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domenica 26 luglio 2026

Tutti film di Christopher Nolan dal peggiore al migliore - seconda parte (dal settimo primo posto


7) Batman Begins (2005)


Il primo capitolo della trilogia dedicata al "cavaliere oscuro" è una origin story che già mostra la voglia del regista di "personalizzare" i classici (gli spunti iniziali sono Batman: Anno Uno e Batman: il lungo halloween). Tra lampi di genio e libertà creative (all'epoca però la scure dei "puristi" si abbattè con meno ferocia, sia perchè erano altri tempi e internet non era quella di adesso, sia perchè Nolan non aveva ancora raggiunto lo status che avrà in seguito). Il regista comincia da qui la sua destrutturazione della figura dell' "eroe", che proseguirà anche in futuro in molte altre pellicole. Un film di supereroi lontanissimo da quelli visti in precedenza, dal taglio molto più "realistico" e poco fumettistico. Qualche ingenuità qua e là è presente, ma sarà poi limata alla grande nel seguito. 

giovedì 23 luglio 2026

Tutti film di Christopher Nolan dal peggiore al migliore - prima parte (dal tredicesimo all'ottavo posto)

In occasione dell'uscita del suo ultimo film (Odissea) ripercorriamo la filmografia del regista inglese dalla pellicola peggiore a quella migliore. Diciamo subito che il titolo può essere un può fuorviante. Questa è una classifica fatta da un fan di Nolan: non ci sono suoi film "brutti" per me, anche nelle sue opere meno riuscite ho sempre trovato spunti notevoli o momenti esaltanti che mi hanno entusiasmato. Va da sé quindi se chi tratta di una classifica assolutamente soggettiva (c'è qualche classifica che non lo è?). Parliamo certamente del classico regista che si ama o sì odia, io appartengo alla prima categoria, pur essendo consapevole dei suoi difetti (una certa "freddezza", personaggi femminili non sempre in primo piano e valorizzati...), difetti che tra l'altro condivide col mio scrittore preferito (Philip Dick), ma riesce ampiamente a superare con dei pregi altrettanto evidenti che ne hanno fatto uno dei registi più importanti e riconoscibili degli ultimi 20 anni. 

venerdì 17 luglio 2026

Odissea - Christopher Nolan

Ogni passo percorso da Nolan ha portato a questo. In ogni suo film c’è un Ulisse, con nomi diversi, che scappa dai propri errori e vuole tornare a casa. In fondo, errare in latino significa letteralmente vagare senza una meta e solo successivamente ha assunto anche l’accezione figurata di abbandono della retta via. E se errare human est, Nolan ha scelto di perseverare su questo tema.

Da Leonard Shelby che viaggia a ritroso alla riconquista della memoria perduta a Dominic Cobb che fugge dai propri sogni per approdare alle asciutte terre della veglia. Dall'odissea spaziale di Cooper al Cavallo di Troia che Oppenheimer "dona" all'umanità; contro l'umanità stessa. In tutti questi uomini c'è Ulisse, così eroico e così errante; in entrambe le accezioni della parola. 

mercoledì 30 agosto 2023

Oppenheimer - Christopher Nolan (2023) - distruggere mondi a colpi di cinema


Se c'è un regista che più di ogni altro negli ultimi anni è riuscito a coniugare cinema "alto" con le esigenze di botteghino è Christopher Nolan. Forse per questo non è stato mai davvero capito dalle frange più estreme dei due schieramenti. Per i fan del cinema "colto" il regista inglese utilizza troppi "spiegoni", scene ad effetto, "irruenza sonora" che sottolinea costantemente i momenti clou, per coloro che invece dal cinema cercano solo disimpegno puro, beh, non è difficile capire perchè non lo gradiscano. 
La sua forza sta invece proprio nell'unire due anime, due mondi profondamente distinti, che mai come nei suoi film riescono a trovare un contenitore che li amplifichi entrambi e crei una miscela esplosiva. Si potrebbe dire che quindi Oppenheimer, in un certo senso, simboleggia perfettamente il modo di fare cinema da parte di Nolan. Un cinema ambiguo, ambivalente, proprio come l'uomo che stava dietro il famigerato progetto Manhattan.

giovedì 27 agosto 2020

TENET - Christopher Nolan

S A T O R
A R E P O
T E N E T
O P E R A
R O T A S



26 Agosto 2020, torna il cinema nelle sale dopo il Lockdown pandemico ed esce TENET di Christopher Nolan: una data storica per un'uscita emblemantica. Mentre sei lì seduto e ci pensi, ti accorgi di essere già in uno di quei futuri da film di fantascienza. Uno strano interscambio tra finzione e realtà si sussegue. Noi con la mascherina in sala, loro con la "mascherina" sullo schermo. Per non parlare del brusio che si alza nel buio quando per vie traverse si usa la parola "lockdown" durante il film.

giovedì 7 settembre 2017

DUNKIRK - Christopher Nolan

Che sia in mare o che sia nel sogno di un sogno, che sia nello spazio profondo o nei labirinti di una mente che dimentica o che non riesce a dormire, nella fantascienza come nello storico, a Gotham come a Dunkirk… Nolan resta Nolan. Il suo tratto è inconfondibile. Un moderno Omero e le sue infinite odissee di uomini, e di musiche ossessive, incalzanti ed opprimenti che ti tengono incollato allo schermo.

Nolan gira un film storico!? La prima reazione che ho provato, venendolo a sapere, è stata un lieve sentimento di scetticismo. Talmente lieve da non poter essere neppure definito come "scetticismo", quanto più un sentimento di sorpresa nei confronti dell'inedita veste in cui il regista avrebbe sfilato, legata ad un genere che non mi ha mai completamente e totalmente appassionato: il film di guerra. Ma, come qualcuno disse, il cambiamento è un'opportunità. L'opportunità di vedere uno dei miei registi preferiti cimentarsi con qualcosa di nuovo e poterlo così leggere tra le righe di qualcosa di diverso.

Vero, Dunkirk è un film storico e di guerra, ma non è lo "sbarco in Normandia"... Non è la storia di un impresa epica o eroica, di quelle restate nei libri di scuola o impresse sulle pellicole hollywoodiane. Dunkirk è invece la storia di una battaglia persa e finita in un assedio, e del salvataggio che si tentò di organizzare sulle sponde della Francia settentrionale. Ambientata del periodo più oscuro della Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania nazista, dopo aver conquistato la Francia, sembrava ormai inarrestabile e vicina a muovere guerra alla Gran Bretagna.

Il patriottismo di Nolan si limita (oltre al suo essere cittadino britannico) a descrivere fatti storici crudi, scevri di ogni narrazione che non siano limitati alle didascalie iniziali e scarni di dialoghi. Persino nei suoi "soli" 107 minuti il buon Christopher ha voluto tenersi lontano dagli standard di un Colossal di genere. L'impresa epica è la sopravvivenza dei 330.000 soldati britannici in terra di Francia, l'atto eroico è il salvataggio "improvvisato" messo su dall'Inghilterra di Churchill, con imbarcazioni civili requisite e mandate a recuperare le truppe sopravvissute e stremate dall'assedio, perché si doveva preservare il resto dell'artiglieria pesante per l'imminente difesa della patria. Un "cast corale" senza protagonisti principali né protagonismi attoriali. Nessun "soldato Ryan" da salvare. Nessuna retorica storica.

Didascalie che entrano in scena all'inizio del film e che ben presentano i tre veri protagonisti del film, assieme ai quattro interpreti e i tre archi temporali (reali) in cui la storia si sviluppa. Note in sovrimpressione che vi consiglio di non ignorare se non volete rimanere intrappolati nelle solite ragnatele nolaniane della trama. Dai, però stavolta ce l'ha fatta facile, qualcuno direbbe "ci ha fatto il disegnino", ci sono:

I. Il molo: le cui vicende avvengono nell'arco temporale di una settimana
II. Il mare: in cui si dipanano nell'arco di un giorno
III. Il cielo: che si concludono nel giro temporale (effettivo) di un ora

Perciò se notate salti e incongruenze riprendete tra le mani questo schema. Terra, Acqua, Aria, Tempo... solo io ci vedo una connessione con Interstellar?

Ora... se qualcuno ha letto con particolare attenzione, io ho parlato di quattro interpreti. Oltre il molo, il mare e il cielo abbiamo l'antagonista principale della storia che è la guerra (o se preferite, per chiudere il ciclo degli elementi, il fuoco). Un nemico che non è un uomo ma che è una creatura vivente. Mai nessun tedesco viene inquadrato, né nessuna intercettazione radio ne viene divulgata dal regista. La guerra è un mostro astratto il cui corpo alato è quello degli aerei tedeschi. I cui artigli sono le bombe che cadono dal cielo o le pallottole che inseguono e stanano i soldati in fuga. Il cui verso è il sibilare dei siluri, l'esplosione degli ordigni e il boom supersonico dei Caccia. L'uomo al suo cospetto è solo un piccolo insetto che fugge e spesso viene schiacciato.

Solo Nolan poteva parlarci così della guerra. Solo lui poteva prendere una sceneggiatura come questa e trasformarla in un'opera d'arte. Forse nessun altro ci sarebbe riuscito senza risultare banale e piatto. L'importanza della colonna sonora dei suoi film e dato dal fatto che questa è davvero una colonna portante del film stesso. Il suo ossessivo incedere ti ipnotizza e ti trasporta al suo interno mesmerizzandoti. Tu diventi un altro protagonista della storia, non solo un osservatore passivo. Lo spettro delle emozioni che provi ricopre un arco completo che va dalla paura alla commozione.

Insomma, cambiando l'ordine dei generi il prodotto non cambia. Nolan resta Nolan e i suoi film sono sempre un'opera d'arte.

giovedì 13 novembre 2014

INTERSTELLAR - Christopher Nolan

La sera in cui il lander Philae della sonda spaziale Rosetta atterra sulla cometa 67P, corro al cinema a vedere l'ultimo film di uno dei miei registi preferiti, quale data più simbolica di questa?

Terra, futuro prossimo. Il pianeta è afflitto da una piaga che distrugge i raccolti. Il clima è un susseguirsi di tempeste di sabbia che risparmiano solo il granturco e in giro non c'è alcuna presenza animale. Di conseguenza l'unico mestiere utile alla causa è quello dell'agricoltore. Per reclutarne in massa abbiamo dovuto rivedere le nostre priorità edicative e formative, polarizzando il sentimento popolare verso il complottismo classico, per poter così far uso massiccio di revisionismo storico indotto. In questo contesto si inserisce l'ex astronauta Cooper (riadattato ad agricoltore) e sua Figlia Marph: Grazie ad alcun anomalie gravitazionali scoprono che la NASA non è affatto stata smantellata ma che in realtà è più che attiva nel trovare un rimedio alla situazione.

martedì 11 settembre 2012

IL CAVALIERE OSCURO, IL RITORNO (Dark Knight Rises) – Christopher Nolan

The last Temptation of Batman… o piuttosto Fuga da Gotham, lo si potrebbe parafrasare vedendolo. La trilogia che Nolan ci lascia di questo vecchio supereroe è davvero inedita, umana e oscura come non mai. Così come Scorsese ridisegnava il Cristo nella sua veste più umana, qui Nolan ci parla di un uomo travagliato, catapultato in una storia forse più grande di lui. Un supereroe stanco che rifiuta di accollarsi questo enorme fardello e quasi vorrebbe “scendere da quella croce” che la città gli ha inchiodato addosso. Una citta corrotta (parafrasi del mondo) che l’ha prima acclamato e poi scacciato come l’ultimo dei criminali. Ma nessuno fugge a cotale destino e la sfida che lo attende (la sua ultima tentazione) sarà davvero ardua. Un nemico più forte, un corpo più debole, non risulta un eresia paragonare i due film, anche solo dal punto di vista puramente concettuale. Quel Bane scelto come “ultimo” ostacolo forse non è puramente un fattore tecnico. Non ha certo il carisma e il fascino di Joker, che lo impegnava più mentalmente e psicologicamente, ma rappresenta per lui una sfida fisica imponente, ma le prove che dovrà affrontare nel “rialzarsi” (The Dark Knight Rises, appunto) sono tutte basate sul corpo più che sull’anima.

Accade così che spinto dalla sua coscienza a scendere in campo, proprio come il famoso Snake Plissken debba lottare contro il tempo in una Gotham che nelle immagini si trasforma palesemente in quella New York, con tanto di identico skyline, scelta non affatto casuale per Nolan, che a questo tipo di citazioni ci ha già abituati in precedenza. Qui anche i fan di Carpenter potranno apprezzare la sottile linea che separa il bene dal male, quella linea che lo stesso Batman cerca di tenere ben visibile agli occhi di chi guarda.

Pochi fronzoli ma effetti speciali inseriti in modo davvero oculato, perchè in fondo si tratta pur sempre di un film “su Batman” (ecco la parola) più che un film “di Batman”. Che indaga l’animo del supereroe ma che non snatura la storia del personaggio, lasciando intatto lo spettacolo delle acrobazie del Batwing e adornando le scene con effetti speciali che resteranno comunque spettacolari ed epocali. In perfetto stile Nolan dunque, che pur facendo film con effetti speciali mastodontici rimane, ormai, uno dei pochi oppositori del 3D. Molti saranno quelli che invano cercheranno la versione con gli occhialini strabici… Non su un film di Nolan!

Un film che rispolvera anche la reputazione di catwoman che tanto in basso era stata portata con quell’orrendo spin off flop.

Il regista però è stato chiaro, questo è il suo ultimo film di (o su) batman, che se la sbrighino i produttori a trovare un regista che possa riportarlo sul grande schermo! Se proprio devono. D’altronde solo lo spoiler del film richiederebbe un articolo a parte e questo ci fa capire quanto ancora una volta Christopher Nolan abbia compiuto l’ennesimo capolavoro. Proprio come la trottola di Inception, il suo finale lascerà i forum pieni di dibattiti e questo terrà in vita il film anche dopo i titoli di coda. E se 20 anni fa Max Pezzali cantava….

giovedì 30 settembre 2010

INCEPTION – Christopher Nolan

livello 1: Se una pellicola è in grado di appassionarti, di appagare sia l'occhio che la mente, di essere allo stesso tempo fruibile da tutti e intrigante "a più livelli" ha centrato pienamente l'obiettivo.
livello 2: Se un film riesce ad essere ambiguo, sempre sul filo dell'incomprensibile, ma a mantenere perfettamente ciò che promette, se mantiene una sua coerenza anche nell'inspiegabile, allora è un film perfettamente riuscito.
livello 3: Se anche i possibili buchi di sceneggiatura si trasformano invece in volute allusioni del regista in una o in un'altra direzione, siamo di fronte al capolavoro.

L'ennesima fatica di Christopher Nolan (Il Cavaliere Oscuro, Memento) gioca con le sfumature tra la realtà e il sogno, cosa non nuova nel cinema, ma lo fa con un'eleganza e un'ispirazione che ormai sono il suo marchio di fabbrica. Come al solito il regista ama giocare con lo spettatore, rendendolo simile al protagonista dei suoi film, inserendolo in un contesto nel quale anche lui si troverà spaesato e privo di certezze. "Io so cos'è reale" ripete il protagonista, ma se anche quell'unica certezza non fosse tale?
La struttura "a livelli" del film permette di strutturare il tutto su più piani, ognuno dei quali è in congiunzione con l'altro e permette andando a ritroso di ritrovare la giusta via. Se però i livelli sono troppi riusciremo a trovare il bandolo della matassa? Ecco quindi che il regista inserisce un personaggio e decide di chiamarlo Arianna: un allusione neanche troppo velata alla mitologia greca.

A volerci trovare rimandi, citazioni e motivi di discussione si potrebbe andare avanti per mesi, ed è proprio questa la forza del film: anche dopo la visione mille domande e mille dubbi ci assaliranno, ma il film è già perfettamente coerente, anche senza ulteriori possibili "spiegazioni". Non ci vuole insomma un tutorial che aiuti a entrarci e nemmeno la lettura delle infinite interpretazioni che ne seguiranno.
Il film insomma è perfetto proprio per questa sua dualità, per questo suo perfetto equilibrio (la trottola) che riesce a mantenere fino alla fine, fino all'ultimo fotogramma.

E se alla fine del film stranamente vi tornerà alla mente Blade Runner, non siete pazzi, e non state sognando. O forse si ?

Voto 9+