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sabato 20 dicembre 2025

Welcome to Derry - serie TV - prima stagione (2025)


Non sono un fan dei prequel. Spesso si tratta di mere operazioni commerciali che sfruttano il richiamo di un grande brand senza raccontare nulla di veramente nuovo o interessante. Questo anche a causa della loro stessa natura: sono ambientati prima di eventi storici importanti che devono restare tali, quindi non possono osare più di tanto e uscire dal seminato. Se lo fanno rischiano non solo di indispettire i fan ma di creare confusione e intaccare la trama generale. Si tratta insomma di operazioni di facile ideazione ma di difficile riuscita.
Welcome To Derry poi era una serie chiamata ad un compito ancora più complicato: IT è uno dei romanzi horror più famosi di sempre e i due adattamenti per il grande schermo (per quanto non perfetti) riuscivano a fare un buon lavoro, chiudendo bene il cerchio, lasciandosi dietro solo quei misteri che molto spesso devo restare tali per conferire ad un' opera la sua magia. Perchè insistere allora?
C'erano tutti i crismi per una disfatta insomma; non sarebbe stata la prima certamente per quanto riguarda gli adattamenti dei lavori di King. Una più, una meno...

Per fortuna la notizia che Andy Muschietti avrebbe prodotto questo prequel (e che anche Bill Skarsgård sarebbe tornato a vestire i panni di Pennywise) ha contribuito a conferire fin da subito un certo senso di continuità al progetto. E' una cosa evidente già dal primo episodio e si nota soprattutto nella costruzione delle scene più truculente e nella rappresentazione del pagliaccio assassino: tutto decisamente in linea con lo stile dei due capitoli cinematografici. La trama invece è più problematica e ondeggia tra fedeltà, fan service continuo, un po' di confusione data dal mettere troppa carne al fuoco, fino ad un finale che scompagina tutto e osa oltre il possibile. Si può parlare alla fine di operazione riuscita, ma con parecchie criticità. Vediamo perchè.

martedì 24 maggio 2022

Clark - miniserie (2022)


Perché si dice "Sindrome di Stoccolma"? No, non cosa significa, quello è ormai fin troppo ovvio (la dipendenza psicologica della vittima nei confronti del proprio auguzzino, tanto da arrivare perfino a provare amore per lo stesso) ma perché si chiama così? Cosa c'entra Stoccolma? Perché non si chiama invece più banalmente col nome della persona da cui ha tratto origine? Vai sapere...
Comunque Stoccolma in qualche modo c'entra: la definizione trae origine infatti da un noto caso di rapina e sequestro avvenuto negli anni '70 nella capitale svedese ad opera dei fuggiaschi Jan Erik Ollson e Clark Oloffson (già noto per le sue imprese criminose). Ebbene i sequestrati nel corso dei giorni di prigionia arrivarono ad empatizzare con con i sequestratori tanto da fidarsi molto più di loro che della polizia e da considerare i primi come dei salvatori. Come è stato possibile? Fascino per il crimine? Carisma irresistibile dei due rapinatori? Inettitudine delle forze dell'ordine?

giovedì 16 dicembre 2021

Castle Rock - prima stagione - Serie TV (2018)


Un paio di settimane fa, recensendo The Stand, avevamo parlato di ciò che rende i romanzi di Stephen King diversi da tutti gli altri: in sintesi l'atmosfera. Non le trame in se, comunque spesso di buon livello, ma l'immedesimazione con certi personaggi e il senso di immersione in determinati scenari. The Stand falliva proprio in questo suo scegliere di seguire i presupposti sbagliati (che poi è lo stesso errore fatto dal 90% delle trasposizioni su schermo dei romanzi di Stephen King). Dall'altra parte della barricata abbiamo invece una serie di prodotti cinematografici e televisivi che scelgono l'approccio giusto, che magari pur non risultando capolavori riescono a catturare lo spirito delle opere originali. E poi c'è Castle Rock che...sceglie una terza via.

mercoledì 11 settembre 2019

IT: CAPITOLO 2 - Andrés Muschietti

Di cosa avete più paura? Di sicuro la risposta più sincera non può non essere che di qualcosa che vi portare dietro sin dall'infanzia. Un trauma sepolto. Un mostro che si nasconde lì da quando eravate piccoli e che non avete mai sconfitto definitivamente. Per alcuni potrebbe essere proprio la paura per i pagliacci (o clown che dir si voglia), magari un incubo nato la sera in cui avete visto il "vecchio" IT alla TV e che ora, cresciuti, stride nel vostro cervello come il rumore delle unghie sulla lavagna. Il secondo capitolo dell'IT di Muschietti parla pressapoco di questo, discostandosi dall'alternatività tra presente e passato che caratterizza la narrazione del Romanzo di Stephen King, prima che della sua trasposizione televisiva del 1990. 

sabato 21 ottobre 2017

IT - Andrés Muschietti

Credevate di esservi lasciati alle spalle le paure dell'infanzia? Ebbene no, dovrete riaffrontarle da adulti se non volete galleggiare anche voi... 

Accompagnato da un marketing virale fatto di palloncini rossi appesi ai tombini di alcune grandi città mondiali o alle poltrone dei cinema metropolitani, nella stessa frequenza del capolavoro letterario di King, It ritorna dopo 27 anni dal suo riadattamento per la TV e stavolta sbarca sul grande schermo, facendo sua la massima di Sutter Cane (Il Seme Della Follia - John Carpenter): non avete letto il libro o visto la miniserie? Vedrete il film... e a questo punto i successivi Blue-ray, Streaming e quant'altro. 

Nessuno scampo dunque, nemmeno per le nuove generazioni. Non vi tocca che tenete ben chiusi gli infissi in vista della stagione delle piogge.