Ciancio alle bande, via con la classifica.
13) Insomnia (2002)
Nolan in quegli anni è semplicemente un regista di thriller e questo è un film "di genere", quello probabilmente meno personale (è un remake di un film norvegese), per quanto lo stile del regista non sia del tutto irriconoscibile. Anche in questo caso concetti come il falso ricordo, l'autoinganno, il senso del dovere, sono il fulcro centrale della vicenda. Ma pur regalando comunque il suo classico taglio autoriale alle vicende, ci troviamo di fronte ad un semplice (bel) thriller, che ha il suo meglio soprattutto nell'interpretazione dei due pesi massimi protagonisti: Al Pacino e Robin Williams. Fosse un film di un altro regista sarebbe un mezzo capolavoro, ma all'interno della sua filmografia viene sempre relegato tra i film "minori".
12) Following (1998)
Forse il film più "autoriale" della sua filmografia, assieme a Memento. L'esordio del regista inglese risente ancora dell'influenza di altri pesi massimi, soprattutto David Lynch, richiamato anche dalla scelta di girare in un efficace bianco e nero (che lo rende a pieno titolo un noir). Ancora un po' grezzo, ma possiede già tutte le caratteristiche che faranno la fortuna di Nolan: la narrazione non lineare, il ribaltamento della prospettiva, il tempo, l'illusione. Following è un film da fare vedere a chi considera Nolan solo un regista commerciale, da blockbuster. In realtà in futuro troverà solo il modo di veicolare le sue ossessioni in maniera più facilmente assorbibile da un pubblico più vasto, anche dai meno esigenti.
11) Il cavaliere oscuro - Il ritorno (2012)
Il terzo film della trilogia batmaniana è un film di tutto rispetto. Tuttavia soffre di una certa stanchezza. Sia il villain (Bane) che la trama sono meno affascinanti e pirotecniche. Non tutti i personaggi sono "indovinati" (una Catwoman non all'altezza delle aspettative) e il finale, che riprende a modo suo quelli "ambigui" e "aperti" di Prestige ed Inception, è meno riuscito, anche a causa della natura del protagonista. Non mancano però sequenze affascinanti, colpi di scena efficacissimi che si ricollegano agli eventi del primo film, come a chiudere un cerchio e diverse riflessioni sulla natura del protagonista, sul concetto di giustizia e su chi sia davvero un eroe. Nolan chiude con Batman in grande stile, ma consapevole che probabilmente il meglio lo aveva già dato e non avrebbe potuto spingersi oltre.
10) Dunkirk (2017)
Non sono un grande fan dei film di guerra. Nolan però riesce ad approcciarsi al genere in modo personalissimo. La storia è ancora una volta stratificata, come sua consuetudine, anche se stavolta è molto più semplice nella sua struttura. In questo caso le vicende ci vengono mostrate da 3 diversi punti di vista, che costituiscono anche 3 diversi archi temporali e 3 ambientazioni differenti: da terra, dall'aria e dal mare. Ognuno di questi ha una durata differente: il primo è quello che si svolge in un arco di tempo maggiore (una settimana), il secondo si svolge in un giorno e il terzo in un ora. Questi 3 punti di vista si intersecano tra loro.
La spettacolarità e la struttura ne fanno quindi un film pienamente suo insomma, anche se resta comunque un film d'azione e dalla trama molto "semplice" (i dialoghi sono ridotti al minimo: forse si tratta del suo film dove si parla di meno in assoluto).
9) Odissea (2026)
Nonostante si tratti di un film a tema mitologico (quindi di genere "fantasy" per certi versi) è quello più vicino come concezione al film precedente di Nolan, Oppenheimer, che invece per certi versi era quello più "lineare" e realistico. Se infatti andiamo al succo della vicenda ci accorgiamo di come in entrambi i casi i film parlino di una figura carismatica, ambigua, che incarna in un certo senso sia l'eroe che il villain della storia. Personaggi ossessionati da un ideale, che però si accorgono di essere anche coloro che commettono un atto destinato a cambiare per sempre il mondo e a distruggere concettualmente quello precedente.
Odissea è un film imponente, magniloquente, eppure per certi versi "misurato" (la scelta di Nolan di non mostrare mai davvero gli Dei, o l'uso ridotto al minimo della CGI). Il consueto montaggio particolare soffre però di qualche eccessivo taglio, alcune scene appaiono troppo poco contestualizzate e non tutto sembra a fuoco. Per alcuni inoltre il film sarebbe una eccessiva "americanizzazione" del mito greco. Nolan se ne frega e tira dritto ("basato su...") e ci regala la sua visione, la sua Odissea (fare una versione in scala 1:1 di un'opera del genere non solo era impossibile tecnicamente ma era da folli anche strategicamente), il suo punto di vista su una figura così complessa e piena di sfaccettature. Certe abitudini (come non associare alla vicenda del Cavallo di Troia gli orrori del colonialismo?) non muoiono mai.
8) The Prestige (2006)
Una specie di "prova generale" di Inception, al quale è inferiore per l'assenza della stessa grandiosità a livello visivo e per qualche ingenuità di trama che affiora qua e lá.
Ci troviamo comunque di fronte ad un grandissimo film, al primo vero film del "nuovo Nolan": quello che cerca di mantenere intatte le sue caratteristiche distintive ma che già comincia ad avere molto credito presso il grande pubblico e si rivolge giá alla massa.
Una pellicola costruita con cura, che svela le sue ambizioni poco alla volta, che stupisce per buona parte della sua durata con trucchi ad effetto che "spiegherà" appieno soltanto nel finale. No, neppure in quel momento lo farà del tutto: come un bravo mago la rivelazione dell'"inganno" condurrà ad un ennesimo dubbio, esemplificato dal finale ambiguo e giá sulla falsariga di quello iconico della trottola di Inception.






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