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Visualizzazione post con etichetta Fantascienza. Mostra tutti i post
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domenica 11 ottobre 2026
Silo - terza stagione - sere TV (2026)
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Napoleone Wilson
La terza stagione di Silo si può definire la stagione delle rivelazioni. Dopo due cicli di puntate molto claustrofobiche e dalle atmosfere opprimenti, la serie qui decide di "aprirsi". Letteralmente. Lo fa sia a livello di contenuti che dal punto di vista delle ambientazioni. E' qui infatti che l'opera tratta dalla trilogia scritta da Hugh Howley sceglie di svelare pian piano le sue carte. Lo fa con un metodo consolidato, che sulle prime avvicina il telefilm pericolosamente alle atmosfere di Fallout (e già prima c'erano diversi punti di contatto): il flashback. Se infatti la situazione all'interno del Silo 18, dopo gli eventi della passata stagione, sembra aver subito una specie di reset (Juliet è il nuovo sindaco, ma ha stranamente perso a memoria), è dall'esterno che giungono le sorprese a livello di trama. Non ci viene più, infatti, mostrato solo quel luogo deserto e inospitale che abbiamo già visto (anche se per brevissimi periodi) nelle puntate precedenti ma l'esterno dei giorni nostri, un mondo ancora lontano (apparentemente) dalla situazione distopica che conosciamo. Come si è arrivati all'Apocalisse? Quando? Chi è il colpevole? Tutte domande che otterranno (sorprendentemente) più o meno delle risposte. Non mi paragonate pure Silo a Lost quindi, per favore.
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sabato 7 febbraio 2026
Fallout - serie TV - seconda stagione (2025-26)
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Napoleone Wilson
Guardando la scena post-credits, dopo l'ultima puntata della seconda stagione di Fallout, sará sicuramente spuntato un sorrisino sul viso ai tanti fan della saga videoludica. Non è la prima e nemmeno l'unica strizzatina d'occhio della serie nei confronti di chi ha giocato i videogames e non sarà probabilmente l'ultima. E' però il segno della cura riposta dagli autori nel maneggiare un brand tanto amato, mostrando di saper attingere alla fonte, dalla quale si stacca totalmente a livello di trama, per raccontare una storia totalmente diversa. Le ambientazioni e l'atmosfera sono comunque fedeli, così come molto simile è la la cifra stilistica: quello strano miscuglio di fantascienza d'annata e umorismo, il suo mantenersi in bilico tra dramma e grottesco, la sua ricerca costante dell'assurdo che però diventa un monito, dipingendoci un futuro poco plausibile (la tecnologia e l'abbigliamento che sanno di vecchissimo) ma vicinissimo a noi. Soprattutto nei tempi folli nei quali viviamo.
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lunedì 5 gennaio 2026
Strangers Things - serie TV - quinta stagione (2025/26)
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Napoleone Wilson
10 anni. Sono passati 10 anni da quando nel luglio del 2016 Strangers Things si affacciò sui nostri schermi (televisivi e non). Netflix non era ancora l'istituzione che è oggi (non in Italia almeno) e questa piccola serie revival degli anni '80 riuscì a conquistare quasi tutti. Era un periodo nel quale gli anni '80 ce li ritrovavamo un po' ovunque, anzi probabilmente la serie dei fratelli Duffer arrivò pure un po' in ritardo alla festa, tanto che suscitò pure qualche iniziale scetticismo tra gli appassionati di fantascienza. Nel corso degli anni però superò di gran lunga il suo status di cult: finì per diventare una serie di massa, citata ovunque, tanto da riuscire a staccarsi totalmente dal confronto con le opere dalle quali attingeva in maniera evidentissima (si, Strangers Things in origine non era molto più che un bellissimo "omaggio" a IT). Diventò poi un vero e proprio brand, che diede vita ad opere di merchandising, videogiochi, giochi da tavolo...Trasformò una manciata di ragazzini in vere e proprie star, talmente riconoscibili e identificate con i personaggi che interpretavano, che i "fan" ad un certo punto cominciarono a non riuscire più a capire bene la differenza tra le due cose. Gli attori crescevano, diventavano adulti ma continuavano ad interpretare dei ragazzini che nella testa di molti restavano tali. E quindi, da un certo momento in poi, via con insulti tipici da social, accuse di "tradimento" (brutta cosa quando il fan si trasforma in fanatico), i classici review bombing sui siti specializzati che tanto abbiamo imparato a intuire da chilometri di distanza. Più sei fenomeno di massa e più non ti si perdona nulla.
Come fare allora per chiudere "bene" una serie come questa e con questo tipo di pubblico così numeroso, "particolare" e variegato? Come ideare una stagione finale che chiuda tutti i tasselli, che accontenti Netflix garantendogli visibilità estrema, che saluti tutti i fan e gli appassionati in maniera degna, senza scontentare nessuno, perfino i più rompicocomeri? No, non si può. Impresa impossibile. Questo i fratelli Duffer lo sapevano e non a caso con l'ultima stagione hanno scelto un approccio "conservativo", che privilegiasse il sentimento, a scapito dei colpi di scena ad effetto o a scelte di trama troppo divisive, senza svolte eccessivamente brusche o idee ardite in grado di sconvolgere quello che era l'immaginario della serie, che tale doveva rimanere. Strangers Things doveva chiudere in modo circolare, ritornando alle sue origini concettualmente. Chiudere così come aveva iniziato.
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domenica 28 dicembre 2025
Pluribus - serie TV - prima stagione (2025)
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Napoleone Wilson
Quante volte, durante una conversazione, ci hanno risposto con la classica (e stupida) frase "non esiste mica il pensiero unico". Di solito si tratta, paradossalmente, di persone che, su quel determinato argomento, verrebbero che tutti gli altri la pensassero come loro. Fino a che punto, allora, ci interessa davvero la libertà di pensiero?
Anche se viviamo in un una società che (per mille motivi) spinge sempre più alla polarizzazione, al "fazionismo", alla creazione di pochissime categorie di persone che siano il più possibile semplici e catalogabili, in realtá il nostro pensiero è sempre "unico", personale. Ogni persona, nonostante il suo desiderio ineludibile di trovare comprensione e vicinanza negli altri, ha proprie paure, desideri, aspirazioni, emozioni, che sono solo sue. Siamo umani no?
Cosa accadrebbe se invece il famoso "pensiero unico" esistesse davvero e fossimo gli unici rimasti al mondo con un proprio modo di pensare? Come ci comporteremmo? Baratteremmo la nostra individualità per la felicità o cercheremmo una soluzione?
E' quello che immagina la nuova serie di Vince Gilligan (Breaking Bad, Better Cal Saul), una particolarissima serie fantascientifica che mescola dramma e ironia, offrendoci tantissimi spunti di riflessione sulla societá nella quale viviamo.
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sabato 20 dicembre 2025
Welcome to Derry - serie TV - prima stagione (2025)
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Napoleone Wilson
Non sono un fan dei prequel. Spesso si tratta di mere operazioni commerciali che sfruttano il richiamo di un grande brand senza raccontare nulla di veramente nuovo o interessante. Questo anche a causa della loro stessa natura: sono ambientati prima di eventi storici importanti che devono restare tali, quindi non possono osare più di tanto e uscire dal seminato. Se lo fanno rischiano non solo di indispettire i fan ma di creare confusione e intaccare la trama generale. Si tratta insomma di operazioni di facile ideazione ma di difficile riuscita.
Welcome To Derry poi era una serie chiamata ad un compito ancora più complicato: IT è uno dei romanzi horror più famosi di sempre e i due adattamenti per il grande schermo (per quanto non perfetti) riuscivano a fare un buon lavoro, chiudendo bene il cerchio, lasciandosi dietro solo quei misteri che molto spesso devo restare tali per conferire ad un' opera la sua magia. Perchè insistere allora?
C'erano tutti i crismi per una disfatta insomma; non sarebbe stata la prima certamente per quanto riguarda gli adattamenti dei lavori di King. Una più, una meno...
Per fortuna la notizia che Andy Muschietti avrebbe prodotto questo prequel (e che anche Bill Skarsgård sarebbe tornato a vestire i panni di Pennywise) ha contribuito a conferire fin da subito un certo senso di continuità al progetto. E' una cosa evidente già dal primo episodio e si nota soprattutto nella costruzione delle scene più truculente e nella rappresentazione del pagliaccio assassino: tutto decisamente in linea con lo stile dei due capitoli cinematografici. La trama invece è più problematica e ondeggia tra fedeltà, fan service continuo, un po' di confusione data dal mettere troppa carne al fuoco, fino ad un finale che scompagina tutto e osa oltre il possibile. Si può parlare alla fine di operazione riuscita, ma con parecchie criticità. Vediamo perchè.
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venerdì 21 novembre 2025
Gen V - serie TV - seconda stagione (2025)
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Napoleone Wilson
Ci mette un po' ad ingranare la marcia la seconda stagione di Gen V. Un po' perchè certe esagerazioni non stupiscono più come all'inizio della serie madre, un po' per cause di forza maggiore, che hanno costretto i creatori a ripensare totalmente lo sviluppo degli eventi.
Rispetto a The Boys, si può dire che Gen V ne è un po' il figlio adolescente ribelle, problematico, immaturo. E' come se avesse bisogno di tempo per capire realmente dove vuole andare in futuro.
L'ibrido tra dramma adolescenziale ed escalation sui supereroi folli e violenti ci restituiva nella prima stagione uno spaccato molto più "ristretto" del mondo creato da Garth Ennis. Un concentrato fatto con le stesse trovate di The Boys, ma anche con minor raggio d'azione a disposizione.
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lunedì 8 settembre 2025
Upload - serie tv - quarta stagione (2025)
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Napoleone Wilson
Sono tante le serie TV di fantascienza che negli ultimi anni ci hanno dipinto futuri cupi e angoscianti. Sono molte meno (per non dire quasi nessuna) quelle che invece ci hanno mostrato scenari meno oscuri e più solari. Tra queste sicuramente va citata Upload, conclusasi in queste settimane dopo l'uscita della sua quarta stagione.
Non che manchi di prospettive distopiche e molto poco allettanti o momenti drammatici (soprattutto nelle ultime 2 stagioni) ma la creatura di Greg Daniels ci ha regalato un approccio molto più positivo e ironico al genere: tra defunti che continuano a vivere con le medesime pretese di agiatezza dei vivi, IA che provano ad umanizzarsi con risultati esilaranti, regole assurde da rispettare nell'aldilà, rivolte decisamente poco canoniche...Diciamo che i momenti comici superano di gran lunga quelli più strettamente riflessivi, ma è una comicità che ha comunque ad oggetto argomenti non certo banali: la morte, la nostra eredità nei confronti dei posteri, il potere delle corporazioni, il dislivello tra ricchi e poveri che la tecnologia esalta in maniera esponenziale. Siamo insomma vicini per approccio a prodotti come The Good Place (con la tecnologia che fa le veci della religione), con una comicità però meno intelligente. L'approccio a volte è molto più caciarone e caotico, non tutte le battute o i momenti comedy c'entrano il bersaglio ma siamo comunque sempre su livelli almeno discreti: la presa in giro delle nostre fissazioni quotidiane e della tecnologia in generale, estremizzate a puntino, non mancano di causare un sorriso, fosse anche beffardo.
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domenica 20 luglio 2025
Murderbots - serie TV (2025)
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Napoleone Wilson
Tratta dal romanzo breve "allarme rosso", di Martha Wells, Murderbots è una serie di fantascienza piuttosto particolare. Un po' thriller, un po' commedia, un po' giallo sui generis, sembra quasi essere indecisa sulla strada da intraprendere. Quasi come il protagonista: un robot senziente e ribelle (Alexander Skarsgård) che non ha più un modulo di controllo e quindi è libero di non obbedire ai suoi "padroni" ma che sceglie comunque di aiutarli, dandosi motivazioni diverse di volta in volta per non ammettere a se stesso che comincia a provare delle emozioni. Appassionato di serie televisive di serie c (ma non diteglielo se non volete farlo irritare), il Cyborg (pur essendo un robot ha comunque parti organiche) sará l'unica difesa a disposizione dell'equipaggio mandato ad esplorare un pianeta sconosciuto, in cerca di risorse ed informazioni utili alla Corporazione per la quale lavorano. Inutile dire che il pianeta sarà pieno di insidie e pericoli.
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giovedì 15 maggio 2025
From - terza stagione (2024)
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Napoleone Wilson
Tra tutti i "figli di Lost", probabilmente From è quello che ne ha seguito le orme in maniera più pedissequa. Non solo lo ricorda per il nome (una sola parola, 4 lettere, una sola vocale, la o, e tre consonanti), o per il fatto che ha un protagonista in comune (Harold Perrineau), o ancora per le basi concettuali sulle quali si fonda (la cittadina=l'isola, gli assassini zombeschi = gli altri, l'uomo in bianco = i bambini in bianco, il misticismo e il soprannaturale legati al luogo in maniera specifica, scienza vs fede ecc.). From riprende Lost proprio nelle sue evoluzioni di trama, nelle situazioni che costruisce e nelle conseguenze che certi colpi di scena portano.
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domenica 20 aprile 2025
Black Mirror - 7x06 - USD Callister: Infinity
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Napoleone Wilson
Black Mirror ha sempre giocato con i rimandi tra le sue varie puntate, inserendo qua e là frasi, nomi, perfino personaggi presenti giá in altri episodi. Ma con "USD Callister: Infinity" per la prima volta ci offre un sequel diretto (in questo caso della prima puntata della quarta stagione, risalente ormai a quasi 8 anni fa).
Quella che dopo i primi minuti sembrava una semplice parodia di Star Trek e affini, si faceva intelligente analisi della natura umana (se sei una pessima persona in una realtà simulata lo sei anche nella vita reale?). Il sequel ne è una sua naturale evoluzione. Non sposta concettualmente il suo significato ma risulta ancora più ambiziosa e coinvolgente.
Con la sua ora e mezza di durata USD Callister: Infinity è infatti la puntata più lunga della settima stagione. Un film in pratica. Il cast è di fatto lo stesso della prima parte, così come la trama riprende esattamente da dove aveva lasciato.
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giovedì 17 aprile 2025
Black mirror - 7x03 - Hotel Reverie
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Napoleone Wilson
Secondo episodio più lungo della stagione, Hotel Reverie è un omaggio ai film d'epoca e una riflessione sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie applicate al campo del cinema. Grazie ad un particolare software chiamato Redream è infatti possibile inserire un attore di oggi in un film d'annata, per mezzo di tecnologie digitali. In questo modo si possono riproporre al pubblico moderno pellicole ormai dimenticate, grazie al richiamo della grande star. Un modo per la Keyworth Pictures di risollevarsi, visto che naviga in brutte acque, causa catalogo piuttosto stagionato e quindi poco appetibile. Rifare tutto il film da capo, infatti, con nuovi attori, costumi, scenografie, richiederebbe troppe risorse. Molto meglio reclutare una sola star e affidare il resto ad un computer che provvederà a ricreare tutto il resto del film (compresi attori digitali che si comporteranno come se fossero reali, inconsapevoli di essere delle simulazioni).
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martedì 15 aprile 2025
Black mirror - 7x01 - Common People
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Napoleone Wilson
Quante volte vi siete incavolati per l'ennesimo ritocco al rialzo della tariffa di un servizio in abbonamento? Quante volte vi siete sentiti presi per i fondelli dopo aver scoperto che il vostro piano (una volta standard) è appena diventato "pezzent & poveracc edition" con tanto di pubblicità e minori contenuti? Quante volte ancora dopo essere passati con una certa esitazione al piano Premium avete scoperto che dopo qualche settimana questo sarebbe diventato il nuovo "sfigato edition", con lo stesso prezzo ma il contenuto della versione inferiore? E ogni volta avete comunque inevitabilmente accettato il "ricatto". Ecco, immaginate se la stessa cosa avvenisse per le persone.
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lunedì 24 marzo 2025
Scissione - serie TV - seconda stagione (2025)
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Napoleone Wilson
Dopo una prima stagione celebratissima e premiata da critica e pubblico (è diventata la serie più vista su Apple +) sono dovuti passare ben 3 anni prima di assistere al seguito di Scissione. Un arco di tempo molto lungo (ma non inedito per una serie di grande portata) che di solito fa rima con "non mi ricordo un caspio di quello che è accaduto finora", soprattutto se parliamo di produzioni molto complesse a livello di sceneggiatura e piene di misteri. Non è questo il caso, perché Scissione risultava geniale non solo nello spunto di partenza, originale e distinguibile immediatamente da qualsiasi prodotto di fantascienza, ma anche nel suo sviluppo. Il concetto di lavoro come unico scopo della vita che ne diventava espressione letterale, per poi abbracciare un mistero più grande che diventava un'analisi esistenziale. I protagonisti poi, tutti caratterizzati benissimo, erano dei microcosmi di emozioni, esplorati nella loro natura ambivalente: il loro "esterno" molto diverso dal loro "interno", speso in modo totalmente radicale (prendiamo Helly ad esempio). Questi 3 anni quindi sono sembrati molti di più a livello di attesa ma hanno intaccato solo in parte l'ottimo ricordo della prima stagione e l'hype per la seconda. Attesa ben ripagata?
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venerdì 7 febbraio 2025
Silo - seconda stagione (2024-25)
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Napoleone Wilson
La prima stagione di Silo si chiudeva con un cliffhanger prevedibile ma di grande impatto. Dopo 10 puntate nelle quali avevamo respirato le atmosfere fumose e claustrofobiche del rifugio sotterraneo ci si spalancava davanti il mondo esterno. Un po' come la scena di Fallout 3 nella quale il nostro personaggio usciva per la prima volta dal Vault e veniva investito da questo bagliore accecante, un bagliore che ci spalancava dinnanzi l'ignoto, un ignoto sterminato e pericoloso.
E' sostanzialmente quello che accadeva anche a Juliet, la protagonista di questo telefilm interpretata da Rebecca Ferguson, alla fine del primo ciclo di puntate. Un mondo inospitale e dall'aria irrespirabile ma che nascondeva molto più di un semplice deserto pieno di ossa, a cominciare dall'esistenza di innumerevoli altri Sili.
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venerdì 15 novembre 2024
The Devil's Hour - seconda stagione (2024)
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Napoleone Wilson
Più ambiziosa della prima (anche se meno originale), la seconda Stagione di Devil's Hour ci catapulta di nuovo in un horror/thriller dove realtà e immaginazione si fondono e i piani temporali e gli universi mutano, si scontrano, rendendo difficile (almeno inizialmente) comprendere totalmente gli eventi.
Mettendo da parte la componente più tipicamente horror (ad esempio le "presenze esterne", scambiate inizialmente per fantasmi, sappiamo che tali non sono) in questi 5 episodi predomina la fantascienza. Una fantascienza che riprende i classici universi e realtà parallele, gli sbalzi temporali, i loop (immaginate un Ricomincio da Capo dove a ripetersi non è una singola giornata ma un'intera vita) ma lo fa con un approccio più "europeo", dove a dominare non è l'azione ma l'introspezione.
venerdì 30 agosto 2024
The Umbrella Academy - quarta stagione (serie TV)
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Napoleone Wilson
Sta diventando sempre più raro assistere ad una serie TV che arriva alla sua conclusione "naturale". Eh sì, perchè viviamo in un'epoca nella quale vige una sorta di paradosso: hai raccontato tutto quello che volevi raccontare e lo hai fatto con una chiusura soddisfacente? Ti rinnovano la serie. Hai mostrato potenzialità da mettere però a frutto nelle stagioni successive? Te la cancellano. Il risultato è quindi una marea di serie "monche", con una o due stagioni che mostrano un qualcosa che non esisterà mai (quindi di fatto inutili) alle quali se ne aggiunge un'altra marea di serie che si chiudono bene ad un certo punto, ma poi sono composte da altre stagioni inutili, posticce, quando non in grado di annullare del tutto quanto visto in precedenza, distruggendo un prodotto altrimenti di ottimo livello. Altre addirittura vengono "recuperate" per poi andare avanti ed essere cancellate di nuovo dopo una sola stagione in più. E non sempre si tratta di discorsi legati alle semplici visualizzazioni da parte del pubblico. A volte una serie viene cancellata o rinnovata per motivi davvero ben poco comprensibili. Una gran bella confusione insomma, che rischia di disaffezionare il pubblico.
Tra le poche serie che si "chiudono bene" (per ora, ma come detto mai dire mai) possiamo citare sicuramente The Umbrella Academy, tratta dal fumetto omonimo di Gerard Way e Gabriel Bá, serie appartenente al filone "supereroi con super problemi".
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mercoledì 24 luglio 2024
The Boys - quarta stagione (2024)
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Napoleone Wilson
Poche serie TV hanno "osato" quanto The Boys nel corso delle sue 4 stagioni. Si può dire che ha subito un'evoluzione simile a quella di GTA in ambito videoludico. Una prima stagione irriverente, divertente, ma anche abbastanza profonda alla quale ne sono seguite via via altre sempre più "eccessive", violente, in una vera e propria escalation di follia senza freni. Ci si chiede fino a che punto si possa alzare l'asticella senza ripetersi. E' questa l'accusa di alcuni detrattori della serie: ok l'esagerazione e le scene ad effetto, ma la trama gira e rigira è sempre la stessa. O no? Non esattamente. O meglio, in parte è vero che il leit motivo è più o meno lo stesso (bisogna sconfiggere Patriota. Come fare? Si cerca un metodo che puntualmente si rivela infruttuoso e si riparte da capo) ma cambiano sia le dinamiche all'interno dei due gruppi (i Boys e i Super) che l'oggetto della "parodia".
E' difficile restare freschi e originali dopo 3/4/ stagioni e lo è per tutti. Lo è a maggior ragione per un telefilm che si prefigge di dissacrare la societá nella quale viviamo. Un po' perchè l'esagerazione, se reiterata troppo a lungo, finisce per diventare la regola, un po' perchè col passare del tempo ti accorgi che The Boys non è poi distantissimo dalla realtá. Quella che in origine era una parodia molto sopra le righe, fatta di momenti esagerati ed estremizzati, a ben vedere per la gran parte del tempo è semplicemente diventata lo specchio di quello a cui assistiamo quotidianamente e l'immagine neanche troppo estremizzata dell'America attuale, più nello specifico. I riferimenti a Qanon, gli assurdi complotti su vaccini/immigrazione/aborto, le estremizzazioni delle posizioni politiche, le campagne elettorali costruite sul ricatto o sulla menzogna, gli spettatori pecoroni, gli elettori convinti grazie a campagne di marketing tanto prevedibili quanto efficaci ecc. non sono invenzioni. Ci si ride a volte su, amaramente, consapevoli che dopo aver spento la TV accendendo un tg qualunque assisteremo alla stessa roba, solo filtrata ed edulcorata dietro un finto perbenismo. Non era nemmeno finita la serie (che affronta nello specifico questioni di complotti e attentati legati alla campagna elettorale) che giá il mondo era impegnato a discutere del vero attentato a Donald Trump. Dove finisce la "fantasia" e comincia la realtà?
The Boys quindi non è meno efficace per problematiche interne alla serie stessa ma per fattori esterni: il mondo là fuori. Non fallisce il suo intento, cambia solo i suoi connotati. Non è più una distopia assurda e folle ma una rappresentazione senza filtri degli eccessi e delle derive angoscianti di un mondo senza più regole e morale.
E' un po', in piccolo, la stessa cosa che è accaduta ad una serie come Black Mirror dopo le sue primissime stagioni. Era impossibile superare una realtà che era andata già oltre.
Passando invece alla trama che riguarda i personaggi nello specifico, in questa stagione assistiamo alla tanto rimandata "conversione" di A-Train. Un personaggio che nel corso delle puntate è cresciuto sempre più più, sempre alla ricerca di una redenzione, rimandata costantemente. E' consapevole che il mondo è arrivato ad un punto di non ritorno ed occorre fare scelte drastiche e difficili. Lo sa bene Billy, costantemente diviso tra la sua parte più "umana" e quella più spietata, pompata a dismisura da un tumore al cervello che gli lascia pochi mesi di vita e un mutamento fisico che lo sta rendendo sempre più simile a quei Super che tanto dice di odiare.
Il resto dei personaggi sembra viaggiare col pilota automatico, reiterando in buona sostanza le stesse dinamiche delle stagioni passate. Ed è in questo forse che è possibile muovere una critica ad una serie che finisce per essere particolarissima e riconoscibilissima ma probabilmente un po' sempre uguale a se stessa. La spietatezza e la follia di Patriota ad esempio sono un Must ineludibile ma è difficile trovare nuovi spunti oltre questi. E' un po' la ragione per la quale è molto difficile scrivere la trama di un fumetto o un film su Superman. Sei l'uomo più forte al mondo, puoi fare tutto, uccidere tutti, piegare al tuo volere intere nazioni. Come possono avere successo i tuoi avversari? Mettiamoci che in questo caso i suoi avversari sono una banda scalcagnata e male in arnese...
Interessante comunque l'inserimento di Sister Sage, anche se dalla "donna più intelligente del mondo" ci si aspetta qualcosa di più complesso a livello di complotti.
In generale comunque la caratterizzazione dei personaggi resta sempre su livelli eccellenti, così come il tasso di scene WTF che, al netto della mancanza di freschezza di cui si parlava, restano sempre divertenti o disgustose, a seconda dei casi e dello spettatore. E questo è un aspetto distintivo della serie che si ama o si odia.
![]() |
| "Non preoccuparti, è tutta scena, sono effetti speciali, quell'uomo a terra senza testa in realtà ha nascosto la testa nel taschin...nella valig..., no in realtá è nato giá così" |
Il finale di stagione sembra in ogni caso segnare un punto di svolta, come detto, una di quelle situazioni dalle quali sembra non si potrà tornare indietro. D'altronde, se (come sembra) la prossima sará l'ultima stagione della serie é una cosa abbastanza naturale. Vedremo se la conclusione rispetterà le (ottime) premesse.
PRO
- Consueta dose di follia e scene WTF
- Alcuni personaggi arrivano ad un punto di svolta decisivo
- Il finale di stagione
CONTRO
- Una certa ripetitività a livello concettuale
- Alcuni personaggi viaggiano col pilota automatico e si limitano a fare ciò che ci si aspetta che facciano e poco altro
- Il personaggio di Sister Sage, visto il suo potere, poteva essere sfruttato meglio
Voto 8
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giovedì 18 luglio 2024
Silo - serie TV (2023)
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Napoleone Wilson
In un mercato ormai pressoché saturo e dominato da due colossi come Netflix e Prime Video (anche loro con vari problemucci tra l'altro) farsi notare è impresa ardua, se non impossibile. Bisogna scegliersi una nicchia ben definita e cercare di "acchiappare" più utenti possibili affezionati ad una categoria ben definita. Se Disney ha un brand ben identificabile e per Paramount vale più o meno lo stesso, Apple TV plus non avendo alle spalle marchi e brand immediatamente identificabili (in ambito film o serie TV) ha scelto la strada della specificità: identificando un genere ben definito e massimizzando i prodotti dedicati a quella nicchia. In sintesi, Apple TV Plus sembra puntare ad essere il servizio streaming per chi ama la fantascienza. I suoi prodotti di punta, appartengono infatti quasi tutti al suddetto genere. Basti pensare all'amato e celebrato Severance, o al ciclo di Fondazione, all'ucronico For All Mankind, allo sfortunato Constellation, al recente Dark Matter...E poi c'è Silo. Uscito quasi in sordina, nel corso dei mesi ha acquistato non solo notorietà ma è diventato in breve tempo uno dei prodotti di punta del servizio streaming. A ragione? Sostanzialmente si. La serie tratta dai romanzi di Hugh Howley ha fatto suo l'approccio "less Is more", eliminando il superfluo per privilegiare l'essenziale, consegnandoci una fantascienza old school ma che rispetta i crismi essenziali del genere.
lunedì 1 luglio 2024
Dark Matter - miniserie (2024)
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Napoleone Wilson
La fantascienza, al cinema e in TV, procede spesso per ondate. Tutti si fiondano su una tematica, la mungono fino all'ultima goccia, inflazionando il mercato, fino a quando il pubblico non ne ha abbastanza e così si passa alla prossima sottocategoria. Abbiamo avuto il boom dei prodotti basati sui viaggi nel tempo, quello dei loop temporali, ora è la volta della teoria del multiverso. Tutte tematiche affrontate giá in passato nei romanzi più famosi del genere, ma sempre buoni per essere rimaneggiati ed offerti al pubblico "moderno".
Dark Matter non è certo la prima serie TV sul multiverso e non attinge nemmeno ad una fonte "storica" (il romanzo dal quale è tratta è piuttosto recente), si può dire che anzi arrivi ben oltre la cresta dell'onda. Guardando le prime puntate poi la sensazione è di guardare qualcosa di affascinante ma un po' "vecchiotto" nello sviluppo. Siamo insomma ormai negli anni '20, dopo una infinitá prodotti dedicati al genere ci si aspetta che i protagonisti siano un attimo meno "ingenui" e un po' più "scafati" (sei un genio che ha ideato un piccolo "tesseratto" e all'improvviso ti ritrovi in un mondo molto simile al tuo eppure con delle varianti...che sarà successo? Fai 2+2). Eppure piano piano, con lo sviluppo della storia Dark Matter riesce a dire qualcosa di interessante e compiuto (cosa che non si può dire di tante serie ideate per avere 4/5/10 stagioni, che poi vengono fagocitate dalle ambizioni e dai misteri disseminati). Sono le persone e le loro scelte che plasmano il mondo e coloro che possono portarci all'Apocalisse sono le stesse identiche persone che potrebbero costruire il mondo perfetto.
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martedì 4 giugno 2024
Outer Range - seconda stagione (2024)
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Napoleone Wilson
Fantascienza e western. Due generi che raramente (e la cosa non stupisce) sono andati a braccetto. Troppo diversi concettualmente e ideologicamente. Space Cowboys esaltava l'anima più action di entrambi, mescolando trovate trash all'amore per la componente "di genere" dei due. Westworld, al contrario, utilizzava la fantascienza per indagare sull'animo umano e gli infiniti modi delle persone di autodistruggersi, mettendo in discussione un passato violento, riproponendocelo in un contesto moderno.
Outer Range, invece, nella sua prima stagione sceglieva un approccio molto più "essenziale". Western moderno (approccio classico, ambientazione attuale), con tutte le sue caratteristiche distintive, con la fantascienza che si insinuava sottilmente, senza fare rumore. Il fulcro erano questioni molto più "terrene": una guerra tra famiglie rivali che si contendevano degli appezzamenti di terra. Ma cosa conteneva questa terra? Era da lì che partivano una miriade di domande e misteri destinati a trasformare la serie in un qualcosa di molto più filosofico.
Questa seconda stagione cavalca sullo stesso sentiero, ma a briglie sciolte, abbracciando definitivamente la sua componente sci-fi, rinunciando necessariamente ad una sua particolare originalità per riuscire a dipanare (?) i suoi misteri.
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