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martedì 1 agosto 2023

Fubar - serie TV - prima stagione (2023)


Non c'è nulla che in vita sua Arnold Swarzenegger non abbia fatto: bodybuilder, attore, politico, filantropo...Un uomo di non facile catalogazione, che ha sempre cavalcato le etichette e gli slogan, smarcandosene costantemente allo stesso tempo. Eroe roccioso, uomo "che non deve chiedere mai", duro e monoespressivo (Commando, Terminator) oppure omone grande, grosso e un po' impacciato che suscita simpatia (I Gemelli, Un poliziotto alle elementari). La stessa cosa si potrebbe dire della sua carriera politica, vissuta anch'essa in un costante dualismo tra due anime ben diverse racchiuse però in una sola persona. Di recente è giunto un documentario su di lui su Netflix, che ci testimonia ulteriormente la sua natura poliedrica e sfaccettata e ci mostra un uomo che nella sua vita ha cercato di fare un po' di tutto puntando sempre al massimo. Ma le serie TV? In un periodo nel quale gli attori cinematografici più famosi si lasciano convincere dai servizi di streaming lui poteva esimersi? La risposta appare scontata: no.


"Vieni con me se vuoi vivere"


Fubar è una spy comedy, di quelle leggere, anzi leggerissime (direbbero Di Martino e Colapesce). Sembra uscita, per indole e approssimazione, direttamente dagli anni '90, se non fosse per il suo ammantarsi di una costante ironia consapevole (a differenza dei capostipiti del genere, che Swarzy ha contribuito a forgiare) e per le battutacce (molte fuori fuoco o del tutto infantili). Poco Terminator insomma e molto Un poliziotto alle elementari, che però usciva più di 30 anni fa e ora Arnold non ha più esattamente il fisique du rol dell'agente sotto copertura che deve fingere la sua impacciataggine o incapacità. Non a caso qui molte delle battute sono sulla sua età o sul suo essere antiquato. E' un po' come rivedere delle puntate del Bud Spencer imbolsito di Big Man o Extralarge, avete presente? Non è più lui ma è comunque lui. Qui è la stessa cosa sostanzialmente.


"Sei un tipo divertente e simpatico, per questo ti ammazzerò per ultimo"


Mettiamoci poi che per far contenti i fan di Arnold (perchè lui è l'unico motivo per il quale vedrete il telefilm, non giriamoci intorno, gli sceneggiatori ne sono ben consapevoli) innumerevoli sono le citazioni alla sua vita privata (allusioni alle sue origini austriache o alle sue magagne coniugali ad esempio) o al suo passato cinematografico (battute su Danny De Vito o situazioni che richiamano direttamente film come True Lies). Spesso ti vengono spiattellate in faccia senza alcun ritegno, senza il minimo contesto e bisogna prenderle così. Stessa cosa vale per la trama, che fa il suo, è funzionale, classicissima: c'è un pericoloso terrorista che va fermato a tutti i costi. Chi lo fermerà? Lui, ovvio. La variante? Il rapporto di amore/conflitto tra padre e figlia che è alla base delle serie TV. Interessante anche se forse soffre di un po' di ripetitività.
Degli altri personaggi invece sostanzialmente fregherà meno di zero, si viaggia tra l'inutile (Aldon), il mal sfruttato (Barry) e l'irritante (Roo).


"Perchè voglio distruggere il mondo? Sono un villain no? C'è bisogno di un altro motivo?"


Fubar è una serie veloce, sottilissima, vecchia nella concezione. Diverte, strappa qualche risata, non ha momenti di noia ma risulta inconsistente e piena di incongruenze e deus ex machina. Prova insomma ad annegare la sua banalità con la comicità peró spesso si affida a battute stantie e da bar. Ma è comunque una serie interamente costruita su Swarzenegger e ne sfrutta il personaggio mungendone trovate a ripetizione. Se insomma siete fan del muscoloso attore austriaco non potete non guardarla, nonostante tutto. Se non lo siete potete passare oltre.

PRO
- Continue citazioni sul personaggio Swarzenegger
- La trovata del rapporto conflittuale padre/figlia che dona un piccolo tocco di originalità ad una serie classicissima
- Alcune battute vanno a segno

CONTRO
- Trama e maggior parte dei personaggi inconsistenti
- Gran parte delle battute sono più stupide che irriverenti
- 60 minuti a puntata sono troppi per una serie comedy

Voto 6,5

giovedì 23 luglio 2015

TERMINATOR: GENISYS - Alan Taylor

E siamo giunti al quinto capitolo. Un po' sequel, un po' remake, un po' reboot, un po' parodia. Terminator Genesys vuol esser tutto col rischio di non esser nulla. Una pura operazione commerciale che di per se non toppa tanto come film singolo quanto come anello di una saga storica e affermata. Un capitolo che non aggiunge nulla ma anzi finisce persino per rovinare tutto. Ma andiamo per ordine. 

giovedì 2 luglio 2015

CONTAGIOUS - Henry Hobson

USA 2015
"Uh che bello, un film sugli zombie con Schwarznegger. Andiamo a vederlo?". E così tu, che invece ti sei informato meglio, ti ritrovi seduto in mezzo a comitive di bimbiminkia, nemici giurati del silenzio, e di film che in realtà poi sono altro (di più). Contagious è una originale variante sul noto tema horror. Non tanto "la notte dei morti viventi" quanto più "la notte dei malati terminali viventi". Una pellicola indipendente e intimista che prende a pretesto la tematica per parlare del dramma di un padre che vede sua figlia lentamente trasformarsi in zombie. Una questione "social-horror" solamente accennata da Romero all'inizio del suo Dawn of the Dead (Zombi) che riguarda l'affetto che abbiamo verso il corpo materiale dei nostri cari, oltre che alla loro anima.

venerdì 5 settembre 2014

I MERCENARI 3 (The Expendables 3) - di Patrick Hughes

Nella sera del debutto di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale azzurra, scelgo di gurdarmi un'altra prima a tema, quella di Mercenari 3. Adesso fate voi se la mia è una battuta giocata sul titolo del film, tanto la squadra di Barney Ross non si offende, loro nemmeno si fanno chiamare così in realtà, ma "I Sacrificabili". Che è un po' come se chiamassimo l'Italia, Nazionale di Calcio, senza neppure specificare di quale nazione, come se esistesse soltanto lei. No invece loro vanno fieri non solo di essere mercenari ma di appartenere ad una determinata squadra specifica di mercenari, tanto che "spendono una fortuna" (cit. Banderas) per farselo tatuare sul braccio... anche se poi alcuni di loro tradiscono e cambiano squadra (sto parlano sempre del film).

venerdì 18 ottobre 2013

ESCAPE PLAN – di Mikael Håfström

A 24 anni da Sorvegliato Speciale, Stallone torna in carcere, ma stavolta è per architettare un’evasione alla Prison Break. Per farlo si è scelto un cast d’eccezione. Tutti insieme appassionatamente, Silverster Stallone, Arnold Schwarzenegger, Sam Neill, Jim Caviezel e Vincent D’Onofrio (una volta conosciuto come palla di lardo) e (un quasi irriconoscibile) 50 cent, danno vita a questo action carcerario da tipi duri, che hanno però anche molto cervello.

La storia è questa: Ray Breslin (Stallone) è un mega esperto in sicurezza, o forse dovremmo dire un mega esperto in evasioni, una sorta di “bounty hacker della gattabuia”, che per “vivere” si fa rinchiudere (sotto copertura) nei migliori penitenziari di massima sicurezza della nazione, per poi evadere ed evidenziarne le falle. Lo fa ormai da anni e sta mettendo su un bel gruzzoletto per la pensione, finche non arriva il classico lavoro che ti sistema per la vita (mai fidarsi di questo nei film).