lunedì 24 agosto 2026

Frosinone 0-1 Juventus – 1 Serie A 26/27 – Spallettone sciupone


A trent'anni da quella celeberrima telecronaca, divenuta cult grazie alla Gialappa's, si potrebbe quasi affermare che nel calcio (da sempre) c'è chi ha culo è chi (lo) spreca. La dura legge del gol, l'avrebbe poi chiamata Max Pezzali soltanto un anno dopo. Sta di fatto che, parafrasando quella perla trash, più che Frosinone culone si potrebbe benissimamente parlare di Spallettone sciupone, dato che, sotto la coda della partita, il culo più grande (a forma di traversa) l'abbiamo paradossalmente mostrato noi, al novantatreesimo.

Ma il culo viene e va. Poco conta se Calvani non fa il Blanchard del 23 settembre 2015 e la partita non si chiude 1-1, questo resta un 1-1 concettuale, pronosticato dal sottoscritto (e da molti altri) settimane prima di questa partita e non concretizzatosi per uno... "scherzo" del destino finito a nostro favore. Il concetto filosofico resta, per una squadra che ha fatto dello spreco un culto nascosto che ormai si tramanda di anno in anno, tra vecchi e nuovi discepoli.

Monta il caso Kolo Muani, definito, esplicitamente e a mezzo stampa, "inadeguato" da Spalletti, ma sarebbe il caso di chiedere anche a lui (e soprattutto a lui) perché si è tanto insistito e strapagato per riaverlo, nonostante "ci sarà un motivo se sono due anni che non gioca". Solo perché restava l'unica pista percorribile? O perché restava l'unica pista che eravate in grado di percorrere? Insomma, qui si continua a filosofeggiare con la favella ma la situazione resta la solita favela in attacco. Una catapecchia che si tiene su con il nastro adesivo.

Tra lui e Conceiçao è stato l'ennesimo scempio, tra palloni gettati fuori a porta libera o il classico tiro al piccione con portiere, nel quale, dobbiamo ammetterlo, hanno una mira infallibile: questo spesso nemmeno deve tuffarsi. Mi chiedo se questi uomini non provino una certa forma di repulsione per il gol o spesso solo per il tiro in porta. Molte volte i gol arrivano solo se a regalarceli è l'avversario, come l'uscita a farfalle del portiere ciociaro che ha portato al gol di Bremer, e a segnarli sono sempre i "fuori ruolo", nel senso di difensori o centrocampisti che si trovano a fare il lavoro altrui.

Emblematiche sono state le esultanze non celate di una squadra a cui non pareva vero di restare sotto solo di un gol. Lo sapevano benissimo che con questa Juve basta poco per segnare. Uno o massimo due tiri in porta e spesso si becca un pareggio (e a volte persino una vittoria) con poco sforzo. E anche in difesa basta un minimo di organizzazione, tanto questi non segnano neppure a porta libera. Come ieri.

Insomma come al solito le chiacchiere sono molte, spacciate non solo dagli addetti al calciomercato ma adesso anche da noi stessi. Ora Spallettone si accorge che "l'attaccante che cerchiamo è un altro". Alla buon ora! Cosa si fa? E la questione portiere? Non è che anche lì si rischi di fare l'ennesimo pasticcio? Tocchiamo ferro ed evitiamo l'argomento per non tirarcela da soli, ma occhio!

Ma si stava tanto bene senza calcio questa estate!

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