Guardando la scena post-credits, dopo l'ultima puntata della seconda stagione di Fallout, sará sicuramente spuntato un sorrisino sul viso ai tanti fan della saga videoludica. Non è la prima e nemmeno l'unica strizzatina d'occhio della serie nei confronti di chi ha giocato i videogames e non sarà probabilmente l'ultima. E' però il segno della cura riposta dagli autori nel maneggiare un brand tanto amato, mostrando di saper attingere alla fonte, dalla quale si stacca totalmente a livello di trama, per raccontare una storia totalmente diversa. Le ambientazioni e l'atmosfera sono comunque fedeli, così come molto simile è la la cifra stilistica: quello strano miscuglio di fantascienza d'annata e umorismo, il suo mantenersi in bilico tra dramma e grottesco, la sua ricerca costante dell'assurdo che però diventa un monito, dipingendoci un futuro poco plausibile (la tecnologia e l'abbigliamento che sanno di vecchissimo) ma vicinissimo a noi. Soprattutto nei tempi folli nei quali viviamo.
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| "Non sono una grande esperta di sparatutto, chissà se anche qui c'è il sistema V.A.T.S." |
Dopo il grandissimo (e non scontato) successo della prima stagione, in questo secondo ciclo di episodi Fallout evita di stravolgere la formula ma amplia invece la sua portata, mostrandoci nuovi carismatici e misteriosi personaggi, nuovi nemici, nuove fazioni, nuove ambientazioni. Si cerca insomma di inserire tutti quegli elementi della mitologia della saga all'interno della sua personalissima trama. Forse questa portata più ampia, pur risultando coerente e affascinante, a tratti finisce per sfilacciare un po' la trama, che deve destreggiarsi tra la vita nei vault, quella in superficie e quella (sempre più preponderante) ambientata nel passato, in un mondo pre bellico.
I protagonisti principali restano 3, come nella prima stagione, accomunati da questa sorta di viaggio on the road per le strade in un' America devastata e post-apocalittica, alla ricerca di qualcuno.
Maximus, membro della Confraternita dell'acciaio da sempre poco incline al rispetto degli ordini, è intenzionato a ritrovare Lucy. La sua storia è quella più "semplice", dalla portata minore all'interno dell'economia della serie. Regala qualche momento divertente e un paio di sequenze decisamente sopra le righe, come è comunque nello stile dei videogames. Costituisce un po' la quota "action" della serie.
Gli altri due protagonisti invece sono profondamente connessi alla trama generale, che si fa qui più fitta, piena di misteri, cervellotica.
Lucy è ad esempio alla ricerca di quel padre che credeva buono e gentile ed invece ha scoperto essere uno dei principali uomini dietro un complotto che va avanti da duecento anni, un piano oscuro condotto attraverso particolarissimi esperimenti scientifici.
In questo caso i riferimenti sono molto più vicini alla fantascienza classica, con le atmosfere che ricordano molto da vicino quelle di alcuni libri di Philip Dick (Svegliatevi Dormienti, i Simulacri...): sci-fi d'impatto ma sempre con una forte componente umoristica.
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| "Ci siamo persi, questa ambientazione non me la ricordavo. Mi sa che siamo finiti in un Dlc" |
Il Ghoul assume qui un ruolo molto più centrale, oseremmo dire che in questa seconda stagione diventa il vero protagonista principale della serie, con Walton Goggins chiamato ancora di più a sdoppiarsi tra il ruolo di Cooper Howard nel passato e quello della sua versione post-apocalittica.
Le parti ambientate nel passato sono qui presenti in misura maggiore e ci mostrano un America sull'orlo del collasso, intrappolata in una sorta di nuova guerra fredda destinata a condurre all'abisso. Ci si muove tra situazioni e ambientazioni da noir anni '50/60, anche se temporalmente situate 100 anni dopo.
E' in quel momento che tutto è cominciato e il grande piano che ha portato all' apocalisse è stato ideato.
La trama in queste situazioni diventa molto più oscura, più incline al colpo di scena ad effetto, avvicinando la serie ad altre che utilizzavano una struttura simile (Lost). La curiosità di scoprire dove tutto va a parare è piuttosto forte ma c'è anche una sensazione di frammentarietà, con la serie che fatica un po' a tenere le redini di una storia con tantissime connessioni e personaggi, che si muovono a distanza di centinaia di anni.
E' comunque decisamente interessante la figura di Robert Hause, l'uomo verso cui sembrano convergere tutte le oscure macchinazioni dietro le quali si cela la trama principale.
Il viaggio del Ghoul, di Maximus e di Lucy ci porta a scoprire nuove minacce, in una zona contaminata decisamente inospitale ma ancora brulicante di vita, non necessariamente umana: un gradito ingresso nella serie è infatti rappresentato dai temutissimi Deathclaw, che tanto hanno fatto perdere il sonno ai videogiocatori dei vecchi Fallout. Gli effetti speciali non sono proprio impeccabili, ma giudicando la cifra stilistica della serie tutto sommato restituiscono bene l'idea.
Naturalmente i pericoli sono rappresentati anche dagli umani: dopo la Confraternita dell'acciaio in questa seconda stagione approfondiamo la conoscenza di altre due frazioni decisamente pittoresche giá viste anche nei videogames: la Legione e la Repubblica della Nuova California. I primi sono dei folli vestiti come antichi romani, che dietro i loro modi teatrali e il vestiario stravagante nascondono ideali decisamente violenti e inquietanti: ispirati dall'impero romano uccidono e riducono in schiavitù le altre popolazioni.
La Repubblica della Nuova California si fonda invece su regole ferree e spesso decisamente stringenti (divieto di gioco d'azzardo ad esempio) ma si pone l'obiettivo di riportare l'America alla situazione pre-bellica, ripristinando l'ordine e la democrazia e abolendo pratiche come la schiavitù.
La situazione tra le due fazioni e tra loro e la Confraternita non è ovviamente delle più idilliache e si profila lo spettro di una nuova grande guerra tra le 3 che potrebbe porre fine all'intera razza umana. Perchè si sa, "la guerra non cambia mai", come recita lo slogan del videogame.
Restano un po' in disparte le sequenze ambientate nei Vault, che rappresentano un po' il lato più comico e ironico della serie, importanti nell'economia generale del telefilm ma quasi del tutto slegate a livello di trama generale.
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| La grafica non è un granché ma come si dice, l'importante è che sia divertente da giocare |
La seconda stagione di Fallout è insomma un riuscito "more of the same", ma presenta dei cambiamenti piuttosto importanti nella struttura della serie: il mondo assume profondità e la trama generale si fa più complessa, misteriosa, piena di punti oscuri. Restano invece intatte le dinamiche da sci-fi ironica e la struttura da western on the road, così come buona parte delle ambientazioni. Queste ultime però, a giudicare dalla scena finale, sono destinate a cambiare radicalmente nella terza stagione, già confermata.
PRO
- Arricchisce la mitologia della saga approfondendo ambientazioni e fazioni
- La trama di fondo resta molto interessante
- Il consueto miscuglio tra fantascienza, western, e umorismo con la satira sul capitalismo a tenere assieme tutto
CONTRO
- A differenza della prima stagione non tutti i personaggi hanno lo stesso peso e la stessa importanza
- Soffre un po' della "sindrome di Lost": a volte sembra inserire misteri per il solo gusto di metterceli, senza che questi sembrino davvero funzionali.
- Vista la mole maggiore di personaggi, di sequenze temporali, di fazioni, a tratti la trama su fa un po' più sfilacciata.
Voto: 8
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