13) Insomnia (2002)
Forse il film più "autoriale" della sua filmografia, assieme a Memento. L'esordio del regista inglese risente ancora dell'influenza di altri pesi massimi, soprattutto David Lynch, richiamato anche dalla scelta di girare in un efficace bianco e nero (che lo rende a pieno titolo un noir). Ancora un po' grezzo, ma possiede già tutte le caratteristiche che faranno la fortuna di Nolan: la narrazione non lineare, il ribaltamento della prospettiva, il tempo, l'illusione. Following è un film da fare vedere a chi considera Nolan solo un regista commerciale, da blockbuster. In realtà in futuro troverà solo il modo di veicolare le sue ossessioni in maniera più facilmente assorbibile da un pubblico più vasto, anche dai meno esigenti.
Il terzo film della trilogia batmaniana è un film di tutto rispetto. Tuttavia soffre di una certa stanchezza. Sia il villain (Bane) che la trama sono meno affascinanti e pirotecniche. Non tutti i personaggi sono "indovinati" (una Catwoman non all'altezza delle aspettative) e il finale, che riprende a modo suo quelli "ambigui" e "aperti" di Prestige ed Inception, è meno riuscito, anche a causa della natura del protagonista. Non mancano però sequenze affascinanti, colpi di scena efficacissimi che si ricollegano agli eventi del primo film, come a chiudere un cerchio e diverse riflessioni sulla natura del protagonista, sul concetto di giustizia e su chi sia davvero un eroe. Nolan chiude con Batman in grande stile, ma consapevole che probabilmente il meglio lo aveva già dato e non avrebbe potuto spingersi oltre.
Non sono un grande fan dei film di guerra. Nolan però riesce ad approcciarsi al genere in modo personalissimo. La storia è ancora una volta stratificata, come sua consuetudine, anche se stavolta è molto più semplice nella sua struttura. In questo caso le vicende ci vengono mostrate da 3 diversi punti di vista, che costituiscono anche 3 diversi archi temporali e 3 ambientazioni differenti: da terra, dall'aria e dal mare. Ognuno di questi ha una durata differente: il primo è quello che si svolge in un arco di tempo maggiore (una settimana), il secondo si svolge in un giorno e il terzo in un ora. Questi 3 punti di vista si intersecano tra loro.
Nonostante si tratti di un film a tema mitologico (quindi di genere "fantasy" per certi versi) è quello più vicino come concezione al film precedente di Nolan, Oppenheimer, che invece per certi versi era quello più "lineare" e realistico. Se infatti andiamo al succo della vicenda ci accorgiamo di come in entrambi i casi i film parlino di una figura carismatica, ambigua, che incarna in un certo senso sia l'eroe che il villain della storia. Personaggi ossessionati da un ideale, che però si accorgono di essere anche coloro che commettono un atto destinato a cambiare per sempre il mondo e a distruggere concettualmente quello precedente.
Una specie di "prova generale" di Inception, al quale è inferiore per l'assenza della stessa grandiosità a livello visivo e per qualche ingenuità di trama che affiora qua e lá.




















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