Ci siamo presentati a questa Finale con il compito di evitare imbarcate e figure di merda. Il compito era arduo, ma nonostante Maresca e VAR direi che ci siamo riusciti. Dopo Juve-Salernitana in pochi avrebbero scommesso, anche solo un euro, su di noi, me compreso. Alla vigilia, lo stesso Gasperini ne ha accarezzato, non solo l'idea, ma anche la forma fisica di questa coppa, in spregio a qualsiasi antica superstizione calcistica. In molti abbiamo venduto la pelle di questa zebra prima del tempo. Invece siamo riusciti a scrivere la parola fine nella migliore calligrafia possibile. Finalmente. Chiudiamo uno degli anni più sciagurati della nostra storia, soprattutto per quanto concerne questo secondo quadrimestre, con un trofeo che rompe un digiuno durato tre anni.
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giovedì 16 maggio 2024
FINALE Coppa Italia 2024 – Atalanta 0-1 Juventus – Lieto Finale
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Snake Plissken
Ci siamo presentati a questa Finale con il compito di evitare imbarcate e figure di merda. Il compito era arduo, ma nonostante Maresca e VAR direi che ci siamo riusciti. Dopo Juve-Salernitana in pochi avrebbero scommesso, anche solo un euro, su di noi, me compreso. Alla vigilia, lo stesso Gasperini ne ha accarezzato, non solo l'idea, ma anche la forma fisica di questa coppa, in spregio a qualsiasi antica superstizione calcistica. In molti abbiamo venduto la pelle di questa zebra prima del tempo. Invece siamo riusciti a scrivere la parola fine nella migliore calligrafia possibile. Finalmente. Chiudiamo uno degli anni più sciagurati della nostra storia, soprattutto per quanto concerne questo secondo quadrimestre, con un trofeo che rompe un digiuno durato tre anni.
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giovedì 20 maggio 2021
#CoppaItalia Finale> #AtalantaJuventus 1-2 – La Quattordicesima
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Snake Plissken
Toma toma, cacchia cacchia, questa Juve brutta, sporca e cattiva, porta a casa il suo secondo trofeo stagionale. Chi l'avrebbe detto?
Dopo la Supercoppa che sapeva metà di vendetta e metà di consolazione, vinta contro il Napoli della Coppa Italia persa ai rigori lo scorso anno, arriva anche la quattordicesima coppa nazionale. Non si può dire che quest'anno il Mapei Stadium non ci abbia portato bene, contando anche la vittoria col Sassuolo in campionato, anzi possiamo considerarlo quasi come uno stadio di adozione, dato che qui siamo stati la prima squadra italiana a tornare a festeggiare una vittoria e un trofeo davanti al proprio pubblico.
L'ultima gara bianconera di Super Gigi viene dunque suggellata con una vittoria di Coppa. Una vittoria che ha il profumo dei corsi e ricorsi storici, dato che (forse) chiuderà la sua parentesi trofei aperta nel 1999, quando con lui in campo c'era Enrico Chiesa, padre del Federico che ha deciso questa gara. Un gol che sa ancor più di destino se si pensa al fatto che l'ha segnato mentre era già pronto il suo cambio e si aspettava solo che la palla uscisse. Una stagione decisamente positiva per Chiesa, che questo gol sugella nel migliore dei modi.
È stata però anche la serata riscatto del rosso Kulusevsky, in ombra per tutta la stagione e scelto ieri da Pirlo più per contenere che per attaccare. Finisce che segna un gol e confeziona l'assist deciso per Chiesa, zittendo anche fisicamente col dito le critiche. Lui è Pirlo sperano di aver cancellato la brutta annata con una serata, non penso basti ma intanto c'è ancora il verdetto della Champions, che oltre a mettere una pezza a questa stagione potrebbe apparecchiare dignitosamente la prossima. È partita già forte però la sponsorizzazione di Pirlo, ad esempio dalla Rai che magari vorrebbe il remake di questa stagione nella prossima.
Ecco, la Rai. Questa è un'altra Coppa sbattuta in faccia alla RAI, che come prima domanda a Dal Pino sfrutta la prima occasione per denigrare Juve e Super Lega. Una Rai che dopo la Supercoppa ha avuto la decenza di non mandare Varriale sul pubblico scranno. Peccato, perché ci è mancata quella sua faccia da bimbo a cui vien tolto di mano il lecca lecca. Ma bisogna dire che chi l'ha sostituito ha cercato di non farcelo "rimpiangere" troppo. Tra fuori onda che svelano tutta la loro perfidia nel cercare la polemica antijuve, tra le moviole mostrate e quelle occultate, o su cui si è dato un lieve accenno sottovoce, resterà impressa la spontaneità di quel sospiro, durante un retropassaggio sbagliato dell'Atalanta su cui stava avventandosi Ronaldo. Un sospiro che non è stato possibile coprire né relegare in un fuori onda, che dice tutto sulle preferenze della TV pubblica durante la finale.
Tutti amano l'Atalanta, si sarebbe potuto intitolare il collegamento. L'interista dichiarato Bruno Gentili cerca a tutti i costi di trasformare in fallo un intervento sulla palla di Cuadrado, ammette che le due squadre si sono divise un tempo per parte ma dice che la Coppa l'avrebbe meritata Gasperini per la sua storia... Dategliene una alla carriera voi della Rai a questo punto, dato che se è vero che nel primo tempo l'Atalanta ha avuto molte occasioni io ricordo una sola parata di Buffon, oltre il loro gol. Fino alla fine della partita però si contano 6 tiri in porta bianconeri contro i 4 dell'Atalanta, con una Dea che nel secondo tempo si è completamente spenta e Chiesa che prima del gol ha colpito anche un palo. Nessun assedio finale della squadra in svantaggio anzi un contropiede Juve che quasi ricordava il raddoppio finale in Supercoppa ma con diverso esito.
Insomma non si può dire che ha vinto chi non ha meritato di vincerla, non foss'altro perché una finale non si decide al televoto RAI come Sanremo. La Juve ha saputo soffrire e contenere le sfuriate iniziali dell'Atalanta, lasciando che sfogasse il suo entusiasmo, prima di riprendere in mano la gara e portarla fino alla conclusione. È così che va il calcio e stavolta l'esperienza ha avuto ragione sull'istinto del consumarsi subito come un fuoco d'artificio.
Se poi si vuol per forza metterla sotto il profilo del merito, dopo un pareggio in cui meritavamo di vincere e una sconfitta in cui non meritavamo di perdere arriva la vittoria proprio la sera che ci porta un trofeo. Adesso potete sbattere i piedi quanto volete ma persino il lamentoso Gasperini è stato costretto a ridimensionare in parte quel rigore (ad esempio) quando si è tentato di equipararlo a quello contro la Lazio nell'altra Finale. Per tutto il primo tempo si è detto che quel rigore ci poteva stare, omettendo di ricordare che una cosa che ci può stare ci può anche non stare. Logica spicciola ma troppo complicata per il mondo antiju. Così come ci poteva stare il fallo su Rabiot prima del pareggio o un rigore in area per il calcione su palla e piede di Chiesa in area di Romero il macellaio. Ma questo è il metro e va mostrato tutto il bicchiere, sia il mezzo pieno che il mezzo vuoto. Se poi vogliamo dare rigore per tutti i contanti spalla a spalla facciamolo pure, si favoriranno solo i simulatori bravi.
Fatto sta che, alla fine della fiera, una Juve brutta, sporca e cattiva porta a casa comunque due trofei. Comunque vada domenica anche quest'anno abbiamo lasciato il nostro segno anche su questa stagione.
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lunedì 20 maggio 2019
#SERIEA1819 37> #JuventusAtalanta 1-1 - Allegria
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Snake Plissken
Perdere ieri, nel giorno della festa, sarebbe stato troppo. Anche quando per noi non cambiava una virgola ma poteva significare l'estromissione dalla prossima Champions di una di quelle tifoserie che più ci han tifato contro quest'anno. Di certo la maggioranza degli juventini speravano in una vittoria della Dea. Come Fonzie quando deve chiedere scusa, personalmente non sono mai riuscito a tifare contro la mia squadra, e anche ieri non mi andava di perdere (anzi se avessimo segnato il gol della vittoria una parte di me avrebbe esultato come sempre). Invece diciamo che questo punto accontenta un po' tutti: permette all'Atalanta di avere un minimo vantaggio sul proprio destino e permette al Milan di rimanere in vita. E sappiamo bene quanto mantenere in vita certe cose sia un pericoloso fucile di Checov.
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domenica 21 aprile 2019
SERIEA1819 33> #JuventusFiorentina 2-1 - ScudOTTO Pasquale
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Il trentasettettesimo scudetto bianconero è forse lo scudetto più paradossale dell'ultracentenaria società torinese. Mai uno scudetto è arrivato più rapidamente, stavolta addirittura a Pasqua ma sarebbe potuto arrivare persino la Domenica Delle Palme, se solo la Juve non avesse avuto la testa altrove. Eppure c'è chi fa lo schizzinoso, perchè ne ha la pancia piena o perchè, sempre più, dà più retta a consiglieri fraudolenti, o solo perchè si è radicalizzato da #cacciateallegri e ormai l'abbiamo perso come tifoso. Ma uno dei precetti della fede è "ricordati di santifificare le feste", a Pasqua dunque la fede bianconera esige si celebri questo scudetto, la ferita ancora aperta dal 2006 invece dovrebbe imporre di non saziarsene mai.
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sabato 19 maggio 2018
Serie A 38> Juventus vs Verona 2-1 - Lacrime nella pioggia
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13 Maggio 2012 - 19 Maggio 2018, da Del Piero a Buffon. Sette anni, sette scudetti, quattro Coppe Italia, ma oggi è sembrato come vedere riavvolgersi un nastro. Ad una ad una le bandiere lasciano e ti accorgi che una volta anche tu eri bambino, poi sei stato adolescente, sei diventato un uomo, ma non sono i primi peli bianchi a darti la dimensione del tempo che passa quanto partite come queste in giornate come queste. Solo domani, quando nella prima partita ufficiale, non leggendolo nella formazione, inizieremo a capire quanto grande sarà la sua assenza.
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lunedì 14 maggio 2018
Serie A 37> Roma vs Juventus 0-0 - Il Sette, Re Di Roma
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Dispari, difettivo, idoneo, felice, fortunato, congruente, odioso, ma soprattutto PRIMO... proprio come noi. Sono le proprietà matematiche del numero sette. In Juve-Milan mi sono soffermato sulla numerologia del numero quattro, parlando del ricorso che tale numero ha avuto in quella partita sin dalla coreografia sugli spalti, ma non c'è numero più magico del sette. Dalle sette meraviglie del mondo a i sette cavalieri dell'apocalisse. Dai sette mari ai sette nani. Dai sette re di Roma al sette re di Roma.
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giovedì 10 maggio 2018
FINALE COPPA ITALIA> Juventus vs Milan 4-0 - Il Milan fa all-in ma il poker lo caliamo noi
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Questa storia parte con un autogol sugli spalti e finisce con uno in campo... o forse dovremmo tornare un po' più indietro, alla scorsa estate, quando la corazzata Milan ci scippava Bonucci per interrompere la nostra lunga egemonia nazionale con un gioco di prestigio basato su una serie di equilibri spostati, fumo bancario e specchi di mercato. A quanto pare invece non ci si può improvvisare apprendisti stregoni, né spacciare un improvvisato intruglio alchemico cinese per un formula matematica ben collaudata e scientifica come quella bianconera. Quale che sia l'inizio di questa storia quindi il suo risultato finale è sempre lo stesso, semplice e immediato come moltiplicare 4x4.
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sabato 8 agosto 2015
Supercoppa Italia> Juventus vs Lazio 2-0 - Apericina con vittoria
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Aperitivo di calcio vero. Prima uscita ufficiale della stagione dopo le chiacchiere, le amichevoli utili ma dannose e le partenze di questa rovente (metereologicamente parlando) estate. Naturalmente gli arrivi ci sono stati e la società si è comunque mossa sul mercato già da tempo. Ma si sa, gli affari conclusi in una notte non arricchiscono l'industria dei "calciomercanti" della stampa e della TV (ormai attivi tutto l'anno) e non divertono i chiacchieroni da bar. Ad ogni modo pare che si stia lavorando per altri due giocatori, abbiate pazienza e poi giudicate. Intanto proprio i nuovi arrivati firmano questa vittoria. Segnale che ci deve spingere a pensare al nuovo corso e non a fossilizzarci sul passato. Inutile tenere gente senza stimoli e che non vuol rimanere (chiunque essi siano), i nuovi invece li deve giudicare solo il campo, indipendentemente dalle preferenze positive o negative del tifoso (chiunque essi siano).
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domenica 24 maggio 2015
Serie A 37> Juventus vs Napoli 3-1 - Il Soldatino Innamorato
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Chissà se al 90' Higuain ha detto: "che volete, avete già vinto lo scudetto!", o se piuttosto sia stato più impegnato a smaltire l'arrabbiatura del 45', quando Benitez lo spediva fuori a causa della sua prova impalpabile. Ognuno è responsabile delle proprie scelte e questo "autentico" argentino (nato in Francia) neppure ieri "gioca" a Torino. Come un po' tutta la sua squadra. Quest'anno avrebbero preferito che, magari, qualche volta qualcuno gliela avesse data vinta. Noi invece credevamo di essere stati chiari dopo Inter-Juve, non si fanno sconti a nessuno, soprattutto a chi non riesce nemmeno a pareggiare con le nostre riserve.
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giovedì 21 maggio 2015
Finale Coppa Italia> Juventus vs Lazio 2-1 [dts] - Double Tasty
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Non chiamatemi blasfemo se considero questa Coppa Italia più bella dell'ultimo scudetto. Il poker è un risultato incredibile, storico, festeggiato domenica dopo domenica con la consapevolezza di essere i più forti e vale di più, dal punto di vista sportivo, di una Coppa Italia. Ma questa benedetta Decima, da sempre rimasta un cruccio, un maledizione, un tarlo; ci attanagliava ormai da 20 anni. Vent'anni in cui per ben tre volte l'abbiam lasciata ad altri. Vent'anni per attenderla e altri vent'anni persi nel vederla.
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domenica 3 maggio 2015
Serie A 34> Sampdoria vs Juventus 0-1 - Dite tutti 33
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"Un'estate fa la storia di noi due..." si diceva si sarebbe invertita. Dopo l'addio di Conte, dal web ai giornali, i NON-juventini si scatenarono in un Agosto di sarcasmo e proclami. Allegri arrivò tra lo scetticismo generale, compreso quello di molti di noi, e col curriculum di chi era stato silurato da casa Milan. A Roma, con la loro consueta scaramanzia, non avevano dubbi: "lo scudetto era già a Trigoria". Allora ecco che Ottobre diveniva Maggio, le prime partite le ultime. Come l'anno prima, quando avevano "ucciso er campionato" dopo sole 10 giornate. Erano così avanti che non bisognava aspettare un "go' de' turone" all'ultima giornata, solo l'arbitro gli avrebbe potuto portare via lo scudetto. Tutto si sviluppava e finiva nell'autunno della loro impazienza. 38 giornate erano troppe, un'eternità! Un'attesa snervante. Perchè "quest'anno vinceremo lo scudetto, io sono sicuro di questo".
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martedì 31 dicembre 2013
Col senno di POI - Un anno di Poi Si Risolve [edizione 2013]
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Snake Plissken
Scampati alla tragedia Maya siamo giunti nel 2013 e di cose ne abbiamo viste tante, nel nostro giro attorno al sole. Innanzitutto abbiam scoperto che si può abdicare da Papa senza rischiare un girone dantesco dell'inferno. Così, tra un nuovo Pontefice qua e un nuovo governo là, siamo giunti fino alla sua fine attraversando la desolazione della crisi economica mondiale. Proprio come il nostro caro Bilbo Baggins nel suo viaggio di avvicinamento alla montagna solitaria, nel secondo episodio della saga, per l'occasione in doppia recensione.
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martedì 24 dicembre 2013
giovedì 19 settembre 2013
(A) vent'anni (D)alla (P)rima firma - Del Piero e Juve celebrano il primo gol In Serie A del Capitano
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Snake Plissken
Era il 19 settembre 1993, a Torino c'era Juventus-Reggiana di campionato e Alessandro del Piero partiva dalla panchina col numero 16. All'epoca il 10 lo portava un certo Roberto Baggio e i numeri erano ancora sequenziali e senza nome. La parola Turnover non era ancora stata tradotta dall'inglese e le maglie passavano di giocatore in giocatore secondo i loro meriti. Al tempo in cui le partite si ascoltavano alla radio, Trapattoni mise in campo questo giovanotto e lui sigló il suo primo gol bianconero, oltre che il primo in serie A. La partita finì 4-0 per noi, coi gol di Ravanelli, Muller, Baggio e Del Piero.
A vent'anni dall'evento, Del Piero e Juventus ricordano quel giorno sui social network, con tanto di cronaca ora-ora (Alessandro Del Piero) come e fosse oggi, in un fanatico flashback con foto "pixelosa" (in stile tecnologia anni 90) che per l'occasione aggiunge all'hashtag #adp10 il suffisso +10
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domenica 12 maggio 2013
Serie A 37> Juventus vs Cagliari 1-1–Come una macchia sulla cravatta
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Vi è mai capitati di sporcarvi la cravatta mentre siete seduti a tavola ad un matrimonio? che fate vi alzate e ve ne andate? No, magari la cambiate o la togliete. Il pareggio di ieri è stato questo, una macchia sulla cravatta. Non sulla camicia bianca, come sarebbe stata metaforicamente equiparabile una sconfitta, ma cadendo la macchia prende la cravatta che salva il salvabile. Non a caso in inglese Tie vuol dire sia cravatta che pareggio. L’obbiettivo rimasto erano i 91 punti e non raggiungerli da un po' fastidio, ma magari non li raggiungevi lo stesso l’ultima giornata, quindi inizi pian piano a fregartene. Al che sorridi quando vedi gente che festeggia per il tuo pareggio e il mancato record, perché sono gli stessi che non riconoscono quei 91 punti e quello scudetto.
Quel che bisogna pensare invece è solo festeggiare, perchè un motivo per rovinarti la festa te lo devono trovare comunque, quindi fai buon viso a cattivo gioco e dai a loro un po’ di spicci per la birra, in fondo è festa anche per loro.
La cornice di ieri avrebbe tolto concentrazione a chiunque, figli in campo e popolo in festa ed è facile che il golletto lo becchi, anche senza che il pubblico sugli spalti ne risenta affatto. Il gol di Ibarbo è il simbolo di ciò che ho detto. Parte dalla nostra metà campo con una sgroppata (checchè ne dicano) tutt’altro che irresistibile, fa fuori un Barzagli acciaccato (che vien sostituito subito dopo) e passa sotto un intervento tutt’altro che impeccabile di Storari che se la lascia passare sotto dopo averla toccata. l’attaccante cagliaritano ha testualmente dichiarato “e pensare che avevo sbagliato a tirare”… e ho detto tutto, ma i media devono per forza scomodare Weah. Vabbè falli gioire! per la prestazione vista in campo avremmo ampiamente meritato la vittoria, per quando creato prima e dopo il pareggio di Vucinic. magari, ad esempio, ci sarebbe stata gloria anche per Giovinco, se quella sua punizione non si fosse fermata sula palo, ed oggi staremmo ad omaggiare un giocatore che ancora una volta ha offerto una prestazione spenta.
Ma si sa, la maledizione rossoblu è dura a morire ed anche quest’anno, come nello scorso, contro Genoa, Cagliari e Bologna abbiamo dovuto penare. da ricordare il pareggio “guida-to” col genoa o la vittoria in extremis col Bologna o quella dell’andata con lo stesso Cagliari. Insomma pochi viaggi di piacere. ma quel che non dobbiamo perdere di vista è la grande annata che abbiamo fatto, 27 vittorie totali e già a +3 dallo scorso anno.
Per questo lasciamo andare pure ai festeggiamenti con la coscienza che da domani dovremo metterci seriamente a programmare il futuro, perché la Juve non può fermarsi, perché vincere è sempre l’unica cosa che conta!
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domenica 5 maggio 2013
Serie A 35> Juventus vs Palermo 1-0 – di 31 ce ne uno
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Siamo noi! Siamo noi! I campioni dell’Italia siamo noi! Ancora una volta, per il secondo anno consecutivo, torniamo con una doppietta dopo l’ultima doppietta, quella del 28 e del 29 nel cuore di tutti i tifosi. Lo facciamo il 5 maggio, giornata nazionale dello juventino, una data che non tradisce, in cui oltre al famoso scudetto di 11 anni fa, conquistammo anche una Coppa UEFA contro il Borussia 20 anni or sono (1993).
La partita di oggi non poteva essere totalmente scontata visto che di fronte a noi c’era un Palermo in buon stato di forma che lotta per una salvezza fino a poco fa insperata. La sbocchiamo su rigore, per un ingenuo fallo del Palermo, dopo aver rischiato di andare sotto su quel palo di Miccoli. ma di sicuro, anche se striminzito, il vantaggio ci sta tutto per le occasioni avute. Sarebbe stato un vero peccato vincere questo scudetto con un pareggio. Vidal in doppia cifra, l’unico della Juve che a dispetto del titolo “miglior attacco” manda in gol tutti, a dimostrazione dell’orchestra che siamo, in cui tutti girano attorno alla squadra.
La galoppata è stata eccezionale, sempre primi dall’inizio alla fine con gli altri che han potuto solo sognare di raggiungerci. Forse meno spettacolari dell’anno scorso e non invincibili per 4 gare, ma siamo stati più concreti e abbiamo fatto più punti. Ancora una volta Conte è in grande ingegnere di tutto, lui che quel 5 Maggio c’era. Un Guru, un Santone, scolpisce questa squadra a sua immagine e somiglianza, facendo rodere i fegati degli avversari con la sua schiettezza e gioire i nostri tifosi con l’inesauribile voglia di vincere. E’ per questo che il tenere sulla corda la società ci fa bene, perché l’importante (paradossalmente) non è tenere Conte ma è rinforzarsi ancora di più per puntare a quelle stelle che sono nel cielo d’Europa
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lunedì 31 dicembre 2012
Col senno di POI - Un anno di Poi Si Risolve [edizione 2012]
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Snake Plissken
Man mano che si cresce si è sempre meno propensi a considerare un bene gli anni che passano, sia perchè vanno a togliersi agli anni che restano sia perchè si va verso l’ignoto. Non è infatti tutto da buttare il passato, per quanto possa esser brutto, noi invece cosa ci lasceremo dietro?
Per noi tifosi della vecchia signora è stato infatti un anno intenso e ricco di soddisfazioni, con i cori “Siamo noi siamo noi…” accennati a mai finiti quando iniziavamo a renderci conto che questa squadra, al di la di ogni previsione, era davvero forte, ma non volevamo ancora pronunciare quella parola. Un anno iniziato e conclusosi nel segno dell’Atalanta, sul cui campo all’inizio del 2012 conquistavamo il titolo d’inverno. E dopo aver coronato il sogno conquistando il nostro trentesimo scudetto sul neutro di Trieste contro il Cagliari, trovarsela di nuovo di fronte nella partita finale in cui la gioia per la celebrazione casalinga dei neo campioni d’Italia si scontrava con la commozione per l’addio alla Juve di Del Piero, in una partita già leggendaria. La prima delusione, la ciliegina Coppa Italia mancata una settimana dopo aver divorato la torta scudetto, seguita dalla prima vendetta, la conquista della Super coppa Italia a Pechino ancora contro il Napoli. Per tornare a conquistare di nuovo il titolo d’inverno ancora, manco a dirsi, contro l’Atalanta. Un anno solare in cui abbiamo conquistato 94 punti, superando il record della Juve di Capello del 2005 e quello dell’Inter di Mancini del 2007. Da registrare anche il ritorno all’emozione europea nella partita vinta strapazzando i campioni d’Europa in casa del Chelsea.
In mezzo, un estate vissuta a seguire le vicissitudini calcistiche di una Nazionale che si ferma sull’ostacolo finale di una fortissima Spagna.
Sul Versate musicale abbiamo parlato a giugno dell’uscita di A Life within a day, la collaborazione del duo Squackett, al secolo Chris Squire e Steve Hackett (album del quale pubblicammo anche i testi con traduzione). Il chitarrista attivissimo in questi ultimi mesi è riuscito a pubblicare nell’anno solare anche un album in proprio, Genesis Revisited 2, omaggio alla sua vecchia band, avvalendosi della collaborazione di guest star eccellentissime del panorama rock e giovani leve (Simon Collins, Steven Wilson, Nick Kershaw, Neal Morse, Steve Rothery, e molti altri). Il 2012 ha visto anche il gradito ritorno dei Marillion con Sounds that can’t be made, album che ha riscosso pareri positivi ed è piaciuto molto anche a noi, grazie al ritorno a soluzioni musicali più prog abbandonate nei due album precedenti.
Il 2012 cinematografico è stato segnato sicuramente dal ritorno di Peter Jackson e dell’immaginario tolkieniano della Terra di Mezzo, con il piacevolissimo lo Hobbit, film non perfetto ma sicuramente affascinate e gustoso per i fan della saga. Per una saga che comincia nel 2012 un’altra è finita proprio quest’anno: parliamo di The dark knight rises, ultimo film della trilogia batmaniana di Christopher Nolan. Il film ha diviso e ha avuto giudizi controversi, a noi è piaciuto un sacco: è una conclusione degnissima e coraggiosa di una delle opere migliori del regista britannico (che a parere di chi scrive non ha sbagliato un film finora). Tra i graditi ritorni abbiamo apprezzato anche quello del “vecchio” William Friedkin col suo Killer Joe, film di certo “duro”, imperfetto, per pochi, a tratti strafottente, ma che ha mostrato un ottima prova attoriale di un McConaughey sugli scudi. Meno riuscito invece il ritorno di Ridley Scott con un film ancora più controverso (quello che ha diviso di più in assoluto nel 2012), quel Prometeus che pur non dispiacendoci ha mostrato notevoli lacune (soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura) assieme a indubbi pregi sul versante della resa visiva.
Tra le sorprese cinematografiche dell’anno spiccano l’opera prima di Seth MacFarlane, Ted, divertentissima e sboccatissima commedia simil-Griffin, la consacrazione di Ben Affleck come regista (l’ottimo Argo) e il sorprendente 7 psicopatici, seconda regia di Martin McDonagh (forse il preferito del sottoscritto nell’anno solare). A Natale ci siamo visti Tutto tutto niente niente, il ritorno di Albanese, film vedibile e godibile, anche se decisamente inferiore al primo film.
Infine sul versante videoludico come al solito abbiamo preferito giochi “vecchiotti”, abbiamo dedicato poco tempo a questo versante rispetto altri anni, ma è sicuramente degno di menzione un ottimo titolo del 2011 (ma giocato quest’anno): Deus Ex –human revolution, gioco profondo sia come meccaniche di gioco che sotto il profilo della trama e delle implicazioni, sicuramente il miglior titolo giocato quest’anno.
BUON 2013 A TUTTI!
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lunedì 14 maggio 2012
Serie A 38> Juventus vs Atalanta 3-1 – Del Piero: Lui è leggenda
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Snake Plissken
La passione è ciò che ci rende uomini. Ciò che ci fa piangere, esultare e a volte entrambe le cose assieme. Ciò che ci distingue dai corpi inanimati e dalle piante. Anche se, quest’oggi, mi piace pensare che persino i peli d’erba del campo di siano girati al passaggio del Capitano.
Tutto finisce, prima o poi, nulla è per sempre. Ma solo noi juventini sappiamo come sarà non vedere più il capitano con noi. Così come solo noi comprendiamo e sentiamo sulla pelle e nel cuore, ogni singola parola di questa lettera, perchè dall'inferno al paradiso ognuno di noi ha provato le stesse emozioni sulla propria pelle, uniti gli uni gli altri come fratelli e distanti da tutto il resto come gli abitanti in un lontanissimo pianeta. Solo noi conosciamo il significato di questo trionfo e nessun altro.
Quest’oggi a Torino è passata la storia, beato chi c’era! Nella parata di stelle, le tre sul nostro petto dell’agognato scudetto dell’orgoglio e del ritorno, si è assistito al congedo di una leggenda. Solo lui, come noi, può capire quello che oggi è successo. Solo lui come noi sa cosa ha voluto dire mandar giù veleno ed esser costretto con la forza, dagli altri, a dire che fosse vino. Solo lui come noi, noi juventini! Da quel giorno a Foggia ad oggi pomeriggio in questa meravigliosa casa, che è lo Juventus Stadium, per diciannove anni il capitano ci ha guidato attraverso tutto questo ed oggi è giunto il giorno del doloroso addio. Dell’emozione che riga il volto in uno stadio che pare un tempio in adorazione, quando Alex si erge sulla balaustra e saluta tutti.
Nella giornata della festa più bella, del record di imbattibilità (38 partite su 38) in cui anche chi era rimasto a secco di gol l’ha fatto (Marrone e Barzagli) e in cui anche il destino, pur di realizzare la giornata perfetta è stato disposto a sacrificare uno dei suoi figli preferiti. Con Manninger già pronto, infatti, Chiellini si stira e macchia la festa, ma al suo posto etra Barzagli, il ventesimo marcatore, che entra giusto in tempo per segnare su rigore. Difficile sarà vedere Chiellini domenica nella finale di Roma, ma speriamo potergli dedicare un’altra stella. D’altronde anche nel giorno più perfetto, una piccola nuvola può offuscare il cielo.
Ricorderemo questa giornata a lungo e molti di noi rimpiangeranno di non essere stati allo stadio per anni. Ma se alla fine dovesse arrivare questa Coppa Italia, davvero sarebbe un anno memorabile più di quello che davvero è. Davvero potremmo lasciarci andare alle lacrime più dolci.
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venerdì 30 dicembre 2011
Col senno di POI - Un anno di Poi Si Risolve [edizione 2011]
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Napoleone Wilson
Anche il 2011 volge al termine, un anno per certi versi ordinario, per altri epocale: le dimissioni del piduista con annesso governo tecnico non erano certo preventivabili, così come la crisi che ormai ha colpito un po' tutti e della quale non è possibile immaginare ancora gli sviluppi futuri.
Altro evento epocale, ma soltanto nell'ambito del calcio nostrano, è il ritorno della Juve, quando ormai era data per spacciata da tutti, tifosi compresi: una squadra che per quanto ancora non del tutto sbocciata (Gennaio è un mese in(f/v)ernale) ha chiuso la prima parte della stagione da imbattuta e fa ben sperare per il prosieguo. Allo stesso modo c'è stato un risveglio su un altro fronte (Agnelli se non altro non è Cobolli), ben più scottante, che ha smosso poco le istituzioni ma se non altro ha fatto riflettere qualcuno e ha fatto sguinzagliare i cani a qualche altro.
Il risultato di un anno di battaglie tra juventini e interisti? Nulla, le istituzioni sono incompetenti, non possono decidere, che se la vedano tra loro e continuino la loro guerra, agli organi calcistici interessa poco. Il fatto è fatto, chi s'è visto s'è visto, gli errori del passato hanno fatto male al pallone, pensiamo al calcio giocato che non merita di essere invaso dai tribunali, guardiamo avanti per potere costruire un futuro basato su...SCOMMESSOPOLI. Insomma cambia tutto e non cambia niente, cambiano solo le misure adottate e le parole utilizzate per questo o quell'altro quando sarà il caso di trovare l'ennesimo capro espiatorio.
Bisogna che qualche testa salti affinché il sistema possa continuare la sua opera, e che opera...Il risultato di un anno di battaglie tra juventini e interisti? Nulla, le istituzioni sono incompetenti, non possono decidere, che se la vedano tra loro e continuino la loro guerra, agli organi calcistici interessa poco. Il fatto è fatto, chi s'è visto s'è visto, gli errori del passato hanno fatto male al pallone, pensiamo al calcio giocato che non merita di essere invaso dai tribunali, guardiamo avanti per potere costruire un futuro basato su...SCOMMESSOPOLI. Insomma cambia tutto e non cambia niente, cambiano solo le misure adottate e le parole utilizzate per questo o quell'altro quando sarà il caso di trovare l'ennesimo capro espiatorio.
Sul fronte musicale il mai troppo amato progressive rock (se fai prog sei vecchio e noioso, se fai punk sei un innovatore, anche se ti limiti a rifare gli stessi pezzi dei Clash) ha vissuto un anno molto positivo.
Da una parte sono tornati i vecchi leoni del passato (che meriterebbero più rispetto, soprattutto quando sfornano signori dischi) come Steve Hackett, i Pendragon, I Dream Theater, Peter Gabriel...
L'ex chitarrista dei Genesis ci ha regalato uno dei suoi migliori album degli ultimi anni, tra vecchio e nuovo, come al solito impeccabile. I Pendragon si sono confermati come uno dei gruppi neo prog storici più in forma, sfornando un album che, anche se inferiore al precedente e con qualche influenza un po' troppo metallica (il metal non è un male in se, ma spero che non facciano la fine dei porcupine Tree), resta comunque godibile e con alcuni pezzi davvero belli.
Sia i Dream Theater che Peter Gabriel invece continuano a lasciarmi perplesso: i primi preannunciano faville ad ogni album per poi sfornare qualche buona idea annegata tra la solita noia, Gabriel invece già tartarughesco di suo, continua sulla strada del sinfonismo, lasciando però ancora una volta le idee nel cassetto e l'emozione in naftalina (da segnalare però che la voce resta sempre splendida anche quando si limita a ricantare pezzi già stranoti).
Da una parte sono tornati i vecchi leoni del passato (che meriterebbero più rispetto, soprattutto quando sfornano signori dischi) come Steve Hackett, i Pendragon, I Dream Theater, Peter Gabriel...
L'ex chitarrista dei Genesis ci ha regalato uno dei suoi migliori album degli ultimi anni, tra vecchio e nuovo, come al solito impeccabile. I Pendragon si sono confermati come uno dei gruppi neo prog storici più in forma, sfornando un album che, anche se inferiore al precedente e con qualche influenza un po' troppo metallica (il metal non è un male in se, ma spero che non facciano la fine dei porcupine Tree), resta comunque godibile e con alcuni pezzi davvero belli.
Sia i Dream Theater che Peter Gabriel invece continuano a lasciarmi perplesso: i primi preannunciano faville ad ogni album per poi sfornare qualche buona idea annegata tra la solita noia, Gabriel invece già tartarughesco di suo, continua sulla strada del sinfonismo, lasciando però ancora una volta le idee nel cassetto e l'emozione in naftalina (da segnalare però che la voce resta sempre splendida anche quando si limita a ricantare pezzi già stranoti).
Sotto un altro versante molti altri gruppi hanno sfornato il disco della "conferma": i polacchi Millenium con Puzzles (molto bello, anche se inferiore al precedente Exists) si sono confermati tra i più interessanti gruppi neo prog degli ultimi anni, i floydiani Airbag, col secondo disco (All Rights Removed) si sono affinati e hanno prodotto un album di pregevolissima fattura, i Credo (Against Reason) hanno cominciato ad abbandonare i troppi manierismi e citazionismi per un lavoro più personale e particolare, Phideaux sforna il solito disco di alta qualità (Snowtorch)
Sul fronte cinematografico si sono fatti notare Super 8 (bellissimo omaggio alla generazione dei bambini/ragazzini degli anni 80'), la trasferta "americana" di Sorrentino col particolare This must be the place, il dark-romantico Drive (dalle atmosfere bellissime, merito anche delle musiche e dall'iconografia molto eighties), il tanto atteso ritorno di John Carpenter con The ward (non apprezzato da tutti, ma a me me piace!), il quantumleapiano (ma di riferimenti ce ne sono molti altri in questo ottimo film, perfino a GTA) Source Code del figlio di Bowie e il particolare e "ostico" il Cigno nero (che riscatta una prima parte un po' lentuccia con un finale riuscitissimo).
Sul fronte videogame come al solito tendo a recuperare giochi vecchiotti di qualche mese (Bioshock II, Mafia II, God of war...), mentre di giochi al lancio ho acquistato soltanto l'interessante (per quanto meno risucito degli altri giochi Rockstar) L.A. noire, magari poco capito ma davvero intrigante sotto molti punti di vista, e il pantagruelico Skyrim (giochicchiato poco, e di questo passo potrebbe durarmi un anno), in prospettiva bellissimo.
Insomma di cose ce ne sono state, ora aspettiamo cosa potrà darci il 2012, anno che sulla carta dovrebbe essere abbastanza pesantuccio. Dovremo sobbarcarci infatti il peso della manovra Monti e persino dell’apocalisse del 21 Dicembre (non so cosa sia peggio a questo punto), e chissà che alla fine non lo si rimpianga questo 2011… ma guardiamo la cosa positiva, se anche i Maya avessero ragione avremo comunque un giorno in più da vivere, visto che il 2012 è bisestile.
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Col senno di POI
giovedì 25 dicembre 2008
BUON NATALE
Posted by
Snake Plissken
L'AMMINISTRAZIONE DI POI SI RISOLVE AUGURA A TUTTI VOI
B U O N N A T A L E !!!
B U O N N A T A L E !!!
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