Non chiamatemi blasfemo se considero questa Coppa Italia più bella dell'ultimo scudetto. Il poker è un risultato incredibile, storico, festeggiato domenica dopo domenica con la consapevolezza di essere i più forti e vale di più, dal punto di vista sportivo, di una Coppa Italia. Ma questa benedetta Decima, da sempre rimasta un cruccio, un maledizione, un tarlo; ci attanagliava ormai da 20 anni. Vent'anni in cui per ben tre volte l'abbiam lasciata ad altri. Vent'anni per attenderla e altri vent'anni persi nel vederla.
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giovedì 21 maggio 2015
mercoledì 8 aprile 2015
Coppa Italia Semifinale R> Fiorentina vs Juventus 0-3 - Volevano vincere loro...
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Snake Plissken

Innanzitutto la cosa che mi fà più godere stasera è essermi sbagliato. Che bello prendere per il culo me stesso. La partita di andata non mi aveva infatti lasciato buone impressioni, non sotto il profilo della forza e della condizione, ma sotto il profilo della voglia di Coppa Italia. Ecco perchè vincere 3-0 a Firenze, senza Tevez, Pogba, Buffon, Barzagli, con Matri e Padoin, tenendo il campo per 90' e rischiando il giusto, è ancor di più una goduria.
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giovedì 9 maggio 2013
Serie A 36> Atalanta vs Juventus 0-1 – La nona sinfonia
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Snake Plissken
Dopo la festa dolore di tasca e dolore di testa, recita un vecchio adagio, successe lo scorso anno nella finale di Coppa Italia, per nostra fortuna non si è ripetuto quest’anno, anche se lo scontro era più ravvicinato. Siamo riusciti a durare fin dopo il vantaggio e sino alla sospensione, quella parentesi in cui ti accorgi che la deficienza dilaga anche con la spada di Damocle della squalifica pende sulla tua testa.
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sabato 30 marzo 2013
Serie A 30>Inter vs Juventus 1-2 – ma quanto è lontana l’andata?
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Snake Plissken
Ma quanto è lontana l’andata? Il tempo in cui l’Inter espugnando lo Juventus Stadium si sentiva già arrivata, o in cui addirittura sembrava essere la Juve l’anti-inter? Sarà che alla fine il loro campionato parevano averlo vinto li, coi loro caroselli improvvisati e gli occhi di giubilo di chi, sapendo di essere inferiore, l’unica cosa che avrebbe potuto ottenere in stagione sarebbe stata toglierci l’imbattibilità.
Juve Inter non è mai una partita qualsiasi, anche quando a separarci ci sono distanze siderali, anche quando non essendoci polemiche se ne costruiscono ad hoc. Inizia presto il tentativo di minare la vigilia, con polemiche vecchie come il cucco che si spengono in un fuoco di paglia, o di Pagliuca dovremmo dire. Ma se davvero non puoi sconfiggerli confondili, facendo in modo che si azzuffino tra di loro per le dichiarazioni di Conte che, da professionista, dice mai dire mai all’Inter. Bastava ricordagli che da leccese è divenuto idolo dei tifosi del Bari. Gli interisti invece in curva toccano vette comiche quando gli preferirebbero Gasperini, noi d’altronde non possiamo che concordare con loro, con tutte le soddisfazioni che ci ha dato.
Sedetevi e godetevi lo spettacolo, ancora loro, la curva più autolesionista e incoerente della storia, alla fine lo spettacolo ce lo siamo goduti e come! Venendo ancora a bucarvi a casa vostra. Li stessi che secondo la convenienza sono orgogliosi delle loro A ignorando il modo furbesco e illegale con cui l’hanno preservata, e che scrivono: “rigore è quando arbitro fischia” (sghignazzando dopo lo scempio di Juve-Genoa) ma che poi urlano e reclamano un “rigore che arbitro non fischia” su Cassano (che in tutta onesta c’era). Tutto questo volendo ignorare un rigore altrettanto netto su Vidal nel primo tempo e sull’1-0 per noi.
Le squadre si spartiscono i due tempi, noi il primo loro il secondo, avendo la Juventus l’attenuante di essere naturalmente con la testa a Monaco di Baviera una volta in vantaggio per 2-1. Certo alla fine abbiamo rischiato un po' ma se doveva essere un 2-1, come i guru avevano ampiamente pronosticato, 2-1 è stato e vittoria è arrivata, come ormai eravamo abituati a vedere San Siro con L’inter. E come l’anno scorso col 29 quest’anno il 30 rimbalza nella numerologia del match. trentesima giornata il giorno 30 di marzo. Così davvero l’andata sembra lontana anni.
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giovedì 7 marzo 2013
Champions League 1/8 R> Juventus vs Celtic Glasgow 2-0 – Otto sotto un tetto…
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Snake Plissken
Doveva essere una pura formalità e alla fine lo è stata, il Celtic non è infatti riuscito ad andare oltre alle assurde e sterili polemiche dell’andata, degne della peggiore vittimista italiana. Lennon dovrebbe invece prendere esempio dai suoi tifosi, festanti e cantanti fino alla fine e persino così sportivi da scambiarsi le sciarpe coi tifosi juventini sia all’andata che al ritorno. Dopo 7 anni torniamo nei quarti, dove nel 2006 uscimmo per mano dell’Arsenal. Le statistiche attuali premiano i bianconeri come il miglior attacco e la migliore difesa sia del campionato che della Champions, certo sono ancora e solo statistiche, che dimostrano però quanto siamo vivi e scalcianti anche in Europa, in attesa della vera prova del nove dei quarti.
Ecco che allora la partita di ieri si trasforma in un’occasione per chi come Quagliarella fatica a trovare spazio, nel tentativo di far cambiare idea ad uno come Conte, che certe cose se le lega al dito. Lo stabiese riesce cosi a propiziare il gol da opportunista ritrovato di Matri e a trasformarsi lui stesso da opportunista, in occasione del raddoppio. Un gol per curva e pratica archiviata con il più classico dei risultati. Se cerchiamo allora di ricordare in quali altre partite quest’anno siamo andati a segno con entrambi gli attaccanti fatichiamo a trovarle, ma di sicuro se ci riusciamo scopriamo che c’è sempre stato lo zampino del Quaglia, che ormai ha una media reti su minuti giocati davvero invidiabile. Avrà cambiato idea il primo esponente del movimento Giovinco? Non penso ancora ma spero ci ripensi seriamente.
Il compito migliore lo consegna forse Pogba, attorniato dalle voci di rinnovo milionario dopo l’apparizione di Raiola a Torino, tutto il pubblico lo invitava a tirare ogni qualvolta si avvicinava al limite dell’area, nelle sue movenze rivediamo sempre più il Vierà che fù. E’ di sicuro tra quelli che in prospettiva non dovremmo lasciarci scappare per paura di aumentargli l’ingaggio, visto la giovane età.
Ora lo so che nei sogni più selvaggi di ognuno di noi si annida quello più proibitivo della coppa dalle grandi orecchie, ma davvero non è ancora il caso di lasciarsi andare a facili entusiasmi, rituffiamoci nel campionato e vediamo di chiudere quello nell’attesa della prossima avversaria, poi potremo tornare a misurare le nostre forse e vedere se è ancora il caso di rimandare le nostre ambizioni o iniziare a dire, ok fatevi sotto.
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mercoledì 13 febbraio 2013
Champions League, 1/8 A>Celtic vs Juventus 0-3–Gli spietati
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Snake Plissken
Tre tiri tre gol, in questa sintesi c’è tutto il cinismo, la malizia e differenza tecnica tra le due squadre, il pallino del gioco è stato quasi totalmente in mano loro, sempre col cuore oltre l’ostatolo e sempre con marcia in più, sospinti dal loro dodicesimo uomo ci mettono tutto l’impegno di questo mondo ma il calcio non è solo cuore, così li abbiamo colpiti facendoci beffe dei loro svarioni difensivi ed in particolare della disastrosa serata di Ambrose, appena rientrato dalla coppa d’Africa, che propizia il primo e il terzo gol oltre a divorarsi un gol di testa a due passi da Buffon.
Non è quindi la solita Juve di campionato, quella che domina e sciupa ma il suo lato nascosto (non a caso indossava la maglia nera) quella che colpisce e alla fine il risultato finale è tutto grasso che cola, bisogna essere onesti. Una vera manna considerata la prestazione tutt’altro che grintosa. Un’altra botta per i cattolicissimi di Glasgow dopo l’abdicazione del Papa, battuti per la prima volta in casa in questa edizione della Champions.
Focosi e confusionari i nostri avversari sembravano più adatti al gioco del Rugby, provocatori fino al limite della simulazione, epiche rimarranno le schermaglie nella nostra area di rigore sui numerosissimi calci d’angolo che gli abbiamo concesso che alla fine ci sono costati anche un paio di ammonizioni. Ecco uno dei meriti di stasera è stato anche quello di aver saputo disinnescare un ordigno programmato ad esplodere sui calci da fermo, più della metà dei loro gol erano venuti da queste situazioni e tutti ci ricordiamo come è andata l’avventura della corazzata Barcellona.
Continua la striscia positiva di Matri, quarto gol alla quarta uscita, al primo gol in Champions, un gol che deve vederselo assegnare d’ufficio dalla Uefa visto che lui dentro l’aveva già messa, anche se l’arbitro non l’aveva notato, buon per noi che Marchisio, per non saper ne leggere e ne scrivere, la deposita nella zona di competenza. Nel finale arriva addirittura l’esordio di Anelka, giusto per aggiungere due righe al tabellino della gara.
Il vantaggio per il ritorno lo abbiamo accumulato, ora andiamoci a prendere questo quarto di finale, non prima di esserci rituffati in un paio di partitelle di campionato non da poco, magari portando da questa esperienza almeno un po' di quel cinismo che tanto può farci comodo.
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domenica 20 gennaio 2013
Serie A 22> Juventus vs Udinese 4-0–Pogba terra aria… come Rufio di Hook
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Snake Plissken
Ci avevano dati per spacciati, cotti, bolliti e persino noi l’avevamo fatto. Venivamo da due brutti match contro due medio piccole ed avevamo lasciato in campo cinque punti, di cui tre interi allo Stadium contro la Samp. La Lazio si era rifatta sotto, il Napoli, con l’occhiolino di una giustizia calcistica sempre più ridicola, anche, per molti giornalai eravamo morti, gli altri dietro dovevano solo lottare per fregarsi l’eredita… ma il campionato è lungo cari miei e voi avete fatto i conti senza l’oste. Il 4-0 di ieri può dir tutto e può non dir niente, ma una cosa resta sempre più evidente, non sarà facile buttarci giù, se non per mano nostra. Ogni nostra disgrazia è sempre giunta per colpa nostra, succede quando sei la più forte. Metti ieri, senza Pirlo, senza Marchisio, senza Asamoah e Chiellini, con Vidal e Vucinic a mezzo servizio, io stesso, lo ammetto, ho pensato non sarebbe stata facile. Invece lo è stata eccome.
Primo tempo dominato ma ancora tante occasioni fallite, capita allora che sullo 0-0 esprimi un desiderio a voce alta: “ci vorrebbe un tiro da fuori di Pogba”. Ed ecco che dalla lampada esce il genio coi capelli da punk che ne esaudisce addirittura due, uno più bello dell’altro. E’ tutta sua la scena di ieri, scardina, sfonda ed esulta, sembra Rufio di Hook. La dove la squadra rimane ferma sulle sue incertezze lui ci mette il siggillo. Svegliati Juve! Sembra dire, e lascia che anche Vucinic e Matri l’onore delle danze.
Questi siamo noi, questa è la nostra potenzialità, dobbiamo solo sperare che il momento si appannamento fisico passi in fretta, possibilmente per l’inizio della Champions e dobbiamo credere nei nostri mezzi. Ieri, sentendoci incalzati abbiamo non solo ribaltato gli umori, ma abbiamo addirittura dominato per 90’, tanto che persino il correttissimo Guidolin riconosce che non ce ne stata per la sua Udinese, il passivo sarebbe potuto essere anche più pesante. Obbiettivo quindi è da un lato per Pogba non esaltarsi troppo e continuare a crescere, dall’atro per gli altri è osare un po’ di più per divenire cinici prendendo esempio anche da lui, sapendo però quando è giusto fare una cosa e l’altra.
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domenica 26 febbraio 2012
Serie A 25> Milan vs Juventus 1-1 – finisce 2-2 ma la squadra delle polemiche ha stravinto
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Snake Plissken
Quando vedi partite del genere parlare di calcio diventa superfluo. In realtà si è dimostrato ampiamente che questa partita è stata superflua. Perchè è terminata in pareggio e non si è mosso nulla, ma perchè praticamente si è giocata (e si giocherà) nei salotti televisivi. Tornano i vari Ronaldo-Iuliano, tornano le chiacchiere da bar, ma stavolta saranno ampiamente veicolate in una sola direzione. Quella della squadra del pluriprescritto ex presidente del consiglio italiano. Nemmeno a parlarne del gol regolare di Matri annullato nel secondo tempo, perchè quello che per loro sarà giusto sarà solo il gol annullato (ingiustamente e clamorosamente) di Muntari. D’altronde cosa potevi aspettarti dall’arbitro e dai giocatori in campo dopo una settimana in cui si è sentito di tutto? In cui c’è stato un vero e proprio linciaggio mediatico ad una squadra che invece non ha mai replicato ai rossoneri sul tema della polemica, ma ha sempre parlato dei propri episodi.
Il campo invece ha detto una cosa diversa. La Juve meritava la sconfitta. E solo chi non è onesto intellettualmente può dire il contrario. Già, proprio l’onestà intellettuale, questa profonda sconosciuta. Conte nei fatti ha ammesso il suo errore più che nelle parole, schierando Borriello e Quagliarella per poi tornare su Vucinic Matri. Incaponendosi col 3-5-2 per poi tornare al 4-3-3, una volta in svantaggio. Se alla fine un po' di impegno, e peso offensivo, Quagliarella ce l’ha messo, tutto ciò che il tronista ha ottenuto è un cazzotto nel fianco, da prova tv, da Mexes. Il 3-5-2 invece è stato di fatto un 2-5-2, perchè Bonucci è come il suo amichetto, ai tempi del Bari, Ranocchia, sempre decisivo a tuo svantaggio. Sul gol infatti non si accontenta di rinviarla sui loro piedi ma la devia anche in porta col corpo sul tiro di Nocerino spiazzando Buffon. Quando in campo invece tornano Vucinic Matri (e Pepe) la differenza si vede. Anche perchè loro iniziano ad essere un po' stanchi. Di Matri stasera i due gol che permettono alla Juve di pareggiare in campo 2-2 con l’asterisco. Perchè se proprio il guardialinee ha fatto pena è stato “superpartes”. E non mi si venga a dire che il gol annullato al Milan vale di più perchè coi se e con i ma, si perdono coppe dei campioni andando in vantaggio tre a zero (loro) e si pareggiano partite di campionato perdendo 3-1 a Napoli (noi)
Questo risultato per certi aspetti è una sconfitta. La pressione mediatica già alta non ci concederà tregua da qui alla fine, li avremo tutti contro, per quel magico sport secondo il quale se ci va male a noi, tutti zitti, se va male a loro, siamo ladri. Non so anche dal punto di vista fisico, quanto almeno riusciremo a mantenere alta la forma. Ma è così che siamo andati avanti in tutti questi anni in questo paese. Amici di nessuno!
domenica 29 gennaio 2012
Serie A 20> Juventus vs Udinese 2-1 – Vittoria coi Fiocchi
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Snake Plissken
Conte prima della partita l’aveva detto, una partita che vale 6 punti, e 6 punti (virtuali) son arrivati. 3 per la classifica e altri 3 per tutto il resto.
1 punto: perchè distanziamo una diretta concorrente per la Champions, staccandola di 6 punti (appunto) e facendo nostra anche la somma degli scontri diretti. Ottenendo 3 punti in più (appunto bis) del Milan dello scorso anno, dopo le prime 20 partite. Per Matri, sontuoso e in grande stile, autore di una splendida doppietta, paladino della serata. Per Conte, che inserisce Marchisio poco prima che lo stesso regali a Matri lo stupendo assist per il raddoppio. Ed anche per Buffon, nella la sera del suo compleanno, chiamato in causa poche volte ma sempre decisivo.
1 punto: perchè vinciamo contro i gufi prima e i rosiconi dopo. Ignobile il prepartita del solito Premium con le solite pillole al cianuro di Ziliani, il quale, dopo aver mandato in loop giornaliero quasi ininterrotto per due mesi: Lo scontro Iuliano-Ronaldo (definito come il rigore più rigore della storia), l’intervista del padre dello stesso Iuliano che parla del giro di droga in ambito Juve ai tempi di Padovano (come se anche i colombiani si rifornissero da lui), la rimonta del Toro dal 3-0 al 3-3, la rimonta della Lazio di Cragnotti che difendeva le piccole squadre dalla malvagità delle grandi (con una mano, e con l’altra la mandava in bancarotta), ieri mandava in versione integrale, poco prima della gara, la trasmissione di quel lontano (mai troppo per gli interisti) 1997 quando l’inter, approfittando di un arbitro incapace, iniziò a costruire quella farsa altrimenti conosciuta col nome di calciopoli. Ma anche il post partita rai non è stato da meno, con un Civoli sempre più interista, che si dispiace con Guidolin per non aver visto l’Udinese vincere e che ormai zittisce anche Baconi allorquando si prodiga a tessere le lodi del gioco bianconero.
1 punto infine allo stadio. Altro oggetto dell’invidia anti-juventina. definito prima troppo piccolo e poi pericolante, quando infine se ne sono visti gli effetti assordanti. Un campo che sotto una fitta e ininterrotta nevicata rimaneva verde per tutta la partita.
La verità è che ieri tutti i gufi speravano di far bottino pieno anche per le condizioni atmosferiche. Si diceva che questa Juve, bella e veloce, sarebbe scivolata sul ghiaccio e sui contropiede di un Udinese che preferisce proprio chi, come noi, attacca in massa e offre il fianco al Di Natale di turno. A parte un paio di errori, come quello di Vidal, questo non è successo (o quantomeno non ha prodotto risultati) e questo gli ha fatti incazzare ancor di più.
Se invece si potesse dare un ulteriore punto oggi lo darei al cappellino di Conte con la scritta “Forza Juve”, rimediato alla bisogna dal primo marocchino, ma così autentico, nella sua semplicità artigianale, da far impallidire qualsiasi prodotto ufficiale… allora FORZA JUVE !!!
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domenica 8 gennaio 2012
Serie A 17> Lecce vs Juventus 0-1 - Scontro testa coda senza uscire di pista
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Snake Plissken
Dopo i confetti appaiono i difetti, recita un antico adagio matrimoniale volto a rivelare la vera natura del coniuge allorchè, sententosi ormai accasato si rilassa rivelando il proprio io più becero. Nel calcio juventino degli ultimi anni invece, se ne sarebbe potuto coniare un altro, dopo il panettone cresce il panzone. Le prime prestazioni dei nuovi anni infatti, lungi dall'essere buone, hanno portato spesso disastri clamorosi. Si ricordi il vergognoso 1-4 interno col Parma di inizio 2011, che significò per noi l'inizio della fine e per Quagliarella un lungo infortunio, fin li uomo importante. Quest'anno sfatiamo anche questa cabala, anche se resta una prestazione bruttina e la sfortuna di Quagliarella, ancora una volta fuori per una frattura allo zigomo rimediata in campo.
Segno del destino... come segno del destino è parso il gol di rapina di Matri, proprio lui che prende il suo posto. Lo scorso anno quindi il suo infortunio significò sconfitta e declino, quest'anno invece un suo stesso infortunio ci permette, collateralmente, di vincere la prima del 2012 e restare aggangiati alla testa, battendo la coda, il Lecce. Lecce città di Conte, che lo ama e lo odia, ancora per quella esultanza dopo il secondo gol di Juve Lecce di un po' di anni fà, piuttosto che per aver allenato l'odiato Bari.
Chiaro che di buono resta quindi solo il risultato, perchè in quanto a limiti si potrebbe leggere i post precedenti: scarso peso offensivo. Qualcono ha detto che tra Juve è Milan si gioca quest'anno l'eterna sfida tra squadra e individualità, io ribadisco che la squadra non può andare tanto lontano se non si prende anche una individualità che sblocchi partite come queste e faccia sembrare facili vittorie come quella ottenuta dal Milan con l'Atalanta.
Nella domenica in cui le altre, eccettuate la Lazio, vincono quasi in scioltezza e con goleade assurde, chi suda sette camice per portare a casa i tre punti? Nella domenica in cui si assegnano rigori a cani e porci, chi manca all'appello? chiedere al solito Bergonzi, magari in presenza di Cosmi, che quasi gli "spezza na gamba" perchè s'è permesso di dargli solo 2 minuti di recupero. Questa Juve, quanti favori! E per di più senza le coppe, come ben ricorda Ballardini allenatore del Cagliari, nostro prossimo avversario. E già, Ballardini! Meno male che ti sei accodato anche tu al treno del tormentone dell'anno perchè ci sentivamo soli... a proposito, ma tu le fa le coppe?
Così la gara casalinga col Cagliari ci dirà se quest'anno digeriremo prima il panettone e se sarà dei nostri anche il tronista Borriello, a cui oggi i tifosi già hanno dato un sarcastico benvenuto. Il quinto attaccante, come ci ha trenuto a specificare più che espicitamente Conte, escludendo ufficialmente dai giochi Iaquinta, Amauri e Toni. Se c'è una cosa sicura sul carattere di conte è che non le manda certo a dire.
Segno del destino... come segno del destino è parso il gol di rapina di Matri, proprio lui che prende il suo posto. Lo scorso anno quindi il suo infortunio significò sconfitta e declino, quest'anno invece un suo stesso infortunio ci permette, collateralmente, di vincere la prima del 2012 e restare aggangiati alla testa, battendo la coda, il Lecce. Lecce città di Conte, che lo ama e lo odia, ancora per quella esultanza dopo il secondo gol di Juve Lecce di un po' di anni fà, piuttosto che per aver allenato l'odiato Bari.
Chiaro che di buono resta quindi solo il risultato, perchè in quanto a limiti si potrebbe leggere i post precedenti: scarso peso offensivo. Qualcono ha detto che tra Juve è Milan si gioca quest'anno l'eterna sfida tra squadra e individualità, io ribadisco che la squadra non può andare tanto lontano se non si prende anche una individualità che sblocchi partite come queste e faccia sembrare facili vittorie come quella ottenuta dal Milan con l'Atalanta.
Nella domenica in cui le altre, eccettuate la Lazio, vincono quasi in scioltezza e con goleade assurde, chi suda sette camice per portare a casa i tre punti? Nella domenica in cui si assegnano rigori a cani e porci, chi manca all'appello? chiedere al solito Bergonzi, magari in presenza di Cosmi, che quasi gli "spezza na gamba" perchè s'è permesso di dargli solo 2 minuti di recupero. Questa Juve, quanti favori! E per di più senza le coppe, come ben ricorda Ballardini allenatore del Cagliari, nostro prossimo avversario. E già, Ballardini! Meno male che ti sei accodato anche tu al treno del tormentone dell'anno perchè ci sentivamo soli... a proposito, ma tu le fa le coppe?
Così la gara casalinga col Cagliari ci dirà se quest'anno digeriremo prima il panettone e se sarà dei nostri anche il tronista Borriello, a cui oggi i tifosi già hanno dato un sarcastico benvenuto. Il quinto attaccante, come ci ha trenuto a specificare più che espicitamente Conte, escludendo ufficialmente dai giochi Iaquinta, Amauri e Toni. Se c'è una cosa sicura sul carattere di conte è che non le manda certo a dire.
domenica 20 novembre 2011
Serie A 12> Juventus vs Palermo 3-0 – PMM: tre a zero in campo, mica a tavolino
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Snake Plissken
Pepe Matri Marchisio, dopo due anni di dolori, in cui il Palermo è stata la nostra bestia nera, finalmente vinciamo e convinciamo.
Una prestazione, che in casa, è diventata ormai quasi usuale, una grinta e una determinazione che lascia ben sperare nel futuro. Soprattutto alla luce delle condizioni di forma di giocatori (Pepe e Marchisio) che lo scorso anno sembravano quanto meno sopravvalutati. Chi stona un po'? Vucinic. Non che sia proprio una pippa, ma mangia ancora troppi gol. E meno male che Pierluigi c’è, sempre superlativo quando la squadra va bene, forse meno quando va male, ma oggi crea la differenza. Quei due interventi da miracolo ci permette di finire il primo tempo in vantaggio, giusto quello che ci serve per poter prendere in mano le redini nel secondo e trotterellare su un Palermo che ancora non fa un gol in trasferta in questo campionato. Neppure il temuto ex ci scalfisce, ma torna a casa con una valigia di fischi. E dire che il risultato poteva essere persino più rotondo.
Torna Quagliarella in campo ma ancora disperso in panca rimane Elia, ancora un profeta fuori patria e fuori squadra, col suo carico di aspettative dettate dagli onerosi ten millions euro spesi per portacelo qui. Con tutta quell’abbondanza in avanti qualche fazzoletto sventolerà sul treno dei partenti. Speriamo non sia quello sbagliato a questo punto, anche se spero di poter puntare su chiunque nel lungo inferno dell’imprevedibilità.
“Basta con calciopoli”, diceva qualcuno in settimana, facciamo parlare il campo, eccovi tre a zero allora! Proprio come il risultato che si otterrebbe a tavolino, in attesa di un altro tavolino che tante soddisfazioni ha dato al ratto, che però spera di non dover parlare del 2006. A questo punto però, visto che le posate non possiamo portarle (perchè comprendono i coltelli) si augurerebbe che in il vino fosse di buona qualità e che i taralli siano friabili. Fa una cosa allora, resta a casa a curare la tua igiene orale.
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domenica 18 settembre 2011
Serie A 3> Siena vs Juventus 0-1 – Fulmine Matri nel cielo variabile
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Snake Plissken
Dopo i fuochi di artificio dell’inaugurazione dello stadio e il battesimo a calcio champagne col Parma, esordiamo in trasferta con la maglia Hello Kitty sapendo che bisognava smaltire la sbornia ed affrontare le cose seriamente.
Lo si è visto oggi a Siena, mai cullarsi sugli inizi scoppiettanti. Le due squadre, partite tatticamente speculari, si sono poi distinte sotto il profilo della tecnica. Il Siena sfoggia una buona difesa ma pecca in attacco e nell’ultimo passaggio, noi facciamo pressoché la stessissima cosa, eccettuato per quell’affondo Giaccherini-Vucinic-Matri che ci è valso il gol. A dimostrazione del fatto che poteva essere benissimamente un pareggio. I deboli attacchi dei fucsia stellati si infrangono su un Siena attento e chiuso, l’impalpabile Vucinic fa giusto in tempo a fare quell’assist vincente a Matri per poi accomodarsi in panchina a bere. Persino l’ottimo Pirlo arriva in fondo al match con lingua lunga e fiato corto. Giaccherini ancora non si nota (tranne quella sgroppata sul gol), speriamo che il mio pregiudizio nei suoi confronti possa mutare coi fatti.
Ma quanto è lunga ancora la via? Molto si deve fare e bisognerebbe non leggere i giornali domani. Al di la degli elogi infatti non abbiamo ancora i 90’ minuti nelle gambe e abbiamo superato soltanto (con rispetto parlando) due squadre che lotteranno per la salvezza. Prendiamo ad esempio quella papera del ridente Buffon, per poco ora qui avremmo dovuto parlare d’altro e gioire meno. La vittoria arriva con un lampo in un cielo variabile. Meglio per noi stavolta.
Aspettiamo dunque sfide più ostiche e aspettiamoci avversari progressivamente più agguerriti, a partire da mercoledì con un Bologna a 0 punti, come reagiremo alla prima partita dopo tre giorni? Ecco quale deve essere il nostro esame. Prendiamo questi tre punti e mettiamoli in cascina per l’inverno.
lunedì 14 febbraio 2011
Juventus vs Inter 1-0 – Bedda Matri !!!
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Snake Plissken
La traversa di Eto’o sul finale è forse la cosa più goduriosa della serata, la ciliegina sulla torta. Una di quelle cose che ti fanno ringraziare il dio del calcio per tutta la sventura e il pantano che c’ha buttato addosso ormai da anni. E per una sera mettiamo da parte tutte le critiche verso società o squadra e tutta la rabbia e lo sconforto per la situazione generale, che ci vede ancora fuori dalle aree di nostra competenza, e festeggiamo. Festeggiamo perchè abbiamo battuto i cartonati e li abbiamo allontanati dalla vetta. Festeggiamo perchè abbiamo vinto e ci teniamo aggrappati al treno. Festeggiamo perchè la sorte è stata nostra amica proprio stasera, proprio contro chi più se la meritava.
Non scordandoci però che se loro falliscono un gol già fatto noi non siamo da meno con 3 gol mangiati di Matri e uno di Chiellini, nel secondo tempo. Non scordiamoci che le gambe molli dell’Inter del primo tempo meritavano questa fine, foss’altro solo per la loro spocchia di sentirsi i migliori e i più grandi e di potere avere il nostro scalpo senza che noi ci dimenassimo affatto. E non scordiamoci che per un errore di valutazione (voluto) di Del Neri abbiamo giocato più di venti minuti praticamente in 10, con Matri dolorante che nonostante questo va vicino al gol.
L’impegno dei ragazzi comunque c’è stato e il secondo tempo è stato concesso inevitabilmente sia per reazione dell’avversario sia per stanchezza nostra. Attaccanti e difensori generosissimi, sempre li a tornare per aiutare la difesa. Buona prova di Sorensen, che tiene a bada Eto’o, il quale però poteva costarci caro con quel retro passaggio avventato e assurdo, minaccia poi sventata da Buffon. Buffon stesso ci mette la firma in un paio di occasioni decisive. Chiellini monumentale ancora una, volta in partite come queste. Matri, 3 gol in due partite e speriamo che il suo infortunio non sia nulla di grave, perchè lui e Toni si non comportati ottimamente negli spazi. Proprio quel Toni tanto sbeffeggiato dagli avversari (e in verità anche da noi), speriamo gli faccia andare di traverso tutte le loro risate.
Magari dalla prossima continueremo a lamentarci di questa squadra, anche se con Lecce e Bologna dovresti vincere per poter almeno sopravvivere, ma non è questo il giorno. magari perderemo il posto in Champions e anche quello in UEFA e ci incazzeremo, ma non è questo il giorno. Magari la fortuna di stasera come al solito ci volterà le spalle e torneremo a disperarci, ma non è questo il giorno… questo infatti è il giorno di festeggiare e godere perchè l’inter è tornato a casa prendendole. E in fondo al cuore lasciateci sperare che il vento sia davvero cambiato.
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