mercoledì 14 gennaio 2015

The Killing - Stagione 4 (epilogo) [Serie TV 2014]

"Ogni persona quando muore è sola" diceva Donnie Darko nell'omonimo film. Ecco, un telefilm come The killing fatto di stagioni controverse, diverse, con trame multisfaccettate trova i suoi punti cardine nel raccontare la morte e la solitudine.

Nato come un clone più dark e meno folle di Twin Peaks (con tanto di slogan quasi plagiato: "Chi ha ucciso Rosie Larsen") ha saputo mutare sostanzialmente pelle e prendere una sua strada, paradossalmente proprio quando ne era stata annunciata la chiusura. Si, perchè è stato cancellato e "recuperato" ben 2 volte ed entrambe le volte si è ripresentato più maturo e con una sua precisa identità.

Nel corso delle stagioni si sono succeduti killer e vittime, tutti diversi tra loro (dalla ragazza che scappa di casa, alle ragazzine di strada, alla famiglia benestante dell'ultima serie) ma alla fine il tutto è ruotato sempre attorno ai due protagonisti: così diversi, con personalità inizialmente completamente diverse eppure così simili, due persone sole alla ricerca di verità, giustizia ma soprattutto di qualcuno di cui fidarsi.

In una Seattle piovosa, marcia, corrotta, nessuno è innocente, ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio, nessuno ha veramente intenzione di fare qualcosa di concreto. Linden e Holder non sono poi tanto diversi: hanno mille problemi, anche loro non sono dei santarellini eppure sono forse gli unici due a cercare veramente un po' di giustizia, a non arrendersi ad una città ed un mondo che fa di tutto per divorare anche loro e alla fine ci riesce quasi del tutto.

Sia Linden che Holder sostanzialmente non riescono a connettersi con il mondo ed i suoi ritmi, si sentono estranei, non riescono a fidarsi di nessuno, non riescono a mantenere un contatto con nessuno, perennemente alla ricerca di un posto e una persona che li faccia sentire a casa e in pace con se stessi. Alla fine la soluzione è lì a portata di mano, sono proprio loro stessi: semplicemente uno può fidarsi solo dell'altra e viceversa, la casa non è un posto fisico ma una consuetudine e il ricordo di momenti passati assieme.

La serie è "brava" a non calcare troppo la mano (un'altra probabilmente ci avrebbe spinti verso l'ennesima storia d'amore strappalacrime con annessi e connessi) e a far restare il rapporto tra i due protagonisti piuttosto sfumato e in questo sta probabilmente una delle particolarità che mantiene fino alla fine.

Il resto rimane sullo sfondo: il caso di stagione è interessante e a tratti ben congeniato, ma il numero ridotto delle puntate e una risoluzione non efficacissima (ma questo è uno dei difetti congeniti della serie: ottime caratterizzazioni e atmosfera, trama gialla non perfetta) fanno si se alla fine l'interesse si sposti quasi tutto sulle vicende dei due protagonisti ormai braccati.

Il finale è solo apparentemente consolatorio, anzi mette ancora di più in luce (con un ritorno a sorpresa dalle precedenti stagioni) come il tutto si riduca all'interesse personale, non c'è altro in The Killing, per un bene superiore tutto è concesso, e allora in questo contesto, anche se Linden e Holder hanno fatto cose di cui nessuno andrebbe fiero e che gli rimarranno per sempre sulla coscienza, anche noi alla fine possiamo fidarci solo di loro.

CURIOSITA': la puntata finale vede una firma prestigiosa alle regia, è infatti diretta dal premio oscar Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti)

PRO

- Le vicende di Linden e Holder arrivano a conclusione e il finale è ben congeniato
- L'atmosfera dark della serie rimane intatta nonostante gli spiragli di luce
- In sole 6 puntate probabilmente è difficile fare di meglio

CONTRO

- Caso stagionale interessante ma alla fine non del tutto convincente
- Alcuni personaggi (anche per via del poco tempo a disposizione) vengono un po' dimenticati
- La serie finisce qui.


Voto alla stagione 8+
Voto alla serie 8

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