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lunedì 6 gennaio 2014

Serie A 18> Juventus vs Roma 3-0 - La Befana vola sui tetti e a +8 su Totti

La befana vien di notte... con la maglia bianconera. La Vecchia Signora stanotte, prima di andare per tetti vola a +8 su Totti. Con la scopa ha scacciato i lupi dal proprio campo. Lupi a cui non son rimasti altro che i giallo-rossi, intesi come cartellini. Loro tornano a casa con tre pappine, manco su quella panchina ci fosse ancora Bohemian Rhapsody, noi col "titolino" di campioni d'Inverno per il terzo anno consecutivo. 

domenica 1 settembre 2013

Serie A 2> Juventus vs Lazio 4-1 – A chi l’incasso, a chi la gloria

Fatta una necessaria prefazione (leggi qui)… Mi meraviglio che questa partita si sia giocata a Torino! Sai, con Lotito ti puoi aspettare di tutto. Ma in fondo tra noi c'era un tacito accordo, a lui l'incasso e a noi l’onore e la gloria. Altro pokerino per il feticista delle lingue morte, dunque, alla faccia di chi diceva che questa sarebbe stata una partita diversa e che quella di Supercoppa non faceva testo. Peccato per Petkovic, che alla vigilia si era illuso di “aver trovato delle idee che avrebbe potuto usare” (parole sue). In realtà la sua idea era in sostanza una, tirare sempre e comunque da fuori. Su 11 tiri in porta della Lazio, 12 erano dalla lunga distanza. L'intento era cogliere in castagna Buffon sulle respinte, dato che con la nostra difesa l'impresa di passare in area era ardua, e in fondo sul gol ci sono pure riusciti, sfruttando un’altra indecisione del portierone che sino ad allora era stato impeccabile.

domenica 7 aprile 2013

Serie A, 31> Juventus vs Pescara 2-1–You can leave your win on


Gli scontri testa coda possono nascondere delle insidie impreviste che solo i più smaliziati riescono a scorgere. Per questo alla vigilia, non solo per pretattica, Conte ha chiesto ai sui di non snobbare l’impegno. E’ proprio in queste partite infatti, quelle che non hanno storia, quelle che devi vincere a mani basse, che la beffa nascosta diviene più gustosa. Il precedente c’era ed era targato 2006, parlava di un quarto di finale di andata tra Arsenal e Juventus (l’ultimo) perso 2-0 da noi a Wembley e di un testa-coda alla giornata successiva, col Treviso, finito 0-0 con netta superiorità nostra.
Non si peccava certo di incoscienza nel prevedere un pareggio a reti bianche anche in questa partita, tanto più che col pensiero alla partita di ritorno col Bayern e col tentativo di preservare le forze per la difficile rimonta, le speranze di segnare si spegnevano via via nei guanti di Pelizzoli, un altro in vena di miracoli da Stadium. Il segreto in queste partite sta di sbloccarle per tempo e stanare queste italiche difese arroccate, più non lo fai più la frenesia cresce e il rischio aumenta. Giusto un episodio poteva venirci a soccorso, un rigore solare su Vidal (per altro lanciatissimo a rete) realizzato dal “bello” addormentato a Torino Vucinic, fino ad allora un autentico disastro, che in una sua successiva fiammata ci regala di fatto la vittoria disinnescando in anticipo, con il raddoppio, il gol spettacolare di Cascione da lontanissimo, a segno anche all’andata con il gol del 1-2 momentaneo. Lo sfogo (amichevole) non trattenuto del mister nei confronti del montenegrino la dice tutta, acuita dalla stupita ammonizione presa per lo strip dopo il rigore.
Questa la Juve vista ieri, sempre in bilico tra presunzione e tentativo di gestione di un risultato che alla fine poteva non essere tuo anche sul 2-0. L’eccessiva sicurezza di aver già vinto, dopo aver avuto paura di pareggiare, ha finito per regalare anche qualche thrilling finale.
La cosa importante però restano i tre punti, uguali a prescindere dall’avversario e dal modo in cui arrivano, che ci mettono ormai a sole 4 vittorie dalla riconferma. Il prossimo futuro è una fiammata ravvicinata di prove che si chiamano Bayern, Lazio, Milan e Torino. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a… spogliarsi.

domenica 17 marzo 2013

Serie A 29> Bologna vs Juventus 0-2– l’8 e il 9, la pagliuzza e la trave


Vedi Vidi Vucinic è la parafrasi più usata nei commenti di questa partita e davvero ci sta tutta. Veni, per la trasferta in casa di una formazione storicamente ostica. Vidi, perché fino al gol ha fatto poco più che vederla dal campo la partita, senza mai entrarci. Vucinic, perché come un’apparizione inaspettata risolve con il primo gol e fa un assist per il secondo. Non sarebbe giusto però escludere dagli stessi titoli Marchisio, che invece per tutta la partita ce la mette tutta e alla fine partecipa quanto Vucinic a tutte e due i gol, scambiandosi alla pari il ruolo di assist-man e goleador in entrambi i gol (il numero 8 e il 9 appunto).

Dopo il salvataggio di Buffon fuori area su Gilardino, pochissimo Bologna e tanta Juve, checché ne dica Piccinini che su Premium parlava di un presunto equilibrio condito da occasioni da una parte e dall’altra. Il Nobel della pace Giovinco proprio non ci riesce ad essere cattivo sotto porta, sue le occasioni più sciupate della stagione bianconera, ma con quel tiro sparato alto da posizione centralissima anche Vidal da il suo contributo, non meraviglia quindi vedere lo 0-0 dopo la prima frazione di gara. Nel secondo invece appare Vucinic e la partita si risolve, un paio di uno due con Marchisio e tre punti in banca, a 6 vittorie dalla riconferma in campionato. Ragionando in tali termini si capisce l’importanza di questa vittoria, dato il Tour the force che dovremo affrontare dopo la quiete della sosta.

A +12 dalla seconda c’è chi proprio non vuole ancora arrendersi a questo noioso campionato. Noioso perché lo dominiamo e non vedono l’ora che finisca, loro che proprio non vogliano farsi mancare nulla con la Juve, quest’oggi si giocano una nuova carta, l’eccessiva esultanza di Conte. Come se non l’avesse mai fatto nella sua carriera, come se le corse sotto le curve di Stramaccioni o Rossi, dopo dei i Derby di Milano e Roma, non ci fossero mai state. E meno male che qualcuno chiama in causa un’identica esultanza con Mou protagonista, ma questo davvero non basta in un modo (quello del giornalismo sportivo italiano) che continua a chiudere gli occhi sulla vera “trave” della situazione, cioè le pietre contro i pullman bianconeri, le minacce con le spranghe e i pugni alzati tutto sono tranne che espressione di esultanza per la propria squadra, a differenza di quelli di Conte. Il vero scandalo italico è che con tutto questo lerciume sulle accoglienze un’esultanza sia considerata un gesto violento. Per non parlare dei costanti cori censurati sulle 39 vittime dell’Heysel, che a quanto pare non interessano più a nessuno. Salvo però stigmatizzare i cori di una decina di deficienti della nostra curva che prendono di mira Balotelli?

Ragione ha Conte quando dice che si rosica un sacco a vederci giocare e vincere, dovendo ogni volta scrivere articoli di commento ad un miracolo italiano, quello di una squadra che con il collettivo e il gioco sopperisce alla mancanza del tanto nominato Top Player. Che succederebbe invece se alla fine arrivasse anche lui? Non vi resterebbe che intonare fegato fegato spappolato di Vasco.

domenica 20 gennaio 2013

Serie A 22> Juventus vs Udinese 4-0–Pogba terra aria… come Rufio di Hook

Ci avevano dati per spacciati, cotti, bolliti e persino noi l’avevamo fatto. Venivamo da due brutti match contro due medio piccole ed avevamo lasciato in campo cinque punti, di cui tre interi allo Stadium contro la Samp. La Lazio si era rifatta sotto, il Napoli, con l’occhiolino di una giustizia calcistica sempre più ridicola, anche, per molti giornalai eravamo morti, gli altri dietro dovevano solo lottare per fregarsi l’eredita… ma il campionato è lungo cari miei e voi avete fatto i conti senza l’oste. Il 4-0 di ieri può dir tutto e può non dir niente, ma una cosa resta sempre più evidente, non sarà facile buttarci giù, se non per mano nostra. Ogni nostra disgrazia è sempre giunta per colpa nostra, succede quando sei la più forte. Metti ieri, senza Pirlo, senza Marchisio, senza Asamoah e Chiellini, con Vidal e Vucinic a mezzo servizio, io stesso, lo ammetto, ho pensato non sarebbe stata facile. Invece lo è stata eccome.

Primo tempo dominato ma ancora tante occasioni fallite, capita allora che sullo 0-0 esprimi un desiderio a voce alta: “ci vorrebbe un tiro da fuori di Pogba”. Ed ecco che dalla lampada esce il genio coi capelli da punk che ne esaudisce addirittura due, uno più bello dell’altro. E’ tutta sua la scena di ieri, scardina, sfonda ed esulta, sembra Rufio di Hook. La dove la squadra rimane ferma sulle sue incertezze lui ci mette il siggillo. Svegliati Juve! Sembra dire, e lascia che anche Vucinic e Matri l’onore delle danze.

Questi siamo noi, questa è la nostra potenzialità, dobbiamo solo sperare che il momento si appannamento fisico passi in fretta, possibilmente per l’inizio della Champions e dobbiamo credere nei nostri mezzi. Ieri, sentendoci incalzati abbiamo non solo ribaltato gli umori, ma abbiamo addirittura dominato per 90’, tanto che persino il correttissimo Guidolin riconosce che non ce ne stata per la sua Udinese, il passivo sarebbe potuto essere anche più pesante. Obbiettivo quindi è da un lato per Pogba non esaltarsi troppo e continuare a crescere, dall’atro per gli altri è osare un po’ di più per divenire cinici prendendo esempio anche da lui, sapendo però quando è giusto fare una cosa e l’altra.

giovedì 10 gennaio 2013

Coppa Italia, quarti> Juventus vs Milan 2-1 d.t.s.– Fino alla fine

Ancora tu. E Come l’anno scorso, Mirko Vucinic risolve uno Juve-Milan di Coppa Italia diventato alquanto al cardiopalmo, proprio come quello di un anno fa. E’ il destino di questa partita ormai, quella di far trepidare e stringere i braccioli della poltrona “fino alla fine”.

Il nostro momento non è dei migliori e lo si è visto sin da subito, bisogna dire però, a nostra scusante, che a differenza loro abbiamo schierato i panchinari. Le difficoltà più evidenti sono state nel faticare a uscire dalla difesa palla al piede, molti sono state le palle perse in tale fase, ma al di la di qualche occasione niente di che, se non fosse per un piccolo particolare, il gol. Primo tiro in porta e Milan in vantaggio. Parte la sceneggiatura e il film si complica, come finirà? per i più pessimisti, memori della Samp, la semifinale era bella che andata. Abbiamo però avuto il merito di pareggiare subito con Giovinco, che la mette dentro con una punizione che non è parsa poi tanto imprendibile, sarà che lui ha il merito, a differenza di Pirlo, di nascondersi dietro la barriera e divenire invisibile ad Amelia. Poco dopo occasione in fotocopia, stavolta Amelia ci arriva e pensi che stavolta la formica… macché! Ancora una volta una compilation di gol mangiati da mettersi le mani nei capelli, dalla quale non si tirano fuori i suoi compagni di squadra. I novanta minuti vanno via e sono di nuovo supplementari, ma meno male che c’è lui, ancora lui, Mirko il castiga Milan.

Se non è stato infarto questa sera doppiamo ringraziare Storari, che dopo una partita infinita la caccia via dalla porta intorno al 120’. Alla fine sembrava durasse un secolo questo quarto di finale, e più proseguiva più sembravamo perdere lucidità mostrando il fianco allo spettro infortuni. Prima della partita Conte aveva detto di non voler rischiare Vucinic se non ci fosse stato davvero bisogno, gli è andata davvero bene, ci ha visto lungo alla luce del risultato. Rituffiamoci dunque nel campionato proseguendo in Coppa, con la coscienza di aver un periodo fisicamente ostico, che ci impegnerà appunto fino alla fine.

domenica 16 settembre 2012

Serie A, 3> Genoa vs Juventus 1-3 – Come ti curo l’Immobil...ismo



La Donna è Immobile, nel primo tempo… tre per tre facevano sette, quelle delle proverbiali camice sudate dai tre difensori Juve in balia dei tre attaccanti Genoa e dei pungenti lanci verticali che più volte li mettevano nelle condizioni di colpire. L’assaggio amaro della prima frazione pareva avere il gusto della prima sconfitta. Tutti gli elementi erano nel piatto, una difesa in affanno e il pensiero a Londra, il gol di chi avresti voluto tornasse assieme a Giovinco e un Genoa in palla. Il profumo di beffa aleggiava nell’aria e solo grazie a un paio di gol, già fatti, divorati da Immobile prima e dal “bel player” poi, potevamo dire meno male che perdiamo (solo) 1-0.

Ma il secondo tempo ha raccontato un’altra storia. Il leone in gabbia avrà di nuovo ruggito negli spogliatoi e la musica ascoltata nel secondo tempo è stata diversa. Una cosa l’abbiamo capita però, che ancora non possiamo dipendere dai panchinari per il turnover ma che, ahinoi, dovremo farlo. Abbiamo voluto la musichetta… della Champions? Ora dobbiamo pedalare in campo. I cambi l’hanno dimostrato, Vucinic e Asamoah hanno cambiato il volto alla squadra, l’uno per qualità e l’altro per quantità sono stati i registi di quest’imponente rimonta che azzittisce un po’ di gufi, per stavolta.

La paura c’è stata ma alla fine ancora una volta è andata bene e già qualcuno ha inaugurato un nuovo tormentone che fa calamitare le mani degli altri verso il ferro: quattro partite ufficiali e quattro vittorie per Carrera che pare non volersi fermare, onorando il proprio cognome. Allacciate le cinture si vola verso Londra, per ingannare metteremo nel nostro lettore multimediale Roma-Bologna e penseremo, Zeman ha proprio ragione… con lui quest’anno ci si diverte!

lunedì 7 maggio 2012

Serie A 37> Cagliari vs Juventus 0-2–CAMPIONI D’ITALIA, 30 volte Uber Alles

Trenta scudetti entrarono a Trieste tutti e trenta in tripudio. la lunga cavalcata è arrivata a destinazione, la nave è salpata nell’onirico porto senza ritardi, anche dopo il tribolato infortunio buffoniano col Lecce. Il riscatto è compiuto, la gioia è immensa, dopo sei anni di inferno e purgatorio siam giunti nel nostro meritato paradiso. Un pensiero particolare va dunque a lui, il portierone che per tre giorni ha avuto un solo pensiero in testa, la speranza di non aver il più grande rimorso sulla coscienza. Passando per il capitano, forse all’epilogo con questa maglia, ma, dovesse essere così, epilogo più dolce di quello che avrebbe (forse) pensato. Pirlo, il faro, l’elemento fondamentale di questa traversata, regista che detta ritmi e cadenze. Senza dimenticare neppure chi non ha potuto esserci, come Nedved (li in tribuna) ma anche Camoranesi, Trezeguet e tutti quelli che sono stati con noi in B

Poi Conte, artefice di questo artificio che dal settimo posto di Ferrara-Zaccheroni-Del Neri ci porta di nuovo a casa, la terra della vittoria. Colui che attira i mugugni e le ire degli avversari, forse quelli più talebani. La chioccia che difende la sua creatura da tutto e tutti. Il presidente, mai domo e sulla strada dell’orgoglio sempre vivo. E Dedicato anche a noi, che abbiamo sofferto e siam stati scherniti, canzonati, derisi e persino compatiti come i poveri cristi. A no che abbiamo riempito quel fantastico stadio ogni volta, che abbiamo cantato “siamo noi, siamo noi…” per gran parte della stagione senza finire la frase, come scaramantici Paolo Bitta, sempre divisi tra speranza, presunzione e rassegnazione, quando 4 punti ci dividevano da quella vetta che era stata nostra per gran parte della stagione.

Più forti di ancora quei pochi che vedono i Muntari un lontano feticcio pagano, che ancora non riescono a vedere cosa ha fatto questa squadra. Imbattuta per 37 partite, con la miglior difesa, un possesso palla da big europea (terza), col maggior numero di uomini in gol, 22 vittorie senza contare i molti pareggi, eppure siamo a 81, uno in meno del Milan scudettato dello scorso anno e con una partita in meno. Con una finale di Coppa Italia ancora da disputare che potrebbe incorniciare il capolavoro. che dire ancora di più? Giusto il fatto che con il gol di Cambiasso non dato ora zitti col gol di Muntari, che segniamo al 6’ come i sei anni in esilio e al 29’ (st) come gli scudetti che avevamo fino a ieri e che non ci riconoscevano. Per finire con un simbolo 5 Maggio 2002, Udinese-Juventus 0-2 e Lazio-Inter 4-2 --- 6 Maggio 2012, Cagliari-Juventus 0-2 e Inter-Milan 4-2. Mai uno scudetto della Juve fu’ più simbolico e significativo.

mercoledì 7 marzo 2012

Serie A 23> Bologna vs Juventus 1-1 – Juve credici? No, Juve tredici!

Se tredici è il numero delle streghe, ora noi ne abbiamo 2 addosso (tra vittorie e pareggi), come 2 sono i punti che ci allontanano dalla vetta, amica, per lungo tempo tenuta e poi lasciata, così senza un preavviso.  Tant’è, c’è poco da fare! L’avevamo ampiamente capito quale sarebbe stato l’andazzo di questa partita. Senza Barzagli, senza Chiellini, con il tronista in attacco ancora una volta non riusciamo… a perdere la partita. Si, perchè se prima la pareggite era farsi rimontare immeritatamente, nelle ultime due partite il cielo ha tuonato molto senza che alla fine sia piovuta una sconfitta. Sembra che ormai sia nell’aria, e non si tratta di “tirare i piedi”, ma il momento è davvero delicato.

Finite le illusioni delle due partite da recuperare ciò che rimane è una squadra stanca e appannata, un allenatore testardo che, forse per eccessivo protagonismo si loda e si imbroda. Intendiamoci, se siamo lì e tutto merito di Conte, così come lo sarà se dovessimo perdere anche il secondo posto. I risultati sono il vero giudice del calcio. Ok questa squadra è un miracolo calcistico, ma Borriello li davanti è una bestemmia in questo santuario. Il fatto che ancora Conte si ostini a schierarlo sembra quelle frustate che si danno i martiri per vedere Dio, non servirà a redimerlo. Gambe rubate a Maria De Filippi. E Vucinic? Non fosse per il gol non potevamo neppure auguragli di seguire il suo compagno, brutto com’è. Per la prossima partita pare si stia pensando a Storari come centrale difensivo, visto che ormai non ne rimane nessuno, grazie all’ultimo regalo che Bonucci ci fa con la sua presenza in rosa. Oppure si potrebbe spostare li del Piero, visto l’abbondanza in attacco. Marotta, non avevamo detto che ce n’erano pochi li dietro? E andiamo a Genova a fare gli sperimentali, magari con qualche primavera o con Vidal e spolverare il ruolo che ha coperto già in nazionale.

Non possiamo far altro che tener duro e sperare che li dietro continuino a incepparsi. I punti buttati i molti di questi pareggi saranno il nostro ago della bilancia. Il cuore ci dirà di sperare ma la mente saprà che questo è il nostro momento più nero. Ogni gol mangiato è un macigno che toglie via il fiato e le residue energie, come quello che non riesce a metter dentro Marchisio. Non ci resta che sperare in un finale migliore, magari che la sorte non voglia regalarci qualche vittoria immeritata o finalmente qualche rigore meritato.

domenica 30 ottobre 2011

Serie A 10> Inter vs Juventus 1-2 – ottobre numero 29, per i cartonati è già la notte delle streghe… bianconere

E così gli abbiamo purgati ancora, “la madre di tutte le partite” l’abbiam fatta ancora una volta nostra per estrema goduria gobba. Inter-Juve prescinde sempre da qualsiasi classifica e da qualsiasi condizione di forma, di solito in partite come queste vince chi è sfavorito, l’abbiamo visto in questi anni bui, perchè e la rabbia che ti spinge a dar qualcosa in più. Stavolta invece partivamo noi favoriti, con loro che per tutta la settimana mettono in atto l’ormai collaudato pianto preventivo per ottenere aiutini, con un cantante, ormai entrato in perfetto stile Inter, che si lamenta per i cinque rigori subiti in nove giornate, ignorando totalmente su quale panchina sedeva nella stagione 2007/2008, anno in cui subimmo lo stesso numero di rigori contro nelle stesse giornate… non mi pare si sia lamentato così in quell’occasione.

In poche parole le premesse non erano poi così positive e l’inizio del match sembrava confermarlo. Un Inter arrembante pareva voler rifarsi proprio contro la nemica storica, tanto che dopo il gol di Vucinic e il pareggio di Maicon veniva da dire: ecco, nulla di fatto. Invece alla fine di tutto Il principino batte il principe, che per l’occasione del gol lo guarda gioire dalla panchina. Poco dopo il cantante lo guarda anche entrare in area solo e cadere travolto da Castellazzi. Quasi si agita in po', ed in quell’attimo di secondo il suo cervello già inizia ad elaborare i mugugni per il sesto rigore in 10 (9) turni, salvo poi accorgersi che dovremmo esser noi a piangere, sbobinando quell’ormai famoso: “nel dubbio favorisci chi è dietro”. Meno male che il dio del calcio stavolta non aveva un impegno. Alla fine i castiga cartonati son sempre loro Vucinic (così come quando era alla Roma) e Marchisio, e noi godiamo come pazzi nell’andar a prendere questi tre punti in quel di Milano, vedendo i loro volti abbattuti e la loro classifica lacunosa, nel giorno di ottobre numero 29, con nel cuore la pazza speranza che doppio miracolo accada.

Godiamoci allora quest’altra settimana da capolista solitaria, ma sia chiaro che l’appunto è sempre lo stesso, troppi, troppi, troppi gol mangiati, e sofferenza che sa di crudeltà verso i tifosi, anche se si sa di star tenendo bene in difesa. Sarà perchè ancora non ci fidiamo di quella difesa?