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Visualizzazione post con etichetta commedia. Mostra tutti i post
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sabato 30 maggio 2026

Beef - lo scontro - serie TV - seconda stagione (2026)


Beef - lo scontro non era una serie particolarmente originale o sconvolgente, quanto piuttosto una sfiziosa rappresentazione delle nevrosi e delle incomprensioni della nostra epoca: la storia di un incontro/scontro tra due personalità diversissime ma per certi versi simili. Aveva soprattutto l'intelligenza necessaria per risultare divertente senza scadere mai davvero nella farsa, e anzi mescolava sapientemente umorismo e dramma, aggiungendoci un pizzico di satira sociale sulla lotta di classe tanto cara agli autori coreani (la serie è uno interessante ibrido tra cultura statunitense e quella orientale). 
Un piccolo prodotto insomma, senza grandissime pretese che, soprattutto, era autoconclusivo. Ma si rivelò comunque un successo inatteso per Netflix e sapete come vanno queste cose: poco importa se sei una miniserie che racconta una piccola storia, se fai tante visualizzazioni finisci per diventare una serie antologica o addirittura per creare una qualche sorta di saga. In questo caso ci troviamo nella prima categoria: la seconda stagione di Beef cambia totalmente personaggi, situazioni, storia, ma mantiene (apparentemente) inalterato lo scopo di fondo. Solo che in questo caso invece di lavorare per sottrazione lo fa per accumulo.

mercoledì 18 marzo 2026

Young Sherlock - serie TV (2026)


Sono tante le versioni del personaggio creato da Arthur Conan Doyle che abbiamo visto sul grande e piccolo schermo. Tra le più note sicuramente ci sono i due film con protagonista Robert Downey Jr., firmate Guy Ritchie. A distanza di quasi 20 anni Il regista britannico torna a rileggere a modo suo le avventure del famoso investigatore, ma stavolta lo fa con una serie televisiva, che non ha punti di contatto con le precedenti opere cinematografiche.
Innanzitutto Young Sherlock (come lascia intuire il titolo) è un prequel, quindi Holmes è ancora un giovane studente che si ritrova, (apparentemente) per caso, invischiato in un complotto.
Pur mostrando già le sue innate capacitá deduttive, mostra comunque ancora una certa ingenuità e scarsa dimestichezza in certe situazioni, cosa che forse farà storcere il naso a qualcuno. Ma tutto sommato può anche starci.
Ciò che però colpisce maggiormente di questa serie è lo stile, tipicamente alla Guy Ritchie, qui ancora più veloce, diretto rispetto ai film. Si potrebbe definire uno Sherlock Holmes molto "rock", sia per la colonna sonora decisamente anacronistica ma perfettamente coerente con lo stile di cui sopra (Black Sabbath, Kasabian tra i tanti), sia per l'evolversi delle vicende. C'è molto più spazio per le sparatorie, gli inseguimenti, i colpi di scena che per le indagini vere e proprie, che saranno comunque molto presenti, come era ovvio che fosse. Il montaggio è quasi sempre molto serrato ed ogni puntata aggiunge qualche nuova variante che rende la serie adatta ad un pubblico molto variegato, anche chi cerca un qualcosa di immediato e divertente.

domenica 28 dicembre 2025

Pluribus - serie TV - prima stagione (2025)


Quante volte, durante una conversazione, ci hanno risposto con la classica (e stupida) frase "non esiste mica il pensiero unico". Di solito si tratta, paradossalmente, di persone che, su quel determinato argomento, verrebbero che tutti gli altri la pensassero come loro. Fino a che punto, allora, ci interessa davvero la libertà di pensiero?
Anche se viviamo in un una società che (per mille motivi) spinge sempre più alla polarizzazione, al "fazionismo", alla creazione di pochissime categorie di persone che siano il più possibile semplici e catalogabili, in realtá il nostro pensiero è sempre "unico", personale. Ogni persona, nonostante il suo desiderio ineludibile di trovare comprensione e vicinanza negli altri, ha proprie paure, desideri, aspirazioni, emozioni, che sono solo sue. Siamo umani no?
Cosa accadrebbe se invece il famoso "pensiero unico" esistesse davvero e fossimo gli unici rimasti al mondo con un proprio modo di pensare? Come ci comporteremmo? Baratteremmo la nostra individualità per la felicità o cercheremmo una soluzione?
E' quello che immagina la nuova serie di Vince Gilligan (Breaking Bad, Better Cal Saul), una particolarissima serie fantascientifica che mescola dramma e ironia, offrendoci tantissimi spunti di riflessione sulla societá nella quale viviamo.

venerdì 21 novembre 2025

Gen V - serie TV - seconda stagione (2025)


Ci mette un po' ad ingranare la marcia la seconda stagione di Gen V. Un po' perchè certe esagerazioni non stupiscono più come all'inizio della serie madre, un po' per cause di forza maggiore, che hanno costretto i creatori a ripensare totalmente lo sviluppo degli eventi.
Rispetto a The Boys, si può dire che Gen V ne è un po' il figlio adolescente ribelle, problematico, immaturo. E' come se avesse bisogno di tempo per capire realmente dove vuole andare in futuro.
L'ibrido tra dramma adolescenziale ed escalation sui supereroi folli e violenti ci restituiva nella prima stagione uno spaccato molto più "ristretto" del mondo creato da Garth Ennis. Un concentrato fatto con le stesse trovate di The Boys, ma anche con minor raggio d'azione a disposizione.

lunedì 8 settembre 2025

Upload - serie tv - quarta stagione (2025)



Sono tante le serie TV di fantascienza che negli ultimi anni ci hanno dipinto futuri cupi e angoscianti. Sono molte meno (per non dire quasi nessuna) quelle che invece ci hanno mostrato scenari meno oscuri e più solari. Tra queste sicuramente va citata Upload, conclusasi in queste settimane dopo l'uscita della sua quarta stagione. 
Non che manchi di prospettive distopiche e molto poco allettanti o momenti drammatici (soprattutto nelle ultime 2 stagioni) ma la creatura di Greg Daniels ci ha regalato un approccio molto più positivo e ironico al genere: tra defunti che continuano a vivere con le medesime pretese di agiatezza dei vivi, IA che provano ad umanizzarsi con risultati esilaranti, regole assurde da rispettare nell'aldilà, rivolte decisamente poco canoniche...Diciamo che i momenti comici superano di gran lunga quelli più strettamente riflessivi, ma è una comicità che ha comunque ad oggetto argomenti non certo banali: la morte, la nostra eredità nei confronti dei posteri, il potere delle corporazioni, il dislivello tra ricchi e poveri che la tecnologia esalta in maniera esponenziale. Siamo insomma vicini per approccio a prodotti come The Good Place (con la tecnologia che fa le veci della religione), con una comicità però meno intelligente. L'approccio a volte è molto più caciarone e caotico, non tutte le battute o i momenti comedy c'entrano il bersaglio ma siamo comunque sempre su livelli almeno discreti: la presa in giro delle nostre fissazioni quotidiane e della tecnologia in generale, estremizzate a puntino, non mancano di causare un sorriso, fosse anche beffardo. 

domenica 20 luglio 2025

Murderbots - serie TV (2025)

Tratta dal romanzo breve "allarme rosso", di Martha Wells, Murderbots è una serie di fantascienza piuttosto particolare. Un po' thriller, un po' commedia, un po' giallo sui generis, sembra quasi essere indecisa sulla strada da intraprendere. Quasi come il protagonista: un robot senziente e ribelle (Alexander Skarsgård) che non ha più un modulo di controllo e quindi è libero di non obbedire ai suoi "padroni" ma che sceglie comunque di aiutarli, dandosi motivazioni diverse di volta in volta per non ammettere a se stesso che comincia a provare delle emozioni. Appassionato di serie televisive di serie c (ma non diteglielo se non volete farlo irritare), il Cyborg (pur essendo un robot ha comunque parti organiche) sará l'unica difesa a disposizione dell'equipaggio mandato ad esplorare un pianeta sconosciuto, in cerca di risorse ed informazioni utili alla Corporazione per la quale lavorano. Inutile dire che il pianeta sarà pieno di insidie e pericoli.

venerdì 6 giugno 2025

The studio - serie TV (2025)


Volendo sintetizzare in maniera estrema (ma efficace), si potrebbe dire che "The Studio" è sostanzialmente una sorta di "Boris americano". Tematica e cifra stilistica sono infatti sostanzialmente sovrapponibili, tanto che da un momento all'altro ci si aspetta che il protagonista gridi "perchè a noi la qualità ci ha rotto er cazzo!". Qui però, invece che la fiction italiana, l'oggetto della serie è il cinema, quello hollywoodiano per la precisione, con tutte le differenze del caso. Tutto quindi è molto più "in grande". Il protagonista è infatti il nuovo capo di uno studio cinematografico (i Continental Studios) che deve imparare a gestire, destreggiandosi tra sottoposti folli e competitivi, gli attori e le loro bizze, i problemi di budget, il compromesso tra pretese autoriali e necessità di fare cassa...Tutta una serie di problemi che molto spesso si dimostra incapace di risolvere e anzi, ne crea di nuovi.

giovedì 20 marzo 2025

Bad Monkey - serie TV (2024)

Dopo i fortunati Scrubs, Ted Lasso e Shrinking, Bill Lawrence si sarà detto proviamo per una volta qualcosa di diverso. Famoso infatti per le sue commedie irriverenti ma "con cuore" (una delle caratteristiche che rende riconoscibilissimi i suoi prodotti) ha provato con Bad Monkey una sortita nel Thriller/poliziesco. Almeno nelle intenzioni. Perché se è vero effettivamente che la serie è un classico poliziesco, con l'investigatore sui generis carismatico col caso complesso da sbrogliare, lo sviluppo è comunque debitore delle sue serie precedenti. Ci troviamo insomma di fronte ad un ibrido, che a volte non riesce a trovare un suo reale equilibrio ma che (grazie alla consueta bravura dello sceneggiatore/produttore) arriva a costruire situazioni interessanti, seppur non nuove.

mercoledì 25 dicembre 2024

Uno Rosso - Ovvero The Rock salva il Natale



Ci sono film che possono funzionare (ammesso che funzionino) solo a Natale. Quelle pellicole che se leggeste la trama in qualsiasi altro periodo dell'anno non potreste fare altro che svicolare a piè pari per la loro sconclusionatezza. E invece poi alla fine non si sa perchè in fondo si lasciano guardare. Sarà l'atmosfera, sarà il cast ricco di nomi importanti o magari sarà stata solo l'abbuffata delle feste che predispone alle buone intenzioni. Uno Rosso è solo uno dei tanti possibili esempi.
Prendiamo il plot: c'è un Babbo Natale, interpretato dal famoso anzianotto palestrato J.K. Simmons, che viene rapito giusto alla vigilia di Natale. Che sfiga. Ecco però accorrere l'addetto della sua sicurezza, una specie di elfone interpretato da Dwayne Johnson (fa già ridere) che assieme ad una strana organizzazione (che si occupa di salvaguardare in pratica tutte le leggende metropolitane e miti) cercherà di risolvere la situazione. Come? Assoldando un ladro/hacker sbruffone e cinico (uno che ruba perfino i lecca lecca ai bambini e non per modo di dire), uno insomma davvero cattivo (tanto che viene soprannominato lupo) che naturalmente non crede nel Natale e in Babbo Natale. Come andrà a finire? E giá, chissà come. La trama è questa in buona sostanza. 

martedì 1 agosto 2023

Fubar - serie TV - prima stagione (2023)


Non c'è nulla che in vita sua Arnold Swarzenegger non abbia fatto: bodybuilder, attore, politico, filantropo...Un uomo di non facile catalogazione, che ha sempre cavalcato le etichette e gli slogan, smarcandosene costantemente allo stesso tempo. Eroe roccioso, uomo "che non deve chiedere mai", duro e monoespressivo (Commando, Terminator) oppure omone grande, grosso e un po' impacciato che suscita simpatia (I Gemelli, Un poliziotto alle elementari). La stessa cosa si potrebbe dire della sua carriera politica, vissuta anch'essa in un costante dualismo tra due anime ben diverse racchiuse però in una sola persona. Di recente è giunto un documentario su di lui su Netflix, che ci testimonia ulteriormente la sua natura poliedrica e sfaccettata e ci mostra un uomo che nella sua vita ha cercato di fare un po' di tutto puntando sempre al massimo. Ma le serie TV? In un periodo nel quale gli attori cinematografici più famosi si lasciano convincere dai servizi di streaming lui poteva esimersi? La risposta appare scontata: no.


"Vieni con me se vuoi vivere"


Fubar è una spy comedy, di quelle leggere, anzi leggerissime (direbbero Di Martino e Colapesce). Sembra uscita, per indole e approssimazione, direttamente dagli anni '90, se non fosse per il suo ammantarsi di una costante ironia consapevole (a differenza dei capostipiti del genere, che Swarzy ha contribuito a forgiare) e per le battutacce (molte fuori fuoco o del tutto infantili). Poco Terminator insomma e molto Un poliziotto alle elementari, che però usciva più di 30 anni fa e ora Arnold non ha più esattamente il fisique du rol dell'agente sotto copertura che deve fingere la sua impacciataggine o incapacità. Non a caso qui molte delle battute sono sulla sua età o sul suo essere antiquato. E' un po' come rivedere delle puntate del Bud Spencer imbolsito di Big Man o Extralarge, avete presente? Non è più lui ma è comunque lui. Qui è la stessa cosa sostanzialmente.


"Sei un tipo divertente e simpatico, per questo ti ammazzerò per ultimo"


Mettiamoci poi che per far contenti i fan di Arnold (perchè lui è l'unico motivo per il quale vedrete il telefilm, non giriamoci intorno, gli sceneggiatori ne sono ben consapevoli) innumerevoli sono le citazioni alla sua vita privata (allusioni alle sue origini austriache o alle sue magagne coniugali ad esempio) o al suo passato cinematografico (battute su Danny De Vito o situazioni che richiamano direttamente film come True Lies). Spesso ti vengono spiattellate in faccia senza alcun ritegno, senza il minimo contesto e bisogna prenderle così. Stessa cosa vale per la trama, che fa il suo, è funzionale, classicissima: c'è un pericoloso terrorista che va fermato a tutti i costi. Chi lo fermerà? Lui, ovvio. La variante? Il rapporto di amore/conflitto tra padre e figlia che è alla base delle serie TV. Interessante anche se forse soffre di un po' di ripetitività.
Degli altri personaggi invece sostanzialmente fregherà meno di zero, si viaggia tra l'inutile (Aldon), il mal sfruttato (Barry) e l'irritante (Roo).


"Perchè voglio distruggere il mondo? Sono un villain no? C'è bisogno di un altro motivo?"


Fubar è una serie veloce, sottilissima, vecchia nella concezione. Diverte, strappa qualche risata, non ha momenti di noia ma risulta inconsistente e piena di incongruenze e deus ex machina. Prova insomma ad annegare la sua banalità con la comicità peró spesso si affida a battute stantie e da bar. Ma è comunque una serie interamente costruita su Swarzenegger e ne sfrutta il personaggio mungendone trovate a ripetizione. Se insomma siete fan del muscoloso attore austriaco non potete non guardarla, nonostante tutto. Se non lo siete potete passare oltre.

PRO
- Continue citazioni sul personaggio Swarzenegger
- La trovata del rapporto conflittuale padre/figlia che dona un piccolo tocco di originalità ad una serie classicissima
- Alcune battute vanno a segno

CONTRO
- Trama e maggior parte dei personaggi inconsistenti
- Gran parte delle battute sono più stupide che irriverenti
- 60 minuti a puntata sono troppi per una serie comedy

Voto 6,5

venerdì 23 giugno 2023

Black Mirror 6 - episodio 5

Black Mirror 6.5  Demon 79




La sesta stagione di Black Mirror si conclude con la puntata più lunga di tutte, un vero e proprio film TV della durata di quasi un'ora e mezza. La dicitura iniziale "A Red Mirror Production" è abbastanza emblematica, come se si trattasse di un film tv a se stante, uno spin-off, la puntata iniziale di un nuovo corso: dalla fantascienza ci si sposterá definitivamente sull'horror? E' lo stesso Charlie Brooker d'altronde ad aver affermato che le distopie tecnologiche gli stanno "strette", che lui non ce l'ha con la tecnologia in senso stretto ma con la capacitá dell'umanitá di autodistruggersi. Il male insomma non è nella macchina ma nell'uomo. 

Il titolo della puntata, Demon 79, rende immediatamente l'idea sul genere e sul periodo nel quale è ambientata. Stavolta però l'horror flirta con l'ironia e con la commedia. Non potrebbe essere altrimenti se ti trovi di fronte ad un demone che ti appare all'improvviso vestito come uno dei Boney M. A scatenarlo inavvertitamente è stata una commessa di un negozio di scarpe, vessata sul lavoro e immersa in una societá ancora retrograda in tema di integrazione (il razzismo è una delle tematiche predominanti della puntata). 

Il Demone agghindato da cantante di discomusic esige dalla commessa dei sacrifici umani, secondo delle regole prestabilite e inflessibili (più o meno) da chi sta più in alto (in questo caso in basso) di lui: la donna dovrá ammazzare 3 persone in 3 giorni diversi entro la mezzanotte, pena il sopraggiungere dell'apocalisse. Una specie di favola di Cenerentola al contrario insomma (le scarpe, l'incantesimo che si interrompe a mezzanotte appunto...), dove la timida ragazza dovrá trasformarsi non in una principessa ma in una spietata serial killer per il bene dell'umanitá (non il suo bene personale). 
Sará tutto vero? Oppure è solo il parto di una mente folle che ormai ha perso ogni contatto con la realtá?




In Demon 79 l'Inghilterra è un luogo freddo, grigio, dove arrivismo e sprezzo per tutto ciò che viene considerato diverso costituiscono la normalitá. Un mondo nel quale una commessa di origini indiane non può che trovare rifugio in un qualcosa di totalmente alieno come lei, anzi ancora più alieno, l'antitesi del perbenismo e del puritanesimo: un demone che le dice di farsi giustizia da sola. Qui non è più insomma, come in passato, la tecnologia ad offrire lo spunto per le conseguenze più agghiaccianti, ma il soprannaturale. Non è la tecnologia il problema insomma, per dirla alla Charlie Brooker, ma l'uomo.

Voto 7+

martedì 6 giugno 2023

Ted Lasso - serie TV (2020-2023)


Dopo 3 stagioni anche Ted Lasso, una delle serie più chiacchierate degli ultimi anni, è giunta alla sua conclusione (o no?). Esaltato da molti, forse oltre i suoi meriti, si è rivelato però un progetto molto particolare e sempre più ambizioso: un telefilm incentrato sul calcio che però stringi stringi poi di calcio giocato ne mostrava ben poco e affascinava soprattutto quelli che col pallone hanno sempre avuto poca dimestichezza (questo anche grazie alla natura del personaggio: un uomo che si ritrova catapultato a fare l'allenatore in uno sport di cui non sa nulla e che deve imparare giorno per giorno). 
Nel corso delle stagioni però questa simpatica commedia ha mutato pelle fino a trasformarsi in qualcosa di ben diverso fino a snaturarsi un po', deludendo in parte i fan della prima ora. Perché? Diciamo che se la prima stagione assomiglia moltissimo a L'Allenatore Nel Pallone l'ultima invece assomiglia ad un Cobra Kai molto più ambizioso e stereotipato. 

sabato 20 maggio 2023

I Guardiani Della Galassia vol. 3


Ho sempre avuto un rapporto controverso con i Cinecomics Marvel. Mi piacerebbe davvero apprezzarli e in parte ci riesco (in fondo non disdegno alcune grandi saghe a fumetti) tuttavia capisco perfettamente le critiche che molti gli rivolgono. Sono film quasi fatti con lo stampino, dove la forma è quasi sempre superiore alla sostanza. I protagonisti sono quasi tutti delle prime donne, che spesso badano più ad accontentare i loro fan che a fare qualcosa di davvero concreto per la trama, trama spesso diluitissima e vuota, riempita da quintali di effetti speciali ed esplosioni. Delle gran baracconate insomma. E andrebbe pure benissimo se non fosse che tutti i personaggi delle varie saghe (non basta qualche battutina qua e lá) si prendono tremendamente sul serio, tanto da diventare respingenti, antipatici, altezzosi. Si tratta insomma di film divertenti, godibili, ma dimenticabilissimi, a meno che non vi facciate prendere dal giro di citazioni, cliffhanger, collegamenti che stanno lì apposta per tenervi al guinzaglio e non farvi abbandonare la nave.
Non è un caso quindi che le mie due saghe marveliane cinematografiche preferite siano Deadpool e I Guardiani della Galassia. Due outsider, che spesso hanno una cifra stilistica che mal si integra con quella di tutte le altre saghe Marvel (Deadpool non è esattamente un personaggio per famiglie) e che quindi è sempre stato difficile inserire nel calderone. I Guardiani della Galassia per tanto tempo se ne è tenuta fuori, salvo farcela rientrare di forza negli ultimi tempi ma, pur avendo tanti tratti in comune, la saga de I Guardiani della Galassia si stacca concettualmente da quelle degli altri Cinecomics e questo terzo film (o volume che dir si voglia) tutto sommato ce lo conferma.

lunedì 17 aprile 2023

Shrinking - prima stagione (2023)


E' fuori di dubbio the Ted Lasso sia la serie di punta di Apple TV +, tanto che rappresenta (visto il suo successo) l'immagine stessa del servizio streaming. Per usare un gergo caro ai videogiocatori si potrebbe considerare una vera e propria "killer application": è il motivo per il quale molti si abbonano. Ma se togliamo Jason Sudeikis e compari, cosa resta d'altro? Le serie di pregevole fattura non mancano di certo (Severance su tutte) ma non si può certo dire che il catalogo sia esattamente sconfinato, soprattutto nell'ambito del genere "dramedy". 
A colmare, in piccolissima parte, questa lacuna è arrivata ultimamente sul servizio streaming Shrinking, serie prodotta dagli stessi autori di Ted Lasso. Come ovvio immaginare i punti di contatto tra i due telefilm non mancano, eppure l'accoglienza di pubblico e critica in questo caso è stata molto più "tiepida". Perchè? 

sabato 11 marzo 2023

The Afterparty - serie TV (2022)


Il giallo è tra i generi letterari/cinematografici più classici. Il cosiddetto whodunit ne è l'espressione più tradizionale: c'è un gruppo di persone riunite in una stanza/casa/villa nella quale avviene un delitto, un crimine che un investigatore sará chiamato a risolvere sulla base di indizi apparentemente esili o fuorvianti. Nel corso degli anni questo genere ci è stato raccontato sotto varie sfaccettature e ideando numerose varianti. Tra i più recenti esperimenti risultano particolarmente riusciti i due Knives Out, capaci di mescolare classico e moderno, ringiovanendo il genere grazie a massicce dosi di critica sociale sul mondo attuale. E' su questa falsariga che Phil Lord e Chris Miller hanno creato The Afterparty, serie televisiva uscita su Apple TV + che, oltre ad un approccio più leggero e comico, presenta una interessante e piuttosto originale variante: ogni puntata è in pratica un genere diverso.


"Mi si nota di più se non vengo alla festa o se vengo e me ne sto in disparte? Anzi no, ho trovato: vengo nudo"


Se analizziamo le premesse non potremmo trovarci di fronte a premesse meno originali. Alcuni ex studenti si ritrovano per la classica rimpatriata scolastica nella lussuosa villa di uno di loro, Xavier, interpretato da Dave Franco. E' il classico ricco sbruffone, che si da moltissime arie e che ha fatto fortuna con prodotti discutibili: qualche film per famiglie stupidissimo, alcuni pezzi musicali fatti di nulla pompato dall'auto-tune...Il tipo di personaggio che è facile odiare e infatti non lo sopporta nessuno tra i suoi ex compagni di classe. E guarda un po', mentre tutti sono alla festa Xavier viene ucciso. Chi è stato? Who has done It? 

Sebbene tutti i personaggi siano ben caratterizzati e a loro modo simpatici e le puntate siano godibilissime, la vera marcia in più di questo prodotto rispetto a tanti altri appartenenti al genere però è il modo col quale ci vengono proposti questi personaggi. Ognuno di loro ha ovviamente una sua versione dei fatti e quando verrá interrogato (uno a puntata) cercherà di fornire una spiegazione il più aderente possibile alla sua personalitá. Talmente personale che la puntata stessa ne assumerà le caratteristiche e si trasformerà in un genere diverso. C'è allora il marito geloso (Will) che avrebbe potuto uccidere Xavier spinto dalla rabbia e quindi la puntata dedicata alla sua deposizione è una action/comedy. Oppure L'ex collega della vecchia band (che non ha sfondato a differenza di Xavier e prova rancore nei suoi confronti) che infarcisce il suo racconto di incursioni musicali trasformando la puntata in un musical. Il ragazzo timido (Aniq) che non ha mai confessato il suo amore per la ragazza che gli piaceva al liceo e cerca una seconda opportunità? Per lui abbiamo la commedia romantica. Ma c'è spazio per incursioni nella commedia scolastica, i cartoni animati, il poliziesco...Una trovata interessante, che si rivela florida di opportunità e di invenzioni capaci di dare spessore ad ogni personaggio. 


"E' un pezzo di sceneggiatura e si legge il nome del colpevole"


Ogni possibile indiziato (e non solo) ci parla quindi della stessa serata o del suo passato ed i motivi che lo hanno spinto ad essere lì sotto un punto di vista diverso (anche nello stile, come detto). Queste versioni finiranno per congiungersi alle altre, sovrapponendosi a volte,  fornendo ad ogni puntata nuove rivelazioni importanti per la risoluzione del delitto. Soluzione che in fondo non sará poi così sconvolgente o imprevedibile, ma che risulta ben contestualizzata, soprattutto grazie alla grande attenzione agli indizi disseminati nel corso degli episodi e alla maestria nella caratterizzazione dei personaggi, alcuni particolarmente indovinati (Walt ad esempio).


"Benoit Blanc scansati"


The Afterparty insomma è un bel prodotto "di genere". Non rivoluziona o sconvolge nella trama, ma trae la sua forza da una serie di protagonisti sfaccettati e divertentissimi e da una struttura che, grazie al suo mutare continuamente stile e giocare con i generi, riesce ad evadere più che discretamente una certa ripetitività delle situazioni. 8 puntate da mezz'ora circa che filano via lisce lisce, regalando risate e divertimento, per un giallo efficace pur nella sua prevedibilità. 

PRO

- Ogni puntata è un genere diverso affrontato sempre comunque con spirito comedy
- I personaggi sono ben caratterizzati e alcuni sono spassosissimi
- La parte gialla non è originalissima ma crea curiositá

CONTRO

- Rispetto a Knives Out è più leggera e meno "cattiva"
- La risoluzione del caso non è così originale o imprevedibile
- Un paio di personaggi totalmente relegati sullo sfondo e "dimenticati"

Voto 8-

venerdì 18 novembre 2022

Inside Man - Miniserie (2022)


Anche la persona più ordinaria e normale al mondo potrebbe un giorno trasformarsi in un assassino, "basta una buona ragione e una giornata storta". Potrebbe accadere perfino, chessò, ad un prete, se si trovasse in una situazione assurda e senza via d'uscita. E' quello che succede in questa serie TV ideata da Steven Moffat, uscita su Netflix a distanza ravvicinata da Devil's Hour, altra serie prodotta da Moffat ma su Prime Video. A differenza di quest'ultima però, non ci troviamo di fronte ad un thriller con risvolti soprannaturali ma ad una commedia brillante mascherata da dramma, che nelle sue sole 4 puntate ci regala una serie di bizzarre situazioni, di riflessioni sulla natura umana e ci mostra che spesso non siamo semplicemente buoni o cattivi ma solo persone in balia del caso.

martedì 26 luglio 2022

The King of Stonks - serie TV (2022)


Il mondo della finanza è un luogo tremendamente noioso, fatto di statistiche, dati, report, bilanci, scadenze da rispettare...Non è insomma esattamente il luogo ideale nel quale ambientare un film o una serie TV. Non di quelli divertenti comunque. Qualcosa però è improvvisamente cambiata dopo l'uscita di The Wolf of Wall Street di quel vecchi volpone di Martin Scorsese. I personaggi fuori di testa, le situazioni assurde, le grandi interpretazioni di Di Caprio e McConaughey ci fecero guardare quel mondo con occhi diversi. Come se si trattasse di una specie di grande "famiglia" di squali e arrivisti, simile a quella dipinta in Quei Bravi Ragazzi, con le statistiche e i report al posto delle pistole. Poi arrivò La Grande Scommessa, un film che raccontava una truffa finanziaria e lo faceva con gli stilemi della commedia, della farsa, ma allo stesso tempo spiegava in maniera pratica e abbastanza coerente (gli "esempi" del film sono ormai un vero e proprio cult) come funzionavano certi meccanismi alla base degli imbrogli a livello economico.
Nel tempo altri film hanno provato, con non tantissimo successo, a replicare la formula di quei due, perfino alcune serie TV.
The King of Stonks si inserisce in quel filone, in maniera anche piuttosto irruenta, prendendo pure di peso la meccanica degli "esempi" de La Grande Scommessa ma semplificandoli, riducendoli a piccola introduzione agli episodi. Qui restano divertenti ma superflui, privi di quel valore e di quella potenza , pur risultando simpatici quando citano personaggi noti o eventi accaduti negli ultimi anni e facendo un ampio uso dei meme.
I meme appunto, è da quell'idea che nasce anche il titolo di questa serie. Stonks è infatti una storpiatura del termine stocks (azioni) diventata nel tempo un modo per sbeffeggiare e alludere a pratiche di borsa con fini truffaldini che spesso finiscono male.

martedì 24 maggio 2022

Clark - miniserie (2022)


Perché si dice "Sindrome di Stoccolma"? No, non cosa significa, quello è ormai fin troppo ovvio (la dipendenza psicologica della vittima nei confronti del proprio auguzzino, tanto da arrivare perfino a provare amore per lo stesso) ma perché si chiama così? Cosa c'entra Stoccolma? Perché non si chiama invece più banalmente col nome della persona da cui ha tratto origine? Vai sapere...
Comunque Stoccolma in qualche modo c'entra: la definizione trae origine infatti da un noto caso di rapina e sequestro avvenuto negli anni '70 nella capitale svedese ad opera dei fuggiaschi Jan Erik Ollson e Clark Oloffson (già noto per le sue imprese criminose). Ebbene i sequestrati nel corso dei giorni di prigionia arrivarono ad empatizzare con con i sequestratori tanto da fidarsi molto più di loro che della polizia e da considerare i primi come dei salvatori. Come è stato possibile? Fascino per il crimine? Carisma irresistibile dei due rapinatori? Inettitudine delle forze dell'ordine?

martedì 1 marzo 2022

Lupin -serie TV - prima e seconda parte (2021)


Chiunque sia cresciuto con i cartoni animati giapponesi leggendo il nome Lupin non può non associarlo immediatamente alle vicende del simpatico ladro nipponico. Colui che che, assieme ai fidati Jigen e Goemon, grazie alla sua astuzia e ai suoi travestimenti era in grado di rubare qualsiasi cosa (facendo del frattempo impazzire l'ispettore Zenigata) salvo quasi sempre rimanere con un pugno di mosche per i motivi più bislacchi.
Naturalmente però non si trattava del vero Lupin, il Lupin originale, ma di un suo emulo: da qui l'aggiunta del 3 di fianco al nome, visto che si trattava di suo nipote. Il nonno naturalmente era nientepopodimenochè Arsène Lupin, il ladro gentiluomo, protagonista dei romanzi di Maurice Leblanc e, altrettanto naturalmente, non era giapponese ma francese.

martedì 11 gennaio 2022

Incastrati - serie TV (2022)


La crisi delle sale cinematografiche, acuita notevolmente dalla pandemia, ha portato negli ultimi tempi ad un effetto a catena che ha portato sui servizi di streaming molte delle pellicole naturalmente destinate al grande schermo. Alcune il cinema non lo hanno proprio visto e sono arrivate direttamente nelle case degli utenti, altre volte sono uscite solo per una capatina veloce, altre volte ancora è stata Netflix stessa a produrre in proprio opere che inizialmente erano state pensate per il cinema. Non solo, molti attori che in passato lo streaming non se lo erano filato manco di striscio sono stati costretti, per forza o volontá di mantenere il proprio pubblico, a passare anche loro dall'altra parte della barricata. Tra questi ultimi ci sono perfino Ficarra e Picone.
Incastrati, la miniserie del duo siciliano, è una crime/comedy di sole 6 puntate che scivola via come l'acqua e si finisce facilmente in una o due visioni. Un po' per la leggerezza del tutto, un po' perchè in fondo dura come un lunghissimo film spalmato in 6 piccole parti.
La trama in buona sostanza è riassumibile in 2 righe: Ficarra e Picone, accusati di un omicidio non commesso, dovranno trovare il modo di scagionarsi e scoprire cosa si cela in realtá dietro il delitto.