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domenica 10 maggio 2026

Lecce 0-1 Juventus – 36ª Serie A 25/26 – vittoria precoce


Segnare il gol più veloce della storia (12 secondi) per fermarsi ancora prima, col solito buffet di gol divorati da fare invidia al pranzo di un matrimonio pugliese; e poi il solito var dello sport, diretto da una coppia d’assi della cinematografia calcistica moderna. Questo è stato in sintesi Lecce-Juventus col risultato finale che non mette affatto la firma né per la Champions né per la Conference.

domenica 4 gennaio 2026

Juventus 1-1 Lecce – 18ª Serie A 25/26 – Banda di musica



Non venitemi a parlare di sfortuna. Questa partita è la dimostrazione che la fortuna te la devi andare a cercare e non buttarla alle ortiche. Sfortunato è fantozzi, l’originale; non il suo sosia in tribuna allo Stadium. Innanzitutto allestendo una squadra con un attaccante (letteralmente e numericamente parlando) e non con un polmone che meriterebbe la tribuna. E sbaglia Spalletti quando lo difende, foss’anche perché è il suo dovere farlo. Sbaglia quando lo mette in campo (e lo tiene 90 minuti). Sbaglia quando solo per un suo capriccio d’orgoglio non lo sbatte fuori dopo quell’obbrobrio che chiamano rigore; un calciatore in cerca di riscatto, che ha fatto cacare tutto l’anno, quella responsabilità se la prende spaccando la porta; e se il rigore lo sbaglia lo fa cercando la rasoiata, non il cucchiaino che sembra più lo stecchetto di legno dei caffè da asporto. 

domenica 13 aprile 2025

Juventus 2-1 Lecce – 32ª Serie A 24/25 – Pasticciotto evitato


Farsi rimontare anche questa sul finale, dal Lecce di Giampaolo, in casa, dopo una partita dominata, in cui la nostra più grande pecca è stata quella di non aver chiuso in goleada, davvero sarebbe stata una grande bestemmia, altro che il patteggiamento di Lautaro Martinez. Visto il calendario di oggi, c'era una sola cosa da fare, vincere, a qualunque costo. Perciò al di la del fastidio che rimane per non aver infierito sull'avversario e non aver tolto alle pulci anche la tosse, quello che resta sono vittoria e prestazione.

lunedì 2 dicembre 2024

Lecce 1-1 Juventus – 14ª Serie A – col mOTTO del pareggio


Dopo ieri, la Juve di Motta non solo ha esaurito i jolly, ma anche le proprie "figure" (fante, cavallo e re) rimanendo con le scartine in mano. Molti di quelli che lo avevano ancora sostenuto, difeso e giustificato hanno quanto meno iniziato a storcere il naso. Al di là delle simpatie e le antipatie, scelte per partito preso, la Bolognentus si avvia verso una seconda parte di stagione che sarà caratterizzata dalla dura lotta per il quarto posto. La domanda ora è: siamo sicuri che allo stato delle cose sia alla nostra portata arrivare quarti in campionato? Io qualche dubbio inizierei a pormelo, dato che sono settimane ormai che rimaniamo inchiodati al sesto posto, senza aver mai approfittato degli scivoloni delle altre che ci sono sopra.

lunedì 22 gennaio 2024

Serie A 23/24 – 21ª Lecce 0-3 Juventus – Pescatori di asterischi



Sotto un’onda a forma di parentesi rotonda… la Juve pesca l’asterisco al Via del mare e per una volta supera la lepre con la coda di paglia, impegnata a prelevare soldi al bancomat arabo. Altra vittoria pesante, più di quella contro il Sassuolo, perché ottenuta su un campo di provincia, lande in cui si è sudato parecchio quest’anno. Tanto più pesante perché sembra che il modello coppa Italia si possa benissimamente esportare anche in campionato e segnare più di una rete a partita. E bastato ritrovare il gol degli attaccanti, in special modo quelli di Vlahovic che, con Yildiz al proprio fianco, viaggia al ritmo di una doppietta a partita. Un tiro sporco e uno di “rapina”, soffiato a McKennie sulla linea, ed ha già raggiunto i gol che ha segnato lo scorso anno in tutta la stagione. Bremer mette la ciliegina e la pressione si sposta tutta sulla banda bauscia.

mercoledì 27 settembre 2023

Serie A 23/24 - Juventus-Lecce 1-0 - In medio stat Juventus


Dopo la sciagurata sassuolata di Sabato scorso la Juve era chiamata a rispondere e lo fa da nuova Juve, cioè col minimo sindacale, contro il Lecce in casa, in una gara diventata inedito scontro diretto in classifica. Una vittoria arrivata con un gol di Milik, schierato titolare solo per segnare a porta vuota, in una partita sporca in cui si produce poco ma subisce anche meno (Szczesny resta inoperoso). 

domenica 30 ottobre 2022

#SerieA 22/23 12ª #LecceJuventus 0-1 – Fagioli tra le cotiche



Fagioli e Iling, lacrime di gioia e lacrime di dolore e sacrificio sono quello che ci serve in questo momento.  Mai una vecchia frase fatta come “largo ai giovani” fu più appropriata come in questo periodo storico alla Juve. Questi quantomeno ci stanno mettendo impegno. Anche se acerbi e tra tanti errori ingenui, che tanto peggio di così… Preferisco che l’errore ingenuo me lo faccia un giovane, piuttosto che un “veterano”, e preferisco perdere vedendo questo impegno per la maglia che continuare a perdere (lo stesso) vedendo la stessa maglia vilipesa da chi è strapagato. Il segnale che deve essere dato alle cotiche più grandi, infatti, è quello che in questa stagione possono essere tranquillamente sostituiti e che si possono accomodare come minimo in panchina se non in tribuna sugli sgabelli. Il sacrificio finale di Iling Junior in tal senso, infortunato ma ancora in campo perché a cambi finiti, è un simbolo tanto quanto il goal meraviglioso di Fagioli che lo commuove fino alle lacrime.

Nel primo tempo infatti si è vista la solita solfa. L’inconcludenza abissale contro qualsiasi avversario. Una cronaca che langue come uno scrittore in piena crisi che guarda il foglio bianco che ha di fronte, in cerca di un’idea. Nel secondo, soprattutto grazie alla fase propositiva dei giovani, sì e quantomeno visto qualcosa di meglio che poi a portato al goal. Un coniglio tirato fuori dal cilindro, da chi non ti aspetti, che tira fuori di impaccio un allenatore che l’ha sempre lasciato in panchina. Senza quella magia oggi staremmo a cantare la solita canzone triste. Il punto è che non si può vivere di sola magia ma si campa di concretezze e senza quella magia la concretezza è stata davvero poca ieri, come al solito d’altronde. 

sabato 27 giugno 2020

#SerieA 19/20 28> #JUVENTUSlecce 4-0 – Taranta bianconera


A Lecce fu la partita dello spreco e del famoso rigore di De Ligt, quello che qualche settimana dopo, nella timida sordina, il designatore Rizzoli ammise non esserci. Naturalmente nel menefreghismo generale. A tale dimostrazione, soltanto qualche giorno fa, abbiamo visto Young dell'inter uscire impunito da un tocco simile in area avversaria, su cui invece praticamente nessuno si è lamentato.

sabato 26 ottobre 2019

#SERIEA_1920 9> #lecceJUVENTUS 1-1 - Due Punti Via Nel Mare


Si dice che Lecce sia la Firenze del sud, e noi come a Firenze ci lasciamo due punti. Due punti che gridano vendetta molto più di quei due punti gettati con uno scialbo 0-0 senza appello sul campo dei viola. Per l'occasione portiamo persino la stessa maglia, anche se stavolta sembra più una citazione non voluta al derby pugliese Bari-Lecce. 
Sono queste le partite che fanno incazzare di più un tifoso. Ancor di più fanno incazzare me, che preferisco paradossalmente una sconfitta con l'Inter. Ok forse adesso sono un po' esagerato e questa è solo una reazione a caldo, ma... mica tanto. Credetemi che a freddo non ho mai cambiato troppo idea su queste cose. L'anno scorso magari avremmo vinto 2-0 con 2 tiri in porta totali e col 30% di possesso palla. Oggi neppure se fosse durata un weekend avremmo concretizzato la mole di occasioni avute.

giovedì 3 maggio 2012

Juventus vs Lecce 1-1–non ci pensate più, è andato

Fare 10 vittorie consecutive era una cosa successa soltanto ad una Juve, quella che rischia di rimanere l’ultima scudettata, non fare questo filotto ora significa non eguagliarla, con tutta la cabala che ne consegue. Certo mi si dirà che santifico troppo le impressioni e le cose successe nella ciclica storia, che la batosta è davvero terribile e può portare a giudizi affrettati, ma tutti i giudizi affrettati che porterà alla fine rischieranno di essere veri.

Proviamo ad accendere il cervello, le possibilità di vittoria finale a mio parere si sono capovolte. Con quale morale scenderanno in campo questi calciatori, senza esperienza di vittoria alle spalle, e con quale morale scenderà in campo Buffon, che resterà nella storia della Juventus anche per questo. D'altronde come si è visto al primo sbaglio si sarebbe pagata cara e non c’è bisogno di perderle queste partite per uscirne sconfitti.

L’atteggiamento della squadra mi ha fatto arrabbiare parecchio. Più volte quest’anno abbiamo giocato con questa spocchia e superficialità, non chiudendo una partita dominata, gigioneggiando troppo con la palla tra i piedi, poche volte ci è andata bene molte altre l’abbiamo pagata. Dopo una serie di cross lunghi e tacchi pericolosi di Bonucci cade in fallo proprio chi per altre due volte, nella stessa partita, ci aveva fatti imprecare. Tanto tuonò che piovve. Questo grandissimo campione, che di nome fa Gianluigi, non è la prima volta che si cimenta in queste “Buffon-ate”, tanto più grave è il gesto perchè come detto reiterato nella stessa partita.

Sarà stata la stanchezza per le troppe partite in pochi giorni fatto sta che in Italia le chiacchiere sono troppe. Le partite prima di essere giocate in campo sono giocate in tv e nei bar ogni santo giorno. La disfatta di Perugia non ci insegnato nulla, o quanto meno agli juventini dell’ultima ora. Non si festeggia mai prima nel calcio, non ci si deve mai fidare degli animali feriti, e in questi giorni ho visto e sentito troppa sicurezza. Qui non centra la stramaledetta scaramanzia, ma una tecnica mediatica che ai disperati porta l’ultima speranza. Complimentoni a chi si è fatto abbindolare dai “tanto avete vinto”, un applauso ai senza cervello che se ne fottono della matematica.

Ma quello che mi darà più fastidio alla fine e di far ridere i polli… o dovrei dire le acciughe. Perchè va bene perderlo ma far ridere i fessi è la sconfitta più amara.

domenica 8 gennaio 2012

Serie A 17> Lecce vs Juventus 0-1 - Scontro testa coda senza uscire di pista

Dopo i confetti appaiono i difetti, recita un antico adagio matrimoniale volto a rivelare la vera natura del coniuge allorchè, sententosi ormai accasato si rilassa rivelando il proprio io più becero. Nel calcio juventino degli ultimi anni invece, se ne sarebbe potuto coniare un altro, dopo il panettone cresce il panzone. Le prime prestazioni dei nuovi anni infatti, lungi dall'essere buone, hanno portato spesso disastri clamorosi. Si ricordi il vergognoso 1-4 interno col Parma di inizio 2011, che significò per noi l'inizio della fine e per Quagliarella un lungo infortunio, fin li uomo importante. Quest'anno sfatiamo anche questa cabala, anche se resta una prestazione bruttina e la sfortuna di Quagliarella, ancora una volta fuori per una frattura allo zigomo rimediata in campo.

Segno del destino... come segno del destino è parso il gol di rapina di Matri, proprio lui che prende il suo posto. Lo scorso anno quindi il suo infortunio significò sconfitta e declino, quest'anno invece un suo stesso infortunio ci permette, collateralmente, di vincere la prima del 2012 e restare aggangiati alla testa, battendo la coda, il Lecce. Lecce città di Conte, che lo ama e lo odia, ancora per quella esultanza dopo il secondo gol di Juve Lecce di un po' di anni fà, piuttosto che per aver allenato l'odiato Bari.

Chiaro che di buono resta quindi solo il risultato, perchè in quanto a limiti si potrebbe leggere i post precedenti: scarso peso offensivo. Qualcono ha detto che tra Juve è Milan si gioca quest'anno l'eterna sfida tra squadra e individualità, io ribadisco che la squadra non può andare tanto lontano se non si prende anche una individualità che sblocchi partite come queste e faccia sembrare facili vittorie come quella ottenuta dal Milan con l'Atalanta.

Nella domenica in cui le altre, eccettuate la Lazio, vincono quasi in scioltezza e con goleade assurde, chi suda sette camice per portare a casa i tre punti? Nella domenica in cui si assegnano rigori a cani e porci, chi manca all'appello? chiedere al solito Bergonzi, magari in presenza di Cosmi, che quasi gli "spezza na gamba" perchè s'è permesso di dargli solo 2 minuti di recupero. Questa Juve, quanti favori! E per di più senza le coppe, come ben ricorda Ballardini allenatore del Cagliari, nostro prossimo avversario. E già, Ballardini! Meno male che ti sei accodato anche tu al treno del tormentone dell'anno perchè ci sentivamo soli... a proposito, ma tu le fa le coppe?

Così la gara casalinga col Cagliari ci dirà se quest'anno digeriremo prima il panettone e se sarà dei nostri anche il tronista Borriello, a cui oggi i tifosi già hanno dato un sarcastico benvenuto. Il quinto attaccante, come ci ha trenuto a specificare più che espicitamente Conte, escludendo ufficialmente dai giochi Iaquinta, Amauri e Toni. Se c'è una cosa sicura sul carattere di conte è che non le manda certo a dire.

domenica 20 febbraio 2011

Lecce vs Juventus 2-0– comunicazione di servizio: informiamo la Juventus che da quest’anno potrebbero giocarsi anche match alle 12.30

Se il buongiorno si vede dal mattino il buon pomeriggio si vede mezzora dopo lo stesso. Così come era successo col Parma, e col Chievo, dimostriamo di avere una squadra così incapace da non potersi permettere di giocare in 10. Se già in 11 facciamo un fatica del diavolo per conservare una dignità di squadra, in 10 per noi è impossibile. Attenzione però, perchè questa non è una scusante ma un’aggravante. Una vera squadra, e per vera intendo forte, non si lascia intimidire da un’espulsione. C’erano tempi in cui si diceva addirittura che in 10 si gioca meglio, la Juve in 10 non gioca affatto. Se poi ci aggiungi il fatto che ogni volta che rimaniamo in 10 lo facciamo dall’inizio della partita e che quella partita la stavamo giocando male, allora nessuna speranza è lasciata a voi che guardate. Disarmante è vedere come tutte queste partite possano essere previste dall’inizio delle stesse. Siamo divenuti i veggenti degli ultimi minuti.
Ora tutti i commentatori si affanneranno a spiegare quest’ennesima umiliazione con le scuse e le analisi più disparate: superiorità degli avversari, mancanza degli stimoli trovati contro l’inter, colpa dell’ora, colpa dell’espulsione, colpa di questo, colpo di quello e bla bla bla… le chiacchiere però stanno a zero e i fatti (con la loro analisi) dicono solo una cosa, questa squadra non è affatto grande. Qualsiasi provinciale è in grado di vincere un paio di partite per poi perdere ancora, le grandi si differenziano per costanza, capacità di vincere anche se gli altri giocano meglio delle altre e anche se sono in inferiorità numerica. avete voglia voi a farvi trascinare da facili entusiasmi senza fare le somme alla fine. Col Lecce, avessimo pareggiato sarebbe stato uno scandalo, come la chiamate questa sconfitta allora? Pronti via abbiamo subito un Lecce con quattro indisponibili, con un solo attaccante di ruolo e senza un allenatore in panchina. Gli svarioni in difesa e a centrocampo, anche sull’undici contro undici, non hanno scusanti, la scarsa motivazione non ha scusanti, l’espulsione non è un alibi, l’immobilismo non ha scusanti. In tempi migliori qualsiasi allenatore dopo una partita del del genere sarebbe stato messo in discussione. Togliere Krasic invece che un attaccante poteva essere un segnale dato da chi credeva di poterla vincere, ma visto come la squadra s’era comportata fino ad allora, a conti fatti è stato deleterio, ed anche un 3-3-3 non può nulla contro un 4-4-1 se perdi 2-0, peggio ancora se con quella formazione, a parità numerica ristabilita, non fai granché d’altro in attacco.
Vogliamo dunque riaprire la discussione sull’efficacia di un Chiellini sulla destra? Della, ormai spesso, brutte prestazioni di Iaquinta? Dell’incidenza dell’allenatore sul tenere alta la tensione contro chiunque? Del calo di Aquilani, e dell’attaccamento alla maglia di questi giocatori? No? Allora rinnoviamo il contratto a Del Piero a qualsiasi costo e continuiamo a far ridere chi solo fino a una settimana fa (De Canio) piangeva preventivamente… Caro De Canio, invece di accodarti alle stronzate interistiche di complotto pro Juve, inizia a incazzarti quando la testa te la rompi e non prima. che questo sia da monito per tutti, anche se il mio appello cade nel vuoto.

domenica 17 ottobre 2010

Juventus vs Lecce 4-0 – Altro che Ivan… Milos !!!


la cronaca di Tuttosport
Nella settimana della guerriglia serba di Genova, Tra un uomo di nome Ivan, sedicente eroe, che si copre il viso per non farsi riconoscere ma poi ignora i mille tatuaggi che sono più indistinguibili di qualsiasi volto umano, tra i coccodrilli di Stankovic (interista), spavaldo verso la sua folla con quell’equivoco 3 con le dita e frignante negli spogliatoi azzurri a chiedere scusa, l’unico vero eroe serbo è stato Milos, che di cognome fa Krasic. Lui infatti è stato il vero dominatore della partita con i suoi dribbling, assist e cross perfetti. E’ vera differenza con lo scorso anno, finora, e già iniziano a picchiarlo come facevano con Pavel, speriamo tenga duro. Per una volta il calcio al pallone si vendica sul calcio in faccia al prossimo.
Non è che di fronte ci sia stato il Real ma come dico da po’ di tempo, apostrofando il Laricchia pensiero, “Stip ka truv!” (conserva perchè ti servirà). La splendida domenica vissuta ci voleva proprio, ogni tanto anche a noi arriva un po’ di sole. Il bello è che uno dei protagonisti del pomeriggio è stato Felipe Chi-MELO-doveva-dire, forse anche grazie al supporto di Aquilani (oggi in splendido gol) gestisce il centrocampo in maniera impeccabile e senza perdere neppure un pallone… miracolo! Si permette persino di tentare un cucchiaino sul rigore. In verità poi Aquilani, abituato a quelli di Totti, gli dice: “Non Tant!”, ma a noi va bene così… pensate se il portiere l’avesse parato.
Ma non è l’unico a voler strafare, Quagliarella (Alias Sfogliatella) fa quel gol in tuffo di testa quando poteva benissimo usare i piedi, ma si sa che a lui le cose facili non piacciono, anche se a volte sono più efficaci. Tutta questa spavalderia è il sintomo di tranquillità, quella tranquillità che ora speriamo non diventi il “so’ fort!” della situazione, perchè altrimenti continueremmo a non averci capito nulla. Dedica speciale al capitano che raggiunge Boniperti, bravo Del neri quando lo dosa con minuzia perchè è così che si può ottenere il massimo da lui. L’unico che non sembra voler ancora partecipare alle feste è Amauri, e no… non la faccio la battuta secondo la quale forse ne ha fatte tante in crociera ed ora e stufo… ma, ops! L’ho fatta!

domenica 3 maggio 2009

Juventus-Lecce 2-2 (Porte aperte… agli avversari e alla contestazione)

La giustizia sportiva ci aveva fatto il piccolo torto di chiudere le porte di casa, cosa che ad altri cattivoni non era successa, la dirigenza allora si incaponisce al tal punto da fare due ricorsi e alla fine la spunta. Ben fatto, la domanda però è: per quale motivo allora non si sono spese più energie per i ricorsi (non presentati) di calciopoli? Ai tifosi: La vera contestazione dovevate farla restando fuori lo stesso. Invece siete entrati, avete consegnato i vostri soldi a questa gente e avete assistito alla solita ciofeca di squadra.
Questa squadra ormai non finisce più di stupire, e di far fare record agli avversari (leggete qua) mandando in gol Konan per la prima volta in questa stagione. La partita è appena iniziata è siamo già sotto, ancora una volta in contropiede, ancora una volta in casa, ancora una volta con una provinciale di bassa classifica. Poco importa se la rete fosse in fuorigioco e se alla fine l’ipocrita De Canio affermi: “a chi dice che io ce l’abbia con gli arbitri dico che oggi Gava (l’arbitro n.d.r.) è stato il migliore in campo”. Osservando la reazione dei bianconeri non si può più dire che non lo facciano di proposito, ignobili e senza orgoglio giochicchiano a centrocampo come se fossero in vantaggio. Il Lecce col minimo sforzo è già sulla strada maestra per l’impresa (ormai, l’ho già detto, tutti vorrebbero incontrare la Juve per farla). Poi come spesso accade di questi tempi c’è chi come Nedved non ci sta, e rimonta da solo la situazione con una doppietta, 2-1. Ma poco si può contro l’incapacità del resto della squadra di tenere ogni risultato, 2-2 a tempo ultra scaduto.
Una tenuta atletica imbarazzante manda a terra per crampi Iaquinta e Legrottaglie anziché mandare a terra gli avversari, come è naturale che accada a chi è meno tecnico di te. Invece loro, anche avendo fatto una partita scarsa, pari al il livello che li compete, pareggiano, noi invece partiamo col tridente per poi arretrare fino a metterci tutti in porta a subire l’ultimo assedio vincente. Fiorentina a –5 e un terzo posto che sta per svanire. Si, quarto posto rischia essere con questo uomo in panchina, e non finisce qui. La dirigenza è sempre più assente, non si riesce ad evocarla neppure con sedute spiritiche. Vergognatevi!

domenica 7 dicembre 2008

Lecce-Juventus 1-2 (la paura fino al 90, poi Amauri la scaccia di testa)

57' Giovinco (J); 80' Cacia (L); 90' Amauri (J)
Dopo un primo tempo da non pervenuto in cui i salentini portano a termine splendidamente il loro piano da presidio del Piave e in cui la Juventus conferma quando soffra nello scardinare difese con 11 portieri, 62% di possesso senza un tiro in porta, inizia la partita del via del mare.
Con Del Piero e Iaquinta fuorigioco (oh nuvoletta! Perchè continui a gettar acqua sul bagnato?) Giovinco sostituisce il capitano in toto, emulandolo persino nel gol con una punizione alla "alex-barra-bis" (non a caso sulla maglia porta il 20 cioè 10+10) e segnando il suo primo gol in bianconero. Poi mentre tutti si chiedevano se Ranieri aspettava che si infortunasse l'intero parco attaccanti per farlo giocare, d'improvviso la follia... presi dalla famosa paura di vincere quasi quasi buttavamo tutto. Un blackout davvero imbarazzante quello che a portato al pareggio del Lecce, chi ha mire tricolori non può ballare la polka come la nostra difesa, oggi Amauri ci ha tirato fuori dalle profonde acque del -8. E intanto chi sghignazza e se la gode è la capolisti, in attesa che la prossima Domenica le due belve si scannino per togliersene una o magari due dalle calcana.
La ciliegina arbitro voglio lasciarla alla fine perchè degna di una piccolissima menzione. Un rigore e mezzo negato, una gomitata da espulsione di Castiglio di Grygera non vista, un angolo non concesso, una punizione inventata, un fuorigioco fantasioso ecc... per carità tutti singoli episodi e comunque non decisivi ma che alla fine si sommano. Tutto è bene ciò che finisce bene.