domenica 26 luglio 2026

Tutti film di Christopher Nolan dal peggiore al migliore - seconda parte (dal settimo primo posto


7) Batman Begins (2005)


Il primo capitolo della trilogia dedicata al "cavaliere oscuro" è una origin story che già mostra la voglia del regista di "personalizzare" i classici (gli spunti iniziali sono Batman: Anno Uno e Batman: il lungo halloween). Tra lampi di genio e libertà creative (all'epoca però la scure dei "puristi" si abbattè con meno ferocia, sia perchè erano altri tempi e internet non era quella di adesso, sia perchè Nolan non aveva ancora raggiunto lo status che avrà in seguito). Il regista comincia da qui la sua destrutturazione della figura dell' "eroe", che proseguirà anche in futuro in molte altre pellicole. Un film di supereroi lontanissimo da quelli visti in precedenza, dal taglio molto più "realistico" e poco fumettistico. Qualche ingenuità qua e là è presente, ma sarà poi limata alla grande nel seguito. 



6) Tenet (2020)


In un certo senso Nolan prova a rifare Memento 20 anni dopo (senza l'aiuto del fratello), non riuscendoci del tutto. Come in quel caso qui tutto è al servizio dell'idea che sta alla base del montaggio. Il film è basato sui viaggi nel tempo, ma ideati in maniera particolarissima: non sarà la persona a "viaggiare" ma il tempo a procedere a ritroso. Su questa idea di base (complicatissima da ideare "cinematograficamente" ma anche da approcciare per lo spettatore, che invece in Memento dopo un po' entrava nel meccanismo e ci sguazzava) Nolan dirige un film di spionaggio dove nulla è come sembra. I colpi di scena sono numerosi, così come le trovate ad effetto (il rosso e il blu ad indicare il procedere del flusso temporale o le parole del quadrato di Sator che tornano varie volte durante la visione). Alla fine, a differenza del film girato 20 anni prima, si ha la sensazione che non tutto quadri al 100% ma si viene comunque invasi da questa situazione di meraviglia, di spaesamento, di sorpresa. Non dimentichiamoci che (lo si ami o lo si odi) Tenet è il primo vero blockbuster uscito in piena pandemia. In un certo senso fu il film incaricato di testare se ci fosse ancora un mercato per un certo tipo di cinema. Sebbene gli incassi furono inferiori ad altri film di Nolan (per motivi comprensibili), i buoni risultati e il coinvolgimento del pubblico furono tali che riuscì di fatto a dimostrare che in un certo senso c'era ancora un futuro possibile. 
Scusate se e poco.



5) Oppenheimer (2023)


Il film più recente (fino a qualche giorno fa) della filmografia di Nolan è quello dove il regista riesce ad affrontare ancora più compiutamente tutte le sfaccettature dell'animo umano per mezzo di un personaggio emblematico (dopo Batman). Oppenheimer è un eroe, un visionario, un uomo che ha fallito, un vincente, un personaggio ambiguo e sfuggente, un villain, una persona estremamente pragmatica, un "distruttore di mondi"...E' tutte queste cose e forse nessuna di queste davvero. E' l'uomo che portò sulle spalle il peso di una decisione inimmaginabile, destinata a cambiare il corso della storia dell'umanità. Come si può convivere con un tale peso? Ecco, Nolan è bravissimo a farci entrare nella mente di questa persona (interpretata in maniera clamorosa da Cillian Murphy). 
E' forse il film più "realistico" di Christopher Nolan, quello più "umano", quello più "fisico", quello più "parlato", più "americano". Il film meno action di tutti quelli che ha girato, eppure riesce ad incastrare al suo interno una sequenza di sicuro impatto (e scusate il gioco di parole): quella della detonazione. 
Non il suo film migliore a parere di chi scrive ma quello più "misurato" e il più adatto anche ad un pubblico che non adora il suo cinema. 



4) Il cavaliere oscuro (The Dark Knight, 2008)


Vera e propria macchina da meme e da citazioni, entrate nel linguaggio comune. Dopo un primo film che aveva (sai che sorpresa) fatto storcere il naso ai puristi, Nolan rende definitivamente suo l'universo batmaniano, riuscendo ancora una volta a partire dai classici del fumetto per poi plasmarne e ricombinarne a suo piacimento la mitologia. Un film sui supereroi che fu un vero e proprio spartiacque (così come lo fu per i comics Il Ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller): da lì in poi tutti si sarebbero dovuti confrontare con lui e con il suo approccio (realistico, dark, magniloquente, filosofico). E' poi il film con uno dei villain più iconici e ricordati dalla storia (a Heath Ledger andò un oscar postumo), in grado non solo di tenere testa al protagonista ma di superarlo in quanto a memorabilità. Se fino a Batman Begins tutti associavano ancora il pipistrellone ai film di Tim Burton, da qui in poi sarebbe cambiato tutto. 



3) Interstellar (2014)


Un film molto discusso alla sua uscita. In perenne equilibrio tra riflessione e sentimento, tra matematica e cuore. Secondo alcuni non ben bilanciato e un po' troppo lungo. A parere di chi scrive è invece tra le vette della sua cinematografia. Un film che cresce alla distanza: più lo vedi più ti accorgi di tanti dettagli, di tante chicche, di alcune idee "scientificamente" plausibili (non a caso discusse in lungo e in largo sul web e non), di una cura certosina nell'ideazione iconografia e scenografica. 
Nolan è stato accusato spesso di fare un cinema "freddo", poco "fisico", poco "emozionale". Ecco se c'è un film che fa davvero emozionare nella sua filmografia è questo: paradossalmente ci riesce il film più "matematico" e per certi versi "cerebrale". Perchè in fondo, anche se si tratta di una specie di trattato (fanta)scientifico, di una epopea spaziale, di un poema epico sullo spazio e il tempo, una sua parte fondamentale è la riflessione sulla distanza: non solo quella siderale ma anche quella umana. Interstellar infatti può essere in fondo considerata come la storia di un padre che prova a tornare ad ogni costo da sua figlia. 
Ma poi vogliamo parlare della colonna sonora? Standing ovation.



2) Inception (2010)


Inception è l'apoteosi della visione filosofica e cinematografia di Nolan. Il film nel quale ci sono già tutte le sue ossessioni, c'è ancora complessità di temi e trama (come nei primi film) eppure c'è già una messa in scena adatta al grandissimo pubblico. E' non a caso forse il film, assieme al secondo della trilogia di Batman, più pregno di battute e frasi memorabili (citate ovunque e nei contesti più disparati in futuro). Alto e basso si mescolano in un equilibrio sottile, dove convivono un thriller adrenalinico e una riflessione profonda sul passare del tempo e sul concetto di realtá (cosa è reale? Una intera vita vissuta nella nostra mente non può essere considerata "reale"?). E' un film d'azione e allo stesso tempo una pellicola che, alla maniera di Memento, spinge agli estremi il concetto di narrazione non lineare: le sequenze sono ambientate in un sogno che da vita a sua volta ad un sogno e così via, secondo un meccanismo a strati, apparentemente intellegibile ma che ad un certo punto (scendendo troppo in fondo) si fa fumoso, indecifrabile, sia per i protagonisti che per lo spettatore, fino al finale emblematico e da manuale. Un meccanismo ad incastri perfetto, che avvince, affascina, fa discutere da anni e farà discutere ancora molto molto a lungo. Cast clamoroso. 


1) Memento (2000)


Il film che mi fece "conoscere" Christopher Nolan. Probabilmente la sua opera più "compiuta". Quella dove riesce a mettere a frutto in pieno la sua visione senza renderla artificialmente accessibile. E' il trionfo della sua ossessione per la narrazione non lineare: un film che in sostanza scorre "al contrario". Ideato come una serie di sequenze di 15 minuti l'una, che si alternano apparentemente senza senso logico ma che hanno invece come punto iniziale della vicenda il suo centro. Il finale diventerà quindi l'inizio del film e l'inizio ne costituirà il finale. Lo spettatore ci metterà un po' a capire il meccanismo e a raccapezzarsi, ma (esattamente come il protagonista) dopo un po' comincerà a mettere assieme tutti i tasselli, come in uno strano puzzle che ha per soluzione la memoria di un uomo. Un giallo che è possibile risolvere solo indagando nei propri ricordi a breve termine di spettatore. 
Non è però solo la struttura del film ad essere geniale, ma la trama regalerà diverse soddisfazioni facendoci riflettere sui falsi ricordi, sullo scorrere del tempo, sulla capacità di autoingannarci per evitare di ricordare i momenti più spiacevoli. Tutto questo all'interno di un avvincente thriller. Non è un caso che i film più ricchi e interessanti dal punto di vista del plot siano quelli nei quali ha messo lo zampino anche suo fratello (Jonathan Nolan). Questo è l'esempio principe, essendo tratto da un suo racconto. 

giovedì 23 luglio 2026

Tutti film di Christopher Nolan dal peggiore al migliore - prima parte (dal tredicesimo all'ottavo posto)

In occasione dell'uscita del suo ultimo film (Odissea) ripercorriamo la filmografia del regista inglese dalla pellicola peggiore a quella migliore. Diciamo subito che il titolo può essere un può fuorviante. Questa è una classifica fatta da un fan di Nolan: non ci sono suoi film "brutti" per me, anche nelle sue opere meno riuscite ho sempre trovato spunti notevoli o momenti esaltanti che mi hanno entusiasmato. Va da sé quindi se chi tratta di una classifica assolutamente soggettiva (c'è qualche classifica che non lo è?). Parliamo certamente del classico regista che si ama o sì odia, io appartengo alla prima categoria, pur essendo consapevole dei suoi difetti (una certa "freddezza", personaggi femminili non sempre in primo piano e valorizzati...), difetti che tra l'altro condivide col mio scrittore preferito (Philip Dick), ma riesce ampiamente a superare con dei pregi altrettanto evidenti che ne hanno fatto uno dei registi più importanti e riconoscibili degli ultimi 20 anni. 

Ciancio alle bande, via con la classifica. 



13) Insomnia (2002)



Nolan in quegli anni è semplicemente un regista di thriller e questo è un film "di genere", quello probabilmente meno personale (è un remake di un film norvegese), per quanto lo stile del regista non sia del tutto irriconoscibile. Anche in questo caso concetti come il falso ricordo, l'autoinganno, il senso del dovere, sono il fulcro centrale della vicenda. Ma pur regalando comunque il suo classico taglio autoriale alle vicende, ci troviamo di fronte ad un semplice (bel) thriller, che ha il suo meglio soprattutto nell'interpretazione dei due pesi massimi protagonisti: Al Pacino e Robin Williams. Fosse un film di un altro regista sarebbe un mezzo capolavoro, ma all'interno della sua filmografia viene sempre relegato tra i film "minori".



12) Following (1998)


Forse il film più "autoriale" della sua filmografia, assieme a Memento. L'esordio del regista inglese risente ancora dell'influenza di altri pesi massimi, soprattutto David Lynch, richiamato anche dalla scelta di girare in un efficace bianco e nero (che lo rende a pieno titolo un noir). Ancora un po' grezzo, ma possiede già tutte le caratteristiche che faranno la fortuna di Nolan: la narrazione non lineare, il ribaltamento della prospettiva, il tempo, l'illusione. Following è un film da fare vedere a chi considera Nolan solo un regista commerciale, da blockbuster. In realtà in futuro troverà solo il modo di veicolare le sue ossessioni in maniera più facilmente assorbibile da un pubblico più vasto, anche dai meno esigenti.



11) Il cavaliere oscuro - Il ritorno (2012)


Il terzo film della trilogia batmaniana è un film di tutto rispetto. Tuttavia soffre di una certa stanchezza. Sia il villain (Bane) che la trama sono meno affascinanti e pirotecniche. Non tutti i personaggi sono "indovinati" (una Catwoman non all'altezza delle aspettative) e il finale, che riprende a modo suo quelli "ambigui" e "aperti" di Prestige ed Inception, è meno riuscito, anche a causa della natura del protagonista. Non mancano però sequenze affascinanti, colpi di scena efficacissimi che si ricollegano agli eventi del primo film, come a chiudere un cerchio e diverse riflessioni sulla natura del protagonista, sul concetto di giustizia e su chi sia davvero un eroe. Nolan chiude con Batman in grande stile, ma consapevole che probabilmente il meglio lo aveva già dato e non avrebbe potuto spingersi oltre. 



10) Dunkirk (2017)


Non sono un grande fan dei film di guerra. Nolan però riesce ad approcciarsi al genere in modo personalissimo. La storia è ancora una volta stratificata, come sua consuetudine, anche se stavolta è molto più semplice nella sua struttura. In questo caso le vicende ci vengono mostrate da 3 diversi punti di vista, che costituiscono anche 3 diversi archi temporali e 3 ambientazioni differenti: da terra, dall'aria e dal mare. Ognuno di questi ha una durata differente: il primo è quello che si svolge in un arco di tempo maggiore (una settimana), il secondo si svolge in un giorno e il terzo in un ora. Questi 3 punti di vista si intersecano tra loro. 
La spettacolarità e la struttura ne fanno quindi un film pienamente suo insomma, anche se resta comunque un film d'azione e dalla trama molto "semplice" (i dialoghi sono ridotti al minimo: forse si tratta del suo film dove si parla di meno in assoluto).



9) Odissea (2026) 




Nonostante si tratti di un film a tema mitologico (quindi di genere "fantasy" per certi versi) è quello più vicino come concezione al film precedente di Nolan, Oppenheimer, che invece per certi versi era quello più "lineare" e realistico. Se infatti andiamo al succo della vicenda ci accorgiamo di come in entrambi i casi i film parlino di una figura carismatica, ambigua, che incarna in un certo senso sia l'eroe che il villain della storia. Personaggi ossessionati da un ideale, che però si accorgono di essere anche coloro che commettono un atto destinato a cambiare per sempre il mondo e a distruggere concettualmente quello precedente. 
Odissea è un film imponente, magniloquente, eppure per certi versi "misurato" (la scelta di Nolan di non mostrare mai davvero gli Dei, o l'uso ridotto al minimo della CGI). Il consueto montaggio particolare soffre però di qualche eccessivo taglio, alcune scene appaiono troppo poco contestualizzate e non tutto sembra a fuoco. Per alcuni inoltre il film sarebbe una eccessiva "americanizzazione" del mito greco. Nolan se ne frega e tira dritto ("basato su...") e ci regala la sua visione, la sua Odissea (fare una versione in scala 1:1 di un'opera del genere non solo era impossibile tecnicamente ma era da folli anche strategicamente), il suo punto di vista su una figura così complessa e piena di sfaccettature. Certe abitudini (come non associare alla vicenda del Cavallo di Troia gli orrori del colonialismo?) non muoiono mai.



8) The Prestige (2006) 


Una specie di "prova generale" di Inception, al quale è inferiore per l'assenza della stessa grandiosità a livello visivo e per qualche ingenuità di trama che affiora qua e lá. 
Ci troviamo comunque di fronte ad un grandissimo film, al primo vero film del "nuovo Nolan": quello che cerca di mantenere intatte le sue caratteristiche distintive ma che già comincia ad avere molto credito presso il grande pubblico e si rivolge giá alla massa.
Una pellicola costruita con cura, che svela le sue ambizioni poco alla volta, che stupisce per buona parte della sua durata con trucchi ad effetto che "spiegherà" appieno soltanto nel finale. No, neppure in quel momento lo farà del tutto: come un bravo mago la rivelazione dell'"inganno" condurrà ad un ennesimo dubbio, esemplificato dal finale ambiguo e giá sulla falsariga di quello iconico della trottola di Inception. 


venerdì 17 luglio 2026

Odissea - Christopher Nolan

Ogni passo percorso da Nolan ha portato a questo. In ogni suo film c’è un Ulisse, con nomi diversi, che scappa dai propri errori e vuole tornare a casa. In fondo, errare in latino significa letteralmente vagare senza una meta e solo successivamente ha assunto anche l’accezione figurata di abbandono della retta via. E se errare human est, Nolan ha scelto di perseverare su questo tema.

Da Leonard Shelby che viaggia a ritroso alla riconquista della memoria perduta a Dominic Cobb che fugge dai propri sogni per approdare alle asciutte terre della veglia. Dall'odissea spaziale di Cooper al Cavallo di Troia che Oppenheimer "dona" all'umanità; contro l'umanità stessa. In tutti questi uomini c'è Ulisse, così eroico e così errante; in entrambe le accezioni della parola.