Diciamo le cose come stanno. Monaco Juve è stata una pantomima squallida. Un biscotto con due ciambelle che non vale i giga dello spazio che mi offre questo server per parlarne. La partita più brutta dell’anno, manco si fosse tornati al mottismo dell’anno passato. Una pantomima iniziata con dichiarazioni poco motivanti e con una formazione poco motivata. Un turn over da scampagnata, di quelli che nel decennio passato vedevamo in trasferte di fine anno, quando si era già conquistato lo scudetto con mesi di anticipo.
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giovedì 29 gennaio 2026
Monaco 0-0 Juventus – 8ª UCL 25/26 – la corazzata Jumonakim
Posted by
Snake Plissken
Diciamo le cose come stanno. Monaco Juve è stata una pantomima squallida. Un biscotto con due ciambelle che non vale i giga dello spazio che mi offre questo server per parlarne. La partita più brutta dell’anno, manco si fosse tornati al mottismo dell’anno passato. Una pantomima iniziata con dichiarazioni poco motivanti e con una formazione poco motivata. Un turn over da scampagnata, di quelli che nel decennio passato vedevamo in trasferte di fine anno, quando si era già conquistato lo scudetto con mesi di anticipo.
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Stagione 2025/26,
VS Monaco
The agency - serie TV - prima stagione (2024-25)
Posted by
Napoleone Wilson
E' diventato sempre più complicato scrivere una serie TV di spionaggio. Viviamo infatti in tempi folli, nei quali gli scenari mondiali mutano con un battito di ciglia ed intere nazioni possono nascere o morire a seconda di come si è svegliato qualche presidente.
A volte capita che, se hai le informazioni giuste e scegli bene gli informatori, puoi addirittura anticipare certe escalation (vedi il caso Jack Ryan), ma si tratta di casi sporadici, dove la fortuna gioca un ruolo cruciale.
Il più delle volte concentrarsi su una tematica "attuale" può diventare in molti casi un'arma a doppio taglio, che rischia di rendere obsoleta una serie ancora prima che esca.
Ci sono quindi prodotti che scelgono un approccio diverso, più "intimista" si potrebbe dire, che si concentrano sulle dinamiche interne e sulle persone invece che su trame cervellotiche e realistiche.
E' quello che accade in The Agency, serie statunitense (rifacimento pedissequo della francese Le Bureau) uscita su Paramount +, che si avvale di un cast di prim'ordine (Richard Gere, Michael Fassbender) per raccontarci una storia di agenti "in bilico", sempre sul filo del rasoio, costretti a recitare continuamente una parte. Dove finisce l'uomo/la donna e comincia l'agente? Si può consapevolmente vivere una vita (fittizia) per anni e poi tornare a vivere la vita di prima da un giorno all'altro?
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| "Quale è il tuo nome in codice? James Stock? |
Ci troviamo, lo capiamo subito, di fronte alla classica serie dove "nulla è quello che sembra" e tutti mentono. In questo caso però non accade tanto per fini di trama, magari per costruire colpi di scena ad effetto o risvolti cervellotici. No, anzi, a livello di trama generale The Agency si dimostra una serie molto classica, fin troppo banale e risaputa (sparisce un agente sotto copertura, i "nostri" devono adoperarsi per ritrovarlo prima che finisca in mani sbagliate e tradisca il Paese). E' invece la personalità dei singoli agenti ad essere messa in discussione, le loro motivazioni, la loro fedeltà all'agenzia.
Prendiamo ad esempio il protagonista principale: Martian è un agente (Fassbender) che per anni ha agito sotto copertura in Africa e ha costruito lì una vita fittizia: un lavoro di facciata e un amore che da un giorno all'altro è costretto ad abbandonare. Ma al cuore non si comanda.
Martian rappresenta al meglio questo dualismo: freddezza e spietatezza che però cedono ogni volta che si trova di fronte ad una questione di cuore. E' ancora un agente affidabile? O la sua vita sotto mentire spoglie lo ha talmente cambiato da renderlo effettivamente una persona diversa? La sua lucidità viene continuamente messa a dura prova, tanto che finisce per commettere una miriade di errori che possono costargli la vita e costarla a tuti coloro che gli sono vicini.
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| "Come avranno fatto a trovarmi? Eppure non ho detto a nessuno il mio vero nome, tranne alla mia ragazza appena giunta in Inghilterra e che non vedevo da tempo" |
Accade un po' lo stesso, in piccolo, a tutti gli altri agenti della serie che si ritrovano a mentire per mantenere la loro copertura, e ci si chiede fino a che punto riusciranno a resistere, qual è il loro "punto di non ritorno", il loro limite massimo.
E' qui che la serie gioca le sue carte migliori: l'indagine psicologica che ci porta a chiederci continuamente chi abbiamo di fronte. Probabilmente loro stessi non sanno chi sono davvero, nascosti tra la moltitudine dei loro alias e i loro discorsi indecifrabili.
Per il resto invece la serie si muove tra il rifacimento molto fedele e qualche clichè di troppo, con una costruzione degli eventi volutamente molto lenta, che aiuta a costruire l'atmosfera e la personalità dei protagonisti ma rende la trama generale (già non molto originale di suo) piuttosto sfilacciata e priva di mordente.
PRO
- Un cast di prim'ordine
- La costruzione psicologica dei personaggi
- I dilemmi morali che offre ai personaggi e allo spettatore
CONTRO
- Trama generale poco originale e un po' sfilacciata
- Ritmo piuttosto lento
- Poco originale (rispetto alla serie che riprende e in generale).
Voto 7
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