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lunedì 12 gennaio 2015

Serie A 18> Napoli vs Juventus 1-3 - Stranger in a strange land

La vendetta è un piatto che va servito freddo, come avanzo dopo le feste, in uno stadio completamente nemico (in tutti i sensi) con tutti intorno che omaggiano Pino Daniele e vogliono farti la festa. Dopo 14 anni gli andata male. La Juve festeggia il suo quarto titoluccio d'inverno ed il Napoli dimostra ancora una volta di non saper perdere.

giovedì 19 dicembre 2013

Coppa italia 1/8> Juventus vs Avellino 3-0 - Ave Juventus

Nel mese delle gare spostate allo Juventus Stadium va in onda un nuovo tutto esaurito per l'esordio in Coppa Italia dei bianconeri. Si in realtà, tutto esaurito solo tecnicamente parlando, dato che sono andati esauriti i pochi tagliandi (a prezzi bassi) messi a disposizione, per una partita che nasceva con poca storia. Difatti lo stadio era abbastanza vuoto per essere pieno stasera.

domenica 21 ottobre 2012

Serie A, 8> Juventus vs Napoli 2-0 - Iatevenne

Finalmente la partita è arrivata, per due settimane i media l’hanno pompata manco fosse Barcellona-Real Madrid, tutto per per esaltare i nuovi “simpatici” del calcio italiano, poca importa se girano con le bandiere col –39, devastano stadi e tengono camorristi a bordo campo, no loro sono “i simpatici”. I più smaliziati hanno han già riconosciuto una regia dietro le storie del calcio moderno, così come accadeva per Allegri l’anno scorso, infastidito anche dalle mosche di Torino, così accade oggi con coloro che dopo sole 8 giornate credono già di poter lottare per lo scudetto. Per due settimane i media ci han parlato del duello infinito, manco fossero l’inter o il Milan in lotta ogni anno con noi per lo scudetto. Ben gli sta che se ne son presi due e se ne son tornati a casa, con certa gente non si può avere sportività, proprio come accade con i violacei, perchè tale tensione architettata ad arte dai media (dalla normalissima sera di Pechino) si trasforma in odio nei settori più popolari dell’ignoranza becera del tifoso, e chissà cos’altro, nel settore ospiti. D’altro canto l’educazione ad un calcio diverso non si potrà mai avere in un paese abituato al complotto ma che non ne smaschera mai nessuno, tranne trovare un capro espiatorio popolare che metta d'accordo i più. Dov’era Buffon ieri? Zuliani cita il metodo Stanislavskij: il portierone si è così immedesimato nell’infortunio finto da avere veri sintoni e saltare la gara… di cosa stiamo parlando? E l’ispettore federale mandato dal Napoli a setacciare gli spogliatoi, alla ricerca di un cunicolo spazio temporale che permetta a Conte di entrare in capo con le sembianze di Alessio? Il magazziniere che picchia uno Stewart? E poi ci si meraviglia che i mafioncello napoletano devasti lo stadio. E meno male che non c’è stato il gol di Muntari. Un miliardo di telespettatori, secondo Mediaset, azz la partita del secolo e noi non l’abbiamo neanche registrata sui nostri VHS. La realtà sta superando la fantasia più sfrenata, altro che cinepanettone.

La partita invece è stata la realtà… bruttina, fallosa e continuamente spezzettata dall’arbitro. Il Napoli può andare in giro a vantarsi del possesso palla come se avesse fatto un impresa, senza considerare che la nostra tattica (visto le altre partite col Napoli) è stata proprio quella, meglio dare loro il pallino del gioco così non ci esponiamo al loro pericoloso contropiede. Noi invece portiamo a casa tre punti facendo più tiri in porta contro la loro traversa, li da sola, messa in cornice come una vittoria. Gli uomini della svolta ancora una volta coloro che vengon dalla panca, Caceres e Pogba, il primo mangia sul tavolo che per tutta la partita Asamoah apparecchia, sgroppando sotto e sopra come un matto e facendo impazzire gli avversari, il secondo mettendo uno splendido sigillo con un eurogol a volo e dando riposo a chi ieri era un po’ appannato, Vidal. Giovinco sgomita un po’ di più del solito ma alla fine gli attaccanti ancora una volta non pungono e devono pensarci sempre gli atri. Metti Quagliarella ad esempio, la sua brutta prestazione nel match contro il suo Napoli può far pensar male, ma gli diamo il beneficio della buona fede, visto che Matri fa poco più di lui. Alla fine Storari esce inoperoso, il che è dir tutto.

Archiviato il big match passiamo ad uno più fondamentale, quello di mercoledì in Champions, una mancata vittoria potrebbe significare un piede fuori.

lunedì 26 marzo 2012

Serie A 29> Juventus-inter 2-0 – Dedicato al 28 e al 29


 "29” giornata, ancora nessuna sconfitta, la squadra dei prescritti giunge allo JS e gli prepariamo la festa. Ancora una volta una grande coreografia, una coreografia che rivendica il maltolto e che, altro che soffio, turbina sul campo e nelle tv come un uragano. A loro la Juve dedica i due gol, uno al 28 e l’altro al 29. Lo fa sotto la curva che li invoca, lo fa con Caceres, preso in luogo di Guarin che dall’altra parte ammira lo spettacolo, lo fa con il capitano, nel suo momento magico e al suo primo gol in campionato nello Stadium. Lascia i prescritti a –18, 18 come i loro scudi di cartone. Passando sotto iconografia dei nostri successi, tra foto e scudetti, qualcuno di loro avrà pensato (in silenzio senza dare nell’occhio), ma chi siamo noi in confronto?

Dopo un buon avvio i nerassurdi credevano di poter venire a fare i corsari, e poco c’è mancato. Non avevano fatto i conti però con lui, The Wall, il numero uno para tutto. Nulla da fare, ma c’è sempre il secondo tempo, loro saranno più stanchi dopo i 120’ di coppa. Lasciate a casa ogni speranza, Caceres accende la luce e Del Piero Illumina la scena. Dopo di che solo Juve, straripante e mangiona, come quel Vucinic che sull’1-0 ti fa incazzare e bestemmiare. Sfortuna invece per Quagliarella, a cui il mimo nerazzurro, Maicon “strade di san Francisco” Douglas, nega il terzo. Sempre più pronto alla successione di Jim Carrey, con le sue mille facce strane.

Ranieri hai perso? Peccato! Pazienza! Vi abbiamo purgati ancora, anche essendo nella posizione perfettamente opposta dello scorso anno, quando i –18 li avevamo noi. Bene ha fatto il ratto ad andare a vedere la primavera, che la festeggi pure quella mini coppa su invito, qui ci sarebbe stato poco da gioire. Qualcuno però gli recapiti la cassetta del match, non penso gli piacerà vedere una classica dell’odio senza una polemica, pre e post partita.

Qui non centra il campionato, dove il Milan ha un calendario farsa e 4 punti avanti, che sono più che mai pesantissimi, quel che conterebbe è perderlo il più tardi possibile, prima di pensare ala finale di coppa. Meglio godersi i gol di Del Piero che pensare al suo contratto. Carpe Diem quindi, viviamo alla giornata.

giovedì 9 febbraio 2012

Coppa Italia Semifinale (A). Milan vs Juventus 1-2 – Loro poco Allegri, noi Conte…nti

Caceres C’è, battesimo del fuoco nella tana del diavolo per il neo-tornato Martin Caceres, che sigla uno splendido gol da fuori area. Una vittoria con stile, quella della Juve stasera, e sulla panchina milanista c’è poco da stare Allegri. Perchè se il Milan avrà anche un suo stile, questo di certo non appartiene al suo allenatore, che dopo aver mal digerito i favori del pronostico che gli aveva dato Conte per il campionato, continua nella sua guerra psicologica affermando: “La Juve protesta contro l’arbitro? Il Milan ha un altro stile”. Certo! Quello stile che ha mostrato lui facendosi espellere contro il Napoli, per cosa? per protesta contro l’arbitro. Non ci vuole Platone per capire quando questo sia poco logico.

In verità l’acciuga inizia ad aver paura. Paura di perdere il posto a Giugno. All’inizio pensava sarebbe stato tutto facile (si rivedano le sue interviste) che non ci sarebbero stati avversari fastidiosi. Ora invece ha paura che la sua armata possa uscire a mani vuote dalla stagione, anche ad opera di chi come la Juve proprio non poteva infastidire nessuno, alla luce dei suoi due anni catastrofici.

Da parte nostra sappiamo di non aver ancora vinto nulla. Che è ancora troppo presto anche per la qualificazione. Certo aver fatto due gol a Milano e un buon biglietto di ritorno, ma solo con l’umiltà si può andare avanti. Lo si è visto ancora una volta oggi. Juve tutta cuore ma Juve troppo cuore (poca cattiveria). C’è sempre quella paura di osare, o quella frenesia che ti fa dimenticare indietro il pallone. Il Milan gioca male ma si affida sui singoli, Ibra in primis, che in un paio di occasioni, giusto quelle che è riuscito ad estorcerci, sembra essere in grado di poter portare a segno il colpaccio col minimissimo sforzo. Qualcuno l’ha già definito il classico italiano ma, viste le due squadre di stasera, siamo ancora anni luce dal clasico spagnolo.

Meno male che Caceres c’è. E lui che arriva dove gli altri non arrivano (sul primo gol) e che osa dove altri non osano (tiro da fuori area e secondo gol). Male invece l’altro acquisto d’inverno, l’Amauri coi capelli corti, ex di turno, Borriello. Finora ancora lontano dal far ricredere i mugugni della tifoseria. Il suo gridare a lupo a lupo per ogni contatto alla fine ci costerà un rigore non dato per sfiducia all’uomo.

La prima e nostra, ora il replay in campionato, prima di rivederci a Torino e tentare di conquistare la marcia su Roma.