Il buco (Bianco)nero è quel problema senza soluzione, di una tale gravità, che qualsiasi luce non riesce a sfuggire dal suo tunnel. Nel campionato delle rimonte, la Juve è l’unica squadra che non riesce a superare l’orizzonte degli eventi; e quella luce fuori dal tunnel si allontana sempre più, tanto che per effetto Doppler inizia a virare verso il rosso. Il profondo rosso.
Mentre la luce del sole impiega otto minuti per raggiungerci, il buio di questa sconfitta ci ha raggiunto dopo sette giorni. Questa è solo una sconfitta rimandata di una settimana. Col Milan l’avevi ripresa sul finale, quando pensavi di averla persa, e qui la perdi quando pensavi di averla (soltanto) pareggiata. Dimostrazione del fatto che non siamo cambiati. Siamo il solito circo di pagliacci. E a Frosinone quella traversa sta tremando ancora, non dimentichiamocelo mai, perché la fortuna gira.
Non venite anche voi ad incensare la squadra di Aquilani, manco fosse il Real Madrid, lo vedrete nella prossima gara seria che fine farà questo squadrone, senza la fortuna di avere questa Juve di fronte. Nella solita narrazione italica in cui esiste solo il bello, quello che deve vendere abbonamenti TV, lo schifo difensivo di una squadra viene volutamente messo in ombra. Nascono nella parte oscura della luna, nonostante lo stesso Vicario sia andato a denunciarlo ai microfoni delle stesse emittenti. Un finale di partita ridico, degno del calcio di strada. Eppure l’ultima cosa che serve a questa squadra è un Zeman sulla sua panchina. Spalletti continua a filosofeggiare ma i fatti stanno a zero.
Nonostante continuo a ripetermi da anni. Cambiatene quanti ne volete di allenatori, andremo sempre peggio chiunque arriverà. Il mio non è un augurio ma una “Cassandra” disperata. Avete voglia ad aspettare che il Carnevali di turno si trasformi in Quaresime o Pasque, stiamo tirando avanti con gli acquisti di Giuntoli. Abbiamo buttato via due anni. Anche stasera, l’inutile doppietta dell’ennesimo esubero a cui avevi detto di preparare le valigie. Col quarto flop del giocatore su cui hai perso due anni per riprenderlo. Siamo tempo perso. Siamo parole buttate e gigabyte di commenti e video che stanno solo contribuendo al riscaldamento globale della terra.
Sibille, pronostici e Nostradamus scontati. Subiamo gol da “Espositino” come lo scorso anno contro il Cagliari, da Bowie come lo scorso anno contro il Verona e se questo non bastasse subiamo anche il gol dell’ex, esattamente la sera dell’anniversario di quel gol che segnò contro l’Inter. Il gol che ci fece sentire più forti di quelli che (non) siamo. E ditemi ancora che il calcio italiano non è uno sport prevedibile, e la Juve la squadra più prevedibile di tutti. Qualsiasi sasso che riesce a sfuggirci migliora, lontano da noi. Vlahovic continua a segnare e persino David segna a tempo scaduto, regalando la vittoria all’Atletico.
Secondo voi perché giovedì ci saranno prezzi popolari per la partita di Coppa Uefa (addirittura a partire da 5 euro)? Perché se avessero messo prezzi folli per la Coppa Uefa, in pochi sarebbero stati più folli dei prezzi stessi. Inconsciamente sanno che prima che il gallo canti, andremo a fare figure di merda anche in Europa League. E ripeto, non è disfattismo. Lo avete visto contro un Sassuolo qualsiasi.
Siamo una squadra senza leader e punti di riferimento. Piena di giocatorini che, per carità, si impegnano anche, ma che non possono andare oltre ai propri limiti genetici. Non c’è più Higuain, non c’è più Tevez, non c’è più CR7. Ma nemmeno i vari Chiellini, Barzagli, Bonucci, Pijanic e compagnia cantante. Siamo la concorrenza diretta del Sassuolo, della Lazio quando calerà, del Milan che probabilmente arriverà sopra di noi ma lo scudetto se lo sogna anche quest’anno. Non siamo né carne né pesce. Un progetto che perde acqua e soldi da tutte le parti. Condannata a perdere altri soldi per la mancata partecipazione alla prossima Champions. E non pensate che io mi diverta nell’ammetterlo. Sono incazzato più di voi illusi che ci avevate creduto e molto più incazzato dei folli che ancora non vogliono ammetterlo a sé stessi e agli altri. Siamo una squadra mediocre che va oltre la competenza dei sui allenatori.
Siamo il buco nero, sempre meno bianco, che inghiotte ogni luce e ogni speranza.
Come post scriptum, non posso fare a meno di chiedermi dove si sono nascosti i vari “Scansuolo”, i “Carnevali fa biscotti col Sassuolo”, i vari “Adzic non segnerà contro la sua Juve”. Più chiacchieroni di Spalletti il filosofo, sono i soliti antiju della cause perse. Sistematicamente, ogni anno, perdiamo punti contro le stesse squadre e quindi contro il Sassuolo, ma per la narrazione calcistica italica resta il termine “Scansuolo” associato alla Juventus. Ecco perché il calcio italiano deve fallire fino al midollo. Perché i mediocri sono peggio degli scarsi, poiché si sentono grandi ma non lo sono. Mille di queste esclusioni dai mondiali.

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