La Juve del filosofo Spalletti grattugia il Parma, imponendosi "protagoricamente" come unica misura della gara in quanto è stata e della gara in quanto poteva essere. Prova infatti a riaprirla con il goffo autogol di Cambiaso, ma si dice di no: questa rimonta non s'adda fare. Alla fine segna cinque gol tutta da sola. Il minimo che bisogna riconoscere a Lucianone è l'aver ridonato a questa squadra la capacità di imporsi sulle piccole, al netto del fatto che questo non ha sempre significato vittoria. Ora che si entra nel febbraietto corto e maledetto, giudicheremo se il quarto posto è fattibile o c'eravamo illusi come sempre.
Nella gara di Parma si è rivisto il riflesso di tutte le Juve di Spalletti: quella che si divora due gol con Conceiçao (deviazione del portiere e traversa), quella che segna con McKennie (il bianconero più sottovalutato degli ultimi anni) e quella che si fa male da sola con Cambiaso (l'unico che pare voler rimanere fuori dall'effetto Spalletti). Quella che ad ogni singolo gol bisogna aspettare il VAR e quella delle topiche difensive di Locatelli che fortunatamente non producono danni. Tutto legato da un ritrovato affiatamento tra i calciatori. Una collaborazione che mancava da tempo tra i compagni di squadra, che ora fanno comunella anche nelle esultanze.
Ma la novità viene con il primo gol, arrivato su colpo di testa di Bremer... da calcio d'angolo. Fatico a ricordare l'ultima volta che ne abbiamo sfruttato uno. Bremer che oltre a dominare la difesa sigla anche una doppietta. C'è gloria anche per il neo calabrese, che come al soltito si esalta a porta libera ed è anche protagonista di un assist involontario per il secondo gol di Bremer. Chissà quante magliette si venderanno adesso.
Non possiamo che accogliere positivamente questa vittoria, con la solita paura: quella del rilassamento. Mentre la dirigenza sogghigna e si frega le mani, comprando sostituti e sperando di non spendere altri soldi sul mercato, Spalletti chiude a un ex interista (ed ex nemico interno) con un secco "noi non si vuole Icardi" ma aggiunge anche, molto esplicitamente, che preferirebbe Kolo Muani. Ma non vedo come questa squadra possa riuscirci ora last minute, dopo essere stati incapaci di prenderlo in tempi di pace e sole. Insomma la marmotta di sta affacciando sulla coda dell'inverno e questo mese ci dirà quanto questo inverno sarà ancora rigido o quanto potremo sperare di prenotare un posto al sole per il futuro.
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