Molti videogiochi hanno colonne sonore memorabili, imponenti, fondamentali per la riuscita degli stessi. Musiche che sottolineano momenti emozionanti, che regalano scariche di adrenalina nelle fasi più action o che contribuiscono a farci stare sul costante chi va là nei giochi horror. Ma quanti videogiochi hanno reso la musica il fulcro sul quale si poggiano, l'hanno messa al centro della propria trama e gameplay? Quanti hanno raccontato una storia incentrata su una rockstar, sul sogno di diventare gli idoli delle folle, sul potere salvifico della musica e sulla sua capacità di farci viaggiare verso altri mondi e altre dimensioni? Pochi, pochissimi e no, non contano i vari Guitar Hero, Rocksmith e affini.
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giovedì 21 luglio 2022
The Artful Escape - il rock non è morto, almeno nei videogames
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Napoleone Wilson
Molti videogiochi hanno colonne sonore memorabili, imponenti, fondamentali per la riuscita degli stessi. Musiche che sottolineano momenti emozionanti, che regalano scariche di adrenalina nelle fasi più action o che contribuiscono a farci stare sul costante chi va là nei giochi horror. Ma quanti videogiochi hanno reso la musica il fulcro sul quale si poggiano, l'hanno messa al centro della propria trama e gameplay? Quanti hanno raccontato una storia incentrata su una rockstar, sul sogno di diventare gli idoli delle folle, sul potere salvifico della musica e sulla sua capacità di farci viaggiare verso altri mondi e altre dimensioni? Pochi, pochissimi e no, non contano i vari Guitar Hero, Rocksmith e affini.
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giovedì 30 marzo 2017
Steve Hackett - THE NIGHT SIREN
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Napoleone Wilson
Viviamo tempi difficili: odio, guerre (ideologiche o reali), muri, incapacita' di comunicare con gli altri...Il mondo sembra sul punto di un cambiamento epocale che portera' a ripercussioni difficilmente prevedibili. In questo clima di incertezza e' normale che anche la musica finisca per restarci intrappolata ed esserne influenzata, a maggior ragione se si tratta di artisti sensibili e con molte cose da dire. Uno di questi e' sicuramente Steve Hackett, che alla bellezza di sessantasette primavere se ne esce con un album coraggioso, particolare, che non ha paura di affrontare temi scomodi. The Night Siren, questo il titolo, una sirena che risuona nella notte per risvegliare le coscienze e chiederci di smuoverci e di fare attenzione a tutto quello che sta accadendo in questi tempi.
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venerdì 24 marzo 2017
5 motivi per i quali Steve Hackett è uno dei migliori chitarristi della storia del rock
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Napoleone Wilson
Proprio oggi è uscito il nuovo album (The Night Siren) dell'ex chitarrista dei Genesis. In attesa della recensione (che pubblicheremo nei prossimi giorni) vediamo 5 motivi per i quali Steve Hackett, sebbene non goda di grandissima notorieta', puo' essere considerato a buon diritto uno dei piu' importanti chitarristi della storia del rock
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giovedì 5 febbraio 2015
Retrospettiva The Church - parte 3 (2001-2014)
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Napoleone Wilson
Terza ed ultima parte della retrospetiva dedicata al gruppo di rock psichedelico australiano.
(leggi seconda parte)
(leggi seconda parte)
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| After everything now this (2001) ****1/2 |
Album complesso ma allo stesso tempo più gradevole del precedente, forse si raggiunge la sintesi ottimale tra le due anime del gruppo. La varietà è maggiore rispetto al passato, si passa dal solito pezzo che ricorda vagamente gli U2 (l'ottima Chromium cantata da Willson-Piper), alle atmosfere inquietantie notturne di Night friends (dal vago retrogusto jazzato), all'epica title track, alle ottime ballate (The Awful Ache e Radiance), fino al particolarissomo brano di apertura Numbers e alla conclusiva e sognante Invisible. Quasi nulla fuori posto e musicisti al loro meglio probabilmente.
Canzoni migliori: After Everything, Chromium, Night Friends, The Awful Ache, Radiance.
Canzoni peggiori: Song For The Asking
Canzoni migliori: After Everything, Chromium, Night Friends, The Awful Ache, Radiance.
Canzoni peggiori: Song For The Asking
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Musica,
Retrospettive,
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The Church
mercoledì 4 febbraio 2015
Retrospettiva The church - parte 2 (1988-1998)
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Napoleone Wilson
Continua la retrospettiva dedicata al gruppo australiano con la seconda parte
(leggi prima parte)
(leggi prima parte)
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| Starfish (1988) ***1/2 |
Dopo qualche anno di pausa si torna con un sound leggermente diverso: un rock più classico e che in qualche occasione strizza l'occhio a gruppi come gli U2. E' l'album della famosissima Under the milky way che da sola vale il disco. Ci sono però anche altre ottime canzoni, a cominciare dalla prima: Destination è una canzone "da viaggio" con un testo misterioso.
Tra gli altri brani degni di nota la trascinante Reptile, la rilassata Hotel Womb e l'affascinante Blood Money.
Canzoni migliori: Under the milky way, Destination, Reptile, Hotel Womb
Canzoni peggiori: A new season, Spark
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martedì 3 febbraio 2015
Retrospettiva The Church - parte 1 (1981-1985)
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Napoleone Wilson
Retrospettiva su una band dalla carriera ormai quasi quarantennale ma poco conosciuta qui in Italia e piuttosto sottovalutata. Dagli inizi punk-wave alla psichedelia al progressive, all'ultimo album uscito qualche mese fa.
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| Of skins and heart (1981). *1/2 |
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mercoledì 13 marzo 2013
venerdì 27 marzo 2009
U2 - NO LINE ON THE HORIZON
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Napoleone Wilson
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| © 25 febbraio 2009 |
No Line on the Horizon - A me più che A sort of homecoming ricorda moltissimo Where the streets have no name, poi assume una sua fisionomia, ma quel retrogusto non va via fino alla fine (Caruccia,7,5)
Magnificent - Sicuramente si capisce subito che sarà la migliore dell'album, degna degli U2 di una volta (8,5)
Moment of Surrender - l'inizio è molto simile a Stuck in amoment..., poi procede su matrice soul e scorre gradevole ma nulla più.
Bello l'assolo, ma (concordo con Rosario) è troppo lunga (6,5)
Bello l'assolo, ma (concordo con Rosario) è troppo lunga (6,5)
Unknown caller - Ti si stampa subito in testa, magari non sarà il massimo dell'originalità, ma gli assoli e l'organo creano una bella atmosfera, quasi simile agli ultimi Marillion (voto 8)
I'll Go Crazy if I don't Crazy Tonight - gradevole ma un po' sottotono e noiosa (voto 6)
Get on your Boots - Ho già detto ciò che ne penso, e tutto sommato (fortunatamente) c'azzecca poco col resto (voto 5).
Sembra la brutta copia di Elevation.
Sembra la brutta copia di Elevation.
Stand Up Comedy - Mah, si ha come l'impressione che il disco abbia uno stallo: tutto molto gradevole ma dopo una partenza sparata sembra adagiarsi su sonorità simili agli ultimi album.
Bello il riff, ma a questi U2 poppettari e spensierati preferisco quelli malinconici o punkettoni. (voto 6)
Bello il riff, ma a questi U2 poppettari e spensierati preferisco quelli malinconici o punkettoni. (voto 6)
FEZ/Being Born - Niente male, niente male davvero (voto 8--)
White As Snow - Ballad che esalta l'interpretazione di Bono,ce ne sono di migliori ma è un bel sentire (voto 7)
Breath - aggressiva, pungente, ma a mio avviso poco incisiva come vorrebbe (voto 7)
Cedars of Lebanon - piacevole, delicata e inquietante (7,5)
Voto complessivo: 7 …In definitiva un album molto piacevole e in controtendenza con gli ultimi U2, ma The Joshua tree e Unforgettable fire sono di una altro pianeta.
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giovedì 8 gennaio 2009
GUNS'N'ROSES - Chinese Democracy
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Napoleone Wilson
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| © 22 novembre 2008 |
Il disco più atteso della storia (si come no...), quello più desiderato dai fans della buona musica (aridaje), quello con la gestazione più lunga, insomma il ritorno in pompa magna dei Guns.
Ma mi chiedo, qualcuno l'avrà ascoltato?
Non ho mai amato i Guns (a parte qualche pezzo), ma visto che secondo molti era "il disco" ho deciso di dargli un ascolto.
1) Chinese Democracy - si vabbè, gnegnenè, gnagnahà, niente di che, a tratti pure irritante, quasi quasi mi fermo qui
2) Shackler's Revenge - Pseudometaleggiante ma banalissima, con un ritornello almeno decente
3) Better - Noiosa
4) Street Of Dreams - Si ok, e poi?
5) If The World - Orientaleggiante, se non altro diversa. Niente male
6) There Was A Time - non pessima, ma ancora una volta banale con un assolo abbastanza decente
7) Catcher N' The Rye - La voce del rosso comincia a stancarmi
8) Scraped - Un po' di volume in più ma la pappa è quella
9) Riad N' The Bedouins - Ma che è? Una gallina che si lamenta? No, è sempre lui
10) Sorry - Darkeggiante, un po' blacksabbathiana, diciamo originale. Il secondo brano decente dell'album, con un assolo funzionale. Forse un po' lunghetta.
11 ) I.R.S - Si ma basta però!
12) Madagascar - Il film? No la canzone purtroppo. Oddio qualcosa di diverso c'è, per esempio un passo di Martin Luther King campionato che mi ricorda I Could be God dei Galahad, ma quello era ben altro pezzo. Brano se non altro più ambizioso degli altri, anche se alla lunga noiosetto
13) This I Love - Il lentaccione che non guasta in questo tipo di dischi. Qualche tratto sinfonico
14) Prostitute - Ordinaria così come tutto l'album
Ora io mi chiedo:"12 milioni di dollari e 14 anni per questo disco"?
A me da profano dei Guns sembra un onesto disco minore (degno di qualcosina recente degli Scorpions), che alla sufficienza ci arriva proprio a voler chiudere un occhio un po' su tutto.
Due o tre cosine qua e la (proprio quello che ci trovavo anche nei dischi precedenti) e tanti proclami, un po' quello che in fondo i Guns sono sempre stati.
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