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giovedì 19 settembre 2013

(A) vent'anni (D)alla (P)rima firma - Del Piero e Juve celebrano il primo gol In Serie A del Capitano



Era il 19 settembre 1993, a Torino c'era Juventus-Reggiana di campionato e Alessandro del Piero partiva dalla panchina col numero 16. All'epoca il 10 lo portava un certo Roberto Baggio e i numeri erano ancora sequenziali e senza nome. La parola Turnover non era ancora stata tradotta dall'inglese e le maglie passavano di giocatore in giocatore secondo i loro meriti. Al tempo in cui le partite si ascoltavano alla radio, Trapattoni mise in campo questo giovanotto e lui sigló il suo primo gol bianconero, oltre che il primo in serie A. La partita finì 4-0 per noi, coi gol di Ravanelli, Muller, Baggio e Del Piero.


A vent'anni dall'evento, Del Piero e Juventus ricordano quel giorno sui social network, con tanto di cronaca ora-ora (Alessandro Del Piero) come e fosse oggi, in un fanatico flashback con foto "pixelosa" (in stile tecnologia anni 90) che per l'occasione aggiunge all'hashtag #adp10 il suffisso +10

lunedì 14 maggio 2012

Serie A 38> Juventus vs Atalanta 3-1 – Del Piero: Lui è leggenda

La passione è ciò che ci rende uomini. Ciò che ci fa piangere, esultare e a volte entrambe le cose assieme. Ciò che ci distingue dai corpi inanimati e dalle piante. Anche se, quest’oggi, mi piace pensare che persino i peli d’erba del campo di siano girati al passaggio del Capitano.

Tutto finisce, prima o poi, nulla è per sempre. Ma solo noi juventini sappiamo come sarà non vedere più il capitano con noi. Così come solo noi comprendiamo e sentiamo sulla pelle e nel cuore, ogni singola parola di questa lettera, perchè dall'inferno al paradiso ognuno di noi ha provato le stesse emozioni sulla propria pelle, uniti gli uni gli altri come fratelli e distanti da tutto il resto come gli abitanti in un lontanissimo pianeta. Solo noi conosciamo il significato di questo trionfo e nessun altro.

Quest’oggi a Torino è passata la storia, beato chi c’era! Nella parata di stelle, le tre sul nostro petto dell’agognato scudetto dell’orgoglio e del ritorno, si è assistito al congedo di una leggenda. Solo lui, come noi, può capire quello che oggi è successo. Solo lui come noi sa cosa ha voluto dire mandar giù veleno ed esser costretto con la forza, dagli altri, a dire che fosse vino. Solo lui come noi, noi juventini! Da quel giorno a Foggia ad oggi pomeriggio in questa meravigliosa casa, che è lo Juventus Stadium, per diciannove anni il capitano ci ha guidato attraverso tutto questo ed oggi è giunto il giorno del doloroso addio. Dell’emozione che riga il volto in uno stadio che pare un tempio in adorazione, quando Alex si erge sulla balaustra e saluta tutti.

Nella giornata della festa più bella, del record di imbattibilità (38 partite su 38) in cui anche chi era rimasto a secco di gol l’ha fatto (Marrone e Barzagli) e in cui anche il destino, pur di realizzare la giornata perfetta è stato disposto a sacrificare uno dei suoi figli preferiti. Con Manninger già pronto, infatti, Chiellini si stira e macchia la festa, ma al suo posto etra Barzagli, il ventesimo marcatore, che entra giusto in tempo per segnare su rigore. Difficile sarà vedere Chiellini domenica nella finale di Roma, ma speriamo potergli dedicare un’altra stella. D’altronde anche nel giorno più perfetto, una piccola nuvola può offuscare il cielo.

Ricorderemo questa giornata a lungo e molti di noi rimpiangeranno di non essere stati allo stadio per anni. Ma se alla fine dovesse arrivare questa Coppa Italia, davvero sarebbe un anno memorabile più di quello che davvero è. Davvero potremmo lasciarci andare alle lacrime più dolci.

giovedì 12 aprile 2012

Serie A 32> Juventus vs Lazio 2-1 – Dal caos l’ordine, il capitano porta la nave fuori dalla tempesta.

E sono cinque! Un filotto simile non si vedeva da anni ormai. Superiamo il record di imbattibilità dei cartonati, quello dell’anno del vincere facile, che caddero alla trentaduesima. Eppure ancora una volta gli spettri del pareggio hanno aleggiato cupi sullo Stadium.

Dopo aver visto il Milan spuntarla sul Chievo immeritatamente, col gol della Domenica di Muntari e subendo gli avversari per novanta minuti, stasera quasi ci capitava la cosa opposta, non vincere, dominando ancora. In vantaggio con un gol da antologia di Pepe, Marchetti si veste di nuovo da santo distribuendo miracoli a destra e a manca. Come Buffon nella pubblicità para tutto con una mano mentre beve da una bottiglietta con l’altra. Eppure se Vidal avesse messo dentro quel gol dalla nostra trequarti la Lazio si sarebbe ritirata prima della fine per manifesta inferiorità. La cabala del calcio ci insegna quanto questo sia un oscuro presagio. E così, come accade spesso in questo sport, primo tiro in porta loro, gol, pareggio e intervallo. Tutto da rifare. Quante volte abbiamo vissuto in passato questa situazione? Persino i tifosi allo stadio iniziavano a non crederci più, lo si sentiva dal loro tifo stentato. Il fulmine a ciel sereno che ti fiacca e ti fa soffrire più del meritato. Loro si riorganizzano e si barricano ancora meglio. Noi invece sprechiamo ancora qualsiasi palla gol. Come si può portare a casa una partita del genere, un altro mercoledì maledetto?

E così dalla confusione nasce l’ordine, come un big bang appare Del Piero, approfittando della babele creatasi su un calcio di punizione, parte all’improvviso batte e segna. Ancora una volta lui, il capitano intramontabile, ci porta fuori dalle acque tempestose. Le nuvole si sgombrano e portiamo a casa un’altra vittoria importante. Quante discussioni e interviste nei prossimi giorni saranno incentrate sul contratto di Del Piero? Magari ancora altre occasioni per attaccare la Juve su qualcosa, magari da chi gli aveva dato del dopato inneggiando Zeman. Sapete cosa vi dico? Rosicate, Del Piero è Juve e la Juve è Del Piero e voi altri sciacquatevi la bocca quando parlate di uno o dell’altra. A noi invece non resta che sperare che il momento dell’addio, se alla fine deve esserci, sia un saluto dolcissimo.

lunedì 26 marzo 2012

Serie A 29> Juventus-inter 2-0 – Dedicato al 28 e al 29


 "29” giornata, ancora nessuna sconfitta, la squadra dei prescritti giunge allo JS e gli prepariamo la festa. Ancora una volta una grande coreografia, una coreografia che rivendica il maltolto e che, altro che soffio, turbina sul campo e nelle tv come un uragano. A loro la Juve dedica i due gol, uno al 28 e l’altro al 29. Lo fa sotto la curva che li invoca, lo fa con Caceres, preso in luogo di Guarin che dall’altra parte ammira lo spettacolo, lo fa con il capitano, nel suo momento magico e al suo primo gol in campionato nello Stadium. Lascia i prescritti a –18, 18 come i loro scudi di cartone. Passando sotto iconografia dei nostri successi, tra foto e scudetti, qualcuno di loro avrà pensato (in silenzio senza dare nell’occhio), ma chi siamo noi in confronto?

Dopo un buon avvio i nerassurdi credevano di poter venire a fare i corsari, e poco c’è mancato. Non avevano fatto i conti però con lui, The Wall, il numero uno para tutto. Nulla da fare, ma c’è sempre il secondo tempo, loro saranno più stanchi dopo i 120’ di coppa. Lasciate a casa ogni speranza, Caceres accende la luce e Del Piero Illumina la scena. Dopo di che solo Juve, straripante e mangiona, come quel Vucinic che sull’1-0 ti fa incazzare e bestemmiare. Sfortuna invece per Quagliarella, a cui il mimo nerazzurro, Maicon “strade di san Francisco” Douglas, nega il terzo. Sempre più pronto alla successione di Jim Carrey, con le sue mille facce strane.

Ranieri hai perso? Peccato! Pazienza! Vi abbiamo purgati ancora, anche essendo nella posizione perfettamente opposta dello scorso anno, quando i –18 li avevamo noi. Bene ha fatto il ratto ad andare a vedere la primavera, che la festeggi pure quella mini coppa su invito, qui ci sarebbe stato poco da gioire. Qualcuno però gli recapiti la cassetta del match, non penso gli piacerà vedere una classica dell’odio senza una polemica, pre e post partita.

Qui non centra il campionato, dove il Milan ha un calendario farsa e 4 punti avanti, che sono più che mai pesantissimi, quel che conterebbe è perderlo il più tardi possibile, prima di pensare ala finale di coppa. Meglio godersi i gol di Del Piero che pensare al suo contratto. Carpe Diem quindi, viviamo alla giornata.

domenica 16 gennaio 2011

Juventus vs Bari 2-1 – due scogli prima di affrontare il mare aperto

Dopo la settimana disastrosa del dopo festività natalizie, evitiamo un’ulteriore sciagura, lasciando la classifica (quasi) immutata, se non calcoliamo la vittoria che i nerassurdi andranno a prendere mercoledì in quel di Cesena. Le romane, sempre brave a lamentarsi, ringraziano i rispettivi arbitri e restano avanti. Noi invece portiamo a casa solo il risultato, perchè sotto il profilo del gioco confermiamo tutte le più funeree previsioni. Le pezze messe alla bisogna si son dimostrate sterili, come d’altronde si sapeva, e dobbiamo ringraziare le fiammate di Del Piero e Aquilani per averla vinta sugli ultimi.
Al di là dei due porti conquistati nella tempesta, il momento nero e tutt’altro che lontano, e lo si è visto anche oggi. Sempre in affanno e frettolosi, desiderosi di opporsi ad un destino e ad una sotto condizione che sembrano troppo forti per poter essere contrastati. Di fronte c’erano stavolta Catania (in coppa Italia) e Bari, forse le formazioni migliori da affrontare in questo momento, visto che il Catania non aveva nulla da chiedere a quella coppa e il Bari faceva parlare la sua classifica. Chiaro però che questa seconda condizione non poteva essere sufficiente a farci sperare, infatti è stata quella che più ci ha fatto soffrire. Ma davvero con questi uomini non potevano fare di più.
Il futuro non è promettente neppure sotto il profilo del prossimo del progetto per il fine stagione. Il mercato da outlet non potrà offrir null’altro che un movimento inutile di uomini. Floro Flores… chi crede in lui crede in babbo Natale. E poi ci si viene a dire che Fabiano e Forlan non possono arrivare perchè costosi (25 milioni, tanto quanto abbiam pagato Diego per poi venderlo a 12) facendo finta di ignorare il fatto di essere attualmente lontani dagli introiti che una qualificazione in Champions procurerebbe, e voltandosi dall’altra parte per non vedere che la mancata qualificazione alla stessa sarà per noi una sciagura ben peggiore di un bilancio in rosso, che può essere ricolmato coi risultati. Lungi da noi dunque il pensiero di pensare a questo scoglio un riparo dalla furia delle acque, sempre più alte.

domenica 7 novembre 2010

Juventus vs Cesena 3-1 – colpo di coda?



Del Piero, Quagliarella, Iaquinta ci tolgono d’impaccio e ci danno altri tre punti d’oro. Il capitano ormai valuta la possibilità di passare da Uliveto a Levissima, visto che ormai è sempre più in alto con i suoi 180 i A, Quagliarella prende continuità e si rivede Iaquinta, che forse ci tiene a non esser paragonato ad Amauri, in quanto a deficienza realizzativa.

Dopo il gol di Jimenez molti si saranno detti: “è finito il Power Up!”… dicasi di quella particolare situazione, in un videogame, in cui il proprio personaggio finisce il momento di massima forma. La situazione infortuni ci obbliga il più delle volte a inserire ragazzi della primavera, reintegrare rinnegati come Grosso e Salihamidic e mettere a capo della difesa Bonucci. Invece la partita si è incanalata nella maniera migliore… grazie soprattutto ad un solo uomo, Pellegrino, che prima fa un fallo da rigore ingenuo su Bonucci e poi si fa espellere per doppia ammonizione. Per il resto, tutto sommato, si è sofferto troppo in 10 contro 11, anche perchè se è pur vero che il Cesena ci ha spinti in difesa per tutto il secondo tempo, abbiamo avuto dei contropiede che non abbiamo sfruttato per scarsa convinzione. Meno male che la difesa ha retto, anche se in alcune situazioni sembrava avessero fatto di tutto per cucinare zuppe.

Chiaro che, alla luce di quanto detto, prendiamo avidamente questa vittoria, consci che ci attendono tempi duri visto che arriva come una mannaia il turno infrasettimanale che non ci da il tempo di recuperare le poche forze. Speriamo di concedere il meno possibile…

domenica 15 marzo 2009

Juventus-Bologna 4-1 (dottor Jekyll & mister Alex)

Sarà stato l’apporto del doppio allenatore, Ranieri in panchina e Del Piero in Campo, ma ieri si è visto un primo tempo da Wayne e una ripresa da Hulk. Metamorfosi o trasmutazione in forma? Nella serata da applausi a scena aperta per Giovinco la Juve reagisce con orgoglio e rabbia agonistica all’eliminazione di coppa.

Visto come si erano comportati i nostri nel primo tempo, prima e dopo il gol di Mutarelli per il Bologna, mi sono sentito di pronosticare un 1-1 finale che sapeva di ottimismo, e forse in molti ieri s’erano già rassegnati al materializzarsi del contraccolpo negativo derivante dalla Champions. Sembrava quasi un’amichevole di fine stagione, con la Juventus che rinunciava alle velleità di rimonta in campionato e il Bologna che si godeva il privilegio di poter sfruttare la serata a proprio vantaggio. Giocatori mogi e sconsolati non sembravano più in grado di dar nulla di buono a questa gara, e si avviavano negli spogliatoi nella speranza di riuscire a limitare i danni. 

Ma ecco scendere in campo il nuovo mister della Juventus, Alessandro Del Piero. Sprona la truppa, prende da parte uno a uno i soldati e detta la nuova tecnica offensiva: “Lasciatevi cadere addosso le parole del cantante e ascoltatemi, questa partita va vinta, in vista della marcia su Roma di sabato prossimo”… Congetture? Sta di fatto che i bianconeri del secondo tempo sono sembrati lontani da quella ranierica teoria che recita: “vantaggio e copertura”. Scesi in campo con una grinta e una determinazione diversa hanno subito trovato il pareggio con Salihamidzic e poi trabordato con Sebastian e Alex. Giovinco… che gara! Già martedì col Chelsea si era distinto ma ieri è stato un attore protagonista. Nel secondo tempo mister Alex torna a fare anche il calciatore e sigla due splendidi gol che, su azione, quest’anno a Torino non aveva ancora realizzato. Nel complesso però tutta la squadra è apparsa diversa, due facce, una bianca e una nera appunto.

La polemica di turno ieri era: Ranieri vs Trezeguet e alcuni commentatori poco accorti hanno giudicato i doppi cori della Scirea, a sostegno prima dell’uno e poi dell’altro, come un segno di diplomazia. La verità invece è che la tifoseria è divisa. Come mi schiero? Trezeguet alla luce della prestazione di martedì poteva risparmiarsi il suo orgoglio a mezzo stampa e Ranieri poteva rispondergli in privato non cadendo nello stesso errore. La società s’è schierata con il tecnico, io invece mi auspico una riappacificazione rapida perché le condizioni dello spogliatoio e dell’infermeria non permettono che si versi ancora benzina sul fuoco.

giovedì 15 gennaio 2009

Juventus-Catania 3-0 (Giovince la Juve)

4’ Marchionni;  69’ Giovinco 71’ Del Piero
Una Juve trasbordante che taglia via quel “pelo irto e setososul sopracciglio di Zenga che tanto ci ha fatto penare in campionato nel match con gli stessi siciliani del 24 settembre. Più forte della sfortuna perché persevera e non si piange addosso. Alla fine colleziona 18 tiri in porta e deve rammaricarsi solo contro se stessa se ne ha messi dentro solo un sesto.
Ranieri finalmente ci consegna il vice Nedved in naftalina, e ci promette che avrà più spazio (speriamo!). Parlo naturalmente di Giovinco, autore di una prestazione maiuscola, Incontenibile sulla fascia sinistra e autore di un gol su cui il Capitano mette ancora la firma (e che firma!) in una sorta di romantica staffetta. Lo stesso Capitano sale poi sul palco per il suo acuto da solista e danzando col pallone sotto la suola si gira e ci regala un’altra perla. Sissoko invece avrebbe meritato la marcatura, cosi come Amauri a cui è mancato il cinismo e la convinzione.
Passiamo dunque ai quarti in gara unica, interna, col Napoli… un’altra rivincita del blackout di quel periodo? vedremo. intanto possiamo continuare a sognare la stella d’argento.

domenica 11 gennaio 2009

Juventus-Siena 1-0 (Gimme Five)

33' Del Piero (pun.)

Quinta vittoria consecutiva in campionato e distanza dalla vetta accorciata. Con uno dei "suoi gol" dalla mattonella il Capitano traghetta la nave nel nuovo anno con una vittoria. In attesa che star come Buffon, Camoranesi e Trezeguet tornino a sfilare sul tappeto verde, prendiamo questi tre punticini d'oro.

Ancora una volta Lui dunque, il leader storico Del Piero Alessandro, ci toglie dall'impaccio di una partita che poteva impantanarsi nel pesante terreno dell'olimpico di Torino. Ormai dovremmo iniziare a gridare gol già dall'assegnazione della punizione, poichè la percentuale di realizzazione di Alex su punizione tende a quella dei suoi rigori, come ho voluto rimarcare nel tabellino. Soffriamo più del dovuto però, visto che il Siena, non fosse per Alex Magno, era riuscita ad imbrigliarci tra le maglie della sua difesa nella speranza di un pareggio, e a pungere nel finale con lo scatenato Ghezzal, che impegna Manninger un paio di volte. Ok panettone ancora da digerire su un campo da hockey su ghiaccio ma Domenica prossima c'è una squadra chiamata Lazio...

Una domanda... l'ha detto Ranieri: "dobbiamo migliorarci?" Sissoko dovrebbe farlo. Buon giocatore ma ancora Fifty-Fifty, come il rapporto tra le palle da lui recuperate e le palle da lui perse. Bacio in fronte a Grygera che si avventa a corpo morto su quel tiro di Ghezzal, una di quelle occasioni che fanno arrendere qualsiasi tifoso avversario. Bene anche Mellberg e Legrottaglie, Amauri un pò in ombra e mal servito. Lo spettacolo deve ancora iniziare.

domenica 21 dicembre 2008

Atalanta-Juventus 1-3 (giu le mani dall'inseguitrice)

31' Del Piero; 38' Legrottaglie; 48' Vieri; 82' Amauri


Vittoria che ci permette di tenere botta. E se chi è li davanti vince non sempre "meritatamente" si deve trovare sempre il modo di non far lamentare gli avversari. Se le mosche potessero abbaiare sarebbero gli animali più spaventosi, perchè se invece di fermarsi ai vittimismi si analizzasse la partita nella sua interezza si farebbe un piacere al calcio. Premetto che sono sempre stato favorevole alla moviola in campo anche quando gli episodi ci favoriscono Ma passiamo all'analisi della gara.

Che Bergamo non fosse una strada agevole da percorrere lo si sapeva, ma la Juve dimostra ancora una volta di voler lottare anche con chi nello scorso anno ci han fatto penare. E parlo delle cosidette piccole. Checchè ne dica Cambiasso (nella sua abbagliata analisi a Controcampo della scorsa domenica) la distanza tra Juve e inter rimane nello scontro diretto (tre punti in più a loro e tre in meno a noi in matematica fanno sei). Dopo una bella partenza dei padroni di casa passiamo in vantaggio con un gol del Capitano in verità viziato da un cross di Marchionni che parte da posizione irregolare. Lo stesso Marchionni che qualche minuto prima veniva fermato dallo stesso guardialinee, per un fuorigioco inesistente, da solo davanti al portiere. Poi ci pensa l' "acolita" Legrottaglie a dirci in quale direzione andare. Ma ecco che il gol di Vieri si fa sentire sulle ginocchia e nella testa. Disposti sulla difensiva soffriamo maggiormente anche se a ben vedere concediamo meno tiri in porta (solo quello di Vieri) a dimostrazione della buona tenuta del reparto arretrato.

Poi la moscha inizia ad abbaiare. La conduzione della terna arbitrale non è certo stata delle migliori ma a Floccari piace ottenere rigori facili, che si potrebbero anche assegnare se solo sapesse tuffarsi meglio. Si perchè se Marchionni lascia il piede lui cade dopo tre metri e solo quando vede che il pallone è ormai irraggiungibile, prendi lezioni dalla Cagnotto. Persino sul Gol di Amauri si è avuto da ridire per un fuorigioco di Del piero ,che non solo non arriva sul pallone ma che viene addirittura ostacolato nel corso della stessa azione non potendo nemmeno toccare la sfera. Il futuro sincaco di Bergamo nonchè capitano dell'Atalanta Doni si ricordi chè e soprattutto grazie al suo "nome" se non viene mai sbattuto fuori per proteste. Tutti si ricordano la partita col Napoli in cui sembrava un cane rabbioso.

Al di la di tutto è stata però una bella vittoria di Natale, con De Ceglie in evidenza anche se solo nella prima frazione e un Amauri da capogiro. Che dire, si va avanti ormai vaccinati e con la consapevolezza che il cammino è ancora lungo e tortuoso.

domenica 30 novembre 2008

Juventus-Reggina 4-0 (Il quattro delle nevi)

28' Camoranesi, 44' Amauri, 62' Chiellini, 74' Del Piero (rig.)
250... Alla fine è arrivata anche l'ufficialita su questo traguardo, come la ciliegina sulla torta di una vittoria piena. Si perchè a riguardo sussisteva ancora una riserva pignola, un gol in serie B del Capitano contro il Brescia archiviato come autogol. La sua celebrazione può ora avere inizio.
Davvero una scorpacciata ieri sera, che forse senza il tempo da orsi bianchi poteva diventare anche un'abbuffata. Sembrava di vedere il film La Cosa, con i giocatori della Reggina che rincorrevano questa palla che si materializzava sempre su piedi diversi e tutti bianconeri. Poca cosa i calabresi, fuori dal loro habitat ambientale, che non vanno oltre ad una traversa e ad un gol su punizione, forse regolare, annullato perchè l'arbitro voleva fischiettare. Parlando del gol annullato non si può però non parlare di quel retropassaggio a Capagnolo non punito con la punizione a due in area. Comunque la prova dei nostri ieri c'è stata e puo essere fotografata da quel gol di Amauri da terra strappato coi denti. Prima del gol in realtà il Capitano la sua firma l'aveva gia messa con quello splendido tacco a smarcare Nedved per il gol di Camo che ha voluto subito mettere i puntini sulle i e far capire a loro che davvero non ce n'era. Scalpita la formica atomica nella sua gabbia da 15 minuti, anzioso di poter dare il suo contributo, così regala la festa a Del Piero subendo un fallo netto in area aldilà dei mugugni di alcuni.
Come al solito però dopo la cena quache piatto dovevamo romperlo. Camoranesi fermo tre settinane dopo la caduta sulla spalla destra e che te lo dico a fare.

domenica 9 novembre 2008

Auguri a Del Piero dagli Oasis a che tempo che fa

Divertente siparietto andato in onda quasta sera su Rai 3 a che tempo che fa. Del Piero parla della sua amicizia con gli Oasis e gli fa recapitare la maglietta che da la lui indossata mercoledì al Bernabeu col real Madrid, Per tutta risposta Noel scherza... La metterò su E-Bay

Chievo-Juventus 0-2 (250/34, Festa Del Capitano)

40' Del Piero; 53' Iaquinta
250 gol in 34 anni, cioè più di 7 gol per ogni suo anno di vita, I numeri del Capitano. 7 come "il sette" quello spazio che esite tra palo e straversa, lo spazio in cui orbitano i suoi "voli imprevedibili e discese velocissime" di sfere prima immobili. E intanto gli elogi si sprecano e fioccano, come i suoi gol.
Momento speldido per Alex del Piero, così come splendido è il momento Juve, in cui anche coloro che erano dati per spacciati rinascono. Dov'eri andato Mendes? Tiago come la fenice dunque, e Ranieri che reclama le nostre scuse, e forse ha ragione. ad ogni modo attendiamo la fine della stagione prima cogliere o vendemmiare.
Quel che invece non cambia mai e lo stucchevole abbaiare di squadrette come il Chievo, che pur meritando la classifica che hanno e regalando prestazioni insipite come quella odierna dicono di aver fatto il partitone. La Serie B non è servita a far cambiare il vento dei complottisti, si guardi il Napoli col suo holliwoodiano presidente, che ride e salta come l'ultimo dei tifosi, dicendo che finalmente tutto e cambiato da un pò di tempo a a questa parte... Ma solo quando vince, salvo piangere se poi col Milan se ne tornano al Vomero con le pive nel sacco. Oggi, caro Produttore di film trash, come l'hai visto l'arbitro su Cassano? State zitti piuttosto!

mercoledì 5 novembre 2008

Real Madrid-Juventus 0-2 (Alessandro Magno re di Spagna)

Un Capitano, solo un capitano, cantavano i duemila tifosi al seguito della squadra, sommergendo la maggioranza "silenziosa" del Bernabeu. La serata è storica e magica. Espugniamo Madrid dopo ben 46 anni compiendo la metamorfosi tanto attesa. Se a ottobre ce l'avessero detto ne avremmo riso, ora invece siamo primi nel girone, matematicamente qualificati e in attesa che arrivino i nostri dalla tenda col la croce.
Cosa dovra fare ancora Del Piero per zittire i suoi denigratori? (che ancora fiatano). Ci sono caffettiere che toccano un palla e fan sospirare come donnicciuole espertoni di "pallone". Lui invece alla sua età è ancora lì a scrivere la storia del glorioso club di Corso G. Ferraris con la penna stilografica. Tiago ormai ci crede, farà dimenticare Bidolsen e se rimarrà (ha detto di voler andar via a Gennaio) potra prendersi molte rivincite. Ma quanto tempo ci ha fatto aspettare? Persino Molinaro dice la sua.
Lo so cosa passa per la testa dei miei colleghi di tifo vedendo questa giornata di Champions. In questa notte senza luna è un pensiero stupendo che nasce quasi strisciando visto che ormai manca poco... Inter here we go!

domenica 2 novembre 2008

Juventus-Roma 2-0 (111 candeline spengono la Roma)

38' Del Piero, 48' Marchionni
247 i gol di del Piero con una fantastica punizione da 30 metri, 4 vittoria consecutiva tra campionato e coppa, nella serata dei 111 anni della Juventus... insomma per gli appassionati di numerologia bianconera ieri è stata una serata da lavori staordinari.
La miglior partita stagionale della Juve coincide con l'inabissamento dell'era Spalletti. Quei cori, Serie B Serie B, potrebbero anche essere approvarti visto il trattamento che a parti invertite ci riservarono i tifosi giallorossi. Non credo sia cattiveria gratuita, ma solo rivincita. Ma volendo analizzare la nostra squadra bisogna dire che in occasione dei suoi 111 anni di vita la Juve si è, e ci ha, fatto proprio un bel regalo. Bello perchè si è rivisto il bel gioco, perchè quel pressing a tutto campo è stato un marchio di orgorglio bianconero, perchè anche sul 2-0 non ci siamo adagiati ed abbiamo continuato a dare il massimo. E poco importa se la pochezza dell'avversario non può farci fare inutili voli pindarici, perchè la prestazione è andata oltre.
Ora tutti si affrettano a dire: "Chiedete scusa a Ranieri". Intendiamoci... gli errori ci sono stati e non si possono liquidare con un "era un finto problema" perchè i risultati devono essere colti a fine stagione. Intando però gli va riconosciuto l'onore di questa partita, anche se non è stata certo lui a giocarla in campo, ma i giocatori.

mercoledì 22 ottobre 2008

Juventus - Real Madrid 2-1 (Vittoria di cuore e orgoglio della Juve? 50 euro, con MasterCard)

5' Del Piero; 49' Amauri; 66' Van Nistelrooy
Lasciamo che questa sera la polemica sia legata solo al prezzo del biglietto, nella giornata dedicata al ricordo di chi non ha potuto esserci. Vittoria importante ma che non deve farci abbassare la guardia.

Certo che, a voler parlar di calcio, quel 70 a 30 per il Real nelle percentuali di possesso palla potrebbe dir tutto, ma non è stata solo questa Juve-Real. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, ci abbiamo messo cuore e orgoglio e alla fine la fortuna ci ha aiutato. Dopo un bel primo tempo, in cui finalmente abbiamo tenuto alta la difesa ed effettuato un buon fuorigioco, abbiam finito la benzina e penso tutti avrebbero preventivato la rimonta dei blancos. Invece abbiam tenuto botta con i pugni e con i denti.

Diciamo che stasera siam stati il Catania del Madrid. Liberatoriamente abbiamo esultato al gioiello del capitano al 5' e alla testata rabbiosa di Amauri nella ripresa e per una volta tiriamo un sospiro di sollievo. Ci han fatto eco nel finale Mannirger e Chiellini, nelle loro urla di sfogo, e le mani in faccia dello Stoico Sissoko, sempre su tutte le palle

Spero che questa vittoria possa però aiutarci pscicologicamente prima che esaltarci troppo, poichè il vero test c'è Sabato sera in cui dobbiamo prender proprio il Toro per le corna se vogliamo risalire. Ranieri nelle interiste ha detto (parafrasando Mario Brega) che questa squadra puo esse martello o incudine io spero non voglia farci star troppo tra i due metalli per le sue scelte scellerate e faccia anche lui un esame di coscienza.