Ed ora che qualcuno attacchi con la solita storia sullo stile, lo so che c'è sempre l'indomito omino col dito di biasimo che si lamenta persino delle nostre goleade straripanti. La panchina della Juve travolge il Verona in uno Stadium Sold Out e dalla curva ad un certo punto parte persino l'inno di Mameli, ad irridere gli scissionisti padani.
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giovedì 15 gennaio 2015
martedì 15 aprile 2014
Serie A 33> Udinese vs Juventus 0-2 - +8mismo [2]
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Snake Plissken
I GUAJI (Gufi Uniti Anti Juve Italia) speravano stasera in un regalo "Di Natale"... purtroppo per loro è quasi Pasqua. Così la Juve passa anche a Udine, in una partita fondamentale verso il terzo scudetto consecutivo.
Alla fine la pressione della Roma, che Sabato passeggia in casa con l'Atalanta, pare l'abbiano subita soltanto i tifosi, perché in campo si è vista una squadra vogliosa e determinata a riprendersi gli 8 punti di distacco. Pressing e aggressività a tutto campo sin dall'inizio, Corta e compatta la Juventus ci tiene sin da subito a spegnere ogni velleità di eroismo dell'Udinese.
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giovedì 19 dicembre 2013
Coppa italia 1/8> Juventus vs Avellino 3-0 - Ave Juventus
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Snake Plissken
Nel mese delle gare spostate allo Juventus Stadium va in onda un nuovo tutto esaurito per l'esordio in Coppa Italia dei bianconeri. Si in realtà, tutto esaurito solo tecnicamente parlando, dato che sono andati esauriti i pochi tagliandi (a prezzi bassi) messi a disposizione, per una partita che nasceva con poca storia. Difatti lo stadio era abbastanza vuoto per essere pieno stasera.
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lunedì 7 ottobre 2013
Serie A 7> Juventus vs Milan 3-2 – Rincorrendo il diavolo
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Snake Plissken
Stasera vincere era importante per classifica e morale. Non potevamo infatti permetterci di perder punti con questo Milan rimaneggiato e dovevamo rispondere a Napoli e Roma, in vista degli scontri diretti della prossima (Roma-Napoli e Fiorentina-Juve). Dovevamo inoltre ricordare a qualcuno che siamo ancora vivi. Alla fine vittoria è stata, non senza l’eccessivo e cronico patema d’animo dettato dall’ennesimo svantaggio. Una pratica che stasera sembra aver subito una escalation pericolosa, visto che ormai sembra che non si voglia neppure più far iniziare la partita.
domenica 24 febbraio 2013
Serie A 26>Juventus vs Siena 3-0 – Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano
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Snake Plissken
Vincere oggi era paradossalmente più importante che vincere col Napoli, perché bisognava mettere pressione ai partenopei che giocano domani ad Udine, non proprio un campetto, avendo così due risultati su tre per la sfida di venerdì. Missione compiuta, non senza qualche piccolissimo mugugno derivante dalla scarsa concentrazione, soprattutto di alcuni.
Conte per l’occasione aveva chiesto la solita bolgia, il Siena invece aveva giurato di venire a Torino per fare risultato, analizzate le due dichiarazioni diciamo che vince di misura la richiesta di Conte, visto che se anche son rimasti una decina di spazi vuoti stiamo comunque parlando di uno Juve Siena, Il Siena invece è stata quella squadra che sull’1-0 per noi perdeva tempo e giocava come se stesse vincendo lei e solo dopo il 2-0, causa calo di concentrazione della nostra difesa, riesce ad uscire dall’anonimato totale cogliendo un paio di pali. Sullo 0-0 invece il nostro impegno non è stato poi così eccezionale. Su tutti Vucinic è parso ancora una volta giocare col pigiama, lui è Giovinco li davanti sembravano parlare due lingue diverse, mai in sintonia tattica. Non a caso il primo ha lasciato il campo sotto i fischi e il secondo ha salvato la faccia con un gol (per altro un gran gol) che rimanda l’esame del campo. La formica atomica infatti oggi era più che mai sotto osservazione, pressato dal partito dei suoi oppositori che cresce di giorno in giorno. Schiacciato dal nervosismo dopo la rete non esulta, anche le formiche nel loro piccolo si incazzano, come direbbero Gino e Michele, anche se poco ci importa alla fine, perché per conquistare il cuore della tifoseria serve costanza di prestazioni, per cui ti ringraziamo ma non abbassare la guardia perché questo è un mondo crudele. Sul finale poi il sigillo di Pogba, con un gol dei suoi, prima di andare a sfoggiare in televisione i progressi col suo italiano.
In fine non è male riconoscere che un po' di fortuna ci ha aiutato, sul primo gol, quando Lich coglie un il rimpallo sull’uscita del portiere e mima il gesto universale della buona sorte, il che ci ha permesso di sbloccare una situazione che si stava facendo pesante. Una situazione per altro già vista, con noi che snobbiamo l’avversario e lui che si chiuse ottenendo punti. L’importante però, come detto, era portare a casa i tre punti in a tutti costi e tutto sommato analizzata tutta la partita lo si è fatto in maniera accademica, evitando anche squalifiche dei diffidati.
Ora la mano passa a loro, con un interrogativo: giocheremo venerdì o riusciranno a spostarla a sabato, magari ancora per “sole”? No perché siccome ogni volta per loro è sempre un gran casino nelle vigilie, tra la scelta del campo dove giocare (supercoppa) e la solita pressione per ottenere un arbitro a loro più congeniale, stavolta vorrebbero addirittura farci sacrificare un giorno di riposo, perché a loro dire in Champions ci siamo già qualificati. Mercoledì 6 invece dobbiamo comunque affrontare un ottavo di finale e ottenere una qualificazione che deve ancora arrivare. Tutto questo a favore di chi poi? Di una squadra che l’impegno europeo l’ha già vergognosamente snobbato. Ecco perché bisogna ripetersi quest’anno anche contro questi avversari e contro questa mentalità provinciale, persino peggiore di quella della prescrittese.
giovedì 10 gennaio 2013
Coppa Italia, quarti> Juventus vs Milan 2-1 d.t.s.– Fino alla fine
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Snake Plissken
Ancora tu. E Come l’anno scorso, Mirko Vucinic risolve uno Juve-Milan di Coppa Italia diventato alquanto al cardiopalmo, proprio come quello di un anno fa. E’ il destino di questa partita ormai, quella di far trepidare e stringere i braccioli della poltrona “fino alla fine”.
Il nostro momento non è dei migliori e lo si è visto sin da subito, bisogna dire però, a nostra scusante, che a differenza loro abbiamo schierato i panchinari. Le difficoltà più evidenti sono state nel faticare a uscire dalla difesa palla al piede, molti sono state le palle perse in tale fase, ma al di la di qualche occasione niente di che, se non fosse per un piccolo particolare, il gol. Primo tiro in porta e Milan in vantaggio. Parte la sceneggiatura e il film si complica, come finirà? per i più pessimisti, memori della Samp, la semifinale era bella che andata. Abbiamo però avuto il merito di pareggiare subito con Giovinco, che la mette dentro con una punizione che non è parsa poi tanto imprendibile, sarà che lui ha il merito, a differenza di Pirlo, di nascondersi dietro la barriera e divenire invisibile ad Amelia. Poco dopo occasione in fotocopia, stavolta Amelia ci arriva e pensi che stavolta la formica… macché! Ancora una volta una compilation di gol mangiati da mettersi le mani nei capelli, dalla quale non si tirano fuori i suoi compagni di squadra. I novanta minuti vanno via e sono di nuovo supplementari, ma meno male che c’è lui, ancora lui, Mirko il castiga Milan.
Se non è stato infarto questa sera doppiamo ringraziare Storari, che dopo una partita infinita la caccia via dalla porta intorno al 120’. Alla fine sembrava durasse un secolo questo quarto di finale, e più proseguiva più sembravamo perdere lucidità mostrando il fianco allo spettro infortuni. Prima della partita Conte aveva detto di non voler rischiare Vucinic se non ci fosse stato davvero bisogno, gli è andata davvero bene, ci ha visto lungo alla luce del risultato. Rituffiamoci dunque nel campionato proseguendo in Coppa, con la coscienza di aver un periodo fisicamente ostico, che ci impegnerà appunto fino alla fine.
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domenica 6 gennaio 2013
Serie A 19> Juventus vs Sampdoria 1-2–Panettoni e Papere
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Snake Plissken
Sembrava la Befana invece era una strega. Qualcuno la chiama la maledizione della partita post-natalizia, in realtà nient’altro è che l’indigestione del panettone post festivo. Fermarsi tanto a lungo è sempre stato controproducente per le grandi, ma nessuno è mai fregato nulla, è una di quelle cose che si da già per scontato, come quella che fra un po’ ci vedrà giocare su campi resi impraticabili dal freddo e la neve.
Vabbè! Vogliamo dare un po' di colpe a questa squadra? Si dice che se perdi è anche merito dell’avversario, si, ma molte volte è demerito tuo. Demerito tuo se dopo l’1-0 non la chiudi, neppure dopo essere rimasto in superiorità numerica, demerito tuo se continui a mangiare gol e subisci gol su papera del portiere. Demerito tuo se in vantaggio e superiorità numerica subisci il contropiede dalla Sampdoria, non proprio un fulmine di guerra quest’anno, roda da Zeman!
Troppi sono stati i leziosismi del primo tempo, sintomo di chi crede di poter vincere facile, troppa la foga nel secondo dopo il pareggio subito, manco fossimo già sotto 2-1 e nei minuti di recupero. Partite del genere sono un regalo all’avversario più che un merito di quest’ultimo, perché la Samp non ha fatto nient’altro che difendersi ed accettare il regalo di quei due o tre contropiede a difesa sguarnita. Troppi i cross inconcludenti e i passaggi intercettati dall’avversario. Troppo spompati al fine erano i nostri, usciti sconfitti e con le ossa rotte da una partita che la Samp aveva subito messo sul piano più materialmente agonistico.
Se sembro poco sportivo nel non voler riconoscere i meriti dei blucerchiati, mi spiace e non me ne può fregar di meno allo stesso tempo, abbiamo sempre detto che il primo nostro avversario siamo noi stessi e questa partita ci ha fatto ricordare la cosa in modo pratico. Se molli gli altri non ti aspettano.
Oggi in molti si fasceranno la testa, invocando presagi di sventura, altri invece lo spereranno e si parlerà di Lazio nuova antijuve, citando passato e cabala, ma al di là del rischio immediato bisogna guardare avanti con lucidità, credete che davvero che la squadra che è venuta a Torino a difendersi in 11 possa vincere lo scudetto, più si Inter o altre? Mah!
L’unico allarme sarà costituito dal fatto che c’è subito il Milan in Coppa Italia, in partita secca, e poi la trasferta di Parma. Ecco, ora è il momento per rialzarti Juve e non farci gridare all’allarme.
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mercoledì 12 dicembre 2012
Coppa Italia, Ottavi> Juventus vs Cagliari 1-0 - Sotto Il Segno Del 12
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Snake Plissken
12/12/12 il numero 12 della Juventus Seba Giovinco (12 lettere) segna al 12' minuto della ripresa il suo 12esimo gol con la maglia bianconera. La Juventus è qualificata e sotto la curva vanno 12 uomini, ecco l'allineamento cosmico di cui parlavano. Qualcuno dice persino che il suo gol fosse quotato a 12, io questo non lo so ma poco importa visto la già nutrita serie di coincidenze in stile Number 23 con Jim Carrey.
Era la sera del ritorno in campo di Conte allo Stadium, e alla fine se non fosse stato per questo e per le incredibili coincidenza già descritte, la partita sarebbe stata ricordata (o meglio dimenticata) come la partita più anonima della stagione e di sicuro tra le più brutte mai viste. Il Cagliari saliva a Torino con intenzioni niente affatto belliche, con una formazione imbottita di giovani e la testa al campionato. La Juve rispondeva da pari, con Bendtner, Isla, De Ceglie e Marrone, gente a cui non sarebbero dovute servire motivazioni per mettersi in luce sgomitando, ma in campo tutta questa voglia non si è vista affatto. E pensare che le condizioni non ottimali di Rubinho (a sua volta sostituto dello squalificato Storari) impediscono di esordire anche a lui. Partita scialba un po' per tutti tra cui forse si salva un po' Pogba per l'impegno, caratterizzata dai due infortuni fulminei di Bendtner, ancora una volta inconcludente in fase realizzativa e anche sfortunato, e di Vidal, inguaiato dall'attacco influenzale di Giaccherini che lo costringe in campo con uno ginocchio ancora malconcio, é questa forse la tegola più grossa. Della sfortuna del danese non approfitta neppure Matri, che ne prende il posto in campo, sempre spalle alla porta e mai pericoloso, ormai per i due attaccanti è una vera e propria odissea. Finalmente un gol decisivo per Seba, che ultima il suo avvicinamento ai gol pesanti e lo fa nella serata del suo numero fortunato, dopo aver sbagliato molto anche lui
Andiamo avanti così, un po' per inerzia, di certo per maggior spessore tecnico, appuntamento a gennaio, quando incontreremo, molto probabilmente, di nuovo il Milan nei quarti, ora però chiudiamo questo capitolo con sollievo dei calciatori, per quali forse questa è la competizione che meno li motiva ma che a noi tifosi ancora ci perseguita... A quelli che come me ancora gli gira in testa quella maledetta stella d'argento.
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domenica 2 dicembre 2012
Serie A, 15> Juventus vs Torino 3-0 - Torino è bianconera... come l'Italia intera
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Snake Plissken
Sicuramente uno dei derby meno sentiti attualmente in Italia (in percentuale geografica) che elettrizza per lo più Torino e dintorni ed in particolare il Toro, che manca all'appuntamento da 4 anni. Timidi i loro tentativi di accenderlo con frasi tipo "Torino è granata", che fanno solo sorridere, o la polemichetta sui pochi posti riservati agli ospiti (2000 circa), beghe che appartengono più alle provincialine e alla storia passata, visto che per la prima volta si giocava davvero in casa nostra, e loro sono ancora abituati all'affito in condominio. Giustamente però chi come me non è di quelle parti non può capire e segue tutto questo con una certa freddezza.
Si rivede il vecchio 4-3-3, ma la partenza non è delle migliori loro iniziano più concentrati noi più studiosi e guardinghi. Come ormai è divenuta nostra malsana consuetudine quest'anno, nei match con una accesa rivalità, sbagliamo l'approccio iniziale alla gara. La loro concentrazione però si trasformata ben presto in foga, quando iniziano ad accorgersi che gli stavamo prendendo le misure e stavamo crescendo. Il gol fallito da Meggiorini ci scuote, il diesel inizia a carburare e l'attacco iniziava a sprecare. Così Glik (ribattezzato crick) fa la "cagata" su Giaccherini, un intervento da codice penale a centrocampo che poteva costare caro al bianconero. Certo una volta i derby si mettevano sul tema fisico laddove si doveva sopperire ad un divario tecnico, ma Glik deve aver capito male la sottile linea che separa lo spintonamento dall'omicidio. Concederci un uomo è stato il loro più grande autogol ma non si può dire certo che in 11 contro 11 non saremmo riusciti a vincerla, data la piega che stava prendendo la partita, e c'è di paradossale che la loro disfatta è stata contenuta da un paio di errori arbitrali, commessi proprio per rimediare alle loro topiche. Già perchè anche questa partita non verrà ricordata per il brutto arbitraggio di Rocchi (per furtuna e sfortuna nostra) che dopo aver fermato Pogba per fallo inesistente sul portiere, quando eravamo ancora in parità numerica, fischia un rigore sacrosanto a noi ma non manda fuori Basha già ammonito che si sostituisce al portiere. Sul dischetto va Pirlo ed io intuisco già l'esito: senza il rigorista Vidal, il bresciano in questi due anni non è stato certo impeccabile dagli 11 metri.
Altra storia il secondo tempo, di dominio assoluto bianconero. In tema di sentire la partita dunque, non potevano non risolverla che loro, Marchisio e Giovinco gli unici torinesi in campo, che questo derby l'han disputato sin dalle giovanili, la "cantera", come va di moda dire oggi. Chi invece ci prova sempre e va sempre al tiro è Pogba, sbaglierà anche molto ma apprezzo questo suo atteggiamento propositivo che manca un po' agli altri e sui tiri da fuori finora è il più preciso. Riuscirà Bentner a segnare un gol? E' il titolo della nuova mini serie bianconera che forse si prolungherà fino a giugno e che rischia di produrre pochè puntate, se Conte inizia a spazientirsi. Non dispiace invece la prestazione di De Ceglie che ormai ha poco spazio.
Ci mettiamo alle spalle un Novembre tuttaltro che positivo, domiamo il Toro e possiamo mettere la testa allo Shaktar, decisiva per la Champions e ultima partita prima del ritorno di Conte. Esistono invece polemiche che non esistono... brutti arbitraggi che non verranno ricordati, perché disastrosamente inutili, come quello di ieri nel derby o quello di oggi a Napoli... solo ci vorrebbe più memoria storica quando capiterà di nuovo a noi di ricevere favori, ma la mia è solo utopia sportiva.
giovedì 15 gennaio 2009
Juventus-Catania 3-0 (Giovince la Juve)
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Napoleone Wilson
4’ Marchionni; 69’ Giovinco 71’ Del Piero
Una Juve trasbordante che taglia via quel “pelo irto e setoso” sul sopracciglio di Zenga che tanto ci ha fatto penare in campionato nel match con gli stessi siciliani del 24 settembre. Più forte della sfortuna perché persevera e non si piange addosso. Alla fine colleziona 18 tiri in porta e deve rammaricarsi solo contro se stessa se ne ha messi dentro solo un sesto.
Ranieri finalmente ci consegna il vice Nedved in naftalina, e ci promette che avrà più spazio (speriamo!). Parlo naturalmente di Giovinco, autore di una prestazione maiuscola, Incontenibile sulla fascia sinistra e autore di un gol su cui il Capitano mette ancora la firma (e che firma!) in una sorta di romantica staffetta. Lo stesso Capitano sale poi sul palco per il suo acuto da solista e danzando col pallone sotto la suola si gira e ci regala un’altra perla. Sissoko invece avrebbe meritato la marcatura, cosi come Amauri a cui è mancato il cinismo e la convinzione.
Passiamo dunque ai quarti in gara unica, interna, col Napoli… un’altra rivincita del blackout di quel periodo? vedremo. intanto possiamo continuare a sognare la stella d’argento.
Una Juve trasbordante che taglia via quel “pelo irto e setoso” sul sopracciglio di Zenga che tanto ci ha fatto penare in campionato nel match con gli stessi siciliani del 24 settembre. Più forte della sfortuna perché persevera e non si piange addosso. Alla fine colleziona 18 tiri in porta e deve rammaricarsi solo contro se stessa se ne ha messi dentro solo un sesto.
Ranieri finalmente ci consegna il vice Nedved in naftalina, e ci promette che avrà più spazio (speriamo!). Parlo naturalmente di Giovinco, autore di una prestazione maiuscola, Incontenibile sulla fascia sinistra e autore di un gol su cui il Capitano mette ancora la firma (e che firma!) in una sorta di romantica staffetta. Lo stesso Capitano sale poi sul palco per il suo acuto da solista e danzando col pallone sotto la suola si gira e ci regala un’altra perla. Sissoko invece avrebbe meritato la marcatura, cosi come Amauri a cui è mancato il cinismo e la convinzione.
Passiamo dunque ai quarti in gara unica, interna, col Napoli… un’altra rivincita del blackout di quel periodo? vedremo. intanto possiamo continuare a sognare la stella d’argento.
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Stagione 2008/2009,
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domenica 7 dicembre 2008
Lecce-Juventus 1-2 (la paura fino al 90, poi Amauri la scaccia di testa)
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Snake Plissken
57' Giovinco (J); 80' Cacia (L); 90' Amauri (J)
Dopo un primo tempo da non pervenuto in cui i salentini portano a termine splendidamente il loro piano da presidio del Piave e in cui la Juventus conferma quando soffra nello scardinare difese con 11 portieri, 62% di possesso senza un tiro in porta, inizia la partita del via del mare.
Con Del Piero e Iaquinta fuorigioco (oh nuvoletta! Perchè continui a gettar acqua sul bagnato?) Giovinco sostituisce il capitano in toto, emulandolo persino nel gol con una punizione alla "alex-barra-bis" (non a caso sulla maglia porta il 20 cioè 10+10) e segnando il suo primo gol in bianconero. Poi mentre tutti si chiedevano se Ranieri aspettava che si infortunasse l'intero parco attaccanti per farlo giocare, d'improvviso la follia... presi dalla famosa paura di vincere quasi quasi buttavamo tutto. Un blackout davvero imbarazzante quello che a portato al pareggio del Lecce, chi ha mire tricolori non può ballare la polka come la nostra difesa, oggi Amauri ci ha tirato fuori dalle profonde acque del -8. E intanto chi sghignazza e se la gode è la capolisti, in attesa che la prossima Domenica le due belve si scannino per togliersene una o magari due dalle calcana.
La ciliegina arbitro voglio lasciarla alla fine perchè degna di una piccolissima menzione. Un rigore e mezzo negato, una gomitata da espulsione di Castiglio di Grygera non vista, un angolo non concesso, una punizione inventata, un fuorigioco fantasioso ecc... per carità tutti singoli episodi e comunque non decisivi ma che alla fine si sommano. Tutto è bene ciò che finisce bene.
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