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Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
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mercoledì 30 agosto 2023

Oppenheimer - Christopher Nolan (2023) - distruggere mondi a colpi di cinema


Se c'è un regista che più di ogni altro negli ultimi anni è riuscito a coniugare cinema "alto" con le esigenze di botteghino è Christopher Nolan. Forse per questo non è stato mai davvero capito dalle frange più estreme dei due schieramenti. Per i fan del cinema "colto" il regista inglese utilizza troppi "spiegoni", scene ad effetto, "irruenza sonora" che sottolinea costantemente i momenti clou, per coloro che invece dal cinema cercano solo disimpegno puro, beh, non è difficile capire perchè non lo gradiscano. 
La sua forza sta invece proprio nell'unire due anime, due mondi profondamente distinti, che mai come nei suoi film riescono a trovare un contenitore che li amplifichi entrambi e crei una miscela esplosiva. Si potrebbe dire che quindi Oppenheimer, in un certo senso, simboleggia perfettamente il modo di fare cinema da parte di Nolan. Un cinema ambiguo, ambivalente, proprio come l'uomo che stava dietro il famigerato progetto Manhattan.

giovedì 1 giugno 2023

Fast X - Louis Leterrier - ovvero omoni che giocano con le macchinine.


Da tempo Fast and Furious ha smesso di essere semplicemente un film tamarro sulle macchine. E' ormai da tempo un vero franchise al pari delle saghe Marvel, con tanto di comparsate, cliffhanger, rimandi, corsi e ricorsi, gadget, spin-off, frizzi e lazzi. E come i film della Marvel ha perso ormai da tempo ogni pretesa di realismo (se mai ce lo ha avuto). Parliamo di un giocattolone pieno di esplosioni e cazzotti e bum e bam, dove Vin Diesel può planare sulle macchine in movimento, cadere con l'auto da aerei in volo senza farsi un graffio, sbattere (sempre con la macchina) sui muri come in auto-scontro per rimbalzare sul nemico, gettarsi a capofitto giù da una diga che sta crollando...E' un supereroe e giá nei film precedenti è stato messo in chiaro (anche con riferimenti "meta" manco tanto velati) che nulla gli è precluso, così come ai membri della sua "famiglia" che magari rimediano qualche ammaccatura in più e poco altro. Arrivati insomma al decimo capitolo questa cosa è assodata e anzi lo scopo di ogni film è proprio spingersi sempre più in lá con le tamarrate esagerate e quest'ultimo capitolo non fa eccezione.

In Fast X abbiamo ad esempio Toretto e soci che giocano una partita di Rocket League "dal vivo", con una bomba gigante a forma di pallone, per le strade di Roma. Il nemico ha infatti individuato come "porta" l'entrata di Piazza San Pietro e il nostro Dom dovrá mantenere la rete inviolata a tutti i costi (una scena che nemmeno nei sogni più bagnati di Massimiliano Allegri). Manco a dirlo Dom vince la partita e salva il Vaticano (minacciato appunto dal suddetto bombone). Il nerboruto salva quindi Roma e la Chiesa tutta, riuscendo laddove neppure il papa aveva osato. Potremmo quasi chiamarlo "Don" Toretto, viste le sue capacitá di dialogare col divino e sfidare le leggi del fato, della fortuna e della fisica.

sabato 20 maggio 2023

I Guardiani Della Galassia vol. 3


Ho sempre avuto un rapporto controverso con i Cinecomics Marvel. Mi piacerebbe davvero apprezzarli e in parte ci riesco (in fondo non disdegno alcune grandi saghe a fumetti) tuttavia capisco perfettamente le critiche che molti gli rivolgono. Sono film quasi fatti con lo stampino, dove la forma è quasi sempre superiore alla sostanza. I protagonisti sono quasi tutti delle prime donne, che spesso badano più ad accontentare i loro fan che a fare qualcosa di davvero concreto per la trama, trama spesso diluitissima e vuota, riempita da quintali di effetti speciali ed esplosioni. Delle gran baracconate insomma. E andrebbe pure benissimo se non fosse che tutti i personaggi delle varie saghe (non basta qualche battutina qua e lá) si prendono tremendamente sul serio, tanto da diventare respingenti, antipatici, altezzosi. Si tratta insomma di film divertenti, godibili, ma dimenticabilissimi, a meno che non vi facciate prendere dal giro di citazioni, cliffhanger, collegamenti che stanno lì apposta per tenervi al guinzaglio e non farvi abbandonare la nave.
Non è un caso quindi che le mie due saghe marveliane cinematografiche preferite siano Deadpool e I Guardiani della Galassia. Due outsider, che spesso hanno una cifra stilistica che mal si integra con quella di tutte le altre saghe Marvel (Deadpool non è esattamente un personaggio per famiglie) e che quindi è sempre stato difficile inserire nel calderone. I Guardiani della Galassia per tanto tempo se ne è tenuta fuori, salvo farcela rientrare di forza negli ultimi tempi ma, pur avendo tanti tratti in comune, la saga de I Guardiani della Galassia si stacca concettualmente da quelle degli altri Cinecomics e questo terzo film (o volume che dir si voglia) tutto sommato ce lo conferma.

martedì 28 settembre 2021

DUNE di David Lynch (1984) vs DUNE di Denis Villeneuve (2021)



Vidi il Dune di David Lynch parecchi anni fa, poi lo misi in un angolino della mia testa, sepolto dalle sabbie del tempo, rinvigorito malamente dagli sporadici 10/20 minuti dedicatigli nel corso di successive e infruttose visioni. Ricordavo il vermone che usciva dalle sabbie, poi cavalcato dal protagonista, il villain obeso e pieno di pustole, il complotto che sta alla base del film, il cast di notevole rilievo... Non era un brutto film, ma sinceramente lo trovai noiosetto e dal ritmo altalenante. Non abbastanza insomma per poter diventare un film da visioni multiple o da ricordo indelebile.

giovedì 27 agosto 2020

TENET - Christopher Nolan

S A T O R
A R E P O
T E N E T
O P E R A
R O T A S



26 Agosto 2020, torna il cinema nelle sale dopo il Lockdown pandemico ed esce TENET di Christopher Nolan: una data storica per un'uscita emblemantica. Mentre sei lì seduto e ci pensi, ti accorgi di essere già in uno di quei futuri da film di fantascienza. Uno strano interscambio tra finzione e realtà si sussegue. Noi con la mascherina in sala, loro con la "mascherina" sullo schermo. Per non parlare del brusio che si alza nel buio quando per vie traverse si usa la parola "lockdown" durante il film.

lunedì 30 dicembre 2019

IL MEGLIO DEL DECENNIO - CINEMA

Se stilare una classifica delle migliori serie tv (per noi) si è rivelato piuttosto complicato, lo stesso vale per il cinema, anzi forse ancora di più. Nel decennio che sta per concludersi abbiamo visto tornare alla ribalta registi e brand che sembravano ormai caduti nel dimenticatoio (Mad Max), abbiamo assistito alla definitiva consacrazione di autori destinati a segnare il decennio (Christopher Nolan), abbiamo avuto la conferma che certi artisti non invecchiano mai e anzi sanno riscrivere se stessi e il loro cinema (Tarantino, Scorsese). Un decennio che forse non ha visto nascere un vero capolavoro dei capolavori, amato da tutti indistintamente (basti vedere altre classifiche a tema, tutte diversissime tra loro), ma d'altronde, oltre ad esserci una varietà sconfinata di scelta, in questo ultimo decennio abbiamo assistito ad una progressiva polarizzazione dei giudizi: merda/capolavoro. Senza vie di mezzo. Anche i film più amati e più "importanti" hanno diviso critica e pubblico in maniera spesso imbarazzante, i primi troppo interessati a mostrarsi elite, dimenticando la funzione del cinema come opera di intrattenimento e il loro impatto sociale, i secondi (come per qualsiasi cosa ormai) credendosi sceneggiatori, cineasti, attori, costumisti mancati senza averne in realtà la benchè minima competenza. Comunque, bando alle ciance...

domenica 6 ottobre 2019

C'era una volta a...Hollywood - Quentin Tarantino (2019)

Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Al Pacino... diretti da Quentin Tarantino? Cos'è, il paradiso del cinefilo? No, è "solo" l'ultimo film del regista del Tennessee (ultimo in ordine di tempo, penultimo, stando a quanto dichiarato da lui stesso - poi vedremo se manterrà la parola). Già solo leggendo il cast citato stiamo parlando di un film che va visto. Si trattasse anche solo della pubblicità di una marca di sigarette. 
Scriverci poi una recensione, invece, non è cosa da poco: il problema infatti non è cosa dire, ma cosa non dire. Si sa, infatti, che i film di Tarantino sono così "pieni" che si fa fatica a lasciare fuori qualcosa, qui poi si parla addirittura di un film stracolmo di eventi, persone, film, serie tv da citare o da considerare. Si potrebbe dire perfino che è un film fatto solo di quello: citazioni. Si, lo è molto più del solito. Va da se che se non vi piacciono opere del genere allora avete sbagliato sala. C'è sempre il Re Leone in quella accanto.

mercoledì 11 settembre 2019

IT: CAPITOLO 2 - Andrés Muschietti

Di cosa avete più paura? Di sicuro la risposta più sincera non può non essere che di qualcosa che vi portare dietro sin dall'infanzia. Un trauma sepolto. Un mostro che si nasconde lì da quando eravate piccoli e che non avete mai sconfitto definitivamente. Per alcuni potrebbe essere proprio la paura per i pagliacci (o clown che dir si voglia), magari un incubo nato la sera in cui avete visto il "vecchio" IT alla TV e che ora, cresciuti, stride nel vostro cervello come il rumore delle unghie sulla lavagna. Il secondo capitolo dell'IT di Muschietti parla pressapoco di questo, discostandosi dall'alternatività tra presente e passato che caratterizza la narrazione del Romanzo di Stephen King, prima che della sua trasposizione televisiva del 1990. 

venerdì 5 aprile 2019

5 film da recuperare di John Carpenter

Continuiamo il nostro excursus sul cinema di John Carpenter. Dopo aver parlato dei 6 film fondamentali per capire il suo stile, ci occupiamo oggi di 5 film di genere che vale assolutamente la pena di recuperare, film senza significati metaforici o politici, da guardare magari senza troppi pensieri ma che a loro modo costituiscono tappe importanti all'interno della sua carriera.


1. Fog
Una classica storia di fantasmi in un film sulla vendetta e l'espiazione. Nulla di particolarmente sconvolgente o originale ma lo stile è assolutamente riconoscibilissimo, a cominciare dal finale: beffardo e irridente come da tradizione. Il tema dell'isolamento e dell'impossibilità di comunicare con l'esterno per chiamare i soccorsi saranno sviluppati meglio nel successivo La Cosa, ma la tensione (anche grazie ad una trama semplice ma affascinante) è sempre presente. Tante le citazioni, soprattutto nei confronti di Lovecraft. Da evitare assolutamente l'inutile e fuorviante remake.



2. Christine - La macchina infernale
Un adattamento abbastanza fedele del romanzo di Stephen King o quantomeno un film che ne riprende lo spirito di fondo. La strana storia dell'attrazione di un ragazzo per la sua macchina è lo spunto per una riflessione sul bisogno di indipendenza e di libertà che attraversano il passaggio dall'adolescenza all'età adulta (l'imbranato Ernie si trasformerà fino a diventare un sadico e un assassino, in una parabola che ricorda un po' quella dei villain nei fumetti supereroistici) Il retrogusto nostalgico e dolceamaro sono comunque quasi più presenti rispetto all'horror puro, anche se non manca almeno una scena cult da ricordare: chiedere ai Radiohead.



3. Starman
Carpenter che gioca a fare Steven Spielberg. Dopo che quest'ultimo gli aveva rubato la scena con ET (il flop de La Cosa, uscito proprio lo stesso anno del fortunatissimo film sull'alieno "buono"), anche John prova a girare un film "per famiglie" con un extraterrestre come protagonista. I punti di contatto con il film del regista di Cincinnati ci sono tutti, Starman però è soprattutto una storia d'amore, un amore universale che va al di là di tutti gli ostacoli e le differenze. Forse una tematica banale (non in questi tempi probabilmente) ma la messa in scena è efficacissima e coinvolge.




4. Grosso Guaio a Chinatown
Un film fantasy pieno di scene di lotta, frasi cult, effetti speciali (per l'epoca e per il budget consueto a disposizione del regista) da urlo e (soprattutto) con un antieroe come protagonista che è rimasto nella storia del cinema. Il vero eroe della vicenda è infatti paradossalmente la "spalla" del protagonista, mentre lui, il camionista Jack Burton, uccide più con le battutacce che con le armi e non capisce quasi nulla di tutto quello che gli accade intorno. Non ci troviamo di fronte ad una vera e propria parodia, tuttavia il film è meraviglioso proprio perchè si diverte a ribaltare tutti i cliché del cinema action di quegli anni. La dimostrazione che Carpenter oltre alla fantascienza e all'horror è capace di gestire anche un film commedia alla perfezione, i tempi comici sono perfetti.


5. Il Signore del Male.
Dietro alla dura invettiva a certe organizzazioni ecclesiali (comunque ben visibile) si cela un film horror inquietante e pieno di tensione, quella tensione creata non dai mostroni o dalle scene splatter, ma dalla perdita di tutte le nostre certezze sul mondo e sulla nostra vita (da brividi il raggelante e indimenticabile messaggio dal futuro"Questo non è un sogno. Non è un sogno. Noi usiamo il sistema elettrico del tuo cervello come una ricevente. Non possiamo trasmettere attraverso interferenze consce. Tu ricevi questo messaggio come se fosse un sogno. Noi trasmettiamo dall'anno 199....") Se il film precedente era quello più divertente e divertito di Carpenter, questo invece all'opposto è il suo film più "Cattivo", crudele, un vero e proprio pugno nello stomaco dall'inizio alla fine. Un horror metafisico. Si respira un'area funerea e di pericolo incombente (quel tipo di pericolo che ancora una volta ha a che fare con Lovecraft più che col classico pazzo serial killer dei film horror) continuamente, il cameo di Alice Cooper poi non fa che conferire al film un ulteriore status di cult. Un controverso e filosofico "what if" che non può non far discutere, anche a distanza di anni.


mercoledì 27 marzo 2019

6 film fondamentali per capire John Carpenter - parte 2

4) La cosa (1982)
Il film meno "politico" di questa lista, anche perchè si tratta di un (quasi) remake. Si torna cinematograficamente alla tematica dell'assedio, in un posto ancora più inospitale e insidioso del solito. Qui i cattivi non sono semplicemente disumanizzati come negli altri film, non sono proprio umani, vengono da un altro mondo. Se la minaccia è ovunque, anche nella persona che ti sta di fianco, di chi potrai fidarti? Dovrai riuscire ad individuare l'umanità da piccoli segnali, indizi, frasi, comportamenti. Ma esiste ancora qualche umano o sono stati già tutti corrotti e replicati? E' con questa domanda che si chiude il film, portandoci a riflettere su quanto visto fino a quel momento e sulla nostra visione del mondo. Spesso il pericolo deriva più da chi ci sta vicino, un alieno sotto mentite spoglie, che da chi sappiamo essere già una minaccia. Ci ritroviamo quindi senza contromisure e saremo costretti a riscoprire l'istinto.


5) Essi vivono
Ancora una volta un cattivo "alieno" eppure tremendamente vicino a noi. Qui però si rincara la dose: con Essi Vivono Carpenter gira il suo manifesto politico. Un film dove il messaggio è più importante della forma, dove la sua visione del mondo viene portata a compimento in maniera concreta. Siamo ormai assuefatti alle mode, alla pubblicità, allo stile di vita che la società ci impone, non riusciamo più a "vedere". Continuamente bombardati dai media, dalle promesse dei politici, dal nuovo fenomeno del momento, dall'apparenza sulla sostanza. Stiamo perdendo il nostro lato umano, vendendoci, cedendo la nostra personalità a "esseri" che se ne fregano di noi ed intendono solamente sfruttarci e gettarci via quando non gli serviremo più. Chi potrà accorgersi di quello che sta succedendo? Naturalmente  gli esclusi, quelli che vivono alla giornata e che non hanno un futuro, non in questo tipo di mondo (il nome del protagonista è emblematico: John Nada, Nada come nulla, come "un signor nessuno") e non possono che partire già perdenti. Sono stati già buttati via, come spazzatura, non hanno voce in capitolo. La loro stessa ribellione è raffazzonata, fatta senza mezzi, senza possibilità di riuscita. Il mondo è già andato, da tempo ormai.
Un'accusa al reaganismo insomma (siamo negli anni '80), ma che può essere benissimo applicata al trumpismo odierno (non stupiscono quindi gli strali che il povero John si è dovuto sorbire sui social per questa, naturalissima, associazione, strali che di fatto non fanno che confermare quanto ci avesse visto giusto). Un messaggio, quello di Essi Vivono, ancora attualissimo, messaggio totalmente stravolto negli ultimi anni e trasformato in un complottismo "da terra piatta" da chi lo ha interpretato alla membro di segugio. Un film fatto con 2 soldi ma col cuore, che attacca il capitalismo, spesso accusato di essere brutto perchè fatto con pochi mezzi e "con effetti speciali pessimi". Destinato ad essere frainteso e boicottato per l'eternità probabilmente.


6) Il seme della follia
Un ulteriore estremizzazione del concetto già visto in Essi Vivono. Qui a minacciare l'umanità non sono gli alieni ma sanguinari esseri primordiali (le citazioni a Lovercraft sono più che evidenti, anche nel titolo), il loro scopo non è assoggettare e sfruttare, siamo di fronte ad una minaccia ancora più grossa: lo sterminio totale. Attraverso cosa? Il proselitismo.
Lo scrittore Sutter Cane ha tratti in comune con Stephen King ma il suo successo non è genuino, è stato "costruito" al solo fine di corrompere le menti, di tutti e preparare la strada alla venuta dei grandi antichi. Chi non leggerà il suo libro vedrà il film. Una pellicola che in tempi come questi non può che risultare più attuale che mai: i social riescono a raggruppare anche grandissimi numeri di persone grazie alla menzogna e a falsi miti. Più persone entreranno in contatto con quella cerchia e più ne verranno inspiegabilmente attratti, un fascino illogico e privo di appigli con la realtà delle cose ma che, nonostante tutto, continua ad aumentare e ad attrarre persone tanto da diventare alla fine qualcosa di reale e tangibile. La menzogna che raccontata cento volte diventa verità di Goebbelsiana memoria.
Un'accusa anche allo stesso show business, un mercato che si ciba quotidianamente di nuovi fenomeni mediatici, spesso costruiti a tavolino, dietro i quali si nascondono intere industrie pronte e fagocitare fette di mercato e possibili acquirenti.
Nessuna possibilità di scampo. In un turbinio di colpi di scena e cambiamenti di prospettiva, per il protagonista comincerà una spirale di follia nella quale sarà sempre più complicato distinguere la realtà dalla finzione, in un continuo gioco metatestuale che rende questo film non solo significativo ma estremamente godibile anche a livello di puro intrattenimento. 

domenica 24 marzo 2019

6 film fondamentali per capire John Carpenter - parte 1

Non è un mistero il nostro amore per il cinema di John Carpenter. Spesso incompreso, perfino boicottato, è stato invece capace di sfornare film non solo entrati ormai nell'immaginario collettivo ma che, pur se diretti alle masse, hanno spesso precorso i tempi e lanciato messaggi "politici" forti, magari mascherati in mezzo a partiture orrorifiche o angoscianti, apparentemente lontane dalla nostra realtà.
Il male nei suoi film è qualcosa di ancestrale, di antico, non appartiene agli uomini ma è qualcosa di più profondo, talmente profondo che invade la società e corrompe tutto quello che tocca. Saranno allora gli ultimi, gli emarginati, quelli messi da parte dalle istituzioni o dalla società che, spesso loro malgrado, si opporranno allo sfacelo e alla distruzione della stessa, facendosi eroi quando le stimmate da eroi non hanno. Personaggi che più cult non si può insomma. Il nostro speciale in due parti è dedicato a 6 film fondamentali per capire la sua visione del cinema e del mondo.

domenica 6 gennaio 2019

La Recensione interattiva di BANDERSNATCH


Sul web non si parla d'altro: Bandersnatch di qua, Bandersnatch di là, oh mio Dio quanto è bello Bandersnatch, quanto e' innovativo, che visionarietà, è qualcosa di mai visto e udito su una tv (o uno smartphone), la quintessenza dell'originalità fatta streaming... Ma cosa e' in realtà' questo Bandersnatch, ennesima creatura partorita da quella fucina di idee altrimenti nota come Black Mirror (come si sa la serie ideata da Charlie Brooker è sempre stata "avanti", una serie che guarda il futuro ma con l'occhio del presente, che mostra scenari terribili e apocalittici eppure a suo modo a noi vicinissimi è tremendamente concreti)? Come si collega alla serie principale? Cosa ha di così straordinario per catalizzare l'attenzione di tutto il mondo?

Bandersnatch è (a volerlo spiegare in 2 parole) una grossa puntata, interattiva e slegata dalle stagioni principali, di Black Mirror, dove gli snodi della trama vengono decisi dall'utente (in questo caso parlare di spettatore è già fuori luogo) con il telecomando (se utilizzate un televisore). Questo è. Tutto qua? Beh, c'è che questo spunto di partenza funge da architrave per una serie di riflessioni sul libero arbitrio e il senso della vita, un continuo giocare con lo spettatore, che viene bombardato da citazioni e riferimenti meta-testuali. Non è un caso quindi che Bandersnatch, oltre ad essere il titolo della puntata in questione, sia anche il titolo di un fantomatico libro dal quale il protagonista (un giovane programmatore degli anni '80) cerca di sviluppare una trasposizione video-ludica. E' proprio questo rapporto tra utente e "gioco"/film che finirà per cambiare di continuo, in modi del tutto inaspettati, fino a farci dubitare delle nostre certezze. Quanto tutto ciò sia più o meno riuscito sta al fruitore deciderlo, stavolta però non con il telecomando ma col proprio cervello. Ognuno interpreterà Bandersnatch come meglio crede, in base ai suoi gusti, alle sue preferenze o in base al percorso che ha scelto di compiere ad ogni bivio della trama. Un mero esercizio di stile? Una trashata pubblicitaria frutto del marketing? Un'opera d'arte? Sta all'utente deciderlo.






clicca qui se per te Bandersnatch è un'opera d'arte




clicca qui se invece ti interessa di più il giudizio dell'autore di quest'articolo.

mercoledì 19 dicembre 2018

I nostri film di Natale - 2a posizione

2. Polar Express

In questa classifica abbiamo parlato di film di animazione, di film in stop motion, non avevamo ancora parlato di un'altra tecnica cinematografica, che ha visto il suo periodo più florido durante il primo decennio degli anni 2000: il motion capture. Essa consiste nel digitalizzare in 3d attori in carne e ossa per creare un effetto simile a quelli dei nuovi film di animazione. 
Polar Express si può sicuramente definire, se non la migliore incarnazione del genere, sicuramente la pellicola che più rappresenta questo tipo di tecnica (tanto da finire nel Guinnes dei primati in quanto interamente girato in stop motion).
Alla regia abbiamo lo "specialista" Robert Zemeckis mentre in quasi tutti i ruoli più importanti il fidato Tom Hanks, che si doppia, triplica, quadruplica per interpretare i vari personaggi del film (anche se a tratti questa eccessiva "presenza" si nota troppo). Diciamo che il budget è stato impiegato per la gran parte sul lato tecnico più che sulla varietà del cast anche se non mancano cammei di personaggi illustri (nientepopodimenochè Steven Tyler).

La trama del film, tratta dall'omonimo libro di Chris Van Allsburg, non è originalissima ma efficace: il bambino protagonista della vicenda non crede a Babbo Natale. Un treno chiamato Polar Express, e i suoi strambi passeggeri, gli faranno cambiare idea. Questo in buna sostanza è il succo della vicenda. E' il modo nel quale però il tutto viene raccontato che resta impresso nella memoria, l'atmosfera e i "colori" del film reggono bene tutta l'impalcatura, i probabili momenti morti vengono fugati dalla consueta capacità di Zemeckis di imbastire momenti memorabili (riesce pure a ficcarci una citazione al suo "Ritorno al Futuro Parte 3") e montare bene "l'attesa". A tratti troppo zuccheroso? Forse, ma è la caratteristica che un buon film di Natale deve avere, la bravura sta nell'amalgamarla al resto senza far sembrare il tutto troppo stucchevole (e il contrario accade nel 90% dei casi).

Polar Express probabilmente non è il miglior film della nostra classifica (anzi sicuramente non lo è) ma rappresenta un bellissimo film on the road per ragazzi e anche un viaggio verso l'infanzia perduta dedicato a coloro che ragazzi non lo sono più. 

Fattore atmosfera natalizia: *****
Fattore nostalgico: *****
Fattore fruizione ripetuta: ****

sabato 15 dicembre 2018

I nostri film di Natale - 3a posizione

3. Il Canto di Natale di Topolino

Natale e cartoni della Disney, il connubio perfetto. Sebbene anche questa non sia che l'ennesima rilettura del famoso romanzo di Dickens, la prospettiva disneyana aggiunge un sapore speciale al tutto. La magia che si respira in questi pochi minuti (è un cortometraggio della durata di circa 25 minuti) è impagabile. Zuccheroso come i dolci di Natale e commovente come solo i classici Disney sanno essere: impossibile non commuoversi dinnanzi al piccolo Tim (Tip) e cambiare la propria prospettiva, così come farà il taccagno Ebenezer Scrooge, dopo una vita interamente dedita all'avarizia (non a caso il nome originale di Zio Paperone è proprio Scrooge McDuck a rimarcare la propria ispirazione).

I personaggi della disney si adattano perfettamente a quelli della storia (di fatto ognuno di loro recita una parte: dal fantasma/collega del protagonista interpretato da Pippo, al "fantasma del natale futuro" interpretato da Gambadilegno, fino a Paperina che intepreta un vecchio amore ormai perduto di Scrooge...) anche se, come è ovvio che sia, alcuni hanno solo un piccolissimo spazio.
Topolino, co-protagonista della storia, tornò invece sul grande schermo dopo ben 30 anni di assenza (dopo aver affrontato una specie di crisi di identità) e si dimostrò in gran forma, capace di raccogliere consensi anche negli anni '80, un decennio che aveva visto la nascità di tantissimi classici del Natale. Lui non poteva non esserci.

Tra i film in lista forse questo è sicuramente il più classico e il più a tema, fedele alla sua ispirazione e fedele all'atmosfera, puro e semplice come solo certi prodotti sanno essere. Se cercate  l'essenza del Natale è qui che la troverete.

Fattore atmosfera natalizia: *****
Fattore nostalgico                : ***1/2
Fattore fruizione ripetuta" : *****

martedì 11 dicembre 2018

I nostri film di Natale - 4a posizione

4. S.O.S. Fantasmi

Cosa c'è di più classico durante le feste del "Canto di Natale" di Dickens? Probabilmente nulla. Non è un caso quindi che esistano decine e decine di rivisitazioni più o meno fedeli tra le quali scegliere, molte tra queste solo sterili imitazioni o "aggiornamenti", molte altre sono invece essi stessi dei capolavori. Scrooged (in italiano arrivato con un molto meno eloquente e decisamente discutibile "S.O.S. Fantasmi") un capolavoro non lo è ma sicuramente è un bel cult, perfetto da vedere in questo periodo dell'anno. Ma cosa cavolo c'entrerà un titolo contenente la parola "fantasmi" con un film dedicato alla più classica delle storie di Natale? Esatto, non c'entra praticamente nulla, basta però vedere chi è il protagonista della pellicola (Bill Murray) per capire da quale malsana idea sia partito il tutto: Ghostbusters. Era pratica consueta all'epoca (ma anche oggi non la disdegniamo purtroppo: basti pensare al pasticcio fatto con "Troppo Amici", film francese addirittura precedente rispetto a al fortunato "Quasi Amici") quella di nominare un film rimandando ad un film precedente (e famoso) dell'attore principale.

Scrooged è una rilettura "moderna" della classica storia natalizia, che gioca col passato e rilegge il tutto in chiave metatestuale: il protagonista è infatti il cattivissimo presidente di un network televisivo che (ahilui) durante il Natale dovrà allestire uno spettacolo dal vivo dedicato proprio al famigerato "A Christmas Carol". Un incubo, dal quale cercherà in tutti i modi di fuggire, fino alle estreme conseguenze Sebbene gli esiti della vicenda saranno prevedibili, la buona riuscita del film si deve soprattutto alla recitazione gigionesca di un Murray in stato di grazia che si diverte (fino alla parte finale) a smitizzare tutti i cliché classici del Natale, offrendo una visione "politically scorrect" della festività, così come in futuro farà il più demenziale (ma anch'esso riuscito) "Babbo Bastardo". 

Fattore atmosfera natalizia: *****
Fattore nostalgico                : ****
Fattore fruizione ripetuta" : ****

venerdì 7 dicembre 2018

I nostri film di Natale - 5a posizione

5. Gremlins

Chi (tra coloro che sono stati bambini negli anni '80) non ha mai desiderato ricevere come regalo di Natale un "Mogwai"? Un batuffolo di peluche "vivente" da amare e coccolare, una specie di tamagotchi però "vero", altro che il classico cane domestico che scagazza dapertutto e rompe abbaiando senza sosta. Il Mogwai invece canta pure, con la sua vocina suadente e delicata ed è tascabile e intelligente. Cosa volere di più? Si, vabbè, poi ci sono quei classici "effetti collaterali" che tutti conosciamo, le 3 regolette da osservare con attenzione (una soprattutto che genera la moltiplicazione incontrollata del suddetto in forme maligne e dispettose): mai esporlo alla luce, mai bagnarlo, mai dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Ma si sa, i bambini, i ragazzini e pure gli adolescenti, che hanno altre cose a cui pensare, finiscono inevitabilmente per non rispettare quelle semplici regole e succede il patatrac: la città intera si popola di mostriciattoli che mettono tutto a soqquadro e attentano alla vita degli strambi abitanti.

Gremlins è (così come Nightmare Before Christmas) una fiaba dark, che però vira molto spesso dalle parti della commedia (di horror vero e proprio se ne vede poco anche se non mancano momenti inquietanti) così come fanno buona parte delle ottime pellicole di Joe Dante. Un film per ragazzini (con una sua morale: gli animali domestici non sono dei giocattoli) ma anche per adulti che troveranno parecchie trovate spassose e simpatiche. Gremlins forse oggi appare leggermente invecchiato nel suo essere tremendamente anni '80, ma questo forse gli conferisce quel fascino dei prodotti di quell'epoca che ora non ci sono più. Il decennio fu infatti letteralmente invaso da giocattoli e oggetti di merchandising a tema, strano pensare a come ora quasi tutto risulti invece sepolto dal passare degli anni. Oggi se qualcuno sente parlare di Mogwai probabilmente la prima cosa alla quale pensa è il gruppo musicale...e invece fatevi un favore: andatevi a recuperare (se vergognosamente non lo avete mai visto) questo filmettino, perfetto da sgranocchiare sotto le feste ma (e questo è uno dei fattori che lo esclude dal podio) assolutamente delizioso da guardare in qualsiasi momento dell'anno. Non guardatelo dopo la mezzanotte dopo aver mangiato pesante però: non rischiate di moltiplicarvi come Gizmo ma di fare degli incubi probabilmente si.

Fattore atmosfera natalizia: ***1/2
Fattore nostalgico                : *****
Fattore fruizione ripetuta" : ****

mercoledì 5 dicembre 2018

I nostri film di Natale - 6a posizione

Natale sta arrivando e cosa c'è di meglio di un bel film da gustarsi sotto le feste, sognando che almeno per un giorno tutto il mondo diventi all'improvviso più buono e altruista? Un'utopia, un qualcosa di ideale e che è insito nell'immaginario collettivo, un qualcosa di indecifrabile e inspiegabile che ha a che fare con l'atmosfera e con i ricordi di ognuno di noi. Molti di questi ci riportano a pellicole che hanno plasmato la nostra infanzia e la nostra vita, che abbiamo visto e rivisto infinite volte (un meccanismo definito "fruizione ripetuta" da Cristel Russell) e ormai hanno quasi lo stesso valore del presepe e dell'albero: sono essi stessi parte del Natale. Ecco quindi i film che per noi rappresentano al meglio questa festività, quelli che non possiamo fare a meno di rivedere anche per la milionesima volta. Si parte con la posizione numero 6 (le altre arriveranno nei prossimi giorni fino a ridosso del 25 dicembre)

6. Nightmare Before Christmas

Solo la sesta posizione? Si e soltanto per un semplice motivo che poco ha a che fare con la qualità della pellicola in se: nonostante sia un film che affronta tematiche natalizie e venga proposto praticamente sempre a Natale (il titolo d'altronde parla chiaro), per noi (magari a torto) ha atmosfere quasi più halloweeniane. E' proprio questo scontro tra l'immaginario natalizio e quello della notte delle streghe che rende la pellicola un must (in qualsiasi momento dell'anno scegliate di vederlo) ma la prospettiva è e resta sempre quella del "Mondo di Halloween". L'uso dello stop motion, anche a distanza di 25 anni, mantiene inalterato il suo fascino, così come i personaggi avvolti nella loro tristezza e malinconia. Una bella favola dark, un film che inquieta e meraviglia allo stesso tempo, come solo i classici di Tim Burton d'annata (anche se qui la regia è opera di Henry Selick) sanno fare. Perfino la scelta di far doppiare il protagonista da Renato Zero nella versione nostrana (curiosamente nel film è invece il cane del protagonista a chiamarsi Zero), anche nelle tantissime parti cantate ovviamente, è geniale (e poteva sembrare un azzardo grandissimo) e conferisce un fascino particolare anche all'adattamento italiano. Nightmare Before Christmas poteva insomma stare benissimo nelle prime posizioni, nel nostro podio ideale, se non per quel fattore del quale abbiamo parlato in apertura che purtroppo contribuisce a togliergli un po' di atmosfera. Resta comunque un capolavoro senza se e senza ma.

Fattore atmosfera natalizia: **
Fattore nostalgico                : *****
Fattore fruizione ripetuta" : **** 

 

venerdì 30 marzo 2018

READY PLAYER ONE - Steven Spielberg

Un "certo" Steven Spielberg (vi dice nulla questo nome?) ritorna sul grande schermo e lo fa in grande stile, con una pellicola che è insieme un inno ed un omaggio alla cultura POP della fine del secolo scorso. Quella stessa cultura POP di cui Spielberg, oltre ad essere uno dei maggiori esponenti, è icona incontrastata e che ha come fulcro il favoloso e fantomatico decennio degli anni 80.

Un film auto-celebrativo dunque? No, affatto, Ready Player One è invece una mastodontica e spettacolare opera citazionistica e celebrativa, che spazia "a 360 gradi" nelle arti del periodo, che vanno dalla letteratura al cinema fino al mondo dei videogames, in cui il termine "a 360 gradi" va inteso anche in accezione letterale, legata all'immersione in una realtà virtuale planetaria.

domenica 31 dicembre 2017

Col senno di POI - Un anno di Poi Si Risolve [edizione 2017]

E' giunta l'ora del discorso di fine anno di PSR. il consueto post dei post in cui ripercorriamo assieme questo 2017, ormai agli sgoccioli, attraverso il riepilogo di quello di cui abbiamo parlato in quest'anno.

2008. Era l'anno nel quale scrivemmo il primo post di Poi si Risolve e tra poche ore sarà il 2018. 10 anni, passati parlando degli argomenti più vari e attraversando vari cambiamenti. 10 anni nei quali il mondo e il web sono profondamente mutati e hanno accolto una nuova schiera di internauti. Questo 2017 si è rivelato epocale per certi aspetti mentre per altri ha consolidato delle tendenze ormai radicate già da qualche anno.

sabato 21 ottobre 2017

IT - Andrés Muschietti

Credevate di esservi lasciati alle spalle le paure dell'infanzia? Ebbene no, dovrete riaffrontarle da adulti se non volete galleggiare anche voi... 

Accompagnato da un marketing virale fatto di palloncini rossi appesi ai tombini di alcune grandi città mondiali o alle poltrone dei cinema metropolitani, nella stessa frequenza del capolavoro letterario di King, It ritorna dopo 27 anni dal suo riadattamento per la TV e stavolta sbarca sul grande schermo, facendo sua la massima di Sutter Cane (Il Seme Della Follia - John Carpenter): non avete letto il libro o visto la miniserie? Vedrete il film... e a questo punto i successivi Blue-ray, Streaming e quant'altro. 

Nessuno scampo dunque, nemmeno per le nuove generazioni. Non vi tocca che tenete ben chiusi gli infissi in vista della stagione delle piogge.