Visualizzazione post con etichetta Thriller. Mostra tutti i post
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mercoledì 18 marzo 2026

Young Sherlock - serie TV (2026)


Sono tante le versioni del personaggio creato da Arthur Conan Doyle che abbiamo visto sul grande e piccolo schermo. Tra le più note sicuramente ci sono i due film con protagonista Robert Downey Jr., firmate Guy Ritchie. A distanza di quasi 20 anni Il regista britannico torna a rileggere a modo suo le avventure del famoso investigatore, ma stavolta lo fa con una serie televisiva, che non ha punti di contatto con le precedenti opere cinematografiche.
Innanzitutto Young Sherlock (come lascia intuire il titolo) è un prequel, quindi Holmes è ancora un giovane studente che si ritrova, (apparentemente) per caso, invischiato in un complotto.
Pur mostrando già le sue innate capacitá deduttive, mostra comunque ancora una certa ingenuità e scarsa dimestichezza in certe situazioni, cosa che forse farà storcere il naso a qualcuno. Ma tutto sommato può anche starci.
Ciò che però colpisce maggiormente di questa serie è lo stile, tipicamente alla Guy Ritchie, qui ancora più veloce, diretto rispetto ai film. Si potrebbe definire uno Sherlock Holmes molto "rock", sia per la colonna sonora decisamente anacronistica ma perfettamente coerente con lo stile di cui sopra (Black Sabbath, Kasabian tra i tanti), sia per l'evolversi delle vicende. C'è molto più spazio per le sparatorie, gli inseguimenti, i colpi di scena che per le indagini vere e proprie, che saranno comunque molto presenti, come era ovvio che fosse. Il montaggio è quasi sempre molto serrato ed ogni puntata aggiunge qualche nuova variante che rende la serie adatta ad un pubblico molto variegato, anche chi cerca un qualcosa di immediato e divertente.

venerdì 10 ottobre 2025

Alice in Borderland - stagione 3 - serie TV (2025)


Tratto dal manga omonimo di Haro Aso, Alice in Borderland può essere definito il fratello giapponese di Squid Game. Fratello maggiore per la precisione, ma superato in successo dal secondo, tanto che probabilmente volendolo recuperare solo adesso potrà sembrare a qualcuno quasi come una mezza copia. La struttura in fondo è un po' quella: tanti concorrenti partecipano a giochi mortali che, mettendoli costantemente di fronte alla morte, ne mostrano la vera natura. Semplice e già visto no? Non proprio.
Se la serie coreana, scremata dai consueti meccanismi da reality, era concentrata sullo sviluppo degli aspetti socio-culturali delle vicende (il classismo, l'avidità umana, l'egoismo) qui è invece molto più spiccata la componente filosofico-spirituale. Il luogo dove si partecipa ai game non è una scelta libera e consapevole (non nelle prime due stagioni almeno) ma una sorta di inferno dantesco imperscrutabile, inconoscibile, perchè appartenente ad un altra dimensione/realtá, con regole tutte sue. Le Borderlands sono insomma un posto da incubo, che mette a dura prova i concorrenti non solo dal punto di vista fisico e morale ma li destabilizza e mette in discussione anche le convinzioni più profonde su ciò che è reale o meno.

Qui non c'è da capire semplicemente come vincere e al limite sconfiggere chi comanda, qui innanzitutto c'è da comprendere cosa si intende per vincere (cosa succede se si arriva in fondo ai giochi? Il "premio" in cosa consiste?).
Il "burattinaio" poi è una figura indistinta, al di sopra di tutto e tutti, probabilmente non è nemmeno una persona, quanto più un giudice soprannaturale. Non sorprende quindi che, rispetto a Squid Game, qui quasi sempre l'altruismo sia molto più presente tra i concorrenti, spesso è incentivato dai giochi stessi: lo scopo non è "trionfare" ma "sopravvivere e comprendere il senso di tutto". Per sopravvivere spesso c'è bisogno dell'aiuto degli altri ed è collaborando che spesso si viene a capo delle prove più complesse (in Squid Game il gioco al massacro tra i partecipanti era incentivato dal "montepremi" e dalla facilità delle regole dei giochi, qui i giochi quasi sempre non sono alla portata di tutti e serve cooperare).

mercoledì 5 marzo 2025

Zero Day - miniserie (2025)

In informatica uno zero-day sta ad indicare una vulnerabilità ignota perfino allo sviluppatore di quel determinato sistema, attraverso un programma che è in grado di eseguire anche azioni che non sono consentite da chi quel sistema lo aveva progettato. Lo zero sta ad indicare il tempo del quale ha a disposizione da quel momento il produttore del software per risolvere il problema: zero giorno appunto.

mercoledì 19 febbraio 2025

Dexter: Original Sin - Serie TV (2024/25)


Avete presente quando assistete al concerto della cover band di un vecchio gruppo che vi piace? Le musiche sono quelle (più o meno), i costumi sono gli stessi, le acconciature ricreate come quelle dell'epoca, le scenografie riprese con competenza, l'atmosfera è abbastanza evocativa ma...Non è il gruppo originale. E' un po' la stessa sensazione che si prova guardando Dexter - Original Sin.

Non uno spin-off ma un prequel, che in quanto tale non ha nessun attore in comune con la serie "madre" pur avendo in comune (quasi) tutti i personaggi. Personaggi che saranno interpretati da attori abbastanza simili, così come simile sarà la sigla di apertura (ricreata quasi pedissequamente), simili saranno i look (avete presente Batista col classico pizzetto e il cappello? Ce l'abbiamo), anche se il tutto è ambientato nei primissimi anni '90, quando Dexter muoveva i suoi primi passi, sia come analista forense che come serial killer.

martedì 17 dicembre 2024

Grotesquerie - serie TV (2024)


Ryan Murphy non è certo uno che si tira indietro quando si tratta di sfornare opere controverse. Che si tratti dei media (della critica più nello specifico) o dello spettatore, le sue serie sono spesso al centro delle polemiche (Americano Horror Story o Monster). Lui fa spallucce e tira dritto, anzi si ha la sensazione che si nutra di questo suo essere divisivo, di godere nel riuscire a farsi detestare tanto quanto amare. Grotesquerie si può considerare come l'apoteosi di questo modo di fare: una serie che ha come tematica principale l'odio e la mancanza di empatia nella società nella quale viviamo e che fa di tutto, essa stessa, per farsi detestare dalla spettatore, sfidandolo continuamente a rivedere il suo approccio, ad evadere le sue aspettative, a togliergli continuamente il tappeto da sotto i piedi. Riuscirà a farsi odiare o è proprio grazie alla sua spigolosità che affascinerà? E' questo che sembra chiedersi e chiederci l'autore.
Se dopo i primi episodi credete di trovarvi di fronte al classico thriller poliziesco (con conseguente serial killer misterioso da individuare) è meglio che rivedete le vostre aspettative. Drasticamente. E preparatevi a farlo più volte. 

mercoledì 21 febbraio 2024

True Detective 4 Night Country (2024)


Abbiamo parlato, recensendo Fargo, di come alcune serie antologiche riescano a restare coerenti e riconoscibilissime pur cambiando completamente contesto, storie ed attori. Ci sono poi altre serie che, pur avendo punti di contatto e allusioni alle stagioni precedenti, possono essere considerate come delle operazioni a se stanti. Basti prendere ad esempio alla "saga" di True Detective. Ad ogni nuova stagione abbiamo letto la classica frase "bella ok, ma non è come la prima stagione?". Ma ne sentivamo davvero il bisogno? Di un'altra stagione copia incollata dalla prima intendo.
Se è vero che i ricordi dei primi episodi restano molto più nitidi di quelli delle stagioni seguenti (e questo qualcosa alla fine vorrà pur dire), è altrettanto vero che Pizzolatto e soci hanno provato a non fossilizzarsi su determinate dinamiche. Parliamoci chiaro, buona parte del fascino della prima stagione derivava molto più dalla bravura e dall'interazione tra due grandissimi attori come Woody Harrelson e Matthew McConaughey che dalla trama, piuttosto classica e poco originale. Va da sé quindi che tentare nuove strade a livello di sceneggiatura e di plot era più che lecito, anzi necessario. Appare quindi paradossale che la stagione più simile alla prima sia questa quarta, stagione nella quale Pizzolatto non è neppure presente, sostituito da Issa Lopez. Ma simile in cosa?

mercoledì 18 ottobre 2023

Only Murders In The Building - st 1-3 (2021/2023)


La crisi dei servizi di streaming ha portato negli ultimi mesi non solo ad un aumento massiccio e generalizzato del costo degli abbonamenti ma anche alla chiusura anticipata, sempre più frequente, di serie TV anche acclamate dalla critica e di buon riscontro tra il pubblico. Sembrano lontani i tempi nei quali i vari Netflix, Prime Video ecc. costituivano un porto sicuro, dove il tuo abbonamento ti avrebbe tenuto al sicuro da cancellazioni improvvise o bizze da TV generalista. Non è più così ormai e perfino una Apple TV+ bisognosa di risalto cancella uno dei suoi prodotti di punta, così, di punto in bianco. Mi riferisco ad Afterparty, che sebbene fosse impostata come una serie antologica aveva ancora molto da dire. La sua rilettura del giallo classico e il suo giocare con i generi rappresentava di sicuro una delle operazioni più riuscite degli ultimi anni in questo campo. Non la sola. Si, perchè nel frattempo altrove (su Disney plus) una serie con parecchi tratti in comune con Afterparty veniva invece rinnovata per una quarta stagione: Only Murders in The Building.

martedì 14 febbraio 2023

Shining Girls - Miniserie (2022)


Il tema della violenza sulle donne è purtroppo sempre tristemente attuale. Il mondo del cinema e delle serie TV l'hanno affrontato spesso, a volte anche scegliendo approcci totalmente inusuali. Pensiamo ad esempio al marveliano Jessica Jones e al rapporto tra la protagonista ed il suo villain, Killgrave. Senso del possesso che diventa "materiale" a causa di un potere soprannaturale, che permette all'aguzzino di tenere in pugno la vittima psicologicamente e fisicamente.
Shining Girls sembra esserne un mezzo clone. Sembra...prima che si mostri per quello che realmente è: un telefilm che gioca abilmente con i generi prima di mostrare la sua vera natura.
Impossibile però non scorgere fin da subito delle somiglianze tra i personaggi della vittima e del carnefice delle due serie: Kirby Mazrachi, un'archivista di un giornale di Chicago, è l'unica sopravvissuta di una serie di omicidi, compiuti da un misterioso serial killer che sembra avere delle "capacitá particolari" (a distanza di molti anni ha sempre lo stesso volto e in qualche modo sembra capace di prevedere il futuro). Dopo aver scoperto un dettaglio singolare e apparentemente assurdo decide quindi di mettersi sulle tracce dell'assassino, assieme ad un collega. Ma il mondo sembra congiurare contro di lei.

venerdì 18 novembre 2022

Inside Man - Miniserie (2022)


Anche la persona più ordinaria e normale al mondo potrebbe un giorno trasformarsi in un assassino, "basta una buona ragione e una giornata storta". Potrebbe accadere perfino, chessò, ad un prete, se si trovasse in una situazione assurda e senza via d'uscita. E' quello che succede in questa serie TV ideata da Steven Moffat, uscita su Netflix a distanza ravvicinata da Devil's Hour, altra serie prodotta da Moffat ma su Prime Video. A differenza di quest'ultima però, non ci troviamo di fronte ad un thriller con risvolti soprannaturali ma ad una commedia brillante mascherata da dramma, che nelle sue sole 4 puntate ci regala una serie di bizzarre situazioni, di riflessioni sulla natura umana e ci mostra che spesso non siamo semplicemente buoni o cattivi ma solo persone in balia del caso.

domenica 13 novembre 2022

Devil's Hour - Miniserie (2022)


Nel folclore anglosassone il periodo che va dalle 3 alle 4 del mattino è definito "Ora del Diavolo" (o Delle Streghe). Un'ora nella quale, si narra, gli eventi soprannaturali sono al loro massimo potere e si può assistere all'apparizione di demoni e fantasmi. Il nome deriva dall'inversione dell'ora nella quale si suppone sia morto Gesù: le 15. Uno strano miscuglio tra concetti religiosi (nel 1500 la chiesa proibiva qualsiasi attivitá tra le 3 e le 4), credenze popolari e misticismo che è entrato anche nel linguaggio colloquiale. Da questo spunto di partenza nasce questa omonima miniserie uscita su Prime Video. La protagonista, infatti, per una strana ragione si risveglia ogni notte (e puntualmente dopo aver fatto strani incubi) alle 3:33. Prime avvisaglie di insanitá mentale (sua madre e schizofrenica)? Perchè suo figlio si comporta in maniera diversa da tutti gli altri? Perchè sembra che sia a conoscenza di cose che non dovrebbe conoscere o che dovrebbero ancora accadere? Chi si cela dietro l'escalation di omicidi che stanno avvenendo in cittá e perchè Lucy (questo il nome della protagonista) sembra essere al corrente di dettagli ed eventi mai rivelati nelle indagini o ignorati perfino dagli investigatori?

martedì 25 ottobre 2022

The Watcher - Miniserie (2022)


Netflix sembra aver trovato in Ryan Murphy una specie di Gallina dalle uova d'oro. Vero che l'accordo di esclusiva pluriennale con il regista di Indianapolis è costato non certo una bazzecola (si dice si aggiri attorno ai 300 milioni di dollari) ma sembra aver dato nel corso del tempo i suoi frutti. Dopo alcuni "assaggini" è solo qualche settimana fa che arriva il vero exploit, quel Dhamer (la serie TV) capace di catalizzare il dibattito sulle serie TV in un momento nel quale due mostri sacri come House Of The Dragon e Gli Anelli Del Potere facevano la voce grossa. E invece zitto zitto il semi-biopic sul "mostro di Milwaukee" non solo si inseriva inaspettatamente come terzo incomodo ma cominciava a spopolare tanto da diventare la serie TV più vista in assoluto del colosso streaming dopo Stranger Things. Un vero (controverso) successo, che da solo ha contribuito a riportare sotto i riflettori una piattaforma che ultimamente non se la passa benissimo da punto di vista degli introiti. Nemmeno si spegne l'eco di quella serie che a stretto giro di posta arrivano prima un adattamento di un racconto di Stephen King, Mr Harrigan's Phone, prodotta anch'essa da Ryan Murphy, e pochi giorni dopo un'altra serie a firma Murphy: The Watcher. Ben 3 prodotti col suo zampino in meno di un mese. Non si può dire che non si tratti di uno stakanovista. Oltre alla prolificitá però una delle sue caratteristiche è sempre stata la poliedricitá. Nel corso del tempo infatti è passato con nonchalance da prodotti come Glee ad altri come American Horror Story. I tre prodotti sopra citati non fanno eccezione, pur rientrando tutti più o meno nel filone allargato del thriller.
The Watcher però è una serie davvero atipica e oseremmo dire perfino bizzarra. Si può considerare un thriller solo a tratti e sembra flirtare pure con l'horror, ma non lasciatevi ingannare.

mercoledì 5 ottobre 2022

Dhamer: Mostro - La storia di Jeffrey Dhamer - Miniserie (2022)


Prima che diventasse eccessivamente inflazionata e priva della potenza delle prime stagioni, American Horror Story fu, a suo modo, una delle serie TV più interessanti e ingegnose. Anche perchè portava sugli schermi televisivi un genere, l'horror, che all'epoca era ancora poco presente sul piccolo schermo e che (assieme a quel The Walking Dead arrivato solo qualche mese prima) contribuì a sdoganare.
Il suo formato da serie antologica gli permise di affrontare nel corso delle stagioni tanto tipi diversi di orrore, dalle semi-leggende metropolitane ad eventi invece molto più reali e agghiaccianti, spesso aventi ad oggetto degli efferati assassini. Quei serial killer che su Netflix hanno spesso trovato spazio attraverso le tantissime docu-serie o telefilm rilasciate dal colosso di streaming. Ci si chiedeva quindi perchè i due percorsi non si fossero ancora incontrati.
Dhamer: Mostro - La storia di Jeffrey Dhamer (o più semplicemente Dhamer) non è una nuova serie di American Horror Story e allo stesso tempo lo è: non ne ha il nome ma ne contiene l'essenza iniziale, la "cattiveria", la sovversivitá, la capacitá di sconvolgere e scioccare, di far discutere e innescare polemiche (la storia del "mostro di Milwaukee" è piuttosto nota ma mai ci è stata raccontata così profondamente dal suo punto di vista, con una tale capacitá di immersione nella sua psiche).

venerdì 30 settembre 2022

Cyberpunk Edgerunners - miniserie (2022)


Cyberpunk 2077, come noto, si è rivelato un flop clamoroso. Tantopiù clamoroso perchè CD Projekt era stata forse l'unica casa produttrice di videogames a contrastare, con The Witcher 3, l'egemonia di Rockstar nelle produzioni di più grande portata. Un mondo dove altrimenti le grosse produzioni si affidavano a modelli ormai obsoleti e ripetitivi (i numerosi cloni di Assassin 's Creed: tante cose da fare ma in modo estremamente ripetitivo e meccanico) o a mondi giganteschi e sterminati ma piagati da una miriade di bug e problemi tecnici che spesso compromettevano l'esperienza (i vari Fallout o Skyrim di Bethesda). The Witcher 3 invece rappresentava un connubio perfetto tra qualitá e quantità che solo in GTA e Red Dead Redemption erano stati raggiunti, anche se all'interno di un genere videoludico differente.
Cyberpunk 2077 doveva rappresentare insomma solo la consacrazione definitiva ( i DLC di The Witcher 3, lunghissimi e riuscitissimi non lasciavano dubbi: CD Projekt era una sicurezza) e invece...
Tra errori strategici (annunciare un gioco per le morenti generazioni di console quando era evidente che non potesse girarci), tecnici, comunicativi, la shitstorm ha di fatto distrutto tutta la credibilitá della casa produttrice polacca costruita in anni di duro lavoro. E nemmeno 2 anni di costanti patch, pezze, annunci hanno risolto del tutto la situazione. Un peccato, un grandissimo peccato perchè quel mondo, quegli scenari, quello stile avrebbero meritato sorte migliore. Ce lo conferma questo anime, Cyberpunk Edgegunners, ambientato proprio in quell'universo e quella cittá (Night City), che ha contribuito tantissimo a far recuperare a molti il videogame e a ridargli nuova visibilitá.

venerdì 23 settembre 2022

Narcosantos - Miniserie (2022)


Netflix crede fortemente nelle produzioni coreane, questo non è un mistero, tanto che nel corso degli ultimi anni da quelle zone sono arrivati cult come Squid Game oltre che film dall'inaspettato successo. Era solo questione di tempo prima che cominciassero spuntare pure i primi remake in salsa "k" (ed è in fondo anche una piccola rivincita dopo i saccheggi massicci ad opera di statunitensi ed europei delle opere orientali più famose): pensiamo ad esempio a serie come La Casa di Carta - Corea". E poi arriva questo Narcosantos. Giá dal nome potete immaginare da dove derivi l'ispirazione (anche se poi la serie in originale si chiama semplicemente Suriname, luogo dove sono ambientate la vicende, ma poco cambia). Ma qui oltre alla parola Narcos abbiamo quel "Santos" che ci suggerisce qualcos'altro, qualcosa di molto meno materiale. D'altronde, citando una celebre frase di Karl Marx, la religione non è forse l'oppio dei popoli? Perchè quindi non unire le due cose?

giovedì 14 aprile 2022

True Story - serie TV (2021)


Recensendo Clickbait avevamo parlato di come le fake news, il passaparola sul web, la voglia di facili clic portino spesso a rovinare la vita delle persone. E una volta che finisci dentro il tritacarne dei social o in quello mediatico la tua vita può diventare un vero inferno soprattutto se sei un personaggio pubblico e il tuo mestiere si basa proprio su quello: la fidelizzazione e il rapporto con le persone. Ne sa qualcosa Will Smith, ma prima di lui ci sono passati anche altri personaggi pubblici colpevoli di aver commesso degli errori o aver detto cose discutibili. Per dirne due a caso potremmo citare Kevin Hart o Wesley Snipes, due attori che per motivi diversi si sono ritrovati nell'occhio del ciclone (il primo tra l'altro anche lui con qualche ripercussione a tema Oscar). E proprio loro due sono i protagonisti della miniserie True Story. No, se ve lo state chiedendo non si tratta di una storia vera come il titolo lascerebbe intendere (ma non è casuale ovviamente) e nemmeno di una storia sui due attori di colore in questione. Però allo stesso tempo si può dire che è una storia "verosimile" e che ha dei punti di contatto con quanto detto sopra.

venerdì 8 aprile 2022

Clickbait - serie TV (2021)


Clickbait è forse una delle parole più associabili all'epoca nella quale viviamo. Un'epoca nella quale spesso è più importante porre l'attenzione su un determinato argomento piuttosto che raccontarlo in modo veritiero, nella quale tutti viviamo due vite (una nel web e una reale) spesso diversissime tra di loro. Conta l'apparenza, quello che gli altri percepiscono, più che quello che realmente è. E' così che funziona oggi il mondo e bisogna prendere atto, ma spesso questo meccanismo produce mostri, causa conseguenze molto più gravi di una semplice falsa convinzione, facilmente sbugiardabile. Il personaggio che ci siamo costruiti nel web finisce per distruggere ciò che siamo in realtá.

mercoledì 16 febbraio 2022

L'uomo delle castagne - serie TV (2021)


The Killing mi era piaciuto. Molto. Mai visto l'originale ma il remake in salsa USA l'ho sempre trovato un prodotto decismente riuscito. Bellissime atmosfere, trama intrigante, recitazione di gran livello, è questo in fondo che serve ad un thriller per funzionare.
L'uomo delle castagne, così come The Killing (l'originale danese) è anch'esso opera di Soren Sveistrup ed è anch'esso costruito sulle stesse fondamenta alla base del genere. C'è la scomparsa di una ragazzina, c'è il serial killer misterioso, c'è l'atmosfera nordica, fredda climaticamente ed emotivamente parlando, ci sono le false piste, i misteri, i segreti...
Insomma nulla di nuovo? Quasi. Qua ci sono (come da titolo) le castagne.


"Anche le castagne nel loro piccolo si incazzano"


"L'uomo delle castagne" che da il titolo alla serie è una classica filastrocca danese per bambini ma in questo caso è anche un assassino che, vicino ai corpi mutilati delle sue vittime, si diverte a posizionare piccoli omini costruiti proprio con castagne intagliate. Questi omini però cominciano a comparire pure sulle scene di omicidi e crimini che non dovrebbero aver nulla in comune, alcuni avvenuti anche a distanza di anni. Cosa c'è sotto? In che modo le cose sono collegate? Perché proprio le castagne?
E' quello che dovranno scoprire i due detective assegnati al caso, Thulip ed Hess, i classici opposti che si scontrano, prima, per poi diventare invece molto affiatati.
A differenza dei due protagonisti di The Killing in questo caso però i due, pur arrivando alla fine a trovare un punto di contatto, non hanno lo stesso feeling, o almeno la breve durata della serie (solo 6 puntate) non permette grandi concessioni da quel punto di vista. Anche le vite passate dei due, piene di scheletri nell'armadio, appaiono soltanto sfiorate, accennate, il breve tempo a disposizione permette soltanto di concentrarsi sul caso in se è sul killer di cui sopra.


"Avete trovato un sacco di castagne vicino al carretto di uno che vende caldarroste? La cosa è molto sospetta"


A causa di quanto detto, va da sé che le atmosfere si mantengano per tutto il corso delle sei puntate costantemente cupe, tese, quasi esclusivamente incentrate sulle indagini, prive di momenti più distensivi. Il ritmo allo stesso modo è lento, ma per fortuna non ci si annoia mai grazie alla capacità di imbastire una trama sempre interessante e abbastanza imprevedibile (come un buon giallo che si rispetti il colpevole è individuabile fin dall'inizio ma non ci vengono dati abbastanza elementi necessari per arrivarci). Senza rivelare dettagli sulla trama basti dire che non ci troviamo di fronte ad un qualcosa di sconvolgente o ad un telefilm che fa dei colpi di scena continui la sua cifra stilistica ma ogni rivelazione è sempre centellinata e costruita pezzo dopo pezzo come tessere di un puzzle. Scordatevi insomma le decine di false piste o i cliffhanger clamorosi a fine puntata da telefilm americano, la risoluzione del caso qui è frutto di un flusso costante di rivelazioni che rende le cose sempre più chiare.

A contribuire alla riuscita poi della serie abbiamo anche una fotografia di sicuro effetto e una regia che fa ampio uso di sfocature per sottolineare dettagli importanti del caso. Le ambientazioni nordiche poi da sempre si sposano bene con questo tipo di vicende con risvolti drammatici e psicologici e anche in questo frangente non si fa eccezione.


"Ecco, qui, ferma l'immagine, l'ho trovato finalmente: mi sembra di vedere una castagna proprio su questo castagno"


Certo se cercate l'originalità non è esattamente qui che dovrete attingere, L'uomo delle castagne è un thriller classico che più classico non si può, di quelli da vedere ben consapevoli di tutti quelli che sono gli stilemi del genere, comprese alcune forzature che rendono il serial killer spesso quasi un supereroe al contrario, capace di sfuggire a situazioni senza vie d'uscita grazie ad alcuni deus ex machina. Nulla che dia fastidio eccessivo comunque.
Se invece siete alla ricerca di una buona trama, un mistero da dipanare e dal quale lasciarsi avvincere, come se si stesse leggendo un romanzo giallo mentre si sorseggia una bevanda calda, è sicuramente una buona scelta.

PRO

- Belle atmosfere tipiche da giallo nordico
- Trama interessante
- L'idea degli omini di castagne è intrigante

CONTRO

- Thriller molto classico, forse troppo
- In sole 6 puntate c'è poco margine per caratterizzare meglio i protagonisti
- Alcuni deus ex machina nella puntata finale.

Voto 7,5

giovedì 25 marzo 2021

Your Honor - serie TV (2020/21)


Saranno pure passati quasi 8 anni, ma ogni volta che vedi Bryan Cranston in un film o in una serie televisiva non puoi fare a meno di associarlo a quel Walter White che rese indimenticabile Breaking Bad. Non solo per lo status di cult in sé ma proprio per la capacità di Cranston di entrare nel personaggio, di appropriarsi di quelle caratteristiche fisiche e personali scolpite a fuoco nell'immaginario collettivo. Insomma il buon Bryan anche a distanza di anni continua ad avere quella la classica faccia da mentitore, da raggiratore, da uomo ordinario e apparentemente onesto che, a causa degli eventi finisce per diventare un criminale doppiogiochista. Eh, guarda un po, é sostanzialmente quello che fa anche in questa serie TV, Your Honor. 

lunedì 22 febbraio 2021

The Undoing - serie TV (2020)


Avete presente quegli studenti, bravi ma svogliati, che si accontentano di portare a casa la pagnotta, di andare sul sicuro, piuttosto che cercare di stupire o di distinguersi dalla massa? Quelli che "ma chi me lo fa fare", che poi va a finire che la professoressa non capisce la troppa originalità e mi appioppa un brutto voto. Quelli che "sono bravo ma mi applico il giusto", senza strafare. I tipi che ti scrivono il compitino e sai che potevano fare di piú ma proprio non avevano voglia di sbattersi piú di tanto. Ecco, in buona sostanza quello studente tipo é "The Undoing" applocato alle serie TV. Ha tutte le cose al posto giusto, laccate, perfettine, ma che se ci pensi a mente fredda ti chiedi "si, va bene, é allora? Tutto qua?". Non si poteva tirare fuori qualcosa di meglio? Si, ma non c'avevamo voglia.

domenica 2 febbraio 2020

MR ROBOT - quarta e ultima stagione (2019)

Lo avevamo detto fin dalla recensione della prima stagione: "Mr Robot è (potenzialmente) molto più' di quello che il suo battage pubblicitario (che spesso sfocia nel marketing virale) ci mostra". Difatti il primo ciclo di puntate ci avevano fatto presagire fosse una serie tv "piaciona" su una serie di hacker infallibili e ribelli, capaci di mettere il mondo sotto scacco, che si affidava a qualche citazione d'effetto ("Fight Club" e "Ritorno Al Futuro", tra i tanti) e qualche colpo di scena che facesse sensazione. Aggiungiamoci una generale accusa alle multinazionali veicolata attraverso qualche "complottismo" facilmente assimilabile dalla massa e il gioco era fatto. Ma questa era solo la superficie, il cavallo di "trojan" utilizzato per arrivare a più persone possibili prima di mostrare la sua faccia più originale e riuscita.

C'era molto di più