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mercoledì 18 marzo 2026

Young Sherlock - serie TV (2026)


Sono tante le versioni del personaggio creato da Arthur Conan Doyle che abbiamo visto sul grande e piccolo schermo. Tra le più note sicuramente ci sono i due film con protagonista Robert Downey Jr., firmate Guy Ritchie. A distanza di quasi 20 anni Il regista britannico torna a rileggere a modo suo le avventure del famoso investigatore, ma stavolta lo fa con una serie televisiva, che non ha punti di contatto con le precedenti opere cinematografiche.
Innanzitutto Young Sherlock (come lascia intuire il titolo) è un prequel, quindi Holmes è ancora un giovane studente che si ritrova, (apparentemente) per caso, invischiato in un complotto.
Pur mostrando già le sue innate capacitá deduttive, mostra comunque ancora una certa ingenuità e scarsa dimestichezza in certe situazioni, cosa che forse farà storcere il naso a qualcuno. Ma tutto sommato può anche starci.
Ciò che però colpisce maggiormente di questa serie è lo stile, tipicamente alla Guy Ritchie, qui ancora più veloce, diretto rispetto ai film. Si potrebbe definire uno Sherlock Holmes molto "rock", sia per la colonna sonora decisamente anacronistica ma perfettamente coerente con lo stile di cui sopra (Black Sabbath, Kasabian tra i tanti), sia per l'evolversi delle vicende. C'è molto più spazio per le sparatorie, gli inseguimenti, i colpi di scena che per le indagini vere e proprie, che saranno comunque molto presenti, come era ovvio che fosse. Il montaggio è quasi sempre molto serrato ed ogni puntata aggiunge qualche nuova variante che rende la serie adatta ad un pubblico molto variegato, anche chi cerca un qualcosa di immediato e divertente.

venerdì 5 aprile 2024

A Murder At The End Of The World - Miniserie (2023)

Un omicidio alla fine del mondo. Giá nel titolo è racchiusa in buona parte la sintesi concettuale di questa serie disponibile su Disney Plus. Tralasciando il fatto che l'omicidio di fatto non è uno solo (anche se uno è sicuramente il più importante per le vicende della protagonista) è quel "alla fine del mondo" che riassume al meglio il succo del plot. Fine intesa innanzitutto come mera definizione geografica: la fine del mondo, ovvero in capo al mondo. In Islanda per la precisione. In un lussuoso complesso immerso nella neve e isolato da tutto, nel quale un noto miliardario ha invitato 9 persone (esperte in campi disparati) ad un misterioso meeting. Di cosa si occuperanno? Anche se ci si arriva dopo un po' di tempo è chiaro fin dalla prima puntata che il tema è proprio quello della fine del mondo appunto. Fine stavolta intesa letteralmente, nel senso di apocalisse, estinzione di massa. A causa di cosa? Beh, c'è l'imbarazzo della scelta: riscaldamento globale, virus, guerre mondiali...Come impedire che ciò possa accadere? Che la razza umana si estingua? Ideando e sviluppando assieme dei progetti innovativi, tanto i fondi non sono un problema. Ma prima di impedire l'estinzione globale bisognerebbe innanzitutto impedire la loro di estinzione, nel senso che misteriosamente i partecipanti al meeting cominciano a morire. Ammazzati. Da chi? Forse l'avere tra gli invitati una scrittrice di libri True Crime (in teoria fuori posti in una situazione del genere) non è esattamente una coincidenza, anche perchè a morire per primo è proprio l'ex ragazzo della giovane scrittrice, che da anni non era più in contatto con lei.

mercoledì 18 ottobre 2023

Only Murders In The Building - st 1-3 (2021/2023)


La crisi dei servizi di streaming ha portato negli ultimi mesi non solo ad un aumento massiccio e generalizzato del costo degli abbonamenti ma anche alla chiusura anticipata, sempre più frequente, di serie TV anche acclamate dalla critica e di buon riscontro tra il pubblico. Sembrano lontani i tempi nei quali i vari Netflix, Prime Video ecc. costituivano un porto sicuro, dove il tuo abbonamento ti avrebbe tenuto al sicuro da cancellazioni improvvise o bizze da TV generalista. Non è più così ormai e perfino una Apple TV+ bisognosa di risalto cancella uno dei suoi prodotti di punta, così, di punto in bianco. Mi riferisco ad Afterparty, che sebbene fosse impostata come una serie antologica aveva ancora molto da dire. La sua rilettura del giallo classico e il suo giocare con i generi rappresentava di sicuro una delle operazioni più riuscite degli ultimi anni in questo campo. Non la sola. Si, perchè nel frattempo altrove (su Disney plus) una serie con parecchi tratti in comune con Afterparty veniva invece rinnovata per una quarta stagione: Only Murders in The Building.

sabato 9 settembre 2023

The Afterparty - seconda stagione (2023)


Se una formula è vincente, ha poco senso cambiarla. Questo avranno pensato Christopher Miller e Phil Lord dovendo ideare la seconda stagione di The Afterparty. Perchè se l'impalcatura era costituita dal classico Cluedo e affini, un "invito a cena con delitto" virato in chiave farsesca, stava poi nel modo in cui erano costruite le varie puntate a decretare la riuscita di una stagione davvero sfiziosa e particolare: ogni puntata era infatti dedicata ad un sospettato (che raccontava l'accaduto dal suo personalissimo punto di vista) e si rivelava una parodia di un genere cinematografico: il cartone animato, il musical, l'action e vari altri. Tante piccole serie in una insomma, tanti personaggi folli, tanti colpi di scena e tante risate. 

Nella seconda stagione accade in pratica quasi la stessa cosa, se non altro a livello di struttura. Sebbene infatti il delitto e il contesto siano totalmente differenti (qui un matrimonio, in luogo di una festa nella villa di un riccone) permangono alcuni personaggi (Aniq, Zoe e la Detective Danner, qui riproposti come trio che deve sbrogliare la matassa) e soprattutto la struttura degli episodi: ancora una volta tanti piccoli quadretti che si divertono a citare i vari classici del cinema (e non) del passato (dal thriller hitchcockiano, all'horror, al film d'epoca in costume, alla telenovelas o ancora la commedia romantica). Stavolta però abbiamo anche piccole incursioni in frangenti più moderni: una puntata ad esempio rilegge l'accaduto dal punto di vista di un tiktoker.

sabato 11 marzo 2023

The Afterparty - serie TV (2022)


Il giallo è tra i generi letterari/cinematografici più classici. Il cosiddetto whodunit ne è l'espressione più tradizionale: c'è un gruppo di persone riunite in una stanza/casa/villa nella quale avviene un delitto, un crimine che un investigatore sará chiamato a risolvere sulla base di indizi apparentemente esili o fuorvianti. Nel corso degli anni questo genere ci è stato raccontato sotto varie sfaccettature e ideando numerose varianti. Tra i più recenti esperimenti risultano particolarmente riusciti i due Knives Out, capaci di mescolare classico e moderno, ringiovanendo il genere grazie a massicce dosi di critica sociale sul mondo attuale. E' su questa falsariga che Phil Lord e Chris Miller hanno creato The Afterparty, serie televisiva uscita su Apple TV + che, oltre ad un approccio più leggero e comico, presenta una interessante e piuttosto originale variante: ogni puntata è in pratica un genere diverso.


"Mi si nota di più se non vengo alla festa o se vengo e me ne sto in disparte? Anzi no, ho trovato: vengo nudo"


Se analizziamo le premesse non potremmo trovarci di fronte a premesse meno originali. Alcuni ex studenti si ritrovano per la classica rimpatriata scolastica nella lussuosa villa di uno di loro, Xavier, interpretato da Dave Franco. E' il classico ricco sbruffone, che si da moltissime arie e che ha fatto fortuna con prodotti discutibili: qualche film per famiglie stupidissimo, alcuni pezzi musicali fatti di nulla pompato dall'auto-tune...Il tipo di personaggio che è facile odiare e infatti non lo sopporta nessuno tra i suoi ex compagni di classe. E guarda un po', mentre tutti sono alla festa Xavier viene ucciso. Chi è stato? Who has done It? 

Sebbene tutti i personaggi siano ben caratterizzati e a loro modo simpatici e le puntate siano godibilissime, la vera marcia in più di questo prodotto rispetto a tanti altri appartenenti al genere però è il modo col quale ci vengono proposti questi personaggi. Ognuno di loro ha ovviamente una sua versione dei fatti e quando verrá interrogato (uno a puntata) cercherà di fornire una spiegazione il più aderente possibile alla sua personalitá. Talmente personale che la puntata stessa ne assumerà le caratteristiche e si trasformerà in un genere diverso. C'è allora il marito geloso (Will) che avrebbe potuto uccidere Xavier spinto dalla rabbia e quindi la puntata dedicata alla sua deposizione è una action/comedy. Oppure L'ex collega della vecchia band (che non ha sfondato a differenza di Xavier e prova rancore nei suoi confronti) che infarcisce il suo racconto di incursioni musicali trasformando la puntata in un musical. Il ragazzo timido (Aniq) che non ha mai confessato il suo amore per la ragazza che gli piaceva al liceo e cerca una seconda opportunità? Per lui abbiamo la commedia romantica. Ma c'è spazio per incursioni nella commedia scolastica, i cartoni animati, il poliziesco...Una trovata interessante, che si rivela florida di opportunità e di invenzioni capaci di dare spessore ad ogni personaggio. 


"E' un pezzo di sceneggiatura e si legge il nome del colpevole"


Ogni possibile indiziato (e non solo) ci parla quindi della stessa serata o del suo passato ed i motivi che lo hanno spinto ad essere lì sotto un punto di vista diverso (anche nello stile, come detto). Queste versioni finiranno per congiungersi alle altre, sovrapponendosi a volte,  fornendo ad ogni puntata nuove rivelazioni importanti per la risoluzione del delitto. Soluzione che in fondo non sará poi così sconvolgente o imprevedibile, ma che risulta ben contestualizzata, soprattutto grazie alla grande attenzione agli indizi disseminati nel corso degli episodi e alla maestria nella caratterizzazione dei personaggi, alcuni particolarmente indovinati (Walt ad esempio).


"Benoit Blanc scansati"


The Afterparty insomma è un bel prodotto "di genere". Non rivoluziona o sconvolge nella trama, ma trae la sua forza da una serie di protagonisti sfaccettati e divertentissimi e da una struttura che, grazie al suo mutare continuamente stile e giocare con i generi, riesce ad evadere più che discretamente una certa ripetitività delle situazioni. 8 puntate da mezz'ora circa che filano via lisce lisce, regalando risate e divertimento, per un giallo efficace pur nella sua prevedibilità. 

PRO

- Ogni puntata è un genere diverso affrontato sempre comunque con spirito comedy
- I personaggi sono ben caratterizzati e alcuni sono spassosissimi
- La parte gialla non è originalissima ma crea curiositá

CONTRO

- Rispetto a Knives Out è più leggera e meno "cattiva"
- La risoluzione del caso non è così originale o imprevedibile
- Un paio di personaggi totalmente relegati sullo sfondo e "dimenticati"

Voto 8-

domenica 5 febbraio 2023

Caleidoscopio - Miniserie (2023)


Quello che rende un film o una serie TV memorabili quasi sempre non è ciò di cui ci parlano, ma il modo nel quale lo fanno. E' ormai quasi impossibile infatti trovare qualcosa che non sia mai stato raccontato, la bravura sta nel saperlo raccontare, inventandosi uno stile o un modo originale per concatenare gli eventi. Tutto deve combaciare ed essere importante, come tessere di un puzzle: inutili se prese singolarmente ma ognuna è essenziale per dipingere un unico quadro generale. E se invece partissimo dall'approccio opposto? Immaginate ad esempio un caleidoscopio: formato da pezzi di vetro o plastica di diversa forma e dimensione, che in base al modo nel quale vengono ruotati formano figure e immagini sempre diverse. 
E' questo il concetto che ruota (è proprio la parola giusta) attorno a questa serie TV, che di caleidoscopico non ha solo il titolo ma anche il metodo di fruizione che offre allo spettatore.
L'idea è semplice: perchè non far decidere allo spettatore l'ordine in cui guardare le puntate di una serie TV? Sará quest'ultimo quindi, a seconda di come sceglierá di disporre i vari pezzi, ad ottenere la sua immagine, il suo telefilm personalizzato, il suo personale Caleidoscopio.

In teoria quindi potreste partire dall'ultima puntata e procedere a ritroso verso la prima, come se giocaste a costruire un personale Memento, oppure potreste guardare gli episodi così come sono giá disposti (non in ordine cronologico), o magari potreste optare per un approccio classico, decidendo quindi un andamento consequenziale dei fatti. Vi piacciono i flashback e i flashforward selvaggi? E' una possibilitá. Volete partire dagli estremi della storia per poi giungere al centro? Siete liberi di farlo.
Potete insomma sbizzarrirvi con la vostra creativitá.


Ci si potrá fidare di loro?


Non è un caso che gli episodi non abbiano una vera numerazione o un titolo a se stante ma si caratterizzino invece per essere associati ad un diverso colore. Giá, come se fossero tinte di una tinozza alle quali attingere per dipingere il proprio quadro personale. 
La stessa Netflix ci ha giocato su, pubblicando sul suo Twitter ufficiale varie possibili opzioni di visione, che fanno virare la serie TV verso un approccio ora tarantiniano, ora da classica detective story o ancora alla Orange Is the new black. Ma naturalmente non sono le uniche opzioni possibili.

Il risvolto negativo? Per poter funzionare in ogni caso (qualunque sia la vostra scelta dell'ordine col quale vedere le puntate) la trama deve essere piuttosto semplice, priva di grandissimi colpi di scena o di trovate eccessivamente ad effetto. I singoli episodi devono poter raccontare un momento specifico, un particolare punto di vista, senza andare troppo oltre se stessi. Ecco quindi la trovata della rapina, che è uno dei canovacci più classici che si possano raccontare al cinema o in tv, diviso sostanzialmente in momenti ben definiti ed identificabili: la banda che si forma, la pianificazione del colpo, il colpo, le conseguenze post-rapina. Tutto qui. Il grosso lo fanno le interpretazioni degli attori (molto bravi e capeggiati dal sempre eccellente Giancarlo Esposito).


E' la vecchiaia, ho problemi di memoria, non ricordo in quale puntata siamo: lo abbiamo giá fatto il colpo?


L'operazione risulta quindi meno "interattiva" e impattante rispetto allo speciale di Black Mirror: Bandersnatch. In quel caso lo spettatore, attraverso il telecomando, sceglieva direttamente in che direzione far procedere gli eventi, manipolarli (anche se superficialmente), pasticciando con la trama a suo piacimento (come le vecchie storie a bivi su Topolino). Qui di fatto l'utente è comunque passivo rispetto alla visione: è vero che deciderá a suo piacimento l'ordine col quale muovere i pezzi, ma l'immagine che verrá fuori alla fine sará indipendente dalla sua volontá. Potrá decidere quali momenti esaltare o mettere in primo piano ma la storia avrá sempre e comunque le stesse conseguenze e lo stesso quadro generale. 


"Sta per arrivare l'FBI, abbiamo circa 30 secondi prima di essere circondati, c'è tempo, raccontami della tua infanzia, delle tue paure e delle tue fragilità"


Caleidoscopio si pone insomma un obiettivo: essere fruibile indipendentemente dalla scelta del singolo utente, essere apprezzabile e coerente a prescindere dall'ordine col quale far scorrere le puntate. Vuole offrire una forma di visione originale e sfiziosa, sopra ogni altra ambizione. Ma e' come se si preoccupasse più di funzionare a livello concettuale piuttosto che dal punto di vista contenutistico. 
Si può quindi dire che sostanzialmente riesce nell'intento che si prefigge. Basta questo però a renderlo un ottimo telefilm in quanto tale? La risposta è ardua. Dipende dalla sensibilitá di ognuno di noi, dalla capacitá di farsi avvincere dal meccanismo senza lasciarsi trascinare eccessivamente dalle proprie attese (avete scelto un ordine troppo pazzerello? Non lamentatevi se avete scoperto dopo 1 o 2 sole puntate come va a finire la storia, visto che come detto non ci troviamo di fronte ad una trama chissá quanto articolata). Caleidoscopio è insomma esattamente ciò che il titolo lascia presupporre: un meccanismo che dipinge scenari, non un dipinto ricco di sfumature.

PRO

- Idea di partenza sfiziosa e originale
- Buon cast capeggiato dal sempre bravo Giancarlo Esposito
- I singoli episodi raccontano solo una piccola parte di un quadro generale ma funzionano molto bene.

CONTRO

- Può fare storcere il naso a chi apprezza serie più lineari
- La trama di fondo è molto semplice e senza grossi guizzi.
- In questo caso il tutto non è più della somma delle singole parti 

Voto 7+

mercoledì 18 gennaio 2023

The Staircase - Miniserie (2022)


Uno dei detti più famosi recita che "le bugie hanno le gambe corte", a simboleggiare che le menzogne hanno vita breve, vengono presto a galla, sono spesso subito smascherate. In realtà ci sono bugie che raccontiamo agli altri o a noi stessi che percorrono un sentiero molto più lungo e duraturo, che si legano ad altre bugie formando un castello di carte sempre più precario, come gradini di una scala che diventa sempre più ripida e lunga, ma noi continuiamo ad aggiungere gradini su gradini per mesi, anni, decenni. Poi uno giorno all'improvviso basta un piccolo passo falso, uno scalino malmesso e ci ci ritroviamo sull'orlo di una rovinosa caduta . E mentre siamo lì che stiamo cadendo nel vuoto in un istante proviamo a riflettere sul percorso che questo nostro mentire a causato, tanto da non riuscire quasi più a distinguere quale fosse in fondo davvero la veritá originaria.
E' su questa riflessione che è costruita questa serie con protagonisti Colin Firth e Toni Collette.

sabato 3 dicembre 2022

Mercoledì - serie TV - (2022)


Anche Tim Burton alla fine è approdato sui lidi della serialità televisiva. Lo ha fatto naturalmente con i suoi modi, i suoi tempi (era da un po' che non si faceva rivedere), il suo stile. Quale miglior "battesimo" poi di un progetto sulla "Famiglia Addams"?
La strana e scombinata famiglia creata nel 1938 da Charles Addams possiede infatti tutte le caratteristiche affini alla cinematografia di Burton, anche se veicolate da uno stile meno serioso e molto più vicino alla commedia surreale. Era necessaria quindi qualche correzione, qualche cambiamento, che potesse portare ad una trama dal lungo respiro e che risultasse godibile per i fruitori di Netflix.
Mercoledì, come da titolo, è incentrata quasi totalmente sulla figlia di Gomez e Morticia e nelle sue 8 puntate si diverte a citare, rimescolare, in certi casi a stravolgere una storia giá nota e trasposta molte altre volte in precedenza sullo schermo. E funziona, al netto di qualche sbavatura. 

lunedì 19 ottobre 2020

Perry Mason - serie TV (2020)


"Me lo ricordavo diverso". Questa é probabilmente la prima frase che vi sarà venuta in mente dopo aver visto la prima puntata di Parry Mason. Eh si, perché siamo un po' tutti cresciuti con l'immagine dell'avvocato interpretato dall'implacabile Raymond Burr. Pur se non avete seguito quel telefilm avete però sicuramente ben in mente le caratteristiche dello stesso: arguto, perspicace, con una morale molto rigida (accetta solo clienti innocenti) e capace di arrivare sempre e comunque alla soluzione del caso, assistito dalla fida segretaria (Della Street) e dall'investigatore privato Paul Drake. 

venerdì 16 febbraio 2018

Broadchurch - Terza stagione (2017)

Broadchurch, terza stagione, ovvero "certe serie televisive bisogna chiuderle dopo la prima stagione" parte 2. Cosi' si puo' riassumere in poche parole l'ultima stagione di Broadchurch. Si, perchè la seconda serie di episodi fu quanto di più sbagliato si potesse scegliere di fare per tradire lo spirito della prima: zero empatia con i personaggi, genere totalmente stravolto (un legal drama all'acqua di rose, scontato e privo di spunti se non l'irritazione), zero mistero, scarsa caratterizzazione di alcuni personaggi principali a scapito di altri che invece ormai conoscevamo alla perfezione. Non contenti gli autori se ne sono usciti anche con una terza che...non è proprio una ciofeca. Per fortuna si sceglie di riprendere lo spirito della prima stagione (un crimine da risolvere e le ripercussioni sui cittadini di quest'ultimo), un approccio quindi molto più classico, pur scegliendo di affrontare un nuovo "caso", un po' come accadde per la terza stagione di The Killing. A differenza di quest'ultimo però la terza stagione di Broadchurch mantiene anche un forte legame con personaggi ed eventi delle passate stagioni e non è purtroppo sempre un bene. E' infatti il ripetere certe situazioni e stati d'animo ancora e ancora senza avere realmente nulla da dire che ha portato la seconda stagione prima ad impantanarsi e poi a prendere una strada del tutto deleteria e priva di spunti interessanti. In questo caso si opta un approccio più "sobrio" ma comunque alcuni momenti che vorrebbero essere emozionanti appaiono forzati, non aiutati anche da dialoghi non particolarmente brillanti

sabato 21 gennaio 2017

Broadchurch - Prima stagione [Serie Tv 2013]

Broadchurch è una specie di The Killing inglese. Questa in buona sostanza potrebbe essere la stringatissima recensione di questa serie tv recuperata un po' per caso da Netflix. Sì, le atmosfere piovose e fredde, l'omicidio di un ragazzino e lo strano mistero che lo avvolge, i due detective (un uomo e una donna) diversissimi e che non si sopportano (ma che impareranno a fidarsi l'uno dell'altra)... Gli ingredienti ci sono tutti, c'è però una sostanziale differenza: Broadchurch è inglese fino al midollo.

martedì 21 luglio 2015

SIGNORI IL DELITTO E' SERVITO (Clue) - Jonathan Lynn (1985) [Summer 80]

USA 1985
Il delitto è servito, il titolo italiano invece non penso proprio che sia servito a far capire da dove nasce questo film. Il titolo originale è infatti Clue, il nome assunto in nordamerica dal noto gioco da tavolo Cluedo. Si, questo film può essere considerato uno dei primi adattamenti cinematografici (ben prima del discutibile Battleship) di un "board game".

Come noto lo scopo di una partita è quello di trasformarci in provetti detective e capire chi si è macchiato di un omicidio tra i misteriori invitati ad una cena, individuare l'arma e la stanza del misfatto.

giovedì 26 febbraio 2015

GONE GIRL (L'amore bugiardo) - David Fincher [Recuperafilm]

USA 2014
Avete presente quando scherzando tra amici si dice: "E così domani ti sposi? Allora ti vuoi proprio inguaiare!". Ebbene, le solite tribolazioni della vita di coppia nulla sono, in confronto a quello che deve passare Ben Affleck in questo film. Una pellicola dal solito titolozzo italiano (L'amore bugiardo) che sembra messo lì a caso ma che stavolta si rivela addirittura un mezzo spoiler, laddove invece il titolo originale mantiene il segreto per tutta la prima parte.

mercoledì 14 gennaio 2015

The Killing - Stagione 4 (epilogo) [Serie TV 2014]

"Ogni persona quando muore è sola" diceva Donnie Darko nell'omonimo film. Ecco, un telefilm come The killing fatto di stagioni controverse, diverse, con trame multisfaccettate trova i suoi punti cardine nel raccontare la morte e la solitudine.

Nato come un clone più dark e meno folle di Twin Peaks (con tanto di slogan quasi plagiato: "Chi ha ucciso Rosie Larsen") ha saputo mutare sostanzialmente pelle e prendere una sua strada, paradossalmente proprio quando ne era stata annunciata la chiusura. Si, perchè è stato cancellato e "recuperato" ben 2 volte ed entrambe le volte si è ripresentato più maturo e con una sua precisa identità.

giovedì 24 luglio 2014

The Mentalist – Stagione 6 [Serie TV 2014]

The Mentalist in buona sostanza è sempre stato un telefilm di intrattenimento, una specie di Colombo aggiornato ai nostri tempi ma che oltre al carisma del protagonista aveva un tratto distintivo molto particolare: John Il Rosso.

Di fatto si parlava di un procedurale che però nell'arco delle sue 20/22 puntate dedicava circa 1/3 del tempo alla figura del killer dalla misteriosa identità, genio del male, oltre che assassino della famiglia del protagonista, Patrick Jane.

giovedì 30 gennaio 2014

The Killing - Stagione 3 [serie TV 2013]

thInauguriamo con questo post una nuova rubrica dedicata alle serie tv che abbiamo avuto modo di vedere di recente, analizzandole non per singolo episodio ma per stagione. Partiamo con la terza stagione di the Killing.

The killing è una serie americana ispirata a un telefilm danese, Forbrydelsen, dal quale però si stacca scegliendo di fatto una propria strada. Gli eventi della prima stagione ruotano attorno all'omicidio di una giovane ragazza e sulle indagini di una coppia di detective (Linden e Holder) che finiscono per imbattersi in qualcosa che è molto di più di un semplice omicidio ma che invece ha radici molto più profonde.