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domenica 20 aprile 2025

Black Mirror - 7x06 - USD Callister: Infinity

Black Mirror ha sempre giocato con i rimandi tra le sue varie puntate, inserendo qua e là frasi, nomi, perfino personaggi presenti giá in altri episodi. Ma con "USD Callister: Infinity" per la prima volta ci offre un sequel diretto (in questo caso della prima puntata della quarta stagione, risalente ormai a quasi 8 anni fa).
Quella che dopo i primi minuti sembrava una semplice parodia di Star Trek e affini, si faceva intelligente analisi della natura umana (se sei una pessima persona in una realtà simulata lo sei anche nella vita reale?). Il sequel ne è una sua naturale evoluzione. Non sposta concettualmente il suo significato ma risulta ancora più ambiziosa e coinvolgente.
Con la sua ora e mezza di durata USD Callister: Infinity è infatti la puntata più lunga della settima stagione. Un film in pratica. Il cast è di fatto lo stesso della prima parte, così come la trama riprende esattamente da dove aveva lasciato. 

sabato 19 aprile 2025

Black Mirror - 7x05 - Eulogy

I ricordi sono labili. Ci portano a dimenticare, col passare degli anni, cose che all'epoca consideravamo fondamentali. Inoltre ci ingannano: il ricordo non è mai una rappresentazione veritiera di come determinati eventi sono accaduti ma sono solo una rappresentazione filtrata dai nostri sentimenti che li alterano, li confondono, "inventano". Questo ci porta a volte a sovrastimare le "colpe" degli altri e a sottostimare le nostre. In gergo si tende a definire un falso ricordo col nome di "Effetto Mandela" (una definizione coniata dell'autrice Fiona Broome, convinta assieme a tanti altri, che il famoso premio Nobel per la pace fosse morto in prigione negli anni '80).

venerdì 18 aprile 2025

Black mirror - 7x04 - Come un giocattolo

Sorta di spin-off della puntata interattiva Bandersnatch (2018), il quarto episodio della settima stagione ne condivide tematica e ambientazione (c'è pure una comparsata del programmatore pazzo Colin Ritman) ma non la struttura. Qui ci troviamo infatti di fronte ad un classico horror che ha per oggetto il mondo dei videogames. L'unica particolarità è il suo essere strutturato su due linee temporali diverse: il presente, ed il 1994, anno nel quale la vicenda ha inizio. A quell'epoca un giovane recensore di videogiochi si imbatte in uno strano programmatore (il Colin Ritman di cui sopra) e in un videogioco molto particolare: un simulatore in grado di entrare in profonda connessione col giocatore. Trent'anni dopo lo stesso uomo viene arrestato con l'accusa di omicidio. Cosa è accaduto in quell'arco di tempo? 

giovedì 17 aprile 2025

Black mirror - 7x03 - Hotel Reverie

Secondo episodio più lungo della stagione, Hotel Reverie è un omaggio ai film d'epoca e una riflessione sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie applicate al campo del cinema. Grazie ad un particolare software chiamato Redream è infatti possibile inserire un attore di oggi in un film d'annata, per mezzo di tecnologie digitali. In questo modo si possono riproporre al pubblico moderno pellicole ormai dimenticate, grazie al richiamo della grande star. Un modo per la Keyworth Pictures di risollevarsi, visto che naviga in brutte acque, causa catalogo piuttosto stagionato e quindi poco appetibile. Rifare tutto il film da capo, infatti, con nuovi attori, costumi, scenografie, richiederebbe troppe risorse. Molto meglio reclutare una sola star e affidare il resto ad un computer che provvederà a ricreare tutto il resto del film (compresi attori digitali che si comporteranno come se fossero reali, inconsapevoli di essere delle simulazioni).

mercoledì 16 aprile 2025

Black Mirror - 7x02 - Bestia Nera

Vi è mai capitato di rincontrare, da adulti, il ragazzo che durante la scuola veniva bullizzato da tutti e di ritrovarlo poi profondamente cambiato? Sicuro di se, affabile, per nulla intimorito dalle relazioni interpersonali quando invece durante gli studi stava sempre per conto suo. Magari nel frattempo ha pure fatto un sacco di cose, ha fatto altri studi o è in rampa di lancio per una carriera lavorativa di grandi soddisfazioni e voi state ancora allo stesso punto o quasi. Magari viene pure a lavorare nella vostra azienda e vuole soffiarvi la promozione tanto agognata, se non lo ha giá fatto.

Un cambiamento che ha un che di soprannaturale, di irreale, di impossibile da spiegare razionalmente. O forse siete solo invidiosi e vi fate trascinare dalla fantasia?
E' in sintesi quanto accade anche alla protagonista della seconda puntata della settima stagione di Black Mirror, Marie, una giovane pasticcera che si ritrova di fronte una vecchia conoscenza dell'epoca della scuola, Verity. Se il bullo diventasse bullizzato, come reagirebbe? 

martedì 15 aprile 2025

Black mirror - 7x01 - Common People

Quante volte vi siete incavolati per l'ennesimo ritocco al rialzo della tariffa di un servizio in abbonamento? Quante volte vi siete sentiti presi per i fondelli dopo aver scoperto che il vostro piano (una volta standard) è appena diventato "pezzent & poveracc edition" con tanto di pubblicità e minori contenuti? Quante volte ancora dopo essere passati con una certa esitazione al piano Premium avete scoperto che dopo qualche settimana questo sarebbe diventato il nuovo "sfigato edition", con lo stesso prezzo ma il contenuto della versione inferiore? E ogni volta avete comunque inevitabilmente accettato il "ricatto". Ecco, immaginate se la stessa cosa avvenisse per le persone.

venerdì 23 giugno 2023

Black Mirror 6 - episodio 5

Black Mirror 6.5  Demon 79




La sesta stagione di Black Mirror si conclude con la puntata più lunga di tutte, un vero e proprio film TV della durata di quasi un'ora e mezza. La dicitura iniziale "A Red Mirror Production" è abbastanza emblematica, come se si trattasse di un film tv a se stante, uno spin-off, la puntata iniziale di un nuovo corso: dalla fantascienza ci si sposterá definitivamente sull'horror? E' lo stesso Charlie Brooker d'altronde ad aver affermato che le distopie tecnologiche gli stanno "strette", che lui non ce l'ha con la tecnologia in senso stretto ma con la capacitá dell'umanitá di autodistruggersi. Il male insomma non è nella macchina ma nell'uomo. 

Il titolo della puntata, Demon 79, rende immediatamente l'idea sul genere e sul periodo nel quale è ambientata. Stavolta però l'horror flirta con l'ironia e con la commedia. Non potrebbe essere altrimenti se ti trovi di fronte ad un demone che ti appare all'improvviso vestito come uno dei Boney M. A scatenarlo inavvertitamente è stata una commessa di un negozio di scarpe, vessata sul lavoro e immersa in una societá ancora retrograda in tema di integrazione (il razzismo è una delle tematiche predominanti della puntata). 

Il Demone agghindato da cantante di discomusic esige dalla commessa dei sacrifici umani, secondo delle regole prestabilite e inflessibili (più o meno) da chi sta più in alto (in questo caso in basso) di lui: la donna dovrá ammazzare 3 persone in 3 giorni diversi entro la mezzanotte, pena il sopraggiungere dell'apocalisse. Una specie di favola di Cenerentola al contrario insomma (le scarpe, l'incantesimo che si interrompe a mezzanotte appunto...), dove la timida ragazza dovrá trasformarsi non in una principessa ma in una spietata serial killer per il bene dell'umanitá (non il suo bene personale). 
Sará tutto vero? Oppure è solo il parto di una mente folle che ormai ha perso ogni contatto con la realtá?




In Demon 79 l'Inghilterra è un luogo freddo, grigio, dove arrivismo e sprezzo per tutto ciò che viene considerato diverso costituiscono la normalitá. Un mondo nel quale una commessa di origini indiane non può che trovare rifugio in un qualcosa di totalmente alieno come lei, anzi ancora più alieno, l'antitesi del perbenismo e del puritanesimo: un demone che le dice di farsi giustizia da sola. Qui non è più insomma, come in passato, la tecnologia ad offrire lo spunto per le conseguenze più agghiaccianti, ma il soprannaturale. Non è la tecnologia il problema insomma, per dirla alla Charlie Brooker, ma l'uomo.

Voto 7+

giovedì 22 giugno 2023

Black Mirror 6 - Episodio 4

Black Mirror.  6.4  Mazey Day




La quarta puntata mette le cose definitivamente in chiaro: la sesta stagione di Black Mirror non solo stacca nettamente con il passato ma sembra proprio totalmente un'altra roba. Se non ci fosse quel titolo lì a ricordartelo chiaramente non ti verrebbe mai da associare queste puntate a quanto visto anche solo fino alla quinta stagione. La fantascienza, lambita da Beyond The Sea, qui è di nuovo desaparecida, lasciando lo spazio all'horror, qui neppure venato di giallo come in Loch Henry. Questo è horror fatto e finito, quello con accenni di soprannaturale, in una puntata che sembra un ibrido tra Supernatural e Masters of Horror. 

Ambientato ugualmente nel passato, ma meno remoto (gli anni duemila per la precisione) contiene anch'esso, così come per il secondo episodio, una critica velata al mondo dello spettacolo. Non il cinema in questo caso, ma il giornalismo, o la sua deriva più becera, il mondo del gossip per la precisione. La ricerca dello scandaluccio, il segreto nascosto dal vip di turno, qualche dipendenza mal celata, Quella voglia di farsi gli affari degli altri che ci trasforma tutti in guardoni pronti a puntare il dito. Il gossipparo è un giornalista che non investiga o smaschera, ma che ama osservare dal buco della serratura sperando di trovarci una  pistola fumante, in barba all'etica o a qualsiasi forma di morale. Poi le conseguenze sono di qualcun altro tanto. Sbatti il "mostro" in prima pagina si dice giusto? Ecco, appunto.

Mazey Day è un'attrice che ha dei problemi di dipendenza. Da tempo i paparazzi cercano di coglierla sul fatto e l'occasione propizia sembra capitare a Bo, ritiratasi da qualche tempo dal settore (uno degli uomini che aveva paparazzato si era suicidato). L'occasione le si presenta quando Mazey decide in gran segreto di rinchiudersi in uno strano centro di riabilitazione dopo aver investito un uomo, sotto l'effetto di stupefacenti. 
Non tutte le dipendenze però sono uguali e Bo e i suoi colleghi lo scopriranno a loro spese.




Mazey Day è l'episodio più breve di questa sesta stagione: 40 minuti circa. Per buona parte ci si chiede dove si voglia andare a parare. Ok la critica ai paparazzi, alla mancanza di etica nel giornalismo. Ma poi? Negli ultimi 10 minuti assistiamo purtroppo ad un’escalation horror affrettata e poco appassionante, introdotta da un colpo di scena interessante ma buttato lì. Non ha il tempo necessario per decantare e non riesce ad appassionare o stupire. Un passo falso sia concettualmente (lo stacco degli ultimi minuti dai precedenti è troppo repentino) che nella messa in pratica.

Voto 6

mercoledì 21 giugno 2023

Black Mirror 6 - Episodio 3

Black Mirror 6.3 Beyond The Sea


Dopo una puntata che sembrava uscita da un altro tipo di antologia televisiva, anche la terza puntata della sesta stagione di Black Mirror fa la stessa cosa. Beyond The Sea però è fantascienza pura, quella classica, che potrebbe benissimo stare in Philip Dick's Electric Dreams. Così classica che anzichè essere ambientata in un futuro angosciante, ci dipinge invece un 1969 "alternativo", retrofuturista. Un passato nel quale  gli astronauti, costretti a stare per anni lontani dalla Terra e dai propri cari, hanno a disposizione delle "repliche", dei simulacri che ne riprendono esattamente le fattezze e che possono (se attivati attraverso il controllo mentale dell'"originale", che sta fisicamente nello spazio) vivere quaggiù al loro posto, per un certo quantitativo di tempo a disposizione. Cosa potrebbe andare storto?

Due di questi astronauti, interpretati da Aaron Paul e Josh Hartnett, vivono questa "doppia vita" , dividendosi tra il lavoro nello spazio e i piccoli problemi quotidiani sulla Terra, fino a quando una setta "anti-repliche" compie una strage uccidendo tutti i membri della famiglia di uno dei due, distruggendo pure il suo simulacro.
Da quel momento la puntata prenderà una piega sempre più oscura e cupa, invitandoci a riflettere sul concetto di umanitá, sulla solitudine e sulla natura della violenza.
Quando tutto ciò che ci tiene ancorati alla nostra vita ci viene portato via, cerchiamo di aggrapparci a qualcos'altro, di prenderci anche una vita che non è la nostra ma potrebbe assomigliargli, anche a costo di trasformarci in un mostro. Simulare la propria esistenza si trasforma quindi ad un certo punto in un voler simulare quella di un altro, o in un ibrido tra le due cose. Le conseguenze non possono che essere estreme e violente.



Beyond The Sea riprende la tematica della "doppia realtá", giá vista nella prima puntata. Lì la replica era "fittizia", irreale, opera di finzione, generata da un computer sulla base di informazioni carpite subdolamente. Qui sono i protagonisti stessi a volersi "sdoppiare" vivendo in altri se stessi, che sono perfettamente identici a loro, ed agiscono su loro impulso, provano le stesse sensazioni ed emozioni. Quei simulacri sono umani non perchè fatti di carne ed ossa (non lo sono, non sanguinano se vengono "feriti") ma perchè sono guidati da menti umane, capaci compiere opere di incantevole bellezza (i dipinti) così come di efferata spietatezza (l'omicidio).

Un episodio questo che, pur non rientrando pienamente nei canoni del Black Mirror che fu, ripesca certe atmosfere fantascientifiche e oscure che ne fanno una delle puntate più riuscite del lotto. 

Voto 7,5

lunedì 19 giugno 2023

Black Mirror 6 - Episodio 2

Black Mirror 6.2 Loch Henry




E' Black Mirror oppure Cabinet of Curiosities? Perchè qui di fantascienza o di distopia non c'è nemmeno l'ombra. Questa puntata è un horror puro, senza tantissimi fronzoli, col classico colpo di scena piazzato nel momento clou della tensione. Non ci sono molte altre implicazioni. Difficile considerarla una creatura di Charlie Brooker. Sembra un film breve che riprende certe atmosfere care a Shyamalan. La regia e il ritmo sono congeniali, la tensione e il crescendo sono interessanti, ma manca la ciccia, quella che rende un episodio di Black Mirror qualcosa di unico e riconoscibile rispetto a tutto il resto.

I lievi rimandi alla puntata precedente, a "Streamberry" in particolare, la critica ai prodotti crime che enfatizzano e quasi glorificano la figura del mostro assassino, come nella serie su Dhamer uscita proprio su Netflix, sono piuttosto blandi. Poco ficcanti. Sono quasi degli easter egg più che veri spunti di riflessione. Il fulcro è invece la storia, non originalissima ma comunque sufficiente. La critica sociale sembra insomma quasi inserita in maniera posticcia, per giustificare l'appartenenza a Black Mirror.




Una coppia torna nella cittadina di lui, intenzionata a girare un documentario naturalistico su un uomo che protegge delle uova dai bracconieri. Che noia! Perchè invece non girare un dicufilm su un efferato delitto accaduto anni prima in quella cittadina e che, guarda caso, ha tra le "vittime" proprio il padre di uno dei due? Forse però certi segreti e meglio tenerli nascosti. O forse invece siamo davvero talmente ossessionati dal successo da svenderci e svendere perfino i nostri traumi e i nostri scheletri nell'armadio? Qual è il confine tra autorialitá ed esaltazione della violenza fine a se stessa? 

Loch Henry è un episodio godibile ma pare totalmente decontestualizzato e non contiene grandissimi spunti di riflessione, nulla che non si sia giá visto in tanti altri prodotti appartenenti allo stesso genere. Fa il suo, ma per essere un episodio di Black Mirror non può non considerarsi un episodio minore, destinato a non restare impresso nella memoria e non basta qualche simpatico easter egg (come quello che cita San Junipero) per elevarlo oltre la sufficienza.

Voto 6,5

domenica 18 giugno 2023

Black Mirror - Sesta Stagione (2023)


E' sicuramente vero (come dicono in tanti) che col tempo Black Mirror ha perso la sua carica innovativa, destabilizzante, sarcastica. Dalla serie di nicchia dei primissimi episodi, nel corso delle stagioni è diventato un prodotto sempre più pop,  patinato, per tutti. Non è un caso d'altronde che la svolta definitiva verso questa sua nuova incarnazione sia coincisa con l'acquisizione da parte di Netflix. Tuttavia, nonostante ci si fosse lasciati con una quinta stagione piuttosto discutibile e l'esperimento Bandersnatch fosse riuscito più concettualmente che a livello emozionale, una nuova stagione di Black Mirror resta comunque un evento. Nessun altra serie in questi anni è riuscita ad indagare nel profondo il nostro rapporto malsano con le nuove tecnologie, la deriva sempre più folle e deumanizzante alla base di ciò che diventa poi una distopia. Una serie di fantascienza che dipinge non futuri lontanissimi ma molto prossimi, alla portata, credibillissimi e per questo ancora più in inquietanti. Un futuro che insomma fa rima con il presente e che (caso inedito per la serie) in questa sesta stagione lambisce perfino il passato, diventando qualcos'altro.

Nel corso di questi giorni dedicheremo una recensione ad ogni puntata della serie creata da Charlie Brooker. 



6.1. Joan è terribile


Il primo episodio mette subito le cose in chiaro. Black Mirror è roba di Netflix, è una sua diretta emanazione e non manca di farcelo sapere, anche con la giusta dose di ironia e sarcasmo ma certo con meno cattiveria rispetto al passato. La puntata ha per oggetto proprio un servizio di streaming molto molto particolare: Streamberry rimanda più che esplicitamente a Netflix (il gingle, i colori, il logo) ma non viene mai citato col suo vero nome, forse perchè, come scopriremo poi, si tratta di un contenitore di film e serie tv piuttosto discutibili (chiamarlo direttamente Netflix insomma sarebbe stata una pessima pubblicità).

domenica 25 dicembre 2022

I 5 migliori episodi natalizi nelle serie TV

Fare una lista dei propri film preferiti a tema natalizio è piuttosto facile e scontato. Si finisce per citare sempre i soliti (bellissimi) film, magari nominando qualche chicca sconosciuta, a sorpresa, ma si tratta comunque di eccezioni. Molto più complicato è scegliere un episodio natalizio di una serie TV: l'offerta è molto più vasta eppure è molto più difficile trovare un episodio davvero riuscito e memorabile, un qualcosa che sia contemporaneamente coerente con lo spirito del natalizio e con la serie alla quale appartengono. Abbiamo scelto i nostri 5 preferiti per augurarvi Buon Natale.



Ted Lasso
- 2x04 "Carol of the Bells"

La più recente tra le puntate citate in questa classifica. Ted Lasso e il Natale, ovvero anche le squadre di calcio hanno un cuore. Nonostante in Inghilterra si giochi perfino durante i giorni delle festività natalizie (a Santo Stefano per la precisione) il 25 dicembre sará un giorno speciale per tutti i tesserati del Richmond, da quelli più depressi (Ted è solo, lontano dalla famiglia e in un Paese straniero) a quelli più in vena di festeggiare. Tanti buoni sentimenti, risate, e qualche bella citazione (una abbastanza evidente riprende a modo suo Love Actually)


South Park
1x09 - "Mr. Hankey, the Christmas Poo"


South Park e il Natale. Quali altre due cose potrebbero essere più agli antipodi? Eppure, pur essendo tra le serie più irriverenti, sboccate e politically scorrect, South Park spesso ci ha fatto riflettere e regalato momenti perfino commoventi, oltre a sfornare diversi episodi a tema natalizio. A volte ci ha addirittura offerto una moral...no, a questo punto non ci è mai arrivata, ma ci è andata vicino. Ad esempio in uno degli episodi della primissima stagione, il nono per la precisione: quello nel quale fa la sua prima apparizione Mr Hankey, una cacca che solo Kyle (ebreo e quindi escluso dai suoi coetanei il giorno di Natale) può vedere. Sará lo "stronzetto" a ricordare a lui e a tutta la cittá il "vero significato del Natale", southparkiano all'ennesima potenza. E poi per la prima volta in un episodio di South Park non moriva Kenny. Se non è "essere tutti più buoni" questo...



Black Mirror
2x04 - "White Christmas"

Di veramente natalizio c'è poco: qualche accenno qua e lá, le luci, la neve... Di spirito natalizio poi non ne parliamo: questo episodio, come quasi tutti gli episodi di Black Mirror è un pugno nello stomaco. E' la storia di un futuro che annulla l'umanità nelle persone, che cancella per sempre davanti ai nostri occhi l'immagine di coloro che ci hanno escluso dalle loro vite (basta premere un tasto sul telefono e coloro che odi non potranno più vederti) e impedisce le seconde occasioni. Un susseguirsi di colpi di scena e trovate da accapponare la pelle. Probabilmente l'episodio  più crudele e senza speranza che si sia mai visto in televisione, a Natale. Ed è un capolavoro. 



Community
2x11 - "Abed's Uncontrollable Christmas"

Sono sempre stato convinto che Community sia una delle serie TV più sottovalutate di tutti i tempi. La creatura di Dan Harmon travalicò qualsiasi genere e categorizzazione. Una commedia, che però a seconda degli episodi si trasformava in un musical, un giallo, un horror, una serie di fantascienza (gli episodi che parodiavano il Doctor Who e quelli che introducevano il mondo parallelo con l'Abed cattivo...da uscire fuori di testa). Ne potrei parlare per ore. In questa sede però mi limito a citare uno degli episodi più particolari, commoventi e geniali che si possano vedere in una serie TV, l'undicesimo della seconda stagione. Girato quasi tutto in stop motion, ci mostra un Abed in versione animata che va a caccia del vero spirito del Natale con gli altri studenti che lo assecondano controvoglia. Tra traumi infantili e fantasmi del passato finirá per scoprire che "il vero significato del Natale è l'idea che il Natale abbia un significato". Genio puro. 


Quantum Leap
3x10 - "A Little Miracle"


La mia serie TV preferita da ragazzino (e una delle mie preferite tutt'ora). Cosa può esserci quindi di più bello di un episodio interamente dedicato al Natale del tuo telefilm preferito da piccolo? Nulla appunto. E se Sam durante ogni episodio aiutava coloro che erano nei guai, in questo episodio salverà l'anima di un ricco senza cuore, in un episodio che più Dickensiano e classico non si potrebbe. Eppure con alcune varianti davvero gustose per i fan della serie: l'ologramma Al nei panni dei fantasmi del Natale  è spassosissimo e perfettamente coerente (visti i suoi trascorsi personali) con le tematiche dell'episodio: rimpianti, scelte sbagliate e voglia di ricominciare. 




domenica 6 gennaio 2019

La Recensione interattiva di BANDERSNATCH


Sul web non si parla d'altro: Bandersnatch di qua, Bandersnatch di là, oh mio Dio quanto è bello Bandersnatch, quanto e' innovativo, che visionarietà, è qualcosa di mai visto e udito su una tv (o uno smartphone), la quintessenza dell'originalità fatta streaming... Ma cosa e' in realtà' questo Bandersnatch, ennesima creatura partorita da quella fucina di idee altrimenti nota come Black Mirror (come si sa la serie ideata da Charlie Brooker è sempre stata "avanti", una serie che guarda il futuro ma con l'occhio del presente, che mostra scenari terribili e apocalittici eppure a suo modo a noi vicinissimi è tremendamente concreti)? Come si collega alla serie principale? Cosa ha di così straordinario per catalizzare l'attenzione di tutto il mondo?

Bandersnatch è (a volerlo spiegare in 2 parole) una grossa puntata, interattiva e slegata dalle stagioni principali, di Black Mirror, dove gli snodi della trama vengono decisi dall'utente (in questo caso parlare di spettatore è già fuori luogo) con il telecomando (se utilizzate un televisore). Questo è. Tutto qua? Beh, c'è che questo spunto di partenza funge da architrave per una serie di riflessioni sul libero arbitrio e il senso della vita, un continuo giocare con lo spettatore, che viene bombardato da citazioni e riferimenti meta-testuali. Non è un caso quindi che Bandersnatch, oltre ad essere il titolo della puntata in questione, sia anche il titolo di un fantomatico libro dal quale il protagonista (un giovane programmatore degli anni '80) cerca di sviluppare una trasposizione video-ludica. E' proprio questo rapporto tra utente e "gioco"/film che finirà per cambiare di continuo, in modi del tutto inaspettati, fino a farci dubitare delle nostre certezze. Quanto tutto ciò sia più o meno riuscito sta al fruitore deciderlo, stavolta però non con il telecomando ma col proprio cervello. Ognuno interpreterà Bandersnatch come meglio crede, in base ai suoi gusti, alle sue preferenze o in base al percorso che ha scelto di compiere ad ogni bivio della trama. Un mero esercizio di stile? Una trashata pubblicitaria frutto del marketing? Un'opera d'arte? Sta all'utente deciderlo.






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