Mai come in questo film la domanda è una sola, un interrogativo che rischia persino di oscurare qualsiasi altro intento (narrativo o artistico) dello stesso. La prima cosa che ti chiedi prima di andare al cinema e anche dopo essere uscito dalla sala. Forse l'unico scopo per il quale molti andranno a vederlo. Ma... alla fine... riuscirà Di Caprio a prendere 'sto benedetto Oscar o no?
Un mondo in cui la benzina è il bene più prezioso? Visto i prezzi di oggi direi che ci stiamo arrivando...
Trent'anni dopo il terzo capitolo, George Miller riporta nelle sale la sua creatura: Mad Max, il cult movie anni ottanta che ha ridisegnato il genere. Presentato come "rivisitazione" della trilogia dallo stesso regista (il che lascia aperte le porte all'ipotesi e alla speranza che si tratti di un sequel e dell'inizio di una nuova saga) con Tom Hardy nel ruolo che fu di Mel Gibson. Mad Max è un film stillato dagli anni 80. Come una vecchia Pontiac rimasta in un garage per tutti questi anni e poi rimessa in strada... o meglio, fuori strada.
Primo appuntamento con "l'altra faccia di", rubrica che riprende in chiave scherzosa alcuni dei film recensiti su questo blog.
Oggi è la volta di Locke, di Steven Knight
"Odio mio padre che non ho mai conosciuto, i Locke non hanno mai combinato nulla di buono, ma redimerò il mio nome"
"Aspetta e spera"
"In questo film devo recitare per un ora chiuso in una macchina come un deficiente"
Riprendiamo la rubrica del recuperafilm con questo film inglese (come si intuisce della locandina) uscito nell'aprile dello scorso anno...
Ivan Locke è un responsabile edile che ha vissuto la sua vita all'insegna serietà dello stacanovismo lavorativo. Il classico uomo-lavoro che ama ciò che fa e cerca di non trascurare la famiglia. I pranzi le cene e la partita della sua squadra del cuore. Un giorno però riceve la notizia che sarebbe divenuto di nuovo padre, ma a dargliela non è sua moglie. E' stata solo la scappatella di una trasferta di lavoro, ma Ivan, a sua volta abbandonato da piccolo dal padre, decide di assumersi le sue responsabilità e di dare il nome al bambino. Così molla tutto e parte per Londra per assistere al parto, in un viaggio che rischia di essere di sola andata.
The last Temptation of Batman… o piuttosto Fuga da Gotham, lo si potrebbe parafrasare vedendolo. La trilogia che Nolan ci lascia di questo vecchio supereroe è davvero inedita, umana e oscura come non mai. Così come Scorsese ridisegnava il Cristo nella sua veste più umana, qui Nolan ci parla di un uomo travagliato, catapultato in una storia forse più grande di lui. Un supereroe stanco che rifiuta di accollarsi questo enorme fardello e quasi vorrebbe “scendere da quella croce” che la città gli ha inchiodato addosso. Una citta corrotta (parafrasi del mondo) che l’ha prima acclamato e poi scacciato come l’ultimo dei criminali. Ma nessuno fugge a cotale destino e la sfida che lo attende (la sua ultima tentazione) sarà davvero ardua. Un nemico più forte, un corpo più debole, non risulta un eresia paragonare i due film, anche solo dal punto di vista puramente concettuale. Quel Bane scelto come “ultimo” ostacolo forse non è puramente un fattore tecnico. Non ha certo il carisma e il fascino di Joker, che lo impegnava più mentalmente e psicologicamente, ma rappresenta per lui una sfida fisica imponente, ma le prove che dovrà affrontare nel “rialzarsi” (The Dark Knight Rises, appunto) sono tutte basate sul corpo più che sull’anima.
Accade così che spinto dalla sua coscienza a scendere in campo, proprio come il famoso Snake Plissken debba lottare contro il tempo in una Gotham che nelle immagini si trasforma palesemente in quella New York, con tanto di identico skyline, scelta non affatto casuale per Nolan, che a questo tipo di citazioni ci ha già abituati in precedenza. Qui anche i fan di Carpenter potranno apprezzare la sottile linea che separa il bene dal male, quella linea che lo stesso Batman cerca di tenere ben visibile agli occhi di chi guarda.
Pochi fronzoli ma effetti speciali inseriti in modo davvero oculato, perchè in fondo si tratta pur sempre di un film “su Batman” (ecco la parola) più che un film “di Batman”. Che indaga l’animo del supereroe ma che non snatura la storia del personaggio, lasciando intatto lo spettacolo delle acrobazie del Batwing e adornando le scene con effetti speciali che resteranno comunque spettacolari ed epocali. In perfetto stile Nolan dunque, che pur facendo film con effetti speciali mastodontici rimane, ormai, uno dei pochi oppositori del 3D. Molti saranno quelli che invano cercheranno la versione con gli occhialini strabici… Non su un film di Nolan!
Un film che rispolvera anche la reputazione di catwoman che tanto in basso era stata portata con quell’orrendo spin off flop.
Il regista però è stato chiaro, questo è il suo ultimo film di (o su) batman, che se la sbrighino i produttori a trovare un regista che possa riportarlo sul grande schermo! Se proprio devono. D’altronde solo lo spoiler del film richiederebbe un articolo a parte e questo ci fa capire quanto ancora una volta Christopher Nolan abbia compiuto l’ennesimo capolavoro. Proprio come la trottola di Inception, il suo finale lascerà i forum pieni di dibattiti e questo terrà in vita il film anche dopo i titoli di coda. E se 20 anni fa Max Pezzali cantava….