuamente tra vicende criminose e vita quotidiana in una famiglia inconsapevole, solo che qui non ci troviamo davanti ad uno spacciatore ma ad un truffatore: talmente truffatore che pure la famiglia non è la sua vera famiglia e pure l'attore protagonista non è Bryan Cranston ma Giovanni Ribisi

sabato 12 maggio 2018

The Good Place - seconda stagione [Serie Tv 2017-18]

E' difficile per una serie tv comica riuscire a far ridere e allo stesso tempo offrire spunti di riflessione, una morale, un qualcosa che vada al di là della sola battuta fine a se stessa. Il 90% delle produzioni si affidano così al facile e sicuro doppio senso o, al contrario, risultano troppo "buoniste" per essere efficaci a livello comico-dissacrante. La prima stagione di The Good Place dimostrava invece che era possibile un perfetto connubio tra momenti leggeri ed altri più "impegnati" senza mai perdere di vista l'obiettivo primario: far divertire. Il merito principale della creatura di Michael Schur (Brooklyn Nine-Nine) era quello di offrire sempre nuove soluzioni e trovate, sviando il "gia' visto" e il banale, anche quando sembrava si ficcasse in un vicolo cieco. Il punto forte della serie insomma è sempre stata la trama.

sabato 14 aprile 2018

MR. ROBOT - terza stagione [Serie Tv 2017]

Osannato dopo una prima stagione stilosa ma piuttosto ruffiana per poi venire messo da parte quando i nodi vennero al pettine dopo la seconda stagione. Questo in breve il destino di Mr. Robot: essere tradito dalla sua stessa capacità di sembrare più di quello che era. Eppure gli spunti interessanti c'erano, bisognava soltanto aggiustare la mira e aggiungere più sostanza, più "empatia" con i personaggi, più coinvolgimento, rendendo la serie meno ingenua e più centrata. Per fortuna è proprio quello che accade in questa terza stagione della serie tv di Sam Esmail: un prodotto che non rinuncia ai suoi tratti distintivi ma che finalmente fa un passo in avanti nella giusta direzione, riuscendo ad intervenire proprio sui tasti dolenti che affossavano le grandi ambizioni che ci si prefiggevano nei primi 20 episodi.

giovedì 8 febbraio 2018

Altered Carbon - Prima stagione (2018)

Netflix negli ultimi anni ha cercato sempre piu' di avvicinare i prodotti televisivi alle grandi produzioni cinematografiche, attirandosi perfino a volte le critiche da parte di registi e adetti ai lavori del mondo del cinema. Se già altri in passato avevano dimostrato di poterci arrivare, Netflix si è sempre mostrata intenzionata ad alzare l'asticella sia della qualità, che delle aspirazioni che dello stesso budget a disposizione, portando sul piccolo (o piccolissimo se guardate le serie su uno smartphone) schermo prodotti sempre più audaci. L'approdo di una serie come Altered Carbon segna un nuovo standard sotto questo ambito: un telefilm cyberpunk dai contenuti profondi e violenti, pieno di analisi sulla natura umana e sul concetto di "vita". Un prodotto insomma "ambiziosetto" e sostanzialmente inedito per gli standard netflixiani questa serie tratta dal romanzo "Bay City" di Richard K. Morgan. Un prodotto che ha affascinato il pubblico a giudicare dalle "visualizzazioni" pur non ricevendo il plauso unanime della critica (chi lo ritiene troppo action, chi, come in parte chi scrive, lo ritiene un po' lento ad ingranare). In realtà questo Altered Carbon è un prodotto forse poco originale e non privo di difetti ma che rapisce, tanto visivamente quanto concettualmente.

venerdì 5 gennaio 2018

Trollhunters - Seconda stagione [Serie Tv 2017]

Guillermo del Toro ama districarsi da sempre tra i generi più diversi: basti pensare che nel corso degli anni è riuscito a passare con disinvoltura dal fantasy (Hellboy, la sceneggiatura de Lo Hobbit), all'horror (The Strain, Crimson Peak), alla fantascienza (Pacific Rim), ai videogiochi (collabora da qualche tempo con Kojima per Death Stranding). Se tutta questa creatività nella gran parte dei casi non è riuscità a intaccare la qualità dei suoi lavori molto spesso però gli ha regalato diverse delusioni in quanto a progetti (è un tipo forse spesso troppo ambizioso) sfumati. 
Non stupisce quindi che dopo il successo della prima stagione di Trollhunters lui e la Dreamworks (e pure Netflix ovviamente) si siano messi in testa di "espandere" la mitologia della saga con un progetto denominato Tales of Arcadia (che vedrà altre due serie ambientate nello stesso universo: 3 Below che uscira' quest'anno e Wizard, prevista per il 2019) dal quale questa seconda stagione di Trollhunters prende il sottotitolo. Solo il tempo ci dirà se sarà stata una mossa lungimirante o meno, nel frattempo vediamo com'è questa seconda tornata di episodi della serie madre.

lunedì 30 ottobre 2017

Stranger Things - seconda stagione [Serie Tv 2017]

"Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista" cantava qualche anno fa Caparezza. E figuratevi quanto deve essere stato difficile creare il seguito di quella che puo' essere definita come la serie tv piu' iconica e celebrata del 2016, la più citata, apprezzata, idealizzata, pubblicizzata, più "hypizzata"...metteteci tutti i "più" che preferite. Non solo infatti ci trovavamo di fronte ad un prodotto ben confezionato e ben recitato, ma Stranger Things nei suoi primi 8 episodi ci riportava ( senza bisogno di una Delorean) all'interno degli anni '80, non attraverso un semplice omaggio ma proprio calandoci  completamente in quelle atmosfere e in quel modo di essere.

venerdì 13 ottobre 2017

BLADE RUNNER 2049 - Denis Villeneuve


Ho visto sequel che voi umani...

Più volte ho parlato di quanto sia "artisticamente svantaggioso", per un regista, cimentarsi con il sequel di un cult o di una pellicola che ha fatto la storia del cinema, ebbene qui si va ben oltre questo, dato che Blade Runner non è un film di fantascienza... Blade Runner è la fantascienza. Pietra miliare del genere è stata oggetto di ispirazione di numerosi film e citazioni (persino nella vita di tutti i giorni) uno dei film più belli della storia del cinema, per trama, montaggio, regia, fotografia e poetica, nonché unica trasposizione cinematografica di una sua opera letteraria, tra la miriade delle successive, che il visionario scrittore americano Philip Dick ha visto e apprezzato in vita. Pazzo sarebbe stato Denis Villeneuve se non avesse temuto il confronto.

E' forse proprio dalla paura di questo confronto che (nel bene e anche nel male) Blade Runner 2049 è venuto fuori.




Blade Runner (1982) narrava della rivolta dei replicanti ambientata nell'anno 2019 (ancora futuro anche per noi del 2017) e aveva in se interrogativi che si estendevano trasversalmente tra filosofia e scienza. Stavolta siamo nell'anno 2049. Trent'anni dopo la rivolta dei replicanti e NON mi scusino lo spoiler gli incoscienti che vorrebbero andare a vederlo senza aver visto il primo. Anche perché mi sono cadute le braccia a sentire quelli dietro chiedersi ad alta voce "chi cazzo è Deckard?".
Avevamo lasciato il nostro protagonista alle prese con la domandona esistenziale: "sono o non sono un replicante?" nata dall'interrogativo di fondo: "cos'è in realtà la vita?". Sì, insomma, cos'è che rende un vivente... vivo? Forse ché un'intelligenza artificiale altamente sviluppata non possa ambire a questo status? Quanti film abbiamo visto ispirati dall'argomento? Da L'Uomo Bicentenario a I.A.

Ridley Scott aveva le idee chiare a tal proposito, e in piena opposizione con la "mezza censura" impostagli dai produttori, nella sua director cut ci lascia "un origami" a supporto; cosa che nei cinema dell'epoca gli spettatori non avevano avuto, essendosi visti rifilare la versione politicamente corretta di un Harrison Ford umano in fuga.

La lotta ai replicanti nascosti non si è mai interrotta, anzi si è perfezionata, ma stavolta la situazione si è capovolta: a cacciarli si manda un replicante che sa di esserlo. La verità sconcertante che apprendiamo sta nell'evoluzione del concetto di base del primo film: Le ossa che il replicante K trova nella sua caccia appartengono ad una donna morta di parto, una donna, che in realtà, dopo un'approfondita analisi risulta essere una replicante. Boom! La deflagrazione del film è questa. La poetica può vivere una nuova dimensione. La scomoda verità deve essere celata per paura di una nuova e più potente rivoluzione d'armi e di pensiero; e nella sua indagine K sarà costretto, come era accaduto anche a Deckard, a guardare anche in se stesso.

Ecco, di solito sequel del genere vengono riproposti nell'anno in cui era ambientato il precedente, così come (per fare un esempio) nel 1997 uscì Fuga da Los Angeles, sequel di 1997 Fuga da New York. Da ciò è già come se trasparisse una sorta di impazienza creativa, nell'anticipo di due anni dal naturale omaggio. La potenza delle premesse filosofiche e il rispetto per il suo predecessore portano il regista a "girare un film coi guanti", persino eccessivamente artistico. Acclamato dalla critica ma indubbiamente non aperto al grande pubblico. La spontanea poetica del vecchio Blade Runner diviene allora a tratti forzata in 2049. Nel tentativo di non rovinare l'opera, Villenueve arricchisce il suo film di eccessive lungaggini, anche se queste non rovinano il prodotto finale. Blade Runner 2049 è un gran film, a cui manca però qualcosa per essere un capolavoro. Un film su cui si potrebbe scrivere un articolo "spin-off" che parli soltanto delle reazioni delle persone in sala.

Tale da non poter essere compreso a pieno da tutti, in questo coglie l'eredità del suo illustre predecessore e pare stenti al botteghino. I rimandi al primo si palesano in citazioni visive e audiovisive. La riproposizione di un "amore digitale" che sconfina nella citazione di Ghost. Gli elementi per fartelo apprezzare vengono disseminati in un post-futuro ancora più asettico e crudo. La vera scomparsa dell'umanità sta infatti nella scomparsa delle emozioni umane. Il mondo sovrappopolato del 2019 diviene uno scenario quasi desertico nel 2049. Naturalmente la dimensione resta notturna, atta a sottolineare l'assenza del calore, identificate psicologicamente con quello del sole. Un altro "film al neon" che pare più un "post apocalittico".

Ora... dato che Deckard lo ritroveremo, invecchiato, anche in questo sequel e che notoriamente i replicanti avevano vita breve, alla lunga avranno "vinto" i produttori? In tal senso il film dà una botta al cerchio e l'altro alla botte (come si suole dire) lasciando aperte entrambe le teorie per non scontentare i fan. Più che altro i fan sarebbero rimasti scontenti nel saperlo umano, ma presentandotelo da vecchio senza ammiccare al fatto che l'apparenza potrebbe ingannarci, questo sì sarebbe stato scontentare i fan.

Harrison Ford produce l'unica "battuta" di spirito di tutto il film. Suo il momento che spezza la pressione e la tensione emotiva che il film produce. Una sorta di rimando nostalgico, di quelli che strappano un sorriso amaro in un mondo divenuto senza "alcuna umana pietà".

voto 8-

lunedì 18 settembre 2017

THE MAN IN THE HIGH CASTLE - Stagione 2 [Serie TV 2016]

"What if" è un modo di dire inglese tipico della fantascienza, anzi ne è un vero e proprio sottogenere: "cosa sarebbe successo se...". Tutti noi almeno una volta in merito ad un evento ci siamo posti questa fatidica domanda. Il famoso "effetto farfalla" insomma. Va da se che se applicato ad importanti eventi storici questa domanda fa sorgere diverse questioni morali difficili da risolvere. E se avessero vinto i nazisti la guerra? A questo questito provava a rispondere il romanzo omonimo di P.K. Dick e tentava di rispondere anche la prima stagione di questa serie tv. Alcune cose non cambiano mai, altre cambiano radicalmente, l'unica costante sembra essere la natura umana: fino a dove siamo disposti a spingerci per quello che crediamo giusto? Cosa saremo disposti a fare per la sicurezza dei nostri cari? Siamo insomma immersi in un mondo distopico come molti altri dipinti dalla fantascienza (Il Mondo Nuovo, 1984) ma in questo caso tutto è molto più familiare, plausibile, vicino, per certi versi alcune cose sono totalmente identiche. Tutto questo quindi ci porterà a mettere in discussione anche alcune certezze del mondo stesso nel quale viviamo.

venerdì 11 agosto 2017

Legion - Stagione 1 [Serie TV 2017]

Legion è l'ennesimo telefilm basato su un personaggio della Marvel ma, diversamente da come si potrebbe aspettare chi non ci si è mai imbattuto, non c'entra nulla con i vari Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage, Iron Fist (o l'Iron Fist che sennò poi magari si offende)... 
Non solo è lontanissimo dallo standard preconfezionato di quel tipo di telefilm (e infatti non è manco una creatura di Netflix oltre a non appartenere al Marvel Cinematic Universe) ma sta agli antipodi proprio come stile. Prendete un po' di David Lynch, aggiungeteci un po' di Fargo (il suo creatore è Noah Hawley e in alcuni frangenti si vede, tipo l'ultima puntata), Pushing Daisies, Inception (la terza puntata e una semi-citazione), mescolate con un po' di salsa Marvel e...sarete comunque abbastanza lontani da ciò che è Legion in realtà.
Quindi si, di fatto pur essendo una serie "di supereroi" non appartiene allo stesso ambito cinematografico/telefilmico di questi ultimi, non è  un semplice action con riflessioni sulla natura umana ma e' un minestrone di generi, un telefilm pieno di contaminazioni che si fondono e si scontrano: horror, thriller, action, psicologico...

mercoledì 21 giugno 2017

Better Call Saul - Stagione 3 [Serie TV 2017]

La recensione della seconda stagione di Better Call Saul si chiudeva con la citazione di quell'easter egg (FRINGSBACK) destinato a creare grande attesa per la stagione successiva. Dunque alla fine Gus Fring è tornato? Si, è tornato, redivivo, molto più in carne (soprattutto in faccia, rispetto a come lo avevamo lasciato in Breaking Bad) e già perfettamente inserito in quel doppiogiochismo criminoso che da sempre lo ha caratterizzato (spietato boss della droga e assassino eppure gentile e apparentemente compassionevole con chi lavora nelle sue attività "legali"). Sarà lui il terzo incomodo ad inserirsi tra Mike e la sua voglia di vendetta dei confronti di Hector Salamanca.
A questi tre personaggi verrà affidata ovviamente la parte piu' breakingbadiana della serie. Eppure paradossalmente rispetto alle due precedenti stagioni Mike appare più defilato, importante nelle prime puntate ma messo un po' in disparte per dare più spazio ad un outsider come Nacho Varga. Quest'ultimo si rivelerà infatti fondamentale non solo per il prosieguo della stagione (molta della parte crime affronterà il suo difficile rapporto con Salamanca e la voglia di non deludere il padre) ma per la stessa storyline del telefilm e di quella di Breaking Bad e regalerà i momenti di maggior tensione in questo terzo ciclo di puntate.

giovedì 8 giugno 2017

THE MAN IN THE HIGH CASTLE Stagione 1 [Serie TV 2015]

Snobbato in vita tanto quanto letteralmente "saccheggiato" dopo la morte. E' un po' questo il destino di Philip K. Dick, scrittore di fantascienza cerebrale e complesso, ostico eppure capace di dipingere mondi immaginari crudeli e vicinissimi allo stesso tempo, metafora di un presente ambiguo e pieno di contraddizioni. Non è un caso che, nonostante i suoi romanzi apparentemente poco si prestino ad attrarre il grande pubblico, il grande schermo abbia ripreso e adattato molte sue idee. Certo nella maggior parte dei casi di è trattato di annacquamento, di assottigliamento dei suoi temi preferiti, alla ricerca più del successo al botteghino che dalla voglia di rendere merito alla sua opera. Poche sono le eccezioni, anch'esse non fedelissime allo spunto di partenza: Blade Runner, Minority Report e un paio di altri film action che lo farebbero rivoltare nella tomba ma in generale risultano riusciti, Atto di forza e Screamers. Il resto è puro intrattenimento che poco ha a che fare, se non negli spunti di partenza, con gli originali.
Negli ultimi anni però il piccolo schermo sta semrpe più assumendo una sua dignità, grazie anche a servizi di streaming on demand come Netflix e, recentemente, Amazon. Proprio quest'ultima ha pensato di recuperare ad adattare uno dei romanzi più famosi dello scrittore americano, The Man in the High Castle, opera distopica degli anni '60 conosciuta qui da noi anche come "La Svastica Sul Sole".

domenica 30 aprile 2017

Big Big Train - Grimspound (2017)

I Big Big Train sono un gruppo inglese. Nel loro caso definirli tali però non è semplicemente un modo per indicare la provenienza dei suoi componenti, loro sono "musicalmente" inglesi. Ascoltare uno dei loro dischi è come immergersi letteralmente nelle terre d'Albione, respirarne i profumi, trovarsi in quei luoghi, viaggiare con la mente. Anche i testi aiutano a questa "immersione", dipingendo paesaggi e sfondi tra il solare e il nostalgico.
Grimspound, sfornato appena ad un anno di distanza dal precedente Folklore, non è che l'ultimo tassello di questa epopea britannica e si conferma sui buoni livelli dei dschi precedenti.