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Visualizzazione post con etichetta Crime. Mostra tutti i post
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venerdì 26 settembre 2025
Adolescence - miniserie (2025)
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Napoleone Wilson
Citata da chiunque e in qualunque contesto (anche per supportare tesi in antitesi tra loro), premiata dal pubblico e premiatissima dalla critica (guardare il trionfo gli ultimi Emmy), ma davvero Adolescence è la serie dell'anno? O è il classico bluff che acquista consensi più grazie al passaparola e ai meme che al contenuto? Cosa la rende così diversa da tutte le altre serie in circolazione?
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giovedì 11 settembre 2025
Dexter: Resurrection - serie TV (2025)
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Napoleone Wilson
Recensendo Dexter: Original Sin avevamo accennato al fatto che ormai, da un certo punto di vista, il suo protagonista sembra quasi essere diventato una specie di Michael Myers: un essere soprannaturale guidato costantemente dalla sua sete di sangue che è impossibile sconfiggere. Non più insomma un "semplice" serial killer di serial killer, ma quasi un'icona da slasher movie: una maschera. Gli autori ne sono perfettamente consapevoli: non solo questo ennesimo ritorno del personaggio ha come secondo titolo "Resurrection" (che guarda caso ricorda uno dei tanti seguiti della saga ideata da John Carpenter: Halloween Resurrection) ma Michael Myers viene perfino citato all'interno di uno degli episodi. Ironia per niente velata insomma e che ha per oggetto non solo la natura del personaggio ma pure le dinamiche stesse che da anni si ripetono all'interno del telefilm.
martedì 15 agosto 2023
Lincoln Lawyer (Avvocato Di Difesa) - serie TV - seconda stagione.
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Napoleone Wilson
C'è qualcosa nel modo di fare di Mickey Haller che potrebbe ricordare Saul Goodman: la sua capacitá di trovare escamotages, di inventare "trucchetti" per salvare i suoi assistiti, di ficcarsi nei pasticci difendendo chi sembra giá condannato. Il personaggio creato da Michael Connelly però ha una caratteristica che lo rende (e rende la serie che lo vede protagonista) molto più "solare": è un avvocato fin troppo accondiscendente con i suoi assistiti, empatico. Il suo farsi trascinare dai clienti finisce quasi sempre per renderlo appetibile (visto che è anche molto bravo) ma anche molto più "manipolabile". D'altronde è un avvocato "di difesa", è il suo scopo cercare ogni mezzo (legale o comunque al massimo al limite dell' illegalità, a differenza di Saul Goodman) per scagionare coloro che deve difendere. Ma ne vale sempre la pena?
A questo l'interrogativo col quale si chiudeva la prima stagione ed è con questo interrogativo che in un certo senso ci trasciniamo anche in questa seconda stagione.
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lunedì 30 gennaio 2023
Black Bird - Miniserie (2022)
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Napoleone Wilson
Quanto ci manca una serie come Mindhunter. Ci manca a maggior ragione adesso che i telefilm che hanno per protagonisti i serial killer sono stati del tutto sdoganati e vanno per la maggiore. E invece la creatura di David Fincher ormai da qualche anno è chiusa in un cassetto, in pausa, non ancora cancellata e neppure in procinto di offrirci una nuova stagione. Troppo costosa per rinnovarla, troppo amata dalla sua (non troppo vasta) fan base e unica per poter essere cancellata. Resta chiusa in un limbo e tocca allora affidarsi a prodotti simili che ne riprendano lo stile. Non è facile però, perchè come detto, anche se viviamo nell'epoca delle serie basate sui serial killer, poche di queste hanno raccolto l'eredità di Mindhunter. L'approccio era infatti del tutto peculiare: non ci mostrava mai direttamente gli omicidi, il sangue o le canoniche indagini, ma cercava di entrare nella mente degli psicopatici, il loro modo di pensare, le loro fissazioni, le loro paure. I protagonisti provavano a relazionarsi con menti profondamente disturbate cercando il bandolo della matassa, l'innesco o il fine ultimo di quelle azioni efferate. A volte cercando perfino di empatizzare con gli assassini, per quanto possibile. Un approccio alle indagini più "scientifico" rispetto al 90% delle produzioni tekevisive appartenenti allo stesso genere.
Black Bird è sicuramente tra le serie TV che per certi versi riescono a recuperare meglio quello stile, pur presentando notevoli differenze (si tratta sostanzialmente di un classico thriller carcerario). La miniserie di Dennis Lehane è un misto tra un classico dramma all'interno di una prigione e una indagine nella mente di un serial killer, da una prospettiva molto molto vicina, seppur non diretta.
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mercoledì 18 gennaio 2023
The Staircase - Miniserie (2022)
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Napoleone Wilson
Uno dei detti più famosi recita che "le bugie hanno le gambe corte", a simboleggiare che le menzogne hanno vita breve, vengono presto a galla, sono spesso subito smascherate. In realtà ci sono bugie che raccontiamo agli altri o a noi stessi che percorrono un sentiero molto più lungo e duraturo, che si legano ad altre bugie formando un castello di carte sempre più precario, come gradini di una scala che diventa sempre più ripida e lunga, ma noi continuiamo ad aggiungere gradini su gradini per mesi, anni, decenni. Poi uno giorno all'improvviso basta un piccolo passo falso, uno scalino malmesso e ci ci ritroviamo sull'orlo di una rovinosa caduta . E mentre siamo lì che stiamo cadendo nel vuoto in un istante proviamo a riflettere sul percorso che questo nostro mentire a causato, tanto da non riuscire quasi più a distinguere quale fosse in fondo davvero la veritá originaria.
E' su questa riflessione che è costruita questa serie con protagonisti Colin Firth e Toni Collette.
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giovedì 12 gennaio 2023
The Tourist - serie TV (2022)
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Napoleone Wilson
Paramount + cerca di prendersi una fetta dell'utenza interessata all'intrattenimento in streaming grazie soprattutto al catalogo di film a sua disposizione. Non per questo però rinuncia a cercare di offrire qualcosa di interessante anche dal punto di vista delle serie TV. Tra queste ci propone ad esempio The Tourist: un telefilm poco originale ma sicuramente godibile, che potremmo liquidare volendo sintetizzare all'estremo definendolo "il Fargo australiano". Per quanto comunque delle differenze ci siano è fuori di dubbio che l'influenza si noti e anche abbastanza sfacciatamente. Sicuramente nello sviluppo delle vicende e nelle atmosfere che cerca di evocare.
Se nel film dei fratelli Coen (e nell'omonima serie a questa ispirata) era la coltre costante di neve del Minnesota a fare da sfondo alle vicende assurde e criminose dei suoi protagonisti, qui invece non potremmo trovarci in un luogo più diverso: le immense distese desertiche dell'Australia. Paesaggi totalmente agli antipodi eppure capaci di dipingere allo stesso modo posti inospitali, ricolmi di segreti da celare, difficili da attraversare o dai quali fuggire. Se lì però era il contrasto tra il bianco della neve ed il rosso del sangue a creare atmosfere ovattate, qui sono il giallo e l'arancione ad essere squarciati da pennellate di morte, tra lunghissime strade apparentemente infinite e città desolate tra chilometri e chilometri di nulla. Ci si sente soli, abbandonati, piccoli, figuriamoci se nemmeno ci ricordiamo chi siamo, come il protagonista delle vicende di questo The Tourist. Solo, senza memoria e braccato da un misterioso assassino che, chissá perchè vuole fargli la pelle.
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sabato 20 agosto 2022
Better Call Saul - Sesta stagione (2022)
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Napoleone Wilson
Doveva essere un semplice spin-off/prequel di Breaking Bad. Una specie di contentino per coloro che erano rimasti traumatizzati dalla fine dell'epopea di Walter White. Perché in fondo Saul Goodman in quel cult di Vince Gilligan sostanzialmente svolgeva il compito di comic relief, colui che irrompeva sulla scena e spostava momentaneamente il telefilm sui binari della commedia. Era l'attimo di leggerezza della serie.
Better Call Saul era quindi destinato ad essere un prodotto minore insomma, troppo legato a doppio filo con la serie madre per raccoglierne il testimone e dire qualcosa di originale, e con un protagonista più "giullare", meno introspettivo, meno cupo, con una trama poi che doveva fare da semplice raccordo ad un piccolo pezzo di storia di Breaking Bad. Oppure no?
Niente di più sbagliato.
Better Call Saul non solo si è rivelata una serie profonda, sfaccettata, a suo modo innovativa e geniale, che è riuscita non solo a raccogliere l'eredità di un mostro sacro come Breaking Bad ma per alcuni perfino l'ha superato.
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domenica 26 giugno 2022
5 motivi per i quali Peaky Blinders è una serie imperdibile
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Napoleone Wilson
E' terminata da poco l'epopea di Thomas Shelby e dei suoi Peaky Blinders (almeno dal punto di vista "televisivo"), una serie che ha rimescolato gli stilemi "gangsteristici" fino a renderli personali, dotati di un fascino peculiare. Ma quali sono state le caratteristiche distintive che hanno reso la serie tra le più riconoscibili degli ultimi anni? Ecco 5 motivi per i quali è una serie imperdibile.
Nell'abito televisivo sono tantissime le serie TV basate su famiglie criminali (I Soprano, i Sons of Anarchy ecc.) ma quante sono ambientate negli anni 20/30? Pochissime. Qui si combatte come lo si faceva 100 anni fa e il "business" si scontra spesso con la necessitá dei meno abbienti, gli ultimi, coloro che nella vita hanno spesso un'unica scelta, il crimine o la fame. Un approccio molto più "politico" insomma a certe tematiche, che ha in Tom Shelby l'eroe e l'antieroe della situazione: un mezzo "zingaro" venuto dal nulla che si è costruito assieme alla famiglia un piccolo impero (naturalmente da difendere costantemente col sangue) e che si scontra costantemente col potere e i politici dell'epoca...a parole e con le armi.
Messe da parte le classiche contraddizioni della provincia americana o i redneck e gli sbandati a stelle e strisce qui ci aggiriamo nella polverosa Inghilterra tra le due guerre. Le viuzze antiche, i pub, il porto, i centri scommesse dell'epoca. Tutto è molto più riconoscibile e urbano. Le stradine e i fumi di Birmingham rappresentano più che una semplice ambientazione, sono vivi e abitati da tradizioni e regole lontane nel tempo eppure familiari, immediatamente intellegibili, più "europee" e quindi più facilmente credibili per noi.
Non può essere un caso vista la natura profondamente inglese dell'operazione. La cifra stilistica qui è un costante utilizzo (oltre alle ovvie scene di violenza) di tematiche shakespeariane: tra drammi familiari, dilemmi morali, una fascinazione costante per la morte incombente (e per l'epicitá della messa in scena) esorcizzata spesso attraverso un tribalismo ancora non del tutto eliminato e una ritualitá antica. Il sacro si mescola al profano, la cruda realtá si scontra spesso con antiche credenze gitane, ma l'unica costante sembra essere il lutto e il non riuscire a venire a patti col proprio passato.
Anacronistiche, totalmente fuori dal tempo eppure perfette per contribuire a dipingere il mondo nel quale sono immerse. Pulsanti, stridenti, indulgono in schiattarrate furiose, lamenti o strepiti punk. Musica che sarebbe arrivata da quelle parti solo 40/50 anni dopo e che invece si adagia perfettente su quei vestitoni neri, i cappotti polverosi lambiti dalla pioggia e la cenere costante delle sigarette accese. Musica spesso disperata che dipinge situazioni disperate, sensazioni simili anche a distanza di mezzo secolo.
Tommy Shelby è un personaggio indecifrabile, immerso costantemente nelle sue riflessioni e i suoi (famosi) monologhi. Un uomo tormentato dai suoi demoni costantemente, un violento, criminale ed assassino eppure capace di gesti nobili, intelligente, dall'innata capacitá dialettica. Furioso eppure meditativo, ben diverso dall'anima impetuosa e viscerale del fratello maggiore (e che infatti vivrá costantemente alla sua ombra). Tom è una specie di fantasma che si aggira per le vie della cittá, col suo cappotto e la sigaretta costantemente in bocca, che aspetta costantemente il momento della sua fine ma ha comunque in testa milioni di pensieri sul futuro. Non si capisce mai perfettamente dove voglia arrivare, i suoi piani prevedono sempre 3/4 strade secondarie che inevitabilmente prenderá. Alcuni lo chiamano "il diavolo" e, sebbene non lo sia, chi gli sta vicino troppo a lungo finisce inevitabilmente per bruciarsi, alla fine forse perfino la morte.
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mercoledì 11 maggio 2022
Ozark - quarta stagione (2022)
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Napoleone Wilson
Paragonato inizialmente (non a torto: i punti in comune erano fin troppo evidenti) al cultissimo Breaking Bad, Ozark ci ha messo un po' di tempo per riuscire a scrollarsi di dosso l'ingombrante paragone. Soprattutto nel corso della prima stagione era difficile non notare delle similitudini tra la parabola di Marty Byrde e quella di Walter White o nell'incedere lento delle puntate che conduceva a momenti di violenza inattesa, il taglio registico...Tuttavia fin dalle prime puntate evidente allo stesso modo che il materiale era molto buono e che col tempo si poteva costruire una mitologia originale e riconoscibile, a partire ad esempio già dal nome: Ozark infatti non simboleggia solo il nome di una zona geografica ma si tratta di un vero e proprio microcosmo fatto di interessi, alleanze, segreti, intrighi (soprattutto politici). Come fossero all'interno di una scacchiera i vari personaggi accettano compromessi, pianificano delle mosse, si scambiano i ruoli, giocano d'anticipo. Tutto per raggiungere un fine ultimo, un qualche guadagno, spesso effimero, ma che li faccia sentire importanti, centrali all'interno della comunità. Rispetto a Breaking Bad insomma ci viene mostrato anche la faccia del crimine d'élite, quella che si cela dietro il potere, dietro un bel vestito ed una faccia rispettabile, oltre che quello della classica provincia americana, in uno scontro tra alto e basso: che si tratti di persone dei capelli laccati e della bella presenza o di redneck che parlano in maniera sbiascicata e vivono in una roulotte, la mente umana quando si tratta di soldi ragiona quasi sempre allo stesso modo.
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martedì 8 giugno 2021
Barry - seconda stagione (2019)
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Napoleone Wilson
E' possibile cambiare? Se é nella nostra natura essere un assassino o un criminale possiamo di punto in bianco decidere di diventare delle persone pacifiche o prive di scatti d'ira? Se siamo ossessionati dal nostro ego e dal bisogno di sentirci migliori degli altri possiamo dall'oggi al domani diventare altruisti o in grado di accettare di essere peggiori di altri nel nostro mestiere? Se siamo stati dei pessimi padri possiamo dall'oggi al domani diventare dei genitori presenti e attenti? Il solo provarci denota già il nostro bisogno di diventare qualcos'altro, delle persone anche solo un po' migliori, o é soltanto l'ennesima recita? Un mentire a noi stessi?
La seconda stagione di Barry scava ancora piú a fondo nell'animo dei personaggi, non solo in quello del protagonista, offrendoci una riflessione sulla natura umana e sul nostro bisogno di trovare la nostra vera essenza, il nostro vero io, una stagione sull'antitesi tra ciò che ognuno di noi crede di essere e vuole essere e ciò che in realtà é nel profondo.
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martedì 1 giugno 2021
Barry - serie TV (2018)
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Napoleone Wilson
Negli ultimi anni si sono moltiplicate sempre di piú le serie TV che per protagonisti hanno dei criminali, dei malavitosi, degli assassini. Anni fa era qualcosa di impensabile, se non in prodotti di nicchia. Come può uno spettatore immedesimarsi in un mafioso ad esempio? Beh basta costruire la trama in modo certosino, dare al protagonista delle motivazioni (che agli occhi degli spettatori si trasformano in giustificazioni), rendere i nemici del protagonista ancora piú detestabili e pericolosi, mostrare una certa ambiguità morale e dei sensi di colpa ed il gioco é fatto. Ma quando il protagonista é un semplice killer che di motivazioni non ne ha? Uno che ammazza semplicemente perché vuole farlo? Magari perché gli piace o non può farne a meno e non riesce a fermarsi, anche quando si tratta di ammazzare conoscenti o amici? Riusciremmo comunque a fare il tifo per lui?
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venerdì 18 gennaio 2019
Ozark - seconda stagione (2018)
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Napoleone Wilson
La prima stagione di Ozark aveva tutto quello che doveva avere: uno spunto di partenza interessante (per quanto per nulla originale), un buon cast, un'ottima recitazione, un'ambientazione d'atmosfera...Eppure (anche se si trattava sostanzialmente di una buona serie tv) si avvertiva la sensazione costante che gli mancasse qualcosa, che si mantenesse ancorata ai dettami del genere di appartenenza senza però offrire qualcosa di realmente nuovo, quantomeno di riconoscibile. Una serie tv competente ma "già vista", col solito "aspirante criminale" che deve barcamenarsi tra personaggi e situazioni poco raccomandabili per salvare la pellaccia. Si, bravo Jason Bateman, ma quasi tutto faceva più da contorno che altro e le situazioni non erano così appassionanti e spesso la tensione latitava. La confezione era ottima ma il contenuto non sempre così sopraffino.
La seconda stagione cerca di rimediare a questi difetti (comunque minori rispetto ai pregi) provando ad inserire una serie di elementi che donano al tutto un sapore più particolare.
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mercoledì 15 agosto 2018
Gotham - quarta stagione [Serie Tv 2017-18]
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Napoleone Wilson
Bruno Heller è un maestro nel deludere le aspettative. Lo abbiamo già scritto e lo riscriviamo ancora, siamo costretti: il modo col quale ha gestito la questione John Il Rosso in The Mentalist grida ancora vendetta a distanza di anni. E per questo, perchè conosciamo i nostri polli che stavolta non avevamo abboccato, con Gotham sapevamo già cosa aspettarci. Ahi voglia a dire "la serie non parlerà di Batman ma solo della città e del suo campionario di personaggi grotteschi", perchè volente o nolente Gotham parla delle origini di Batman e lui lo sa: da anni ci regala contentini, ci preannuncia l'arrivo del "cavaliere oscuro", un simbolo di qua, una frase di là. La scorsa stagione si chiudeva in modo da non lasciar dubbi: sarà la stagione di Batman e così sembrava dopo aver visto le prime puntate di questa quarta stagione ma poi...si ritorna come ogni anno alle solite scaramucce senza fine, i soliti voltafaccia, i colpi di scena scontati. E Batman? Ce ne ricordiamo solo nel finale, nel quale col solito cliffhangerone ci viene preannunciata di nuovo la nascita del pipistrellaccio. La prossima sarà però l'ultima stagione e (sebbene la serie riesca comunque a restare su livelli discreti) il colpo di coda (o d'ala) serve assolutamente per non lasciare la serie nel solito limbo del "piede in due scarpe" e poi francamente tornare a ripetere le stesse cose ad ogni stagione comincia a stufarci. Lo studente è bravo ma non si applica insomma, Gotham ha tutto per far bene e a tratti lo fa ma spesso preferisce il "voltafaccismo" classico delle serie "da battaglia", quelle che non vogliono sforzarsi più di tanto di andare oltre il compitino.
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martedì 27 febbraio 2018
American Vandal - Prima stagione (2017)
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Napoleone Wilson
American Vandal è una serie televisiva, di genere crime, prodotta da Netflix, una serie che ha per oggetto un orribile crimine commesso in una scuola americana. Il presunto colpevole del tragico gesto sarebbe Dylan Maxwell, uno studente che in un giorno di marzo avrebbe...
disegnato dei peni con una bomboletta su 27 auto dei professori. Già, proprio così, nulla a che fare con stragi di Columbine e simili (sempre più attuali e gestite sempre peggio) ma un più banale atto vandalico. Cosa c'entra allora il genere crime, è uno scherzo? Beh più che di scherzo bisognerebbe parlare di parodia. American Vandal infatti è a tutti gli effetti una serie televisiva che ha per oggetto un crimine e le indagini ad esso collegate, ma tutto, dall'atto in se, alle testimonianze, è assolutamente folle. Eppure, per quanto assurdo possa sembrare, questo miscuglio tra motivazioni demenziali e stile serioso funziona e rende il telefilm misterioso e divertente allo stesso tempo.
disegnato dei peni con una bomboletta su 27 auto dei professori. Già, proprio così, nulla a che fare con stragi di Columbine e simili (sempre più attuali e gestite sempre peggio) ma un più banale atto vandalico. Cosa c'entra allora il genere crime, è uno scherzo? Beh più che di scherzo bisognerebbe parlare di parodia. American Vandal infatti è a tutti gli effetti una serie televisiva che ha per oggetto un crimine e le indagini ad esso collegate, ma tutto, dall'atto in se, alle testimonianze, è assolutamente folle. Eppure, per quanto assurdo possa sembrare, questo miscuglio tra motivazioni demenziali e stile serioso funziona e rende il telefilm misterioso e divertente allo stesso tempo.
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martedì 25 luglio 2017
Ozark - Prima Stagione [Serie Tv 2017]
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Dalle prime immagini trapelate e da una lettura sommaria della trama ti eri fatto quest'idea che Ozark fosse una specie di risposta di Netflix a Breaking Bad. E' Così? Si potebbe rispondere si e no allo stesso tempo. Seppure i punti di contatto non manchino di certo, questo Ozark fin dalle sue prime puntate non cerca la comprensione o perfino l'empatia da parte dello spettatore. Non avremo nessun Heisenberg (o altro nome fittizio per darsi più importanza), nessun "lo faccio per la mia famiglia", nessun bene superiore (che poi questa fosse solo una scusa o meno poco cambia), nessun uomo che si "ribella" dopo essere stato a guardare per tutta la vita gli altri avere il meglio, nessuna "riscossa" personale. Si tratta di "scelte". E' questa la parola che molti dei personaggi del telefilm continuano a ripetere, più di tutti Marty Byrde (protagonista e narratore delle vicende). Si diventa criminali perchè si sceglie di esserlo, si sceglie di avere accesso al denaro velocemente, si sceglie di cambiare radicalmente la propria vita e quella della propria famiglia e ci si assume la responsabilità per le conseguenze che queste scelte porteranno.
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martedì 18 luglio 2017
Gotham - terza stagione [Serie Tv 2016-17]
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Napoleone Wilson
Bruno Heller non è mai stato uno di cui fidarsi particolarmente. Già dai tempi di The Mentalist si giocò malissimo la carta "John il Rosso" rilasciando dichiarazioni che poi venivano smentite totalmente nel telefilm tanto da arrivare poi ad una sorta di giochino "è lui o non è lui?" che finì con lo scontentare tutti i fan una volta rivelata l'identità del killer.
Quando si trattò di pubblicizzare Gotham disse che la serie non era basata su Batman ma sulla città e quello che gli gravita intorno. Una serie su una città? Che è, un documentario? Ovviamente Gotham non è una città come tutte le altre, è il prototipo della città corrotta e marcia, luogo di nascita di alcuni tra i principali villain dei fumetti (nonchè nemici del pipistrellaccio).
Se la prima stagione quindi si concentrava effettivamente più sulla città e la seconda invece introduceva praticamente tutti i villain, questa terza ripesca quelli persi per strada (alcuni potevate lasciarli pure stare in pace) e conduce Bruce Wayne verso la sua maturazione e il suo cambiamento definitivo.
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giovedì 18 febbraio 2016
Fargo - Stagione 2 [Serie TV 2015-16]
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Napoleone Wilson
Così come per True Detective, la seconda stagione di Fargo era attesa al varco. Dopo una prima stagione sorprendentemente riuscita (anche se non priva di difetti), Noah Hawley era chiamato ad un compito piuttosto arduo: dare finalmente alla serie una sua autonomia, alzare la posta staccandosi dal cordone ombelicale del film dal quale era tratta e restare comunque fedele allo spirito e allo stile originario. Ci è riuscito? Sostanzialmente si.
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mercoledì 3 febbraio 2016
Better Call Saul - Stagione 1 [Serie TV 2015]
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Napoleone Wilson
l successo di Breaking Bad ha consegnato a mito della serialità televisiva personaggi come Walter White e Jesse Pinkman. La serie di Vince Gilligan era però anche tanto altro, aveva un suo sottobosco fatto di altri personaggi caratteristici e particolari, tra questi i più apprezzati sono stati sicuramente il freddo e spietato Michael e l'avvocato truffaldino e senza scrupoli Saul Goodman. A differenza però dei due protagonisti principali, questi ultimi non avevano subito lo stesso approfondimento, non avevamo compreso bene la loro evoluzione e cosa li avesse spinti a prendere determinate scelte. La notizia di uno spin-off dedicato a questi due personaggi (in particolare al secondo) fu ben accolta e molta era l'attesa nei confronti dello stesso. Orfani di Breaking Bad molti avevano sperato di ritrovarsi in una serie che la ricordasse molto da vicino.
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lunedì 15 giugno 2015
The mentalist - settima e ultima stagione [Serie Tv 2014-15]
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Napoleone Wilson
Dopo lo scempio della sesta, quando Mentalist fu rinnovato per una settima (e ultima) stagione tutti si chiesero "a cosa serve?". Come già fatto capire infatti con le scialbe ultime puntate Bruno Heller aveva deciso di punto in bianco che "in fondo questo è un telefilm disimpegnato, da guardare per passare il tempo senza farsi troppe domande". Il problema è che per 5 stagioni è stato un telefilm che ha creato domande.
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giovedì 4 giugno 2015
Gotham - prima stagione [Serie Tv 2014-15]
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Napoleone Wilson
Anche se Batman è il mio "supereroe" preferito, quando venni a conoscenza del fatto che era in fase di sviluppo una serie televisiva dedicata alla città del cavaliere oscuro non feci salti di gioia. La cosa mi incuriosì, sicuramente, una curiosità del tipo "e adesso che si inventano"?
"Inventare" è la parola giusta: Gotham è sì una serie tv dedicata alla città di Batman ma è di fatto un prequel dei film di Nolan o di Burton, vede insomma il pipistrellaccio ancora ragazzetto che deve affrontare la morte dei genitori
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