Paragonato inizialmente (non a torto: i punti in comune erano fin troppo evidenti) al cultissimo Breaking Bad, Ozark ci ha messo un po' di tempo per riuscire a scrollarsi di dosso l'ingombrante paragone. Soprattutto nel corso della prima stagione era difficile non notare delle similitudini tra la parabola di Marty Byrde e quella di Walter White o nell'incedere lento delle puntate che conduceva a momenti di violenza inattesa, il taglio registico...Tuttavia fin dalle prime puntate evidente allo stesso modo che il materiale era molto buono e che col tempo si poteva costruire una mitologia originale e riconoscibile, a partire ad esempio già dal nome: Ozark infatti non simboleggia solo il nome di una zona geografica ma si tratta di un vero e proprio microcosmo fatto di interessi, alleanze, segreti, intrighi (soprattutto politici). Come fossero all'interno di una scacchiera i vari personaggi accettano compromessi, pianificano delle mosse, si scambiano i ruoli, giocano d'anticipo. Tutto per raggiungere un fine ultimo, un qualche guadagno, spesso effimero, ma che li faccia sentire importanti, centrali all'interno della comunità. Rispetto a Breaking Bad insomma ci viene mostrato anche la faccia del crimine d'élite, quella che si cela dietro il potere, dietro un bel vestito ed una faccia rispettabile, oltre che quello della classica provincia americana, in uno scontro tra alto e basso: che si tratti di persone dei capelli laccati e della bella presenza o di redneck che parlano in maniera sbiascicata e vivono in una roulotte, la mente umana quando si tratta di soldi ragiona quasi sempre allo stesso modo.
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mercoledì 11 maggio 2022
Ozark - quarta stagione (2022)
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Napoleone Wilson
Paragonato inizialmente (non a torto: i punti in comune erano fin troppo evidenti) al cultissimo Breaking Bad, Ozark ci ha messo un po' di tempo per riuscire a scrollarsi di dosso l'ingombrante paragone. Soprattutto nel corso della prima stagione era difficile non notare delle similitudini tra la parabola di Marty Byrde e quella di Walter White o nell'incedere lento delle puntate che conduceva a momenti di violenza inattesa, il taglio registico...Tuttavia fin dalle prime puntate evidente allo stesso modo che il materiale era molto buono e che col tempo si poteva costruire una mitologia originale e riconoscibile, a partire ad esempio già dal nome: Ozark infatti non simboleggia solo il nome di una zona geografica ma si tratta di un vero e proprio microcosmo fatto di interessi, alleanze, segreti, intrighi (soprattutto politici). Come fossero all'interno di una scacchiera i vari personaggi accettano compromessi, pianificano delle mosse, si scambiano i ruoli, giocano d'anticipo. Tutto per raggiungere un fine ultimo, un qualche guadagno, spesso effimero, ma che li faccia sentire importanti, centrali all'interno della comunità. Rispetto a Breaking Bad insomma ci viene mostrato anche la faccia del crimine d'élite, quella che si cela dietro il potere, dietro un bel vestito ed una faccia rispettabile, oltre che quello della classica provincia americana, in uno scontro tra alto e basso: che si tratti di persone dei capelli laccati e della bella presenza o di redneck che parlano in maniera sbiascicata e vivono in una roulotte, la mente umana quando si tratta di soldi ragiona quasi sempre allo stesso modo.
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venerdì 18 gennaio 2019
Ozark - seconda stagione (2018)
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Napoleone Wilson
La prima stagione di Ozark aveva tutto quello che doveva avere: uno spunto di partenza interessante (per quanto per nulla originale), un buon cast, un'ottima recitazione, un'ambientazione d'atmosfera...Eppure (anche se si trattava sostanzialmente di una buona serie tv) si avvertiva la sensazione costante che gli mancasse qualcosa, che si mantenesse ancorata ai dettami del genere di appartenenza senza però offrire qualcosa di realmente nuovo, quantomeno di riconoscibile. Una serie tv competente ma "già vista", col solito "aspirante criminale" che deve barcamenarsi tra personaggi e situazioni poco raccomandabili per salvare la pellaccia. Si, bravo Jason Bateman, ma quasi tutto faceva più da contorno che altro e le situazioni non erano così appassionanti e spesso la tensione latitava. La confezione era ottima ma il contenuto non sempre così sopraffino.
La seconda stagione cerca di rimediare a questi difetti (comunque minori rispetto ai pregi) provando ad inserire una serie di elementi che donano al tutto un sapore più particolare.
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martedì 25 luglio 2017
Ozark - Prima Stagione [Serie Tv 2017]
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Napoleone Wilson
Dalle prime immagini trapelate e da una lettura sommaria della trama ti eri fatto quest'idea che Ozark fosse una specie di risposta di Netflix a Breaking Bad. E' Così? Si potebbe rispondere si e no allo stesso tempo. Seppure i punti di contatto non manchino di certo, questo Ozark fin dalle sue prime puntate non cerca la comprensione o perfino l'empatia da parte dello spettatore. Non avremo nessun Heisenberg (o altro nome fittizio per darsi più importanza), nessun "lo faccio per la mia famiglia", nessun bene superiore (che poi questa fosse solo una scusa o meno poco cambia), nessun uomo che si "ribella" dopo essere stato a guardare per tutta la vita gli altri avere il meglio, nessuna "riscossa" personale. Si tratta di "scelte". E' questa la parola che molti dei personaggi del telefilm continuano a ripetere, più di tutti Marty Byrde (protagonista e narratore delle vicende). Si diventa criminali perchè si sceglie di esserlo, si sceglie di avere accesso al denaro velocemente, si sceglie di cambiare radicalmente la propria vita e quella della propria famiglia e ci si assume la responsabilità per le conseguenze che queste scelte porteranno.
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