☰
Visualizzazione post con etichetta Leonardo Di Caprio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Leonardo Di Caprio. Mostra tutti i post
martedì 28 dicembre 2021
Don't Look Up - Adam McKay (2021)
Posted by
Napoleone Wilson
Labels:
Don't Look up,
Film,
Leonardo Di Caprio,
Netflix,
parodia,
Umorismo
domenica 6 ottobre 2019
C'era una volta a...Hollywood - Quentin Tarantino (2019)
Posted by
Napoleone Wilson
Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Al Pacino... diretti da Quentin Tarantino? Cos'è, il paradiso del cinefilo? No, è "solo" l'ultimo film del regista del Tennessee (ultimo in ordine di tempo, penultimo, stando a quanto dichiarato da lui stesso - poi vedremo se manterrà la parola). Già solo leggendo il cast citato stiamo parlando di un film che va visto. Si trattasse anche solo della pubblicità di una marca di sigarette.
Scriverci poi una recensione, invece, non è cosa da poco: il problema infatti non è cosa dire, ma cosa non dire. Si sa, infatti, che i film di Tarantino sono così "pieni" che si fa fatica a lasciare fuori qualcosa, qui poi si parla addirittura di un film stracolmo di eventi, persone, film, serie tv da citare o da considerare. Si potrebbe dire perfino che è un film fatto solo di quello: citazioni. Si, lo è molto più del solito. Va da se che se non vi piacciono opere del genere allora avete sbagliato sala. C'è sempre il Re Leone in quella accanto.
Labels:
Brad Pitt,
Cinema,
Dakota Fanning,
Leonardo Di Caprio,
Quentin Tarantino,
USA
lunedì 29 febbraio 2016
OSCAR 2016 - Tutti i vincitori
Posted by
Snake Plissken
Finalmente Leonardo di Caprio c'è l'ha fatta. In barba ai suoi denigratori conquista l'agognata statuetta di miglior attore per The Revenant ponendo fine all'annosa presa per il culo del web nei suoi confronti. Certo questo non fermera i suoi denigratori, alla fine la gente prende tutto come un partita di calcio, ma l'ex passeggero del Titanic (per molti è rimasto quello) potrà, quanto meno, sfoggiare il suo nuovo fermacarte d'orato che somiglia allo zio Oscar. Ma come è andata l'88^a edizione del premio cinematografico più famoso e ambito?
Labels:
2016,
Attualità,
Brie Larson,
Cinema,
Ennio Morricone,
Leonardo Di Caprio,
Oscar
venerdì 22 gennaio 2016
REVENANT - Alejandro González Inarritu
Posted by
Snake Plissken
LA TORMENTOSA DOMANDA
Mai come in questo film la domanda è una sola, un interrogativo che rischia persino di oscurare qualsiasi altro intento (narrativo o artistico) dello stesso. La prima cosa che ti chiedi prima di andare al cinema e anche dopo essere uscito dalla sala. Forse l'unico scopo per il quale molti andranno a vederlo. Ma... alla fine... riuscirà Di Caprio a prendere 'sto benedetto Oscar o no?
venerdì 24 gennaio 2014
THE WOLF OF WALL STREET - Di Martin Scorsese
Posted by
Snake Plissken
Sesso, Droga, Rock'n'Roll... e soprattutto denaro, tanto denaro, in una sceneggiatura dall'alto quantitativo di fuck. Al botteghino il film è segnalato come VM14, perchè stavolta Martin Scorsese "ci è andato giù pesante", ma sempre nel suo stile. In TWOWS, Martin ci cala nel mondo dei Lupi di Wall Street 80-90, un mondo in cui l'unico imperativo non è solo diventare ricco ad ogni costo, ma farlo nel minor tempo possibile. Menomale che quei troll dei riadattatori di titoli italiani non ci hanno messo lo zampino. Già mi immaginavo un Wall Street, Bunga Bunga o Wall Street, Nani e Ballerine. La locandina d'altronde lo sintetizza efficacemente.
Labels:
8.5,
Biografico,
Cinema,
Grottesco,
Leonardo Di Caprio,
Martin Scorsese,
USA
venerdì 18 gennaio 2013
DJANGO UNCHAINED – Quentin Tarantino
Posted by
Snake Plissken
Torna Tarantino e lo fa con un omaggio al cinema nostrano, ed in particolare allo Spaghetti Western, genere che ci ha dato tanta notorietà all’estero, con Leone e Morricone, accantonato poi come un vecchio poncho impolverato da una nazione che continua nella sua overdose di Fiction scadente o cinepanettoni. Il film è liberamente ispirato a Django di Sergio Corbucci (1966) con Franco Nero, ma si sviluppa su una sceneggiatura originale ricca delle caratteristiche che sono da anni il marchio distintivo del regista italoamericano.
E’ la storia di una lotta per la libertà, quella di Django (Jamie foxx) schiavo del sud liberato dal cacciatore di taglie tedesco King Schultz (Christoph Waltz), in cerca della moglie Brunhilda (Kerry Washington) comprata dal negriero Kalvin Candie (Leonardio Di Caprio) per la sua candie land, metafora razzista appunto della terra del candore bianco.
Django Unchained è un meraviglioso esercizio di stile ricco di citazioni e commistioni di generi, in grado ad esempio di inserire nella fantastica colonna sonora elementi antichi e moderni senza risultare fuori luogo. Gli omaggi si sprecano, come al solito, da Leone a Kubrick, dal cammeo di Franco Nero (a cui Django pretende di spiegare che nella pronuncia del nome la D è muta) a quello del regista stesso (come è ormai consuetudine), fino alla mitica sigla originale di Trinità, di Franco Micalizzi.
L’interpretazione dei personaggi è poi da incorniciare, da Di Caprio (sempre più snobbato dai pregiudizi dell’Accademy) a Samuel L. Jackson, da Jamie Foxx al sempre più fantastico Christoph Waltz.
E pensare che c’è gente (critici compresi) che va a vedere i film di Tarantino muovendogli sempre le stesse critiche, come se non ne avesse mai visto nessuno. A partire da chi lo giudica troppo violento, come Will Smith che ne ha rifiutato il ruolo di protagonista o Spike Lee che toppa alla grande considerandolo razzista senza nemmeno averlo visto (paradosso) quando invece è tutto il contrario. Come se la schiavitù non lo fosse stata e tutti i neri schiavizzati fossero stati trattati come quelli visti in Via Col Vento. Lo stesso Tarantino definisce la schiavitù in America alla stregua dell’olocausto (l’ha letta questa Spike?) e ne ridicolizza le credenze, come nella scena in cui impacciati membri del KKK, capeggiati da Don Jonson, disquisiscono sull’efficacia dei cappucci e della fattura dei suoi buchi. La violenza nei film di Tarantino è talmente grottesca da risultare persino esilarante, ma non per questo priva del significato che vuol trasmettere. Oppure le critiche che ho letto su Sorrisi&Canzoni, che lo definisce troppo prolisso, ma vogliamo scherzare? I dialoghi sono da sempre stati il sale delle sue sceneggiature, la componete fondamentale dei suoi film, il suo tratto distintivo, mai tanto funzionali in questo film.
Un film che, sia per durata che per tematiche, si avvicina più a Bastardi senza Gloria che alle opere precedenti più immediate e concentrate, forse non è al livello di questi (posso anche concedervelo) ma è da non perdere, non solo se si è ammiratori di Quentin Tarantino ma anche se si è amanti del Cinema con la C maiuscola.
E se proprio non vi piace “lo sapete di chi siete figli voi…”.
voto 8.5
Labels:
8.5,
Christoph Waltz,
Cinema,
Jamie Foxx,
Leonardo Di Caprio,
Quentin Tarantino,
USA,
Western
giovedì 30 settembre 2010
INCEPTION – Christopher Nolan
Posted by
Napoleone Wilson
livello 2: Se un film riesce ad essere ambiguo, sempre sul filo dell'incomprensibile, ma a mantenere perfettamente ciò che promette, se mantiene una sua coerenza anche nell'inspiegabile, allora è un film perfettamente riuscito.
livello 3: Se anche i possibili buchi di sceneggiatura si trasformano invece in volute allusioni del regista in una o in un'altra direzione, siamo di fronte al capolavoro.
livello 3: Se anche i possibili buchi di sceneggiatura si trasformano invece in volute allusioni del regista in una o in un'altra direzione, siamo di fronte al capolavoro.
L'ennesima fatica di Christopher Nolan (Il Cavaliere Oscuro, Memento) gioca con le sfumature tra la realtà e il sogno, cosa non nuova nel cinema, ma lo fa con un'eleganza e un'ispirazione che ormai sono il suo marchio di fabbrica. Come al solito il regista ama giocare con lo spettatore, rendendolo simile al protagonista dei suoi film, inserendolo in un contesto nel quale anche lui si troverà spaesato e privo di certezze. "Io so cos'è reale" ripete il protagonista, ma se anche quell'unica certezza non fosse tale?
La struttura "a livelli" del film permette di strutturare il tutto su più piani, ognuno dei quali è in congiunzione con l'altro e permette andando a ritroso di ritrovare la giusta via. Se però i livelli sono troppi riusciremo a trovare il bandolo della matassa? Ecco quindi che il regista inserisce un personaggio e decide di chiamarlo Arianna: un allusione neanche troppo velata alla mitologia greca.
La struttura "a livelli" del film permette di strutturare il tutto su più piani, ognuno dei quali è in congiunzione con l'altro e permette andando a ritroso di ritrovare la giusta via. Se però i livelli sono troppi riusciremo a trovare il bandolo della matassa? Ecco quindi che il regista inserisce un personaggio e decide di chiamarlo Arianna: un allusione neanche troppo velata alla mitologia greca.
A volerci trovare rimandi, citazioni e motivi di discussione si potrebbe andare avanti per mesi, ed è proprio questa la forza del film: anche dopo la visione mille domande e mille dubbi ci assaliranno, ma il film è già perfettamente coerente, anche senza ulteriori possibili "spiegazioni". Non ci vuole insomma un tutorial che aiuti a entrarci e nemmeno la lettura delle infinite interpretazioni che ne seguiranno.
Il film insomma è perfetto proprio per questa sua dualità, per questo suo perfetto equilibrio (la trottola) che riesce a mantenere fino alla fine, fino all'ultimo fotogramma.
Il film insomma è perfetto proprio per questa sua dualità, per questo suo perfetto equilibrio (la trottola) che riesce a mantenere fino alla fine, fino all'ultimo fotogramma.
E se alla fine del film stranamente vi tornerà alla mente Blade Runner, non siete pazzi, e non state sognando. O forse si ?
Voto 9+
Labels:
9,
Christopher Nolan,
Cinema,
Fantascienza,
Leonardo Di Caprio,
USA
Iscriviti a:
Post (Atom)


