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domenica 17 febbraio 2019

RED DEAD REDEMPTION 2 - Redenzione senza compromessi (parte 3)

Se nella prima parte di questa "recensione trina" ci siamo occupati della discriminante cambiamento di stile di vita nel completamento di RDR2 e nella seconda abbiamo parlato dell'età, nella terza e ultima parte analizzeremo il concetto di frree roming.

3. Il concetto di free roaming per Rockstar Games

Ricordate i primi vagiti in 3d di Rockstar Games? Un inno al cazzeggio puro: trame sconclusionate, citazioni a pioggia, gameplay raffazzonato, grafica non così al passo con i tempi (GTA Vice City e GTA San Andreas anche all'epoca della loro uscita non erano così strabilianti a vedersi)...

martedì 5 febbraio 2019

Steve Hackett - At The Edge of Light

Ci sono artisti che passata la sessantina si ritirano a vita privata, campando di rendita, ed altri (molti molti meno) che sembrano invecchiare come il vino buono. Magari l'originalità è ormai da tempo perduta, così come la giovinezza, ma lo spirito resta lo stesso. Hackett appartiene proprio a questa categoria: più passano gli anni e più prolifico sembra diventare. Se quindi tra Genesis Revisited 2 e Wolflight erano passati quasi 3 anni e tra quest'ultimo e The Night Siren giusto 2, il nuovo At The Edge Of Light è uscito appena 22 mesi dopo. Obblighi contrattuali si dirà, ma un artista come Hackett in realtà non ha più nulla da dimostrare e quindi può liberamente permettersi di fare quello che gli pare, anche perchè ormai da anni mantiene il suo seguito molto più grazie ai live che agli album da studio. Quest'ultimo lavoro infatti si inserisce nel solco dei precedenti, Steve sta ormai seguendo un percorso ben definito che mescola sapientemente la world music col prog e con spruzzate di blues/metal. Tutto questo si sposa con tematiche sociali quanto mai attuali e (paradossalmente per questi tempi bui) "controcorrente": la necessità di riscoprire il nostro lato più umano, di sentirci tutti uguali nella nostra diversità, di ricominciare a vedere la bellezza nel diverso come motivo di arricchimento culturale. Ne esce fuori un album non originalissimo, come prevedibile, ma ispirato, meno compatto del precedente ma con più picchi in positivo.

domenica 6 gennaio 2019

La Recensione interattiva di BANDERSNATCH


Sul web non si parla d'altro: Bandersnatch di qua, Bandersnatch di là, oh mio Dio quanto è bello Bandersnatch, quanto e' innovativo, che visionarietà, è qualcosa di mai visto e udito su una tv (o uno smartphone), la quintessenza dell'originalità fatta streaming... Ma cosa e' in realtà' questo Bandersnatch, ennesima creatura partorita da quella fucina di idee altrimenti nota come Black Mirror (come si sa la serie ideata da Charlie Brooker è sempre stata "avanti", una serie che guarda il futuro ma con l'occhio del presente, che mostra scenari terribili e apocalittici eppure a suo modo a noi vicinissimi è tremendamente concreti)? Come si collega alla serie principale? Cosa ha di così straordinario per catalizzare l'attenzione di tutto il mondo?

Bandersnatch è (a volerlo spiegare in 2 parole) una grossa puntata, interattiva e slegata dalle stagioni principali, di Black Mirror, dove gli snodi della trama vengono decisi dall'utente (in questo caso parlare di spettatore è già fuori luogo) con il telecomando (se utilizzate un televisore). Questo è. Tutto qua? Beh, c'è che questo spunto di partenza funge da architrave per una serie di riflessioni sul libero arbitrio e il senso della vita, un continuo giocare con lo spettatore, che viene bombardato da citazioni e riferimenti meta-testuali. Non è un caso quindi che Bandersnatch, oltre ad essere il titolo della puntata in questione, sia anche il titolo di un fantomatico libro dal quale il protagonista (un giovane programmatore degli anni '80) cerca di sviluppare una trasposizione video-ludica. E' proprio questo rapporto tra utente e "gioco"/film che finirà per cambiare di continuo, in modi del tutto inaspettati, fino a farci dubitare delle nostre certezze. Quanto tutto ciò sia più o meno riuscito sta al fruitore deciderlo, stavolta però non con il telecomando ma col proprio cervello. Ognuno interpreterà Bandersnatch come meglio crede, in base ai suoi gusti, alle sue preferenze o in base al percorso che ha scelto di compiere ad ogni bivio della trama. Un mero esercizio di stile? Una trashata pubblicitaria frutto del marketing? Un'opera d'arte? Sta all'utente deciderlo.






clicca qui se per te Bandersnatch è un'opera d'arte




clicca qui se invece ti interessa di più il giudizio dell'autore di quest'articolo.

mercoledì 24 maggio 2017

Galahad - Quiet Storms (2017)

I Galahad sono un gruppo strano. Appartenenti al neo prog, non hanno fatto parte però della "prima ondata", quella più famosa e che vide la fortuna di gruppi come Marillion, Iq, Pallas e Pendragon. Arrivati più tardi, come gli Arena, non avevano però come loro la forza di musicisti navigati e provenienti da esperienze di successo. Il nome del gruppo non era il massimo dell'originalità e i primi album risultavano derivativi e pieni di scimmiottamenti ai Marillion. Pure il cantante Stuart Nicholson era tutto meno che appariscente e la produzione dei primi album era particolarmente pessima. Una ciofeca di gruppo insomma? No.

giovedì 30 marzo 2017

Steve Hackett - THE NIGHT SIREN

Viviamo tempi difficili: odio, guerre (ideologiche o reali), muri, incapacita' di comunicare con gli altri...Il mondo sembra sul punto di un cambiamento epocale che portera' a ripercussioni difficilmente prevedibili. In questo clima di incertezza e' normale che anche la musica finisca per restarci intrappolata ed esserne influenzata, a maggior ragione se si tratta di artisti sensibili e con molte cose da dire. Uno di questi e' sicuramente Steve Hackett, che alla bellezza di sessantasette primavere se ne esce con un album coraggioso, particolare, che non ha paura di affrontare temi scomodi. The Night Siren, questo il titolo, una sirena che risuona nella notte per risvegliare le coscienze e chiederci di smuoverci e di fare attenzione a tutto quello che sta accadendo in questi tempi.

martedì 27 settembre 2016

Marillion - F.E.A.R.

Di solito, dopo aver ascoltato per la prima volta un album dei Marillion (con Steve Hogarth, quelli con Fish li ho adorati fin dal primo ascolto tutti e 4) ho tre tipi di reazione:

- non è un granchè ma ci sono un paio di perle
- non un capolavoro ma è gradevole e contiene buone cose
- al primo ascolto mi sembra piuttosto particolare e ancora non mi dice nulla di definitivo sia in positivo che in negativo.

giovedì 2 giugno 2016

Big Big Train - Folklore (2016)

All'attivo già da diversi anni e dopo una serie di primi lavori gradevoli ma poco entusiasmati, con l'arrivo di David Longdon alla voce i Big Big Train fecero un deciso passo in avanti. Il loro prog infatti negli ultimi lavori è certamente "orecchiabile" ma allo stesso tempo dispone di diverse increspature e citazioni che lo rendono difficilmente omologabile. Se aluni spunti (e la voce di Logdon) possono far pensare direttamente al neo prog dei Marillion con Steve Hogarth, in realtà si sente tantissimo anche il gusto di gruppi più "classici": non solo i Genesis ma soprattutto i King Crimson più sinfonici e gli Yes. In pratica quindi ci troviamo di fronte ad un gruppo assimilabile tanto al neo prog quanto al prog sinfonico degli anni '70.

sabato 23 aprile 2016

Huis - NEITHER IN HEAVEN

Nati da una costola dei Mistery (il chitarrista Michel St-Père), i canadesi Huis pubblicano in questi giorni il loro secondo album, Neither In Heaven.
Rispetto ai Mistery, nel primo album si fecero notare per un sound (sebbene sempre assimilabile al neo prog) meno potente e "rusheggiante" e più simile invece a certe cose degli ultimi Arena, paragone enfatizzato dalla voce di Sylvain Descôteaux molto simile a tratti a una specie di Paul Manzi con l'accento francese.

lunedì 7 settembre 2015

Iron Maiden - THE BOOK OF SOULS

© 4 Settembre 2015
Questo 2015 si sta rivelando ricco di sorprese per i fan della musica più "dura". Se infatti l'anno si era aperto con il ritorno a sorpresa dei teutonici Scorpions (dopo gli annunci di ritiro) con il dimenticabile (ma non disprezzabile) "Return to Forever", maggio ha visto il gradito ritorno dei connazionali Helloween con il riuscito "My god given Right". A fine estate, anche loro quasi inattesi, tornano pure gli Iron Maiden. E' notizia infatti solo di qualche mese fa la malattia di Bruce Dickinson che ha lasciato i fan di stucco e che ha messo in dubbio non solo il nuovo album ma anche il futuro della band.

venerdì 1 maggio 2015

Arena - THE UNQUIET SKY

© 28 aprile 2015

Gli Arena sono un gruppo piuttosto particolare nell'ambito del neo prog: non sono nati durante la prima ondata anni '80 che ha portato alla ribalta band come Marillion, Pendragon, Iq, ma allo stesso tempo ne fanno comunque parte. Pur essendo nati infatti circa un decennio dopo le suddette band, tra le sue fila militano proprio alcuni componenti delle stesse, tanto che potremmo parlare di un "supergruppo".

martedì 7 aprile 2015

Steve Hackett - WOLFLIGHT

© 30 Marzo 2015

A quattro anni di distanza da Beyond The Shrouded Horizon, l'ex chitarrista dei Genesis torna con un album di inediti. Messo da parte (momentaneamente?) il progetto col quale ha ripreso con successo il repertorio del suo ex gruppo è tornato a rituffarsi nella sua carriera solista, con un concept album intitolato Wolflight.

venerdì 27 febbraio 2015

Scorpions - RETURN TO FOREVER

© 20 Febbraio 2015
Dopo l'annuncio di ritiro dalle scene di qualche anno fa evidentemente gli Scorpions proprio non ce l'hanno fatta ad appendere le chitarre al chiodo: dapprima un lungo tour d'addio, poi un album di cover e adesso un album di inediti uscito qualche giorno fa. I membri della band hanno giustificato l'operazione come un ripescaggio di vecchi brani scartati negli anni passati e ripubblicati in una veste nuova. Sarà proprio così?

mercoledì 5 novembre 2014

Pendragon - MEN WHO CLIMB MOUNTAINS

© 6 Ottobre 2014
Qualche mese fa i Pendragon annunciavano l'uscita dal gruppo del batterista Scott Higham, per "problemi personali", proprio a pochi mesi di distanza del nuovo album in uscita, album che ha visto la luce qualche settimana fa. Gli ultimi due lavori, che avevano visto la partecipazione di Higham, si erano contraddistinti per un indurimento del sound che aveva sicuramente giovato ad un album come Pure, davvero riuscito e godibile, mentre probabilmente con Passion avevano cercato di replicare la formula risultando meno freschi e efficaci (Passion resta comunque un album discreto, con ottimi momenti, per quanto forse troppo ai confini col prog metal per un gruppo come i Pendragon).


venerdì 9 maggio 2014

IQ – THE ROAD OF BONES

© 3 Maggio 2014
Il neo progressive è sicuramente uno dei generi più bistrattati in assoluto: nato in un periodo in cui il Prog era ormai "fuori moda", ne rappresentò una versione più diretta e contaminata con le sonorità di quegli anni, col risultato di inimicarsi sia i punkettoni o gli newwavers dell'epoca, sia i vecchi fan del Prog classico, che mal digerivano una certa semplificazione dei suoni e un'appiattirsi su sonorità non originalissime.

giovedì 17 aprile 2014

Ian Anderson – HOMO ERRATICUS

© 14 Aprile 2014
Ian Anderson è sicuramente tra i compositori più prolifici della storia del rock, se pensiamo che tra il 1968 e il 1982 è riuscito col suo gruppo a pubblicare ben 14 album in studio (la media di uno l'anno), e molti di questi appartenenti a generi musicali diversi (dal blues iniziale, passando al folk, al progressive rock, al hard rock...), ci accorgiamo dell'incredibile creatività di questo artista scozzese.

domenica 3 novembre 2013

Steve Hackett – GENESIS REVISITED, LIVE AT HAMMERSMITH

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© 21 Ottobre 2013
Dopo l'uscita del secondo capitolo del suo personale omaggio ai Genesis (Revisited 2) Steve Hackett si è subito imbarcato in una serie di date dal vivo per celebrare davanti al suo pubblico i migliori episodi di una delle bandiere del progressive rock.

I concerti sono stati un successo e hanno dimostrato (qualora ce ne fosse bisogno) ancora una volta la grandezza, non solo di un gruppo come quello dei Genesis, ma di un chitarrista purtroppo spesso sottovalutato magari perché troppo poco appariscente.

sabato 21 settembre 2013

Fish - A FEAST OF CONSEQUENCES

fish_feast_consequences
© 2 Settembre 2013
Sono passati 6 anni dall'ultimo album dell'ex frontman dei Marillion (13th star), un lasso di tempo che può sembrare lungo ma che invece appare incredibilmente breve se pensiamo che nel frattempo il gigante scozzese ha rischiato di abbandonare la carriera musicale. Per fortuna i problemi di salute alla fine si sono rivelati meno "importanti" di quanto apparivano e quindi eccolo qui tornato con questo Feast of concequences, 10 lavoro della sua carriera solista.

mercoledì 13 marzo 2013

David Bowie – THE NEXT DAY

© 8 marzo 2013
A distanza di dieci anni dall'album precedente, quasi in sordina (e preannunciato qualche tempo fa su facebook), esce in questi giorni l'ultimo album del Duca Bianco, The next day.

venerdì 26 ottobre 2012

Steve Hackett - GENESIS REVISITED 2

© 22 Ottobre 2012
Quando Steve Hackett una quindicina di anni fa se ne uscì con Genesis revisited spiazzò i fan (sia suoi che quelli dei Genesis): perchè recuperare alcuni tra i maggiori capolavori del suo ex gruppo stravolgendoli e riarrangiandoli in modo completamente diverso? Forse una volontà dissacratoria dettata  dalla voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa (aveva ancora qualche rancore con gli ex compagni) e il desiderio di far scoprire nuove sfumature o esaltare alcune parti di brani che erano rimasti nella storia. L'operazione, pur con qualche riserva riuscì, e permise anche a una perla come Deja-vu (un inedito che però era stato concepito all'epoca del sodalizio) di vedere la luce.

venerdì 12 ottobre 2012

Marillion - SOUNDS THAT CAN'T BE MADE

© 17 Settembre 2012
Quando esce un nuovo album dei Marillion per i fan in un certo senso è sempre un evento, perchè dopo aver ascoltato i capolavori con Fish, dopo album come Brave e Marbles o anche lo stesso Afraid of sunlight, ci si aspetta sempre che regalino al proprio pubblico nuovi capolavori.
Non sempre è accaduto che Hogarth e soci componessero grandi album, anzi di solito a grandi dischi si sono succeduti altri che non andavano oltre la sufficienza, che contenevano 2 o 3 perle ma poi il resto dei brani non era allo stesso livello.