Fossi un bravo scrittore scriverei un atto di accusa contro gioco del calcio, che diventerebbe il libro più impopolare della storia. Ma sono sicuro che in molti aprirebbe una breccia; per qualcuno anche nella coscienza. Lo scriverei con la penna, invece che con un word processor e lo manderei in stampa così. Magari prima dovrei fare un corso di calligrafia, oltre che di scrittura. Ma il risultato sarebbe comunque meglio de' La Penna che arbitrava questa partita.
Questo è il calcio che amate. Col VAR che non solo lo ha ucciso, ma in primis ha ammazzato l’esultanza spontanea. Qualsiasi tocco di mano è rigore, anche se va contro la fisica. Qualsiasi simulatore è il migliore in campo. Ai ragazzini viene insegnato a tuffarsi e a esultare per aver fregato l’arbitro. Uno sport con regole anarchiche che cambiano ad ogni partita, in cui anche la cosa più oggettiva (un fuorigioco) è deciso dalla scelta di un frame.
Poi ci si chiede perché la gente si butta sul tennis. Non è solo merito di Sinner ma è una questione di giustizia sportiva. Ma queste sono chiacchiere al vento, finché a lamentarsi saranno sempre e solo gli sfavoriti. Non cambierà mai nulla finché chi viene favorito non andrà ai microfoni a dire: “ho meritato di vincere, perché così è il calcio, ma l’arbitro ci ha dato una grande mano”. Andate invece a sentirvi l'intervista di Chivu; un classico per una società con una storia di chiagni e fotti.
Ogni altro commento a questa partita sarebbe inutile e ripetitivo. La partita era già una nemichevole di per sé, con la Juve che, come detto più volte, si gioca a dadi il quarto posto. Ergo, qualsiasi risultato non avrebbe significato nulla per la classifica, nemmeno una vittoria (l’abbiamo visto all’andata). Ma se i dadi sono truccati davvero è inutile giocare. Gli interisti festeggiano, ma a parti invertite avrebbero mandato l’esercito in parlamento per un golpe di stato.
La Juve invece è in testa alla classifica, sì... ma degli errori arbitrali riconosciuti dall’aia. E non dimentichiamo che “dov’è Rocchi” si è sempre dimostrato così pronto a darci sempre torto, nei post gara, che davvero dovremmo contarne il doppio di episodi a nostro sfavore. Prima di questa partita l’inter non aveva mai subito un favore ufficiale. Il che la dice meglio su cosa sia questa classe arbitrale, anche nell’ammettere le proprie colpe.
L’espulsione di Kalulu è una vergogna totale. Lo è perché già la prima ammonizione era stata generosa. Lo è perché la seconda è totalmente inventata. Lo è perché se il VAR avesse potuto intervenire sarebbe stata revocata e ammonito per simulazione Bastoni; il quale (già ammonito) sarebbe uscito dal campo al posto di Kalulu. Ma lo è soprattutto per l’immonda e antisportiva esultanza di Bastoni. Uno non nuovo ad episodi del genere, uscendone spesso impunito. Ricordiamo la celebre gomitata in area di un paio di anni fa.
Viva il calcio, dunque. Lo sport che accontenta tutti, anche quelli che si lamentano; perché porta visualizzazioni sui social. Domani è un altro giorno e avremo già dimenticato tutto, che non è mica Iuliano-Ronaldo. L’immagine della serata diventa l’immagine principe di questo pseudo-sport. Non è stata scattata per un gol, ma per aver preso in giro l’arbitro e milioni di tifosi. Questi sono i campioni di questo sport. Campioni impuniti e simbolo delle masse becere degli stadi. Il pensiero, ancora una volta, torna a San Krasic da Kosovska Mitrovica, unico martire.
La cosa più grave che resterà di questa gara, non è l’errore (da dilettante) dell’arbitro, ma la totale impunità del nazionale italiano. Poi ci si chiede perché l’Italia resterà fuori dai mondiali per la terza volta. Ma 100 di queste eliminazioni merita questa gente.
Ma ripeto. Chiacchiere morte. Da un lato la Juventus si lamenta, dall’altra l’inter festeggia. Domani è un altro giorno e una nuova firma sarà messa su un’altra partita. Non dai calciatori, ma dalle penne arbitrali. I veri influencer del calcio moderno; con microfono e telecamera.
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