Visualizzazione post con etichetta Televisione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Televisione. Mostra tutti i post

venerdì 18 gennaio 2019

Ozark - seconda stagione (2018)

La prima stagione di Ozark aveva tutto quello che doveva avere: uno spunto di partenza interessante (per quanto per nulla originale), un buon cast, un'ottima recitazione, un'ambientazione d'atmosfera...Eppure (anche se si trattava sostanzialmente di una buona serie tv) si avvertiva la sensazione costante che gli mancasse qualcosa, che si mantenesse ancorata ai dettami del genere di appartenenza senza però offrire qualcosa di realmente nuovo, quantomeno di riconoscibile. Una serie tv competente ma "già vista", col solito "aspirante criminale" che deve barcamenarsi tra personaggi e situazioni poco raccomandabili per salvare la pellaccia. Si, bravo Jason Bateman, ma quasi tutto faceva più da contorno che altro e le situazioni non erano così appassionanti e spesso la tensione latitava. La confezione era ottima ma il contenuto non sempre così sopraffino. 
La seconda stagione cerca di rimediare a questi difetti (comunque minori rispetto ai pregi) provando ad inserire una serie di elementi che donano al tutto un sapore più particolare.

domenica 6 gennaio 2019

La Recensione interattiva di BANDERSNATCH


Sul web non si parla d'altro: Bandersnatch di qua, Bandersnatch di là, oh mio Dio quanto è bello Bandersnatch, quanto e' innovativo, che visionarietà, è qualcosa di mai visto e udito su una tv (o uno smartphone), la quintessenza dell'originalità fatta streaming... Ma cosa e' in realtà' questo Bandersnatch, ennesima creatura partorita da quella fucina di idee altrimenti nota come Black Mirror (come si sa la serie ideata da Charlie Brooker è sempre stata "avanti", una serie che guarda il futuro ma con l'occhio del presente, che mostra scenari terribili e apocalittici eppure a suo modo a noi vicinissimi è tremendamente concreti)? Come si collega alla serie principale? Cosa ha di così straordinario per catalizzare l'attenzione di tutto il mondo?

Bandersnatch è (a volerlo spiegare in 2 parole) una grossa puntata, interattiva e slegata dalle stagioni principali, di Black Mirror, dove gli snodi della trama vengono decisi dall'utente (in questo caso parlare di spettatore è già fuori luogo) con il telecomando (se utilizzate un televisore). Questo è. Tutto qua? Beh, c'è che questo spunto di partenza funge da architrave per una serie di riflessioni sul libero arbitrio e il senso della vita, un continuo giocare con lo spettatore, che viene bombardato da citazioni e riferimenti meta-testuali. Non è un caso quindi che Bandersnatch, oltre ad essere il titolo della puntata in questione, sia anche il titolo di un fantomatico libro dal quale il protagonista (un giovane programmatore degli anni '80) cerca di sviluppare una trasposizione video-ludica. E' proprio questo rapporto tra utente e "gioco"/film che finirà per cambiare di continuo, in modi del tutto inaspettati, fino a farci dubitare delle nostre certezze. Quanto tutto ciò sia più o meno riuscito sta al fruitore deciderlo, stavolta però non con il telecomando ma col proprio cervello. Ognuno interpreterà Bandersnatch come meglio crede, in base ai suoi gusti, alle sue preferenze o in base al percorso che ha scelto di compiere ad ogni bivio della trama. Un mero esercizio di stile? Una trashata pubblicitaria frutto del marketing? Un'opera d'arte? Sta all'utente deciderlo.






clicca qui se per te Bandersnatch è un'opera d'arte




clicca qui se invece ti interessa di più il giudizio dell'autore di quest'articolo.

sabato 29 settembre 2018

Jack Ryan - Stagione 1 [Serie TV 2018]

Cos'hanno in comune i telefilm spionistici (lenti e verbosi, per quanto affascinati) come Homeland o Rubicon con le "americanate" giocattolose di Michael Bay? Nulla vero? Si, parliamo di due tipi di prodotti agli antipodi, per quanto appartenenti alla stessa "arte" visiva (serie tv o cinema ormai stanno sullo stesso livello di accuratezza, ambizione e risorse messe in campo). Ma in fondo in fondo (ma proprio in fondo) qualcosina ce l'hanno in comune: parlano spesso di gente normale che deve fare i conti con minacce provenienti dall'esterno, sconosciute e temibili, spesso capaci di mettere in pericolo l'intero pianeta (terroristi, extraterrestri, asteroidi...). Jack Ryan (o se volete chiamatelo Osca...Tom Clancy's Jack Ryan) ci prova a fondere queste due anime diversissime: da Homeland e affini prende scenari, premesse e alcune scelte di trama e di montaggio e dai secondi prende le scene action, che comunque non sono mai sovrabbondanti e fuori posto (e non è scontato visto che tra i produttori spunta, guarda un po', proprio lui: Michele Baia). Il risultato non è un floppone clamoroso come si potrebbe pensare ma anzi un telefilm equilibrato, che sa quando prendersi i suoi momenti e quando pigiare il piede sull'accelleratore. Puro intrattenimento ma fatto bene, senza momenti eccessivamente meh e anche senza prolissità tipiche dei telefilm di spionaggio. Non un capolavoro ma il suo sporco lavoro lo fa (e scusate il gioco di parole).

mercoledì 22 agosto 2018

Legion - Stagione 2 [Serie TV 2018]

La prima stagione di Legion stupì un po' tutti (in positivo) perchè si rivelò quanto di meno marveliano ci potesse essere per una serie tv tratta dai fumetti Marvel, almeno rispetto alla concezione che ne ha il pubblico di solito. Virtuosismi visivi alla David Lynch, "videoclippismi", citazionismo e amore per il cinema e le serie tv del passato, un universo affascinante ed oscuro ed un protagonista tutto da scoprire. Certo a tratti ci si faceva prendere un po' la mano ma ci trovavamo di fronte ad un prodotto che per certi versi risultava originale e innovativo per il panorama televisivo. La seconda serie quindi non poteva che rincarare la dose accentuando i suoi tratti distintivi, in positivo e in negativo, regalando nuove "visioni" e scene memorabili ma anche perdendo una certa freschezza e sacrificando ulteriormente la trama e lo sviluppo sull'altare del virtuosismo visivo. In questa seconda "uscita" insomma Legion è ancora più "ostico" per certi versi, appagherà chi voleva più contorsionismi registici e meno chi invece cercava un quadro più completo dei protagonisti ed un intreccio più interessante.

mercoledì 15 agosto 2018

Gotham - quarta stagione [Serie Tv 2017-18]

Bruno Heller è un maestro nel deludere le aspettative. Lo abbiamo già scritto e lo riscriviamo ancora, siamo costretti: il modo col quale ha gestito la questione John Il Rosso in The Mentalist grida ancora vendetta a distanza di anni. E per questo, perchè conosciamo i nostri polli che stavolta non avevamo abboccato, con Gotham sapevamo già cosa aspettarci. Ahi voglia a dire "la serie non parlerà di Batman ma solo della città e del suo campionario di personaggi grotteschi", perchè volente o nolente Gotham parla delle origini di Batman e lui lo sa: da anni ci regala contentini, ci preannuncia l'arrivo del "cavaliere oscuro", un simbolo di qua, una frase di là. La scorsa stagione si chiudeva in modo da non lasciar dubbi: sarà la stagione di Batman e così sembrava dopo aver visto le prime puntate di questa quarta stagione ma poi...si ritorna come ogni anno alle solite scaramucce senza fine, i soliti voltafaccia, i colpi di scena scontati. E Batman? Ce ne ricordiamo solo nel finale, nel quale col solito cliffhangerone ci viene preannunciata di nuovo la nascita del pipistrellaccio. La prossima sarà però l'ultima stagione e (sebbene la serie riesca comunque a restare su livelli discreti) il colpo di coda (o d'ala) serve assolutamente per non lasciare la serie nel solito limbo del "piede in due scarpe" e poi francamente tornare a ripetere le stesse cose ad ogni stagione comincia a stufarci. Lo studente è bravo ma non si applica insomma, Gotham ha tutto per far bene e a tratti lo fa ma spesso preferisce il "voltafaccismo" classico delle serie "da battaglia", quelle che non vogliono sforzarsi più di tanto di andare oltre il compitino.

mercoledì 1 agosto 2018

Glow - seconda stagione [Serie Tv 2018]

Nessuno poteva immaginare che un'idea così bislacca (una serie su delle wrestler, ambientata negli anni 80?) potesse rivelarsi così efficace ed attecchire, eppure la prima stagione di Glow è considerata da molti una delle cose più originali e divertenti sfornate da Netflix negli ultimi anni. Gli ingredienti? Risate, musica, lustrini, luci al neon, cazzotti e belle ragazze  (mmm, no, non esattamente, non tutte almeno).
Ovvo che chi aveva gradito ne volesse di più: naturale quindi che se ne sfornasse un seguito, seguito che per forza di cose si è rivelato meno originale e "ruspante" ma allo stesso tempo più "profondo": i personaggi risultano meno stereotipati e più approfonditi ma regalano anche meno risate. Non mancano comunque anche in questa stagione le scene memorabili anche se forse i dialoghi risultano meno riusciti. C'è insomma meno spazio per la risata immediata e molto di più spazio invece per lo sviluppo di situazioni e rapporti tra i personaggi.

“L’unica volta che tieni le gambe chiuse, ci fotti tutte quante“

L'America messa alle corde
Le Grandiose Lottatrici del Wrestling (qua da noi, in originale invece "Gorgeous Ladies of Wrestling") sognavano la gloria, i riflettori, le luci della notorietà (almeno il finale della scorsa stagione sembrava poterci far pensare che fosse così) e invece si ritrovano confinate (causa bassi ascolti) ad orari "interurbani", tra una pubblicità di cucito e una di prodotti per l'igene. Non esattamente quello che avevano immaginato. Come fare per "sfondare" nel business del wrestling? Cedere ai ricatti dei produttori o fare l'esatto contrario lasciandosi andare, facendo tutto quello che ci passa per la testa? Vi lascio immaginare quale delle due opzioni Sam, Bash e le lottatrici abbiano scelto. Chiudere con stile e magari convincere qualcuno sulla bontà del loro show con effetti speciali inattesi.

Tra strampalati videoclip che fanno il verso ad MTV, campagne umanitarie (contro i rapimenti delle bambine americane) in stile Live Aid, televendite, merchandising e una vera e propria sottotrama "wrestlingistica" che ha per protagoniste Zoya e Liberty Belle (nemiche sul palco ma anche fuori) non si faranno mancare nulla. Stavolta nemmeno sul palco (assisteremo a rimandi tutt'altro che velati a mosse, tecniche, vocaboli tipici del wrestling di quegli anni e a incontri molto coreografici, laddove negli episodi passati restavano più sullo sfondo). Si produrranno anche in una puntata finale pirotecnica che ha per oggetto una sconclusionata Royal Rumble dove accade un po' di tutto: interferenze, matrimoni, tradimenti, amori inaspettati, cambi di fronte e finale a sopresa. Servirà a salvare lo show (finto e vero?). Lo scopriremo solo vivendo.

 "E questa la chiamate una Battle Royale? Sembra più una battaglia con i cuscini"

Cosa cazzo è quella scritta lì? Netflix? Che roba è? Ci hanno spostato su qualche canale seguito solo da ragazzini nutellosi?

Peccato per qualche lungaggine di troppo e qualche puntata meno riuscita del solito: come detto in questa seconda stagione ogni personaggio ha più spazio ed è più "approfondito", questo toglie tempo ai momenti più divertenti e folli che erano stati un po' la cifra stilistica dei primi 10 episodi. Anche così però Glow resta una serie decisamente riuscita (nota di merito per fotografia e colonna sonora), che mischia situazioni più serie ad altre ad alto contenuto di trash (quello buono), che cerca di trovare una strada tra momenti più leggeri ed altri che trattano tematiche scottanti (rapporto genitori figli, violenza sulle donne, omofobia...). Non un prodotto per tutti, ma per molti sicuramente. In attesa di un eventuale ipotetico gran finale a Las Vegas.

PRO

- Più combattimenti
- Approfondimento maggiore dei personaggi
- Alcuni momenti e puntate esilaranti

CONTRO

- Forse meno divertente della prima stagione
- Le puntate iniziali sono un po' "lente"
- Dialoghi forse inferiori a quelli della prima stagione

Voto 7,5
 

domenica 22 luglio 2018

Santa Clarita Diet - seconda stagione [Serie Tv 2018]

La dieta "drastica" a base di carne umana propinataci quasi un anno e mezzo fa da Netflix si rivelò efficace: di facile attuazione, di breve durata, con spunti frizzanti. Alla fine restava solo qualche chiletto in eccesso da smaltire (trama orizzontale troppo esile e parte "adolescenziale" poco interessante) ma tutto sommato si rivelò qualcosa che meritava sicuramente una riproposizione. A distanza di circa un anno (la seconda stagione è uscita a fine marzo) è arrivata quindi la seconda stagione di Santa Clarita Diet. Il risultato? All'altezza di quello di un anno fa, anzi perfino superiore: la serie non solo assume una sua maggiore coerenza ma riesce a limare quei difetti che le impedivano di aspirare a diventare un cult. 

venerdì 25 maggio 2018

Sneaky Pete - seconda stagione [Serie Tv 2018]

Avevamo chiuso la recensione della prima stagione di Sneaky Pete con una considerazione: probabilmente sarebbe stata più azzeccata una stagione autoconclusiva, c'è infatti il rischio che questo tipo di produzioni (è insito nel genere) finiscano per diventare ripetitive e spesso la parodia di se stessi (vedi le ultime stagioni di Dexter). Il reiterare certe soluzioni, alcuni escamotages classici, rendere alcuni personaggi sempre più sprovveduti ma sempre più fortunati nel farla franca o scampare alla morte (vedi sempre le ultime stagioni di Dexter) quando invece prima erano ingegnosi, sono tutte possibilità che bisogna mettere in conto una volta che si decide di far durare una serie di quel genere per più stagioni. Rischio quindi che si può applicare perfettamente anche a Sneaky Pete. Torna quindi il gangster che tiene il nostro Marius/Pete sotto scacco, tornano i suoi "complici", torna il piano per sgraffignare il bottino del gangster magari levandoselo definitivamente dai piedi, torna la famiglia "finta" da tenere buona per poter fare il colpo... Ci troviamo insomma davanti al classico more of the same: situazioni assimilabili a quelle della prima stagione però elevate al quadrato: più personaggi, più segreti, più situazioni bizzarre, più grane da risolvere, colpo più in grande stile...Si nota insomma a tratti una maggiore esagerazione e una certa confusione nel dipingere le varie sottotrame. Il risultato è una seconda stagione meno lineare e più precaria ma che alla fine funziona lo stesso grazie alla forza dei personaggi. Però non c'è Bryan Cranton.

venerdì 18 maggio 2018

Sneaky Pete - prima stagione [Serie Tv 2015-17]

Non si può certo dire che Bryan Cranston, dopo la chiusura di Breaking Bad, sia rimasto con le mani in mano, anzi negli ultimi anni si è imbarcato in una miriade di progetti: sia come attore nei ruoli più disparati (Trumbo, Proprio lui?), che come doppiatore (L'isola dei cani), che come produttore (Philip K. Dick's Electric Dreams). Non si è fatto mancare nulla insomma. Ci mancava solo che si mettesse a fare pure il regista o lo sceneggiatore e il quadro era completo. No, a dire la verità ha fatto pure quello e tutto in una sola serie tv: Sneaky Pete. Quest'ultima infatti non solo è stata creata dallo stesso Cranston (assieme a David Shore) ma egli ne è anche lo sceneggiatore, il regista (per un episodio) e ci recita pure. Ha fatto un po' tutto lui insomma. Uscita nell'arco di un paio di anni (dal pilota, del 2015, alle seguenti 9 puntate rilasciate nel 2017) sul servizio streaming di Amazon Video, Sneaky Pete è forse quanto di più vicino ci possa essere per Cranston alla serie ideata a suo tempo da Vince Gilligan: così come per Walter White, la serie è basata infatti su un criminale (Pete Murphy) costretto a barcamenarsi continuamente tra vicende criminose e vita quotidiana in una famiglia inconsapevole, solo che qui non ci troviamo davanti ad uno spacciatore ma ad un truffatore: talmente truffatore che pure la famiglia non è la sua vera famiglia e pure l'attore protagonista non è Bryan Cranston ma Giovanni Ribisi

sabato 12 maggio 2018

The Good Place - seconda stagione [Serie Tv 2017-18]

E' difficile per una serie tv comica riuscire a far ridere e allo stesso tempo offrire spunti di riflessione, una morale, un qualcosa che vada al di là della sola battuta fine a se stessa. Il 90% delle produzioni si affidano così al facile e sicuro doppio senso o, al contrario, risultano troppo "buoniste" per essere efficaci a livello comico-dissacrante. La prima stagione di The Good Place dimostrava invece che era possibile un perfetto connubio tra momenti leggeri ed altri più "impegnati" senza mai perdere di vista l'obiettivo primario: far divertire. Il merito principale della creatura di Michael Schur (Brooklyn Nine-Nine) era quello di offrire sempre nuove soluzioni e trovate, sviando il "gia' visto" e il banale, anche quando sembrava si ficcasse in un vicolo cieco. Il punto forte della serie insomma è sempre stata la trama.

martedì 1 maggio 2018

American Gods - prima stagione [Serie Tv 2017]

Cercare di descrivere in poche righe cosa è (e di cosa parla) American Gods è impresa piuttosto ardua. E allora partiamo dal titolo: American Gods parla di Dei (americani ci aggiungiamo), abbastanza ovvio. Si ma quali Dei? Tutti. Tutti? Esatto, non si fanno distinzioni tra cattolici, musulmani, pagani, "Dei moderni" molto più terreni, si arriva perfino a scomodare figure del folklore e della superstizione. Tutti gli Dei hanno infatti il loro spazio ed esistono se c'è qualcuno crede in loro. Ecco allora che possono benissimo coesistere pure più di un solo Gesù Cristo, a seconda di come viene idealizzato dalle religioni che lo venerano. E tutti questi Dei stanno in America. Cosa ci stanno a fare? Non si sa bene, ma sostanzialmente si fanno la guerra, una guerra che vede fronteggiarsi due grandi fazioni: quella degli Dei Antichi e quella degli Dei moderni che in qualche modo li hanno soppiantati (idealmente la tv, internet, i telefonini ecc). Se tutto questo vi sembra folle in realtà è una delle poche cose che si possa chiamare "filo conduttore" delle puntate, perchè il resto sarà un misto tra il folle, il, grottesco, il bizzarro, lo splatter, il drammatico...
Tutto in sole 8 puntate che, va bene durano attorno ai 60 minuti ognuna, ma sono decisamente poche per tutto questo minestrone di eventi ed ambizioni. Basteranno?

giovedì 26 aprile 2018

The Strain - quarta stagione [Serie Tv 2017-18]

2018. Anno tristissimo per i fan delle serie tv americane: è infatti l'anno dell'ultima stagione (almeno qua in Italia)  di una delle serie tv più amate, apprezzate, idolatrate, copiate...The Strain.
Sto scherzando naturalmente, a parte sul fatto che quest'anno è andata in onda effettivamente l'ultima stagione di The Strain, serie che sebbene sia opera di Guillermo del Toro (che è pur sempre un premio oscar) e di Chuck Hogan (autore assieme a lui anche del romanzo dal quale è tratta la serie), non si può esattamente definire epocale. E' sempre stata ed è rimasta fino alla fine coerente con se stessa: un prodotto "di genere", col suo fascino e le sue peculiarita ma anche ovviamente con i suoi difetti. Diciamo insomma che la trama non è che abbia mai fatto sfracelli (anzi) e che i personaggi non sono mai stati (a parte Setrakian e Quinlan probabilmente) il carisma fatto persona, per non parlare di personaggi tra i più irritanti mai visti (si, avete capito, proprio lui), però in fondo in fondo ci si era un po' affezionati: questa "caccia al padrone" aveva un suo perchè, questo mondo che da horror si trasforma in apocalittico e poi distopico, questo continuo ondeggiare tra momenti seri ed altri (forse involontariamente) divertenti. Si arriva insomma alla fine del viaggio, un po' a fatica ma anche con qualche momento memorabile.

venerdì 20 aprile 2018

The Walking Dead - ottava stagione [Serie Tv 2017-18]

Ottava stagione di The Walking Dead, soliti problemi. Ormai si potrebbero scrivere pensieri sparsi e poi ricopiarli l'anno successivo, funzionerebbero comunque: il succo gira e rigira è sempre lo stesso. Una serie che dopo le prime fortunate stagioni ha sempre più faticato a trovare qualcosa di realmente interessante o "nuovo" da dire, e ok, non è che ti puoi inventare chissà cosa in un mondo post-apocalittico dominato dagli zombie, però replicare ad ogni stagione la stessa trama è un po' eccessivo: Rick e i suoi sono felici e contenti nella loro nuova comunità, all'improvviso la minaccia di un villain che scombussola tutto, Rick e soci accoppano il cattivone e trovano una nuova comunità. Nel mezzo una serie di dialoghi pseudofilosofici e spesso senza senso sul senso della vita. In questa ottava stagione qualcosina però stranamente cambia, per certi versi in meglio, per certi versi in peggio.

sabato 14 aprile 2018

MR. ROBOT - terza stagione [Serie Tv 2017]

Osannato dopo una prima stagione stilosa ma piuttosto ruffiana per poi venire messo da parte quando i nodi vennero al pettine dopo la seconda stagione. Questo in breve il destino di Mr. Robot: essere tradito dalla sua stessa capacità di sembrare più di quello che era. Eppure gli spunti interessanti c'erano, bisognava soltanto aggiustare la mira e aggiungere più sostanza, più "empatia" con i personaggi, più coinvolgimento, rendendo la serie meno ingenua e più centrata. Per fortuna è proprio quello che accade in questa terza stagione della serie tv di Sam Esmail: un prodotto che non rinuncia ai suoi tratti distintivi ma che finalmente fa un passo in avanti nella giusta direzione, riuscendo ad intervenire proprio sui tasti dolenti che affossavano le grandi ambizioni che ci si prefiggevano nei primi 20 episodi.

mercoledì 28 marzo 2018

American Horror Story - settima stagione [Serie Tv 2017]

"There's so much more that binds us than divides us
But our FEAR denies it
While the papers stir it
The colours of the flag we wave
Were and will become blood red again"

E' molto di più ciò che ci lega di ciò che ci divide
Ma la nostra PAURA lo nega
Mentre i giornali la rimescolano
I colori della bandiera che sventoliamo
Erano e diventeranno di nuovo rosso sangue

(Marillion - Fear)

Viviamo in un mondo dominato dalla paura, un sentimento talmente forte da essere utilizzato da sempre per dominare le masse: che si tratti della classica catena di Sant'Antonio a tema allarmistico o della paura del diverso utilizzata a scopi elettorali (o, peggio, per fini delittuosi) negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria escalation della "paura". Nessuno si sente più al sicuro e meno una persona si sente al sicuro più è disposta a compiere scelte estreme e poco oculate, scelte di pancia e poco ponderate.
Non è un caso che anche a livello politico i partiti più estremisti stiano prendendo sempre più il potere: si prendono la briga di incanalare la rabbia e la paura delle persone quando non la alimentano essi stessi per i propri fini.
Le elezioni politiche americane che hanno portato l'ascesa assolutamente inattesa di Donald Trump seguono questa deriva, questo flusso che sta conducendo il mondo ad assumere posizioni sempre meno concilianti. Spesso il tutto si riduce ad una mera questione di denaro o di potere (come sempre quando c'è di mezzo la politica) ma a volte dietro tutto questo c'è la figura di uno psicopatico dal forte carisma che in qualche modo riesce ad canalizzare questo timore e questa rabbia e creare vere e proprie "sette" capaci di pensieri ed atti assolutamente inimmaginabili dal singolo (spesso i pensieri di questi leader sono talmente assurdi che è difficile immaginare come possano "attecchire", ma lo fanno). Per dirla in breve "la paura genera mostri"...ma naturalmente anche i mostri generano paura e quale spunto migliore può esserci quindi per una serie horror?
American Horror Story nella settima stagione sceglie quindi per la prima volta un approccio più maturo al terrore, più politico, meno diretto. Ma fa paura?

giovedì 22 marzo 2018

Ghost Wars - prima stagione [Serie Tv 2018]

"Cos'è la morte?". Con questa frase comincia l'ultima creazione di Simon Barry (Continuum). Una domandina alla quale si cerca di rispondere solo fin dall'alba dei tempi. Figuratevi se può riuscirci un semplice telefilm. Ghost Wars (questo il nome della serie) è quindi un telefilm profondo e magari mattonesco sul senso della vita? No, è proprio l'esatto contrario: un prodotto "di genere", ultracitazionista (o ultrabanale, se vedete come scopiazzature e non come omaggi molte delle scene che avrete di fronte) pieno di spunti, alcuni indovinati e altri senza senso. Un bel minestrone composto da sprazzi di thriller-horror-fantascienza messi spesso un po' a casaccio ma che ha quel fascino un po' particolare dei film horror di serie b che andavano tanto in voga negli anni '80. Fa un po' quell'effetto che sta tra il misterioso e il weird, spesso si finisce per chiedersi "ma sta cosa che senso ha?" eppure qualche ideuzza abbastanza originale e intrippante in fondo ce l'ha.

sabato 17 marzo 2018

Jessica Jones - seconda stagione [Serie Tv 2018]

Qual è il supereroe più incazzoso, misantropo, irascibile, poco sentimentale, alcolizzato dell'universo Marvel? Beh, in realtà si dovrebbe parlare di supereroina più che di supereroe. Stiamo parlando infatti di Jessica Jones, approdata su Netflix con la seconda stagione lo scorso 8 marzo. Si, proprio l'8 marzo, non è affatto una data casuale, parliamo infatti della serie Marvel più "femminista" ma anche la più "femminile" visto il cast composto per gran parte dal gentil sesso. E se la prima stagione era incentrata su tematiche come violenza domestica ed abusi, in questa seconda si sceglie di virare verso risvolti che hanno a che fare col passato, ma un passato più "personale" e familiare alla protagonista. Messo da parte Killgrave (non senza fatica e non senza ripercussioni) Jessica dovrà concentrarsi su una minaccia molto più sottile e più sfaccettata, più vicina, in una serie di episodi che la vedranno mettere in dubbio anche le sue pochissime sicurezze in fatto di amicizie ed affetti. Si fa però un passo in avanti dal punto di vista dell'approfondimento dei personaggi ma se ne fa uno indietro a livello di pura azione e coinvolgimento.

martedì 27 febbraio 2018

American Vandal - Prima stagione (2017)

American Vandal è una serie televisiva, di genere crime, prodotta da Netflix, una serie che ha per oggetto un orribile crimine commesso in una scuola americana. Il presunto colpevole del tragico gesto sarebbe Dylan Maxwell, uno studente che in un giorno di marzo avrebbe...

disegnato dei peni con una bomboletta su 27 auto dei professori. Già, proprio così, nulla a che fare con stragi di Columbine e simili (sempre più attuali e gestite sempre peggio) ma un più banale atto vandalico. Cosa c'entra allora il genere crime, è uno scherzo? Beh più che di scherzo bisognerebbe parlare di parodia. American Vandal infatti è a tutti gli effetti una serie televisiva che ha per oggetto un crimine e le indagini ad esso collegate, ma tutto, dall'atto in se, alle testimonianze, è assolutamente folle. Eppure, per quanto assurdo possa sembrare, questo miscuglio tra motivazioni demenziali e stile serioso funziona e rende il telefilm misterioso e divertente allo stesso tempo.

venerdì 23 febbraio 2018

Everything Sucks! - Prima stagione (2018)

Everything Sucks!, ovvero "La serie tv sugli anni '90". Cosa sarà mai successo negli anni '90? Si, perchè se scegli di fare una serie sugli anni '80 (un po' una moda dell'ultimo lustro, ma pure di più) "ti piace vincere facile": ci piazzi un paio di capelli cotonati, un walkman, qualche pezzo dei Duran Duran (o degli Spandau), shakeri un po', e il risultato è ottenuto. Certo spesso il risultato è soltanto una serie di citazioni fini a  se stesse, ma gli spunti di partenza comunque li hai. Se invece vuoi "recuperare" e immergerti di nuovo negli anni '90 che ti inventi? Tutto si fa più complicato. Per quanto non manchino le "mode", i cultissimi, i look improbabili, le canzoni "simbolo" anche lì, tutto è più "soggettivo", meno soggetto ai clichè, più difficile da replicare. E allora ecco che un conto è citare gli onnipresenti Ritorno al Futuro, Ghostbusters ecc, altro conto è citare (il pur divertente) Ace Ventura (primo film visto da me al cinema da ragazzino tra l'altro). Tutto insomma è meno "epico", più "spento", pure meno trash se vogliamo, molto più "grunge". Ma ormai ci tocca, siamo quasi negli anni '20 e il revival degli anni '90 è destinato sempre di più ad invadere i cinema ed i televisori (anche qua da noi: basti vedere il recente 90' Special, che altri non è che il solito minestrone assortito simil Meteore che di tanto in tanto rispunta sulle nostre tv, naturalmente a tema anni '90). Tutto insomma "fa schifo"? Se lo dicono loro...

venerdì 16 febbraio 2018

Broadchurch - Terza stagione (2017)

Broadchurch, terza stagione, ovvero "certe serie televisive bisogna chiuderle dopo la prima stagione" parte 2. Cosi' si puo' riassumere in poche parole l'ultima stagione di Broadchurch. Si, perchè la seconda serie di episodi fu quanto di più sbagliato si potesse scegliere di fare per tradire lo spirito della prima: zero empatia con i personaggi, genere totalmente stravolto (un legal drama all'acqua di rose, scontato e privo di spunti se non l'irritazione), zero mistero, scarsa caratterizzazione di alcuni personaggi principali a scapito di altri che invece ormai conoscevamo alla perfezione. Non contenti gli autori se ne sono usciti anche con una terza che...non è proprio una ciofeca. Per fortuna si sceglie di riprendere lo spirito della prima stagione (un crimine da risolvere e le ripercussioni sui cittadini di quest'ultimo), un approccio quindi molto più classico, pur scegliendo di affrontare un nuovo "caso", un po' come accadde per la terza stagione di The Killing. A differenza di quest'ultimo però la terza stagione di Broadchurch mantiene anche un forte legame con personaggi ed eventi delle passate stagioni e non è purtroppo sempre un bene. E' infatti il ripetere certe situazioni e stati d'animo ancora e ancora senza avere realmente nulla da dire che ha portato la seconda stagione prima ad impantanarsi e poi a prendere una strada del tutto deleteria e priva di spunti interessanti. In questo caso si opta un approccio più "sobrio" ma comunque alcuni momenti che vorrebbero essere emozionanti appaiono forzati, non aiutati anche da dialoghi non particolarmente brillanti