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Visualizzazione post con etichetta Fantasy. Mostra tutti i post
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venerdì 22 maggio 2026

The boys - serie TV - quinta stagione (2026)


The boys è stata a suo modo (così come il fumetto da cui è stata tratta) una serie rivoluzionaria e spartiacque. Dopo il boom degli anni 2000 e dei primi anni del decennio seguente, sul finire degli anni '10 i film sui supereroi hanno cominciato a sentire il peso della loro vacuità e inconsistenza: giocattoloni spesso vuoti, privi di sostanza, con pretese ed effetti speciali mastodontici ma spesso poverissimi di idee e fatti con lo stampino. I supereroi belli, buoni e giusti hanno smesso di affascinare per la loro umanità, finendo per assomigliare sempre più a bambocci presuntuosi che si picchiavano tra loro, distruggendo intere città, incuranti delle conseguenze (per poi magari preoccuparsi di una singola vittima "più importante"). Non erano quasi più dei veri "eroi", ma semplicemente dei dispensatori di giustizia, spesso discutibile e decisamente personale.
Se Batman "si salvava" perchè aveva sempre avuto in fondo un'anima da antieroe (un pazzo segnato dal lutto che combatteva il crimine senza mai sottrarsi alla sua ambiguità morale) molti altri supereroi di quegli anni avevano pretese ben più nobili, senza però averne davvero le stimmate. Non erano più un ideale ma somigliavano sempre di più a dei fascistelli con tutine aderenti e mantelli sgargianti. Erano diventati spesso più detestabili dei villain che combattevano, perchè anche quando commettevano atti discutibili pretendevano di essere sempre e comunque nel giusto rispetto a loro ed avevano il potere per impedire che qualcuno potesse metterli in discussione. 
Non aiutavano poi di certo le trame di quei film, che li vedevano impegnati in imprese e dialoghi sempre più magniloquenti quanto autocelebrativi e fini a sé stessi. 
Accuse sempre più fondate da un certo punto in poi. Ma in molti ci avevano visto giusto già molto tempo prima. 

sabato 4 aprile 2026

One piece - serie TV - seconda stagione (2026)


I fan (fanatici) sono degli individui piuttosto singolari. Per anni attendono (come l'arrivo del nuovo Messia) l'adattamento del loro romanzo/fumetto preferito per poi puntualmente lamentarsene quando questo arriva sugli schermi.
Quel personaggio ha il naso troppo piccolo/grosso, quello è troppo scuro, quell'altro è troppo femminile, quell'altro ancora è poco femminile, la trama è diversa e fa schifo... Come se si trasformassero in una sorta di Guardiani Della Purezza dell'opera originale, che deve restare incontaminata e fedele a se stessa fino alla morte, anche quando magari all'interno della storia si susseguono retcon abbastanza palesi, che fanno capire che lo stesso creatore aveva cambiato idea su certe cose. E se, poi, è quello stesso creatore a mettere mano a questo adattamento, avallando le modifiche e mettendoci il suo nome? E' ovviamente lui che non capisce nulla della sua stessa opera o certamente "si è venduto".

sabato 13 dicembre 2025

The Witcher - quarta stagione - serie TV (2025)


Ce l'ho messa tutta. Ce l'ho davvero messa tutta per non essere prevenuto e giudicare la quarta stagione di The Witcher solo dopo averla vista e non in base ai vari commenti e alle recensioni in rete. Si sa che ormai siamo nel tempo delle polemiche accese per qualunque cosa e che ogni giudizio viene puntualmente estremizzato, annientando quel briciolo di spirito critico che bisognerebbe avere. 
Ce l'ho messa tutta anche pensando ai vari problemi che già la terza stagione della serie palesava in maniera fin troppo evidente e che in piccola parte aveva sempre avuto (scarso senso della spazialitá e delle distanze, forzature, lore non sfruttata benissimo).
Ho provato a mettercela tutta pure dopo la sostituzione di Henry Cavill con Liam Hemsworth (che equivale un po' ad aver sostituito all'improvviso, in Better Call Saul, Bob Odenkirk con...chessò uno dei fratelli Baldwin meno famosi). 
Poi mi sono deciso a guardarla questa quarta stagione e...

sabato 9 agosto 2025

The Sandman - serie TV - seconda stagione (2025)

Due stagioni. Questo è il massimo che Netflix è riuscita a tirare fuori dalla saga di Sandman, una delle serie a fumetti più famose e celebrate di tutti i tempi. Poche? Oggettivamente si, se pensiamo che comunque il riscontro di pubblico è stato più che positivo (e sappiamo quanto i servizi streaming ormai badino quasi solamente agli "ascolti", paradossalmente più della TV generaliste). Se però pensiamo alle difficoltà produttive, strutturali e provenienti dall'esterno che la serie ha dovuto affrontare si può dire che due stagioni suonano quasi come un mezzo miracolo. 

domenica 29 giugno 2025

Clair Obscur: Expedition 33 - quando la copia è meglio dell'originale

E' fuori di dubbio che la principale fonte di ispirazione per "Clair Obscur: Expedition 33" siano stati i classici Final Fantasy ed affini. I Jrpg di una volta insomma (non che nel corso degli anni siano cambiati così radicalmente): combattimento a turni, mappa di gioco vista dall'alto (a "volo d'uccello", con i personaggi minuscoli), il consueto gruppo di amici che parte per un viaggio per salvare il mondo (spesso con segreti vari che si tengono nascosti), ambientazioni peculiari e impalcatura fantasy con relative regole proprie sul funzionamento del mondo in questione ecc. Ci sono tutti i crismi insomma pure qui per il classico ed ennesimo RPG alla giapponese, genere che per anni ho detestato e solo in tempi recenti ho in parte rivalutato (grazie ai vari Persona e simili), pur non riuscendo ad avere lo stesso entusiasmo di molti altri nel giocarli. La noia e l'irritazione per gli incontri casuali sono tra le cose che ho odiato di più in un videogioco, una meccanica (oggi in gran parte superata) che letteralmente mi ha fatto abbandonare qualunque opera che la utilizzava (in pratica il 90% dei grandi classici dei giochi di ruolo orientali). Aggiungiamoci che molto spesso questa pratica richiedeva un approccio da grinding selvaggio, che portava a ripetere ancora ed ancora gli stessi combattimenti contro gli stessi nemici, con le stesse (lunghissime) animazioni non skippabili e con i combattimenti a turni che ad un certo punto si facevano lunghissimi e ripetitivi fino alla morte, solo per scoprire (dopo 1 ora di giocato) che il boss in questione aveva pure una seconda fase altrettanto lunga. Ah, naturalmente dopo aver sconfitto tal nemico dovevi sorbirti pure una lunghissima cutscene prima di poter arrivare all'agognato salvataggio. 2 dannatissime ore e mezza di tempo, se tutto ti andava bene, prima di poter essere sicuro di poter andare avanti (se invece avevi magari solo un'ora di tempo, o meno, per giocare ti attaccavi...al tram). 

lunedì 25 novembre 2024

Agatha All Along - serie TV (2024)


La seconda fase del cosiddetto "Marvel Cinematic Universe" non è stata esattamente un successo. A dispetto delle ottime premesse, arrivati ormai quasi al culmine della sua evoluzione, la "Saga del Multiverso" ci ha lasciato in dote soltanto un paio di buoni film (i soliti Guardiani della Galassia e un discreto ultimo film su Spiderman) e (se escludiamo Hawkeye e Loki) delle deludentissime serie televisive, incapaci di raccogliere lo spirito e l'epicità di quanto fatto fino ad Endgame. Lo stesso Deadpool, nell'ultimo film dedicato al Mercenario Chiacchierone, in un ennesimo sfondamento della quarta parete, sulla questione ci va giù duro (pur con la sua consueta ironia) in uno slancio di autocritica.
Eppure non erano partiti male. Quel Wandavision, deputato ad inaugurare seconda fase e debutto del MCU, si rivelò una gradita sorpresa, capace di fare parlare a lungo di se. Tra l'altro parliamo solo di 3 anni fa, anche se sembrano passati secoli. Purtroppo la consueta bulimia da Marvel ci ha lasciato in dote altri 300 film e serie TV ingurgitati nel frattempo, molti dei quali del tutto superflui. 3 anni e molti prodotti usciti dopo, ecco arrivare Agatha All Along: nientemeno che uno spin-off della suddetta Wandavision. Ce n'era bisogno? No. Ma un po' si. 

venerdì 11 ottobre 2024

Gli Anelli Del Potere - seconda stagione (2024)


Gli anelli del potere ovvero la serie sulla quale tutti amano polemizzare. Da chi (a ben donde) ha cominciato fin dall'annuncio a chiedersi come potesse una serie, senza diritti d'utilizzo del Silmarillion e simili, raccontare qualcosa di aderente agli scritti di Tolkien (la risposta l'abbiamo avuta subito=racconta poco e inventa molto). Ci sono poi i puristi assoluti dell'opera originale (quelli che perfino all'epoca della trilogia di Peter Jackson avevano definito l'operazione una schifezza perchè non c'era Tom Bombadil o perché Legolas surfava sugli orchi) pronti a mettere sulla croce qualunque "licenza poetica" che rovinasse la sacralità dell'opera originale. Abbiamo avuto poi i vari esperti di moda ("i vestiti non sono credibili, non si possono guardare, inaccettabile questa serie"), gli pseudo linguisti ("non parlano mai in elfico e utilizzano un linguaggio inesatto"), i nazi ossessionati dalle etnie nei telefilm o gli onnipresenti fustigatori del politicamente corretto pronti a distruggere qualsiasi serie a loro giudizio troppo inclusiva. Ci sono poi i fan della trilogia di Peter Jackson, pronti a scandagliare frame per frame la serie per confrontare qualsiasi cosa e giudicarla peggiore. I musicofili, quelli che associano ancora ogni scena o personaggio ad un tema della colonna sonora di Howard Shore o che ricordano a memoria ogni canzone presente nel libro, pronti a darsi fuoco per l'incapacità di riproporre certe atmosfere musicali.
Potremmo andare avanti per ore, perchè di categorie di polemisti ce ne sono potenzialmente di infinite. Sono ovunque tra coloro che abbiano letto il libro e non, tutte intorno a noi, a volte siamo noi stessi. Come può allora una serie di questo tipo essere valutata serenamente, senza farsi offuscare nel giudizio da tutte queste voci che ti rimbalzano nella testa? Non si può, bisogna tapparsi le orecchie e cominciare dalle radici, dimenticandosi tutte le sue ramificazioni. 

sabato 22 giugno 2024

Sweet tooth - terza stagione (2024)


Chiudere bene il cerchio. Era questo che si chiedeva alla stagione finale di Sweet Tooth. La serie tratta dall'omonimo fumetto di Jeff Lemire non si proponeva di rivoluzionare il mondo dei serial post apocalittici o di sommergerci di misteri, ma voleva semplicemente "raccontarci una storia". La storia di un mondo in rovina e di un bambino molto particolare, un bimbo cervo, che sognava di ritrovare la sua mamma dopo aver passato una serie di traversie. Quasi come se ci trovassimo di fronte ad una fiaba della buona notte a tinte dark, dove emozione e brutalità si mescolano mostrandoci tutte le sfaccettature dell'animo umano, umanità destinata all'estinzione. L'ultima stagione di Sweet Tooth si chiude offrendoci un'ultima storia, dove il dolce e l'amaro ancora una volta si mescolano ma congedandosi con una luce di speranza e di fiducia nel futuro, nonostante tutto.

lunedì 7 agosto 2023

The Witcher - serie TV - terza stagione


Ultimamente le serie fantasy di tipo "epico" non se la passano molto bene. Dopo il boom dei primi anni duemila, ascesa durata fino alla fine degli anni 10, negli ultimi tempi abbiamo assistito alla demolizione da parte di una buona fetta di pubblico di qualsiasi grande trasposizione. Tutti ricordiamo il giro a 360 gradi da parte dei fan di Game of Thrones dopo l'ultima stagione. Gli anelli del potere? Distrutto dal review bombing, dalla sua eccessiva ambizione, dai maniaci della purezza dell'opera originale. Pure la terza stagione di The Witcher non è scampata alla mannaia dei puristi del web, a ragione o a torto. Eppure la prima stagione (e in una certa misura la seconda) aveva abbastanza convinto, se non con la totale fedeltà ai romanzi o ai videogames dai quali era ispirata, grazie soprattutto alla convinzione degli attori, alle atmosfere, alle buone scene action, alla costruzione credibile su schermo dell'affascinante mondo creato da Andrzej Sapkowski. Cosa è andato storto qui allora? 
The Witcher, la serie, è sempre stata per i fan sinonimo di Henry Cavill. Inutile girarci intorno. Non è certo l'attore più espressivo o più capace al mondo, anzi, eppure si è dimostrato in grado di entrare perfettamente nei panni del personaggio di Geralt di Rivia. Sará per l'anima da burbero dalle poche parole del Witcher o per il fatto che Cavill è un appassionato di videogames e della saga dello Strigo. Non stupisce quindi che la notizia del suo abbandono alla serie, arrivata in maniera totalmente inattesa ovviamente (motivi mai del tutto chiariti in maniera esaustiva e che comunque alla fine poco contano in un giudizio su una serie TV), sia stata accolta non proprio in maniera serena o pacata, diciamo così. Eufemismi. 


"Chi cavolo è Liam Hemsworth? Credevo mi sostituiste con Chris Hemsworth, è da queste cose che si capisce la bassa considerazione che avevate di me"


"Cavill abbandonerà in maniera naturale", "il finale vi stupirà per la naturalezza della transizione tra lui e il suo successore". Queste più o meno le frasi che gli sceneggiatori, nel tentativo di rassicurare gli spettatori, si erano affrettati a lasciar trapelare. Inutile dire che si sono rivelate del tutto inutili come tentativo di placare gli animi sempre particolarmente agitati dei fan delle saghe fantasy. Aggiungiamoci poi che questa "transizione naturale" tanto promessa era l'ennesima invenzione, visto che se guarderete la serie vi accorgerete che il finale di stagione tutto è meno che un vero "finale" e di transizioni, cambiamenti, mutamenti, non c'è traccia alcuna. C'è da restarne, se non incavolati, quantomeno perplessi. 

Parliamo quindi di una schifezza totale? Una stagione inutile, inconcludente, pessima, che distrugge il sacro spirito dell'opera originaria? A guardare i voti su IMDB verrebbe da rispondere di si (voti perfino peggiori rispetto a quelli de Gli Anelli Del Potere, che per forza di cose si portava appresso un fardello molto più pesante e godeva di una visibilità decisamente maggiore). Da tempo però abbiamo imparato che delle esagerazioni e delle sentenze lapidarie bisogna quasi sempre diffidare. Molto spesso il review bombing è un fenomeno artificioso, pilotato, che parte magari da un fondo di veritá ma viene poi ingigantito da una massa di giudizi "fantasma" (gente che non ha manco visto la serie ma ne ha sentito parlare male da altri che magari ne avevano sentiti altri ancora parlarne male). La terza stagione di The Witcher, ad esempio, a ben guardare è decisamente più aderente ai romanzi della seconda, solo paradossalmente è proprio questo a renderla più problematica. Un paradosso? Non proprio.


"Non puoi riposare, ho solo 8 puntate per insegnarti tutto" 


La serie ha sempre avuto, come detto, il suo punto di forza nella figura del protagonista, nel suo rapporto conflittuale col potere (è uno che non si schiera,che odia la politica e i giochi di palazzo). Geralt è un uomo che non ha legami, che non ha un passato e una vita "normale", che però scopre nell'amicizia con Ranuncolo, nell'amore per Yennefer e nell'affetto paterno per Ciri un nuovo se stesso al quale non è più disposto a rinunciare. Non è più solo un mercenario che uccide per denaro ma un uomo che è disposto a tutto per proteggere chi gli sta accanto. Non stupisce quindi che i momenti nei quali questi personaggi interagiscono siano quelli più riusciti.
C'è però sempre stata un'altra faccia di The Witcher, fino alla seconda stagione non quella preponderante ma che qui invece ha preso la maggior parte dello spazio: la politica. 
The Witcher non è Game of Thrones e, sebbene io non sia un grandissimo fan dei giochi di potere e delle telenovelas mascherate da fantasy, la serie tratta dai romanzi di George R. R. Martin ha affrontato certe tematiche in maniera perfetta. Qui è l'esatto opposto.

Giá dalla prima stagione, chi non conosceva i romanzi o i videogames, ha sempre fatto una fatica immensa a raccapezzarsi tra la miriade di nomi, razze, luoghi, alleanze del mondo che dipingeva. Perchè? Perchè sostanzialmente la serie ha sempre approcciato male a quell'aspetto. Scarsa capacitá di fare percepire i luoghi e le distanze (personaggi che si spostano da un luogo all'altro in pochi minuti, come se tutto il mondo fosse grande quanto il Molise), poca profondità nel dipingere gli intrighi politici (sono tutti sono contro tutti perchè vogliono Ciri, ma allo stesso tempo non lo sono, o forse si: insomma una gran confusione). Non aiuta l'inserimento di personaggi inventati, da fare stare di forza in una storia invece giá nota e con eventi consequenziali, cosa che ha contribuito a numerose forzature. 
E' questo insomma che intendo quando scrivo che paradossalmente il difetto maggiore di questa terza stagione è proprio il suo essere maggiormente aderente ai romanzi originari: riserva uno spazio maggiore a ciò che meno funzionava nelle due stagioni precedenti, le vicende politiche e gli intrighi. La serie non ha mai affrontato bene queste questioni ma finché restavano sullo sfondo si poteva chiudere un occhio. Ora molto meno.


"Non uccidermi, ti sono sempre stato fedele principessa. Certo ho ucciso quasi tutti i tuoi cari ma l'ho fatto senza cattiveria"


Altra caratteristica che colpevolmente la terza stagione sceglie di mettere in secondo piano è l'azione. Pochissime sono le battaglie contro i mostri, ancor meno quelle contro gli umani. Un vero peccato, perchè oltre ad essere state una vera e propria cifra stilistica della serie, le sequenze più action sono tra le cose più riuscite. Cavill ci crede e si vede, ma anche gli altri attori non sono da meno e gli effetti speciali fanno il loro. Non si capisce per quale motivo siano state quasi azzerate, vista anche la scarsa capacitá di costruire, come detto, un intreccio profondo che riguardasse le varie "casate" e che si potevano raccontare le stesse cose in un tempo decisamente minore. La confusione generale sarebbe stata la stessa.

The Witcher è insomma una serie che affascina e si guarda comunque con piacere ma a volte sembra soffrire di una sorta di masochismo che la porta ad affidarsi più a ciò che le riesce meno piuttosto che esaltare i suoi punti di forza. Tanto i personaggi principali e le sequenze più epiche sono riuscite quanto l'intreccio, gli intrighi sembrano artificiosi e mal pensati. Non riesce insomma mai a fare il passo decisivo nella giusta direzione. Eppure basterebbe poco.

PRO
- I 3 personaggi principali
- Le sequenze action non sono molte ma sono avvincenti
- Più aderente ai romanzi che in passato

Contro
- Finale anticlimatico e in controtendenza rispetto a quanto annunciato 
- Troppo spazio dato ad intrighi politici poco interessanti e a personaggi secondari
- Alcune forzature fanno storcere il naso

Voto 7+

mercoledì 28 giugno 2023

The Flash di Andy Muschietti (2023) - L'album di figurine della DC Comics


Se ne è parlato per mesi quasi solo per i problemi e le bizze varie di Ezra Miller, poi esce finalmente al cinema e si parla quasi solo del fatto che ha floppato al botteghino (come il 90% dei film ormai, sai che novità). Ma The Flash, il film (si perchè sarebbe un film e si dovrebbe parlare maggiormente di quello, piuttosto che del contorno), com'è? Di che parla? È una origin story? Chi è il villain? Ci sono gli altri della Justice League? Sì.
Sì cosa? Sì, tutto, c'è tutto. Ad ogni domanda la risposta è sì. Ma come ha fatto Andy Muschietti a farci stare tutto insieme? Beh, più o meno con lo scotch. Il tutto tiene, grossomodo, ma si vede che regge giusto giusto il tempo del film.

La base della trama è che c'è sta cosa del multiverso e allora, se viaggi indietro nel tempo, causi tanti "1985 alternativi". Avete presente Ritorno al Futuro, quello con Michael J. Fox? Potreste finire in un mondo nel quale in Ritorno Al Futuro al suo posto c'è Eric Stoltz, come doveva essere in origine. Peccato che ci avevano pensato giá anni fa gli autori di Fringe (entrambe le cose: multiverso e Ritorno al futuro alternativo con Stoltz). Fa niente, qua però c'è Michael Keaton che fa Batman. Eh?

lunedì 17 ottobre 2022

Gli Anelli del Potere - serie TV - prima stagione (2022)


Discussa, chiacchierata per settimane, mesi. Vittima di critiche preventive spesso pretestuose (gente che minacciava di gettarsi tra le fiamme del Monte Fato per qualche annunciato cambio di etnia: molti fan di Tolkien si considerano una specie di setta cultrice di un tomo Sacro), a volte invece molto più sensate (cosa puoi raccontare sulla Seconda Era se hai i diritti solo sul Signore degli Anelli e le sue appendici?). Oggetto del review bombing più sfrenato e sfacciato, tanto che IMDB ha perfino bloccato per qualche tempo i voti per arginare in qualche modo una delle pratiche più stupide e autoinvalidanti della storia (se migliaia di persone, o la stessa che vota più volte, affibbia 1 come voto ad un'opera, ottiene come effetto solo quello di rendere il voto del pubblico scarsamente rilevante).
Altri ancora hanno bollato la serie come una brutta copia dei film di Jackson che "loro si che erano fedeli al romanzo". Beh, insomma, quel Tom Bombadil che sta ancora lì ad aspettare di essere anche solo nominato o Legolas che surfa sugli orchi (le prime due cose che vengono in mente tra le tante) non sono esattamente su scala 1:1. Ma nel 2001 internet era ancora molto acerbo e al massimo ti beccavi qualche commento al cinema o in strada di qualche nerd sbuffante, spesso molto molto orientato a destra: eh, altra assurditá italica, la politicizzazione di qualsiasi opera che in realtá di politico aveva molto molto poco. E dire che bastava ricordarsi la trama per quello che era, invece che cercare improbabili associazioni mentali, per accorgersene. Ma c'è chi nel Signore degli Anelli ci ha perfino visto un'allegoria della Bibbia (e qualche spunto indubbiamente c'è, spunto però), quindi neppure alcuni estremismi religiosi ci si sono stati risparmiati.
Alcuni si sa, hanno la fissa di cercare segnali e metafore anche laddove non ce ne sono.

Insomma i film qualche critica dai fan più oltranzisti la ricevettero pure, ma era un'epoca nella quale gli estremismi facevano molto meno rumore ed erano relegati a puro fanatismo da guardare sempre da una certa distanza.
Ormai comunque a distanza di oltre 20 anni la trilogia di Peter Jackson è stata consegnata ai posteri così com'è (giustamente) e nessuno si sognerebbe di metterla in discussione. Il tempo è l'unico giudice in grado di dare ad un'opera il giusto peso (avete presente il floppissimo, all'epoca, Blade Runner? Ecco).

Gli Anelli del Potere quindi non è stata e mai sarebbe potuta essere una serie come tante. Giá dal suo annuncio in pompa magna i Nazgul erano lì, pronti ad avventarsi sulla preda. D'altronde se si parla della serie più costosa della storia, tratta da uno dei libri più famosi della storia, non poteva essere altrimenti.
Ma attraversata la coltre delle Montagne Nebbiose, cosa ci abbiamo trovato? Come si presenta poi in effetti questa serie? Le critiche avevano un senso? Oppure si tratta effettivamente di un'opera destinata a cambiare per sempre la serialitá?

venerdì 26 agosto 2022

The Sandman - prima stagione (2022)


Infinite dreams, I can't deny them

Infinity is hard to comprehend

I couldn't hear those screams

Even in my wildest dreams

(Iron Maiden - Infinite Dreams)

Ce ne è voluto di tempo. Ad un certo punto sembrava davvero non fosse possibile trasporre Sandman sul piccolo schermo. Il fumetto di Neil Gaiman (sul personaggio della DC comics) infatti risale alla fine degli anni '80 e nel corso degli anni ha saputo trovare un seguito tra pubblico e critica tale da renderlo tra i fumetti più importanti e celebrati di sempre (lo stesso Stephen King ne è sempre stato un fan). Parliamo infatti di un'opera magniloquente e complessa, che mescola con disinvoltura filosofia, fantasy, misticismo, horror. Si può dire che è tra quei pochissimi fumetti che sono riusciti a superare la barriera dello scetticismo da parte della letteratura (sempre molto snob e restia a considerarli qualcosa di serio) e ad entrare a fare parte di essa. Non la semplice storia di un supereroe o una graphic novel che racconta le evoluzioni di un personaggio ma un insieme di racconti, spunti, riflessioni aventi per protagonisti gli "Eterni" e in particolare uno di questi: Sogno (o Morfeo), il re dei sogni appunto. Sogno costituisce il collante di una serie di storie che hanno per protagonisti umani e personaggi della mitologia, religione, letteratura, spesso tragiche o comunque poche volte dotate di un lieto fine.

Sandman insomma è sempre stato molto più di un semplice fumetto di culto, per molti fumettisti è una specie di vera e propria Bibbia, non stupisce quindi che ci sia stato per tanto tempo il timore di confrontarcisi e provare a portarla ad un tipo di pubblico che magari non ha mai letto un fumetto (oltre che agli esigentissimi fan pronti a distruggerne ogni minima variazione o libera interpretazione). Poi però ecco improvvisamente la leva: Netflix, David S. Goyer e lo stesso Neil Gaiman (nel ruolo di produttore esecutivo) ci consegnano il tanto atteso adattamento in questo 2022. Buco nell'acqua? Capolavoro? Nessuna delle due cose, ma siamo molto più dalle parti della seconda.

mercoledì 23 marzo 2022

Sweet Tooth - serie TV (2021)


Quando si parla di film o serie TV di genere post apocalittico non possono che venirci in mente scenari cupi, di devastazione, paesaggi aridi e nient'altro che disfacimento. I colori di solito sono tipicamente grigi, se non ancora più scuri, nessuno spazio per sfumature diverse. D'altronde cosa potrebbe esserci in uno scenario di quel tipo se non morte e disperazione? Beh, a volte anche quando tutto sembra perduto e la notte sembra non finire mai, in realtà all'orizzonte forse sta spuntando un nuovo giorno che porterà qualcosa di diverso, a volte quando qualcosa muore qualcos'altro è sul punto di nascere. Non sempre tutto deve essere per forza privo di speranza. 

Sostanzialmente Sweet Tooth si potrebbe definire come una "favola post apocalittica". Già, perché se il genere di appartenenza e lo spunto di partenza sono simili a quelli di un The Walking Dead, The Stand  o The Strain, tutto però viene veicolato attraverso un racconto molto più intimista, delicato, a misura di bambino. E favola è proprio ciò che si avvicina di più alla definizione di una storia che ha per protagonisti degli animali antropomorfi e ci insegna una morale. 
La classica pandemia che distrugge quasi tutto il genere umano (e ovviamente alcune situazioni non possono non offrirci spunti di riflessione a tema COVID) infatti in questo caso accade contemporaneamente ad un altro evento, paradossalmente molto più sconvolgente e inspiegabile: all'improvviso cominciano a nascere dei "bambini animali". Si, metà umani e metà cervi, scoiattoli, maiali...". Il come e il perché di questo è ovviamente uno dei misteri alla base della serie tv, anzi il mistero principale. Ci sarà un collegamento tra questi "ibridi" e la malattia che ha decimato irrimediabilmente la popolazione mondiale? Colpa loro? Oppure magari questi nuovi esseri sono una risposta della natura all'estinzione? Forse si tratta di un grido d'allarme e un desiderio di rinascita da parte della Terra, un nuovo inizio.
E' quello che cercheranno di scoprire Gus (un piccolo "bambino cervo", il primo della sua specie) e altri personaggi di questo "racconto" tratto dal fumetto di Jeff Lemire.

sabato 5 febbraio 2022

Locke & Key - seconda stagione (2021)


Non tutte le serie TV devono per forza essere sconvolgenti, originalissime o disturbanti. C'è ne sono alcune che si prefiggono semplicemente lo scopo di risultare godibili, buone per tutti e per tutte le stagioni, senza esagerare in nessun verso ma mantenendo comunque una propria identità ben definita. E' quello che faceva nella sua prima stagione Locke & Key, serie tratta dal fumetto di Joe Hill: una buona idea di partenza (le chiavi magiche) e una buona costruzione della mitologia che ruotava attorno alla stessa (la casa, i demoni, il passaggio nelle caverne che conduce ad un mondo lovecraftiano...). Il cliffhanger finale poi non poteva che lasciare spazio ad un prevedibile (ma di questi tempi non bisognava darlo per scontato) seguito che avrebbe cercato di chiudere il cerchio e avrebbe comunque lasciato gli spettatori con la voglia di continuare a seguire la serie.

mercoledì 5 gennaio 2022

The Witcher - seconda stagione - serie TV (2021)


La prima stagione di The Witcher non mi era affatto dispiaciuta. Certo aveva i suoi difetti: effetti speciali un po' mediocri, un sviluppo delle vicende un po' confusionario, alcune situazioni decisamente differenti dalle opere da cui era tratto...però sostanzialmente funzionava. Un bel fantasy che stava in una via di mezzo tra quello alla Signore Degli Anelli (elfi, nani, creature tipiche dell'immaginario di quel genere, il bene contro il male) e quello alla Game of Thrones (l'inserimento degli intrighi politici, un'approccio più dark, l'incombere di una minaccia dall'esterno che permea tutta la narrazione). Più vicino al primo che al secondo ma con un approccio decisamente più horror e sanguinolento.
Un ibrido ben riuscito insomma, che per certi versi si rifaceva anche spiccatamente ai videogames dedicati alla serie creata da Andrzej Sapkowski ( e infatti ogni volta che ne vedevi una puntata ti veniva l'istinto di tornare a giocarci).
Un prodotto insomma da "sgrezzare", limando quei difetti, ma che lasciava intravedere buone prospettive per una futura seconda stagione. Ecco, appunto in questa seconda stagione hanno fatto esattamente questo.

giovedì 16 dicembre 2021

Castle Rock - prima stagione - Serie TV (2018)


Un paio di settimane fa, recensendo The Stand, avevamo parlato di ciò che rende i romanzi di Stephen King diversi da tutti gli altri: in sintesi l'atmosfera. Non le trame in se, comunque spesso di buon livello, ma l'immedesimazione con certi personaggi e il senso di immersione in determinati scenari. The Stand falliva proprio in questo suo scegliere di seguire i presupposti sbagliati (che poi è lo stesso errore fatto dal 90% delle trasposizioni su schermo dei romanzi di Stephen King). Dall'altra parte della barricata abbiamo invece una serie di prodotti cinematografici e televisivi che scelgono l'approccio giusto, che magari pur non risultando capolavori riescono a catturare lo spirito delle opere originali. E poi c'è Castle Rock che...sceglie una terza via.

sabato 4 dicembre 2021

The Stand - serie TV (2021)


Tra tutti i libri di Stephen King, l'Ombra dello Scorpione (The Stand in originale) è probabilmente quello più complesso e difficilmente assimilabile. E' un romanzo massiccio (nella versione definitiva arriva circa alle 1200 pagine), epico, dal ritmo altalenante ma dalla grande forza descrittiva, che narra di una serie di sopravvissuti ad un'epidemia mortale che ha reso il mondo un deserto post-apocalittico. Ma è anche un fantasy che cita esplicitamente il Signore degli Anelli, un romanzo mistico soprannaturale e un racconto di formazione. Un ipotetico minestrone che invece di confondere avvince, convince, amalgamando tutti questi elementi apparentemente distanti tra loro grazie alla capacitá innata dello scrittore di immergerci nelle atmosfere e di farci appassionare ai personaggi, come di consueto costruiti con cura certosina. Non è insomma la trama (pur se godibilissima) il fulcro del romanzo, ma i personaggi e la loro evoluzione, le loro scelte, il loro schierarsi e battersi per una propria idea di mondo (il titolo originale è emblematico).

Cercare di tirarci fuori una serie TV insomma è opera complessa e soggetta a grossi rischi, soprattutto se scegli di metterci del tuo (ne uscì una trasposizione giá negli anni 90' piuttosto fedele ma anche piuttosto didascalica). Per quale motivo allora recuperare quel romanzo e trasporlo nel 2021? Se ne sentiva davvero il bisogno? Cosa è cambiato dagli anni novanta? Beh, da un paio di anni qualcosina è cambiata, qualcosa che conosciamo molto bene e che ha a che fare perfettamente col romanzo: una pandemia globale che ha cambiato totalmente il mondo come lo conoscevamo. Per fortuna gli effetti non sono stati esattamente gli stessi, ma è indubbio che molte delle intuizioni di King (fosse anche per coincidenza) si siano tristemente avverate. 
Sotto questo aspetto quindi un telefilm su L'ombra dello Scorpione oggi ha perfettamente senso, se non altro ci dá modo di scoprire quella perla, di riscoprirla, di assistere a qualcosa di rimaneggiato ed attualizzato. Peccato che, tolto lo spunto di partenza, sia quasi tutto il resto a non funzionare in questa serie TV, a cominciare dalle sue stesse fondamenta.

mercoledì 26 febbraio 2020

Locke & Key - serie tv (2019)

You're the Keeper of the Seven Keys
That lock up the seven seas
And the Seer of Visions said before he went blind
Hide them from demons and…

(Helloween - Keeper of the seven keys)

Cosa c'è di più abusato in un film/serie TV horror del classico "famiglia con scheletri nell'armadio si trasferisce, per ricominciare, in una casa dal passato oscuro"? Poche altre cose. Ebbene questo è sostanzialmente anche l'incipit di Lock & Key, serie tv targata Netflix, tratta dal fumetto omonimo di Joe Hill (nientepopodimenochè il figlio di Stephen King). In effetti la serie, purtroppo, soffre di qualche clichè di troppo. La cosa strana però è che questi ultimi, quelli più fastidiosi, non provengono dall'incipit di cui sopra, anzi. E' proprio la casa, con le sue porte e relative chiavi, a fornire gli spunti più originali e interessanti della serie, a creare misteri e sequenze piene di fascino. E' da altre parti invece che proviene la banalità, a cominciare da un approccio non ben definito (a metà tra il telefilm per famiglie e il fantasy horror) e da troppe sequenze "adolescenziali" che appiattiscono un racconto altrimenti in più parti maturo e che, invece di spezzare la tensione, finiscono per annoiare. Nonostante questo si può parlare di un prodotto abbastanza riuscito che potrebbe (se vengono limate le problematiche di cui sopra) in futuro regalare soddisfazioni.

lunedì 6 gennaio 2020

THE WITCHER - serie tv (2019)

The Witcher non è il nuovo Game Of Thrones. Leviamoci subito il dente (perchè è pure bello grosso). Non importa che in tanti lo desiderassero (magari gli stessi che avevano già ripudiato GOT per la stagione finale) o che altri facessero la classica associazione mentale fantasy=il più noto esponente attuale del fantasy (accadde pure per tutto ciò che arrivò dopo Il Signore Degli Anelli). Magari molti erano solo semplicemente orfani della serie HBO e volevano qualcosa di affine. Beh, mettetevi l'anima in pace, le due serie tv non potrebbero essere più diverse (l'unica cosa in comune è il genere di appartenenza e il fatto di essere tratti da noti romanzi fantasy) e questo lo si capisce già dopo aver visto anche solo la prima puntata di The Witcher. Diversi gli intenti, lo sviluppo, i mezzi a disposizione, le scelte di casting... Ed è un bene.

mercoledì 24 luglio 2019

The O.A. - seconda stagione (2019)

Poche serie tv netflixiane possono essere considerate tanto divisive quanto la prima stagione di "The O.A". Le parole "schifezza" e "capolavoro" hanno invaso per mesi i siti di settore e (soprattutto) i blog. Beh, non poteva essere altrimenti visto che la serie affrontava temi come "il senso della vita", "le esperienze pre-morte", "la religione", "la scienza", la filosofia, condendo il tutto con uno spirito new age e una struttura telefilmica "alla Lost" (misteri su misteri, spesso apparentemente messi "per bellezza"). Un minestrone di suggestioni e citazioni da far venire il mal di testa ma grattata la buccia poi cosa restava? Il succo era buono? A parere di chi scrive si, lo era. Col passare delle puntate e il dipanarsi delle vicende ci trovavamo di fronte ad una bella "storia fantasy", una specie di racconto attorno al fuoco narrato da una ragazza ad una serie di ragazzini che ne rimangono suggestionati (così come lo spettatore). Tutto vero? Pura invenzione? L'allucinazione di una svitata? Sebbene il finale della stagione suggerisse il contario, non c'era una spiegazione ben precisa a tutto quello che avevamo visto, una "soluzione" alle domande, toccava lasciarsi trasportare dalla corrente. Il finale però era piuttosto (anche a causa del fatto che non si sapeva se l'avrebbero rinnovata) "definitivo", un aut aut dal quale, con una seconda stagione, non si poteva tornare indietro. Così è stato.