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sabato 18 febbraio 2017

Serie A 25> Juventus vs Palermo 4-1 - Per il Palermo è un venerdì 17

Venerdì 17 2.2017, ma la Juve dimostra di non essere affatto scaramantica. Passa infatti in vantaggio al 13° (numero che dicono porti bene) e pur col pensiero della Champions nei piedi e nella testa asfalta il Palermo. Unica "iattura" il gol subito alla fine, primo in assoluto allo J|Stadium del Palermo. Manco a dirlo, il 17º subito in A da inizio stagione. Ma, francamente, bisognerebbe proprio stare lì a spaccare il capello.

domenica 25 settembre 2016

Serie A 6> Palermo vs Juventus 0-1 – GOLDaniALVES

A Palermo una Juve che debutta in azzurro conquista una vittoria che vale più dei tre punti che porta in dote. Una vittoria sofferta, ottenuta grazie ad un autogol di Goldaniga e strappata via raschiando il fondo della propria riserva di energia. La novità era la coppa Mandzukic-Higuain in attacco e l'esclusione dell'ex Dybala, lasciato in panchina. 

Un sabato pomeriggio più duro del previsto, che ribadisce un concetto che continuo ad esprimere da giorni. Questa Juve (allo stato attuale di preparazione atletica) non ha la forma fisica sufficiente per poter reggere novanta minuti ogni tre giorni, chissà che qualcun altro lo inizi a capire. Inutile continuare a dare addosso ad Allegri che lascia in panchina Higuain piuttosto che Dybala o Cuadrado o chi per loro. Nell'attuale momento di forma, e con questa frequenza ravvicinata di impegni, il turnover non è un vezzo né una scelta funzionale ma una vera e propria necessità. 

domenica 17 aprile 2016

Serie A 33> Juventus vs Palermo 4-0 ...C'è di mezzo il mare

Nel giorno del referendum sulle trivelle in mare, la Juve trivella il Palermo, lo lascia ad annaspare nelle tempestose acque della retrocessione e mette il massimo distacco tra se e il Napoli a -9. Il mare dunque, con le sue isole crocevia di questi (quasi) cinque scudetti.

Napoli sconfitto a San Siro contro l'Inter, fatto che ci ricorda un po' quella sera di Cagliari, quando una vittoria dei prescritti nel derby di Milano ci consegnò il primo dei cinque. Il mare come simbolo del divario tra noi e le altre, come quello che c'è di mezzo tra il dire e il fare, tra le chiacchiere e i fatti, tra le lamentele e le reazioni. Reazione che noi abbiamo avuto dopo la classifica post-Sassuolo e il Napoli no, troppo impegnato a pensare ai suoi alibi fatti di lacrime.

lunedì 30 novembre 2015

Serie A 14> Palermo vs Juventus 0-3 - Aggiungi un posto a tavola

Una vittoria a Palermo non è mai una vittoria qualsiasi. Perchè il Barbera è sempre un campo ostico. Perchè le vittorie che escono da questo campo finiscono per risultare sempre pesanti. Come quella di questa sera. Una vittoria che fa classifica e morale. Una vittoria da aggiungi un posto a tavola tra le nobili della classifica. La quarta consecutiva. Tre grossi pezzi di carbone gettati nella caldaia di questo treno partito in ritardo. Una prova di carattere e di forza. Un diesel che macina la sua strada poco alla volta, nella mediocrita di un campionato orfano di una ammazza-classifica.

domenica 15 marzo 2015

Serie A 27> Palermo vs Juventus 0-1 - InnaMorata di Palermo

Palermo come crocevia per l'ennesimo scudetto; con quelle 6 vittorie nelle ultime 6 gare coi rosanero, senza subire gol. Palermo come feudo del tifo bianconero; teatro da noi scelto per il ritorno di quella Supercoppa Uefa 1996, poi conquistata umiliando il PSG. Palermo; con quella maglia rosa che ricorda la nostra prima divisa, e che tornerà seconda il prossimo anno. Insomma, si potrebbe quasi dire che la Juve sia innaMorata di Palermo, usando quel gioco di parole che è divenuto neologismo, e che rende omaggio all'hombre del partido di ieri: Alvaro Morata.

domenica 26 ottobre 2014

Serie A 8> Juventus vs Palermo 2-0 - Portate indietro le lancette della classifica

In attesa di essere degni di poter ospitare sua illustrissima Nazionale di calcio italiana - a tale proposito chiediamo a quel cattivone di Andrea Agnelli di ritirare il ricorso di 443 milioni nei confronti della santissima FIGC, per poter beneficiare a un modico prezzo di un'amichevole inutile - la Juve scende in campo con la maglia azzurra, proprio quella che si era detto portasse sfortuna, ma dato che abbiamo perso anche con quella verde è stato giusto dare a questa una seconda opportunità. Quale migliore palcoscenico, allora, se non quello che da ventitre partite consecutive ci vede trionfare?

domenica 5 maggio 2013

Serie A 35> Juventus vs Palermo 1-0 – di 31 ce ne uno

Siamo noi! Siamo noi! I campioni dell’Italia siamo noi! Ancora una volta, per il secondo anno consecutivo, torniamo con una doppietta dopo l’ultima doppietta, quella del 28 e del 29 nel cuore di tutti i tifosi. Lo facciamo il 5 maggio, giornata nazionale dello juventino, una data che non tradisce, in cui oltre al famoso scudetto di 11 anni fa, conquistammo anche una Coppa UEFA contro il Borussia 20 anni or sono (1993).

La partita di oggi non poteva essere totalmente scontata visto che di fronte a noi c’era un Palermo in buon stato di forma che lotta per una salvezza fino a poco fa insperata. La sbocchiamo su rigore, per un ingenuo fallo del Palermo, dopo aver rischiato di andare sotto su quel palo di Miccoli. ma di sicuro, anche se striminzito, il vantaggio ci sta tutto per le occasioni avute. Sarebbe stato un vero peccato vincere questo scudetto con un pareggio. Vidal in doppia cifra, l’unico della Juve che a dispetto del titolo “miglior attacco” manda in gol tutti, a dimostrazione dell’orchestra che siamo, in cui tutti girano attorno alla squadra.

La galoppata è stata eccezionale, sempre primi dall’inizio alla fine con gli altri che han potuto solo sognare di raggiungerci. Forse meno spettacolari dell’anno scorso e non invincibili per 4 gare, ma siamo stati più concreti e abbiamo fatto più punti. Ancora una volta Conte è in grande ingegnere di tutto, lui che quel 5 Maggio c’era. Un Guru, un Santone, scolpisce questa squadra a sua immagine e somiglianza, facendo rodere i fegati degli avversari con la sua schiettezza e gioire i nostri tifosi con l’inesauribile voglia di vincere. E’ per questo che il tenere sulla corda la società ci fa bene, perché l’importante (paradossalmente) non è tenere Conte ma è rinforzarsi ancora di più per puntare a quelle stelle che sono nel cielo d’Europa

lunedì 10 dicembre 2012

Serie A 16> Palermo vs Juventus 0-1–Aiuto, aiuto, è tornato il leone!


Quello che non ti ammazza ti rafforza, ed in vero la Juve, l’allenatore e il tifo bianconero esce di nuovo fuori con le unghie e con i denti da un’altra situazione che cercava di destabilizzarci. Non è dunque un eccesso di fanatismo tifoso definire Conte un leone in gabbia, non storcano il naso i nostri nemici, non dopo aver visto come il circo mediatico si sia nutrito sullo spettacolo della sua “detenzione” dei vari box d’Italia, Crozza ci ha costruito su una gag acchiappascolti, tutte le reti sportive hanno piazzato telecamere sui suoi box e ieri ancora tutti a vedere “l’effetto che fa” quando esce il leone.

Così come farsopoli ha soffiato sul fuoco del tifo di qualche Juventino assopito dalla lunga serie di successi, così averci privato ingiustamente per quattro mesi del nostro mister ha rafforzato la sua icona, già carismatica. Ieri abbiamo potuto assistere al circo che si complimentava con l’allenatore, tra le ire di chi lo avrebbe voluto (e lo vuole ancora) fuori dai giochi e persino i finti amici, i più infidi, i Pippo Baudo e i Travaglio di turno, i Grima Vermilinguo che tramano, neppure tanto nell’oscurità, fingendo di stare al nostro fianco. Non abbiam bisogno di questa gente, cambiate squadra, credo sport, la Juve siamo noi. Qui non ci son i Farfuglia, i Ferrara, i Ranieri, i Blanc, I Cobolli o i Gigli messi li alla bisogna come pezza a colore, qui ci sono un allenatore una tifoseria e che condivide una sola linea, unita e combattiva. Ci giocano tanto, loro, con le battute di “sul campo” ma il campo, questo vostro sconosciuto, quello che voi usate solo per appoggiare le telecamere che si rivolgono alla tribuna o sugli spalti, per scegliere quali striscioni giustamente condannare o quali altri allegramente snobbare è, e sempre lo sarà, il giudice supremo. Ieri c’era il Palermo la squadra di Miccoli, uno delle tante volpi a cui è stata tolta l’uva sotto il naso e oggi preferisce saltare l’Inter per giocare contro noi… soddisfatto?
Scusate lo sfogo ma penso sia stato doveroso. La giornata di ieri è stata una bella iniezione di ottimismo, l’euforia della qualificazione in Champions non lascia tossine e gli avversari sotto si eliminano a vicenda. Quel che di diverso c’è dallo scorso anno è evidente, una squadra mentalmente più matura che avrà già perso due partite ma a differenza di un anno fa ne vice di più e ne pareggia meno, e soprattutto con le medio piccole, che lo scorso anno ci facevano penare non poco. Avessimo un bomber saremmo davvero una corazzata e si potrebbe guardare diversamente anche all’Europa. Prendi uno come Vucinic, un fuoriclasse indispensabile per il lavoro di scardinamento difese e assist (vedi tacco che libera Lichsteiner sul gol) ma pessimo marcatore (vedi due pali e un gol fallito a tu per tu con Ujkani). Questa è la Juve, sempre in divenire, qualcosa già buona che potrebbe migliorare ulteriormente.
Matri e Bentner il lato oscuro della luna, niente da fare il gol è sempre più un tabù, una mira lontana… e gennaio si avvicina. Asa un po’ in ombra nel giorno del suo compleanno, Buffon una sola parata, in coerenza con numero di anni dei suoi singoli contratti. Non chiudiamo la partita? Non mi ricordo se l’ho già detto nei post precedenti, ma ora raccogliamo e andiamo avanti ce ne ancora di strada da fare, lasciamo che siano glia atri ad arrampicarsi, noi procediamo dritti, decisi e uniti.

lunedì 9 aprile 2012

Serie A 31> Palermo vs Juventus 0-2 - A Pasqua la rivincita degli Agnelli è superare il diavolo

Eccolo il sorpasso, quando meno te lo aspetti, quando a -4 sembrava già finita, quando ancora una volta il milan sblocca la sortita con qualcosa che... Non ricordo il nome... A chi tanto e a chi nulla e che accade negli ultimi 11 metri. Ecco ciò che non ti aspetti, Amauri, con il suo look da messia, che risorge che Pasqua, ed è miracolo! Allegri colpito nell'orgoglio, che senza episodi a suo sfavore non può certo parlarci del suo rigore (ecco il nome) farlocco, in conferenza stampa rimprovera i media di corte di aver gufato. Sarete conventi di aver gufato? Ma chi, rispondono loro, un pò tutti ribadisce lui. E già come dargli torto? Avesse detto Tuttosport avremmo capito ma tutti gli altri che appartengono alla corte come osano? Ma come, proprio loro che (mediaset) nell'intervista ad Amauri chiedono perché davanti alla porta non ha pensato che segnando avrebbe fatto un piacere alla sua odiata Juve.

Con tali presupposti scendere in campo può farti pressione o caricarti, a noi ci ha caricati. Nella settimana pre partita i microfoni spia svelano le parole di Conte alla squadra, se vogliono prevalere sino alla fine dovranno sputare sangue. A Palermo allora è assedio bianconero, col 78% di possesso palla nel primo tempo, ma ancora il gol non arriva, come è di consueto ormai nei primi 45 minuti. Ma i nostri regali li avevano pronti Bonny & Quaglia e la vittoria è nostra. Abbiamo persino preso alla lettera zelig Allegri, il quale ci consigliava di picchiarli per farli sputare sangue, peccato che a farne le spese non è il Milan ma Milan Milanovic, difensore in forza al Palermo, che rimedia un naso spaccato per un contrasto aereo con Estigaribia.

La prova di forza del gruppo è stata convincente anche nei singoli, anche se ancora Vucinic è tanto utile in fase di manovra quanto inconcludente sotto porta. Accogliamo il secondo gol consecutivo di Quagliarella che sblocca finalmente questo attacco e ci temiamo stretta la miglior difesa d'europa, con 17 subiti in queste 31 giornate per noi record, senza aver ancora perso superiamo noi stessi e il Perugia di Castagner. In ultimo anche il barbera cade, dopo per per anni ci aveva dato delusioni.

Pasqua però è una festività corta, che dura solo un paio di giorni. Così anche noi abbiam poco tempo per gingillarci con numeri parziali. Mercoledì c'è già la Lazio, siamo di nuovo chiamati a rispondere al Milan di domani. Dobbiamo lottare fino alla fine.

domenica 20 novembre 2011

Serie A 12> Juventus vs Palermo 3-0 – PMM: tre a zero in campo, mica a tavolino

Pepe Matri Marchisio, dopo due anni di dolori, in cui il Palermo è stata la nostra bestia nera, finalmente vinciamo e convinciamo.

Una prestazione, che in casa, è diventata ormai quasi usuale, una grinta e una determinazione che lascia ben sperare nel futuro. Soprattutto alla luce delle condizioni di forma di giocatori (Pepe e Marchisio) che lo scorso anno sembravano quanto meno sopravvalutati. Chi stona un po'? Vucinic. Non che sia proprio una pippa, ma mangia ancora troppi gol. E meno male che Pierluigi c’è, sempre superlativo quando la squadra va bene, forse meno quando va male, ma oggi crea la differenza. Quei due interventi da miracolo ci permette di finire il primo tempo in vantaggio, giusto quello che ci serve per poter prendere in mano le redini nel secondo e trotterellare su un Palermo che ancora non fa un gol in trasferta in questo campionato. Neppure il temuto ex ci scalfisce, ma torna a casa con una valigia di fischi. E dire che il risultato poteva essere persino più rotondo.

Torna Quagliarella in campo ma ancora disperso in panca rimane Elia, ancora un profeta fuori patria e fuori squadra, col suo carico di aspettative dettate dagli onerosi ten millions euro spesi per portacelo qui. Con tutta quell’abbondanza in avanti qualche fazzoletto sventolerà sul treno dei partenti. Speriamo non sia quello sbagliato a questo punto, anche se spero di poter puntare su chiunque nel lungo inferno dell’imprevedibilità.
“Basta con calciopoli”, diceva qualcuno in settimana, facciamo parlare il campo, eccovi tre a zero allora! Proprio come il risultato che si otterrebbe a tavolino, in attesa di un altro tavolino che tante soddisfazioni ha dato al ratto, che però spera di non dover parlare del 2006. A questo punto però, visto che le posate non possiamo portarle (perchè comprendono i coltelli) si augurerebbe che in il vino fosse di buona qualità e che i taralli siano friabili. Fa una cosa allora, resta a casa a curare la tua igiene orale.

giovedì 3 febbraio 2011

Palermo vs Juventus 2-1 – La fata Morganti e il giorno della Marmotta Marotta

Tutto come all’andata (o quasi). Zamparini scippato dal lupo cattivo nerazzurro piange e si pulisce le lacrime con le mutande quando stasera gli mandano la fata Morganti ad aggiustar le cose. Le mie non è proprio uno sfogo esagerato se pensate che in questo campionato, e in quelli post-farsopoli, noi siamo ancora i ladri ma le altre si spartiscono il bottino. Soprattutto fa inferocire i tifosi la spocchia e la faccia tosta di giornalisti come Volpi, un essere ignobile, che in apertura non perde tempo a gridare NO, PER CARITA’… attenzione, perchè non serve Carl Lightman nel vedere nel suo commento era a dir poco chiaro e rispondeva a echi anti juventini che ancor persistono dalla notte dei tempi. Quello che dovrebbe far riflettere non è tanto il rigore negato e la condotta di un arbitro che già ci negò un gol a Napoli, ma la sistematica lamentela di Zamparini che produce un arbitraggio favorevole la volta successiva. Ecco quello che stasera mi fa incazzare.
Dopo di che c’è il campo, e il campo dice che la Juve entra in campo in ritardo stasera. Quasi come se con ci credessero neppure loro, c’è voluto l’arbitro con la sua nefandezza a svegliarli dal loro sonno. Sotto 2-0 con due gol presi come un dilettante di terza categoria. Matri perde la sua occasione di salire nei cori dei tifosi già dalla prima partita, ma mentre il suo primo errore è clamoroso (dettato forse dall’emozione) il secondo invece, su assist di Krasic, frutto della pura sfortuna. Poi anche lui, unico attaccante, esce per crampi e nessuno potrà buttarla dentro come sempre. Del Neri d’altro canto non si smentisce mai, ancorato come una sanguisuga al suo modulo anche quando affonda. La stanchezza del Palermo nella ripresa la si era vista contro l’Inter, e stasera (lasciato stare l’arbitro) una squadra messa meglio della Juve avrebbe fatto la stessa impresa.
L’orgoglio e ormai morto. Il Palermo, il Napoli, l’Udinese e chi più ne ha più ne metta vengono restano e non ci lasciano neppure un punto. Gli ex ci umiliano, gli avversari e i nemici ci sbeffeggiano, come ne usciamo? Il martirio si prolungherà ancora per molto e il presagio del giorno della marmotta non ci fa ben sperare. Domani la sveglia suonerà e sarà di nuovo il 2 Febbraio. Inutile andare a farlo fruttare alla SNAI perchè il giorno dopo ancora sarà di nuovo 2 febbraio, e noi saremo ancora squattrinati e perdenti.

giovedì 23 settembre 2010

Juventus vs Palermo 1-3 – infinita agonia

Sul nuovo stadio della Newentus già campeggia la scritta: “venite anche voi a vincere a Torino”. Intano la società indice un bando alla ricerca delle squadre che ancora non sono riuscite a fare bottino pieno a Torino. “Se ti serve qualche punto salvezza, scaccia crisi o solo di sfogo vieni da noi. La scorsa giornata ti hanno fatto qualche torto arbitrale? Da noi potrai atterrare in area Del Piero senza clamore…”

Zamparini ha avuto la sua fetta di sfogo… come del resto chiunque viene in questo luna park dove anche i bambini ormai hanno capito una cosa, non si migliora mai. Come è possibile non capire cose banali come distanze troppo corte, immobilità senza palla, scarsa copertura difensiva sui contropiedi, eccessiva lentezza in fase d’attacco? Questi post sono ormai sempre più un copia e incolla.

Allora mi chiedo e vi chiedo, come si fa a sostenere questa squadra? In tempi non sospetti (4-0 a Udine) ho affermato che la vera Juve è da salvezza. Darle fiducia non fa altro che fargli montare la testa. Nessuna squadra italiana attualmente è più sopravvalutata. Ma quello che più mi fa incazzare e il giornalista incompetente che continua a pronunciare, dopo quattro anni, parole come clamoroso, la Juve che non ti aspetti, non è questa la vera Juve. Vedere dirigenti, allenatore e giocatori venire in tv invece che approfittare per star zitto. In realtà questa non è la Juve, e tifare per lei equivale a non tifare per la Juve. Bene hanno fatto a demolire lo storico Delle Alpi, al suo posto però doveva esser costruito un cimitero, con un’unica tomba e un epitaffio: “qui riposa la Vecchia signora uccisa dall’invidia dei perdenti --- Juventus 1897 – 2006

domenica 28 febbraio 2010

Serie A 27> Juventus vs Palermo 0-2 – ritorno al futuro

<< All’andata era… andata (uguale)
Finite le scorte di lato B di Zaccaronte, ci svegliamo stasera con i sintomi post sbornia da vittoria e ci accorgiamo che è stato soltanto un bel sogno. In panchina è tornato Ferrara, che anzi non è mai andato via. Mascherato da Zac si è seduto in panchina e ha continuato a “vedere” le partite della Juve da bordo campo, ripartendo da dove aveva iniziato la sua carriera: la sconfitta dell’andata, maturata in fotocopia. Ci si son messi tutti di impegno per rimettere le cose apposto, cioè fuori binario. Tornano le papere, ormai più alte dei papaveri. Torna (o resta) il Diego inconcludente, che si specchia nello stagno e si innamora del suo pallone, così quando deve tirare in porta o non lo fa o si assicura di non picchiarlo troppo forte. Tornano i cambi inutili oltre il 90’, che non servano neppure a metter fuori giocatori come Sissoko (ottimo ma già ammonito e nervoso) o il mago Grygera che trasforma il nulla in oro, e lo dipinge di rosa nero. Lui si che è un fenomeno, altro che donna barbuta.
Ormai la Juve è più prevedibile della millesima replica della signora in giallo. Dopo i primi 30 minuti di tenue luce: Manovre macchinose. Lentissime salite in massa, come comitive in un pullman, che mostrano il fianco alle ripartenze fulminee degli avversari. Infortuni come se piovese, incompetenze tecniche come se diluviasse. Sconfitte con tutte le avversarie dirette. Il parco dei divertimenti bianconero regala la sua splendida bambolina a Miccoli, vendicatore della classe operaia imerese, con gol alla Del Piero e risata sberleffo. Speriamo che almeno valga qualche posto di lavoro, anche se gli unici posti di lavoro che dovrebbero essere liberati, al più presto, sono quelli di questa dirigenza. Di sicuro nessuno quel giorno scenderà in piazza in difesa di tali incompetenti colposi.
Come fai a salvare qualcuno in tutto questo? Un po' Sissoko, certo e un po' Chiellini. Ma per il resto dovrebbero andare tutti a Lourdes, per farsi missionari e appendere le scarpe al chiodo, assieme a Valeri. E intanto questo blog sembra sempre più un necrologio. Poi si risolve? poco ci credo, visto il calendario.

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 7ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 28 gennaio 2010

JUVENTUS-PALERMO 0-2 (0-0)
RETI: 15’ st Miccoli, 36’ st Budan.
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (35’ st Grosso); Candreva, Felipe Melo, Sissoko; Diego (44’ st Zebina); Del Piero (35’ st Paolucci), Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio Legrottaglie, Marrone, Immobile. All. Zaccheroni.
PALERMO: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio (40’ st Blasi), Liverani, Nocerino; Pastore; Miccoli (35’ st Budan), Hernandez (23’ st Cavani). A disposizione: Benussi, Goian, Bertolo, Simplicio. All. Rossi.
ARBITRO: Valeri di Roma.
AMMONITI: 6’ pt Candreva, 21’ st Cassani, 29’ st Sissoko.

domenica 4 ottobre 2009

Serie A 7> Palermo vs Juventus 2-0 – Ignobilmente verso il baratro

Ignobili. Con nessun altro aggettivo possono essere definiti coloro che per quattro mesi hanno continuato ad illudere se stessi e i tifosi di essere cambiati. Chi ha sperperato denari su denari che acquistare signori nessuno che niente hanno in più di chi li ha preceduti. Di chi ha creduto che un allenatore giovane, che non ha mai allentato in serie A, potesse essere meglio di un mediocre Vecchio come Ranieri (vedere che succede con quell’altro “strappone” di Leonardo). Di chi non ha l’orgoglio di indossare questa maglia, rinunciando a qualsiasi parvenza di reazione.
Quel calcio di punizione che Diego non mette dentro ci dice soltanto quanto è frustrante constatare che, se anche passassero dieci anni, non riusciremmo a vincere nemmeno la coppa del nonno. Spendere 25 milioni di euro per un Melo del genere è stata una colossale bestemmia, meglio aver comprato un intero uliveto ed averli mandati tutti a coltivarlo. Cacchio sempre errori decisivi, palle perse a centrocampo e gol subiti, e pensare che quei deficienti di tifosi viola hanno costretto i Della Valle alle dimissioni perchè l’hanno venduto, toglietevi quelle fiorentine dagli occhi.
Ogni sacrosantissima volta che crossano sul palo sinistro c’è sempre un avversario che muore di solitudine e dalla voglia di segnare. La difesa senza Cannavaro è un colabrodo utile nemmeno a scolare la pasta, alla faccia degli juventini finti che l’anno fischiato. Ciro, come cavolo si fa a non capire che se questa squadra è costruita intorno a Diego, e che se lo stesso non gira, nemmeno il resto della squadra lo farà? il neonato 4-3-1-2 ha fatto già il suo tempo e ora tornare indietro sarà il danno maggiore, anche se necessario. Per non parlare del fatto che prima ci viene detto che Poulsen è da vendere e poi bisogna sopportarselo ogni maledetta domenica.
E così come ogni volta ci verranno a parlare della forza del Palermo, che bisogna dare all’avversario i suoi meriti… E basta! Fate una statistica, ogni squadra che ci ha impensierito il turno dopo ha toppato. E’ sempre stata la nostra prerogativa (del dopo terremoto) salvare allenatori avversari sull’orlo della cacciata, perchè ormai ci conoscono tutti, e tutti non vedono l’ora di incontrarci per un bel titolo sui giornali.
Abbiamo paura della vetta, ogni qualvolta è li vicina, ed adattando una frase di Frankie Hi-Energy: I primi rimarranno primi se gli altri restano al palo… e continuiamo a farci del male.

Scheda Tecnica

Serie A 2009/10 – 7ª giornata d’andata
Palermo, stadio Barbera
Domenica 4 ottobre 2010
PALERMO-JUVENTUS 2-0 (2-0)
RETI: 37’ pt Cavani, 42’ pt Simplicio.
PALERMO: Sirigu; Migliaccio, Kjaer, Bovo; Cassani, Bresciano (29’ st Nocerino), Simplicio, Balzaretti; Pastore (40’ st Budan); Simplicio; Miccoli, Cavani (32’ st Goian). A disposizione: Rubinho, Bertolo, Blasi, Mchedlidze. All. Zenga.
JUVENTUS: Buffon; Zebina (30’ st Grygera), Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Felipe Melo, Poulsen; Camoranesi (25’ st Trezeguet), Diego (18’ st De Ceglie), Iaquinta; Amauri. A disposizione: Manninger, Cannavaro, Marrone, Giovinco. All. Ferrara.
ARBITRO: Orsato di Schio.
AMMONITI: 34’ pt Camoranesi, 47’ pt Legrottaglie, 25’ st Cassani, 26’ st Zebina, 37’ st Pastore, 46’ st Grygera.

domenica 22 febbraio 2009

Palermo-Juventus 0-2 (il ritorno di David)

27’ pt Sissoko, 34’ st Trezeguet
E’ Una Juve ancora grezza quella vista col Palermo, per molti tratti timorosa e chiusa sugli scudi anche dopo il vantaggio. La traversa e poi Buffon ci graziano su quel tiro di Miccoli e sul successivo colpo di testa Simplicio, ma considerando come ci era andata con la Samp la sorte ce lo doveva… Poi come sotto a un paio di schiaffi sembravamo esserci svegliati, reagendo con aggressività e attaccando con maggior livore, ma dopo il gol siamo tornati a rintanaci. La scarsa stima di se stessi porta forse i Nostri a non osare più di tanto e la difesa è ancora lontana dall’essere definita rocciosa.
Celebriamo due grandi gol e un ritorno: Sissoko, dopo il gol col Cagliari, ci regala col Palermo un’autentica perla, travestendosi dal miglior Vierà (quello di qualche anno fa) e penetrando l’intera difesa avversaria. Poi il ritorno di Trezeguet al suo vecchio verbo (quello del gol) serve da stimolo a tutti per il futuro e per la partita di Londra di mercoledì. Non è che il Palermo abbia fatto granché dopo la foga iniziale, proprio colui che lo scorso anno di condannò in zona Cesarini con un tiro “assurdo” da fuori area (Cavani) sembrava non esser sceso affatto in campo. Peccato per Iaquinta che non decolla, egoista verso David, lo manda su tutte le furie per non avergli offerto quell’assist d’oro che poteva anticipare la sua marcatura e poi sfortunato nel suo assist di scuse al francese del secondo tempo. Amauri (l’ex) invece, tenuto in serbo per mercoledì assieme al capitano, è parso più pimpante, battezzando nel modo migliore l’inedita (causa infortunio) coppia con Trezeguet, quasi a voler dimostrare la sua diversità con il rivale sostituito e per contendersi simpatie dei tifosi e posto in squadra, d’altronde mai in discussione.
Nella serata di Sanremo nulla da imputare al cantante, che per l’ostacolo pre-Chelsea ha schierato la formazione che poteva. I tre punti esterni vendicano quelli persi all’andata in casa e ci permettono di dedicarci anima e cuore alla Champions.