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sabato 4 aprile 2026

One piece - serie TV - seconda stagione (2026)


I fan (fanatici) sono degli individui piuttosto singolari. Per anni attendono (come l'arrivo del nuovo Messia) l'adattamento del loro romanzo/fumetto preferito per poi puntualmente lamentarsene quando questo arriva sugli schermi.
Quel personaggio ha il naso troppo piccolo/grosso, quello è troppo scuro, quell'altro è troppo femminile, quell'altro ancora è poco femminile, la trama è diversa e fa schifo... Come se si trasformassero in una sorta di Guardiani Della Purezza dell'opera originale, che deve restare incontaminata e fedele a se stessa fino alla morte, anche quando magari all'interno della storia si susseguono retcon abbastanza palesi, che fanno capire che lo stesso creatore aveva cambiato idea su certe cose. E se, poi, è quello stesso creatore a mettere mano a questo adattamento, avallando le modifiche e mettendoci il suo nome? E' ovviamente lui che non capisce nulla della sua stessa opera o certamente "si è venduto".

martedì 12 settembre 2023

One Piece - Serie TV (2023)


Non ho mai capito fino in fondo l'idolatria per One Piece. Sará che nel periodo del suo boom, almeno qui in Italia, ero ormai troppo cresciuto per appassionarmici e giá decisamente vivevo quella fase nella quale si considerano certi prodotti "per bambini" e poco degni di essere guardati (prima che in età adulta si faccia il classico giro a 180 gradi alla ricerca dei prodotti amati nell'infanzia). Oppure forse l'ho visto come un qualcosa un po' troppo sopra le righe per i miei gusti, troppo esagerato, caciarone, stupidotto, pieno delle classiche giapponesate da clichè. Fatto sta che io ero uno di quelli che aspettavano con ansia il live action dedicato a Cowboy Bepop (poi rivelatosi un floppone) mentre per quello di One Piece avevo un hype pressochè rasente lo zero. 


"One piece, io ti troverò, fosse anche tra 5000 puntate, me lo ha promesso Netflix"


Parliamo però del manga più venduto di tutti i tempi, mica pizza e fichi, quindi volente o nolente un po' tutti, anche di sfuggita, ci siamo in un certo senso imbattuti prima o poi in One Piece (io ad esempio attraverso un paio di videogames dedicati alla saga e qualche episodio dell'anime visto qua e là). Va da sé che la fan base del prodotto oltre ad essere sterminata è decisamente molto, troppo, esigente. Per questo motivo all'annuncio di un adattamento per Netflix molti sono rimasti perplessi, io in primis. Dopo il flop di Cowboy Bepop se ne escono con un prodotto molto più complesso (visto il suo poco realismo e la mole di effetti speciali da dover per forza di cose utilizzare) e con un pubblico pronto a distruggerlo per la minima inesattezza o cambiamento apportato? Si sa d'altronde che viviamo nell'epoca della ricerca della purezza massima, nella quale ogni adattamento deve essere incontaminato e preservare la sacralità del testo (in questo caso pure disegno) originale pena il linciaggio sui social (si vede che molti non hanno vissuto gli anni 80/90 e gli adattamenti di quell'epoca). Insomma floppone annunciato, no? Non c'è manco da ragionarci su più di tanto e lasciar passare pure questo e pensare ad altro. E invece no: tempo un paio di giorni e diventa giá il prodotto più visto di sempre, tutti ne parlano, tutti fanno teorie, perfino i fan dell'anime e del manga lo lodano e si spellano le mani. Possibile?

martedì 21 febbraio 2023

Hi-Fi Rush - Se Guitar Hero fosse un anime


Ci sono giochi di cui si parla per anni, ben prima della loro uscita. E magari dopo essere stati rimandati per tanto tempo quando escono si rivelano pieni di bug, difetti, magagne (Cyberpunk 2077) oppure escono semplicemente fuori tempo massimo, vecchi filosoficamente e concettualmente, legati ad un'epoca che ormai non gli appartiene più (Duke Nukem Forever). E poi ci sono giochi, anche di case produttrici prestigiose, che escono così, di botto, senza sguinzagliare i mastini dell'hype. E magari si rivelano degni esponenti di un genere, innovativi perfino, per certi versi. Prendiamo il recente Hi-Fi Rush di Tango Gameworks: sapevi che erano bravi a fare i survival horror (The Evil Within, Ghostwire Tokyo), a gestire le atmosfere del folklore giapponese, la tensione, ma a sfornare gli action? Gli avreste dato due euro? E invece non solo ti producono un action più che discreto ma che possiede anche una caratteristica decisamente originale: Hi-Fi Rush è infatti un "action rhythm game". Non sono parole buttate a caso, qui la musica è essenza stessa del gameplay e dei combattimenti. Tutto ciò che accade a schermo è influenzato dal ritmo.

venerdì 30 settembre 2022

Cyberpunk Edgerunners - miniserie (2022)


Cyberpunk 2077, come noto, si è rivelato un flop clamoroso. Tantopiù clamoroso perchè CD Projekt era stata forse l'unica casa produttrice di videogames a contrastare, con The Witcher 3, l'egemonia di Rockstar nelle produzioni di più grande portata. Un mondo dove altrimenti le grosse produzioni si affidavano a modelli ormai obsoleti e ripetitivi (i numerosi cloni di Assassin 's Creed: tante cose da fare ma in modo estremamente ripetitivo e meccanico) o a mondi giganteschi e sterminati ma piagati da una miriade di bug e problemi tecnici che spesso compromettevano l'esperienza (i vari Fallout o Skyrim di Bethesda). The Witcher 3 invece rappresentava un connubio perfetto tra qualitá e quantità che solo in GTA e Red Dead Redemption erano stati raggiunti, anche se all'interno di un genere videoludico differente.
Cyberpunk 2077 doveva rappresentare insomma solo la consacrazione definitiva ( i DLC di The Witcher 3, lunghissimi e riuscitissimi non lasciavano dubbi: CD Projekt era una sicurezza) e invece...
Tra errori strategici (annunciare un gioco per le morenti generazioni di console quando era evidente che non potesse girarci), tecnici, comunicativi, la shitstorm ha di fatto distrutto tutta la credibilitá della casa produttrice polacca costruita in anni di duro lavoro. E nemmeno 2 anni di costanti patch, pezze, annunci hanno risolto del tutto la situazione. Un peccato, un grandissimo peccato perchè quel mondo, quegli scenari, quello stile avrebbero meritato sorte migliore. Ce lo conferma questo anime, Cyberpunk Edgegunners, ambientato proprio in quell'universo e quella cittá (Night City), che ha contribuito tantissimo a far recuperare a molti il videogame e a ridargli nuova visibilitá.