☰
Visualizzazione post con etichetta VS Chievo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VS Chievo. Mostra tutti i post

martedì 22 gennaio 2019

#SERIEA1819 20> #JuventusChievo 3-0 - #SerieAOut


Si fa presto a dire Juve-Chievo, non un semplice testa-coda ma un abisso profondo 48 punti. Eppure la Juve di quest'anno, quando la differenza è stata così netta contro l'avversario in campo, è sembrata divertirsi a fare la funambola. Come il Piè Veloce Achille spesso ha dato alle sue tartarughe troppo vantaggio, danzando in bilico sul burrone e rischiando di precipitarci, in quell'abisso. Spesso un colpo di coda è però bastato e il paradosso di Zenone di è trasformato giusto nel paradosso di Zena, in memoria del paradossale 1-1 subito in casa con il Genoa. Ieri invece nessuno di questi timori si è poi concretizzato e pur rifilando "solo" 3 gol al Chievo (ne avrebbe potuti fare anche di più) la Juve fa quello che ci si sarebbe aspettato da questa partita: 3-0 e sotto con la prossima.

domenica 19 agosto 2018

#SerieA 18/19 1> #ChievoJuventus 2-3 - Vizi Di Forma

I nuovi dettami del calcio moderno impongono si inizi un campionato pochi giorni dopo ferragosto, con il "galluccio" ancora da digerire nello stomaco e una scottatura da spiaggia ancora da "unguentare". Di certo il vecchio e populistico detto del: "coi soldi che guadagnano dovrebbero giocare sotto il sole e con 50 gradi" e magari anche con stallieri che li frustano, pur essendo così inflazionato che, a confronto, i prezzi di Wish sono prezzi da atelier d'alta moda, non risolve la situazione. Esordire alle 18 del 18 Agosto in Italia non è come farlo in Inghilterra e Germania, dove l'estate dura tre giorni lavorativi. Ieri scendeva infatti in campo uno squadrone che rischiava di rimanere più forma che sostanza. Se tutto è bene quel che finisce bene, in realtà (oltre i tre preziosi punti) sarebbe cambiato poco o nulla in ogni modo, anche se Bernardeschi non l'avesse insaccata nel finale, dato che siamo ancora all'aperitivo dell'antipasto della stagione. Così oltre a "bene" va anche "benissimo".

domenica 28 gennaio 2018

Serie A 22> Chievo vs Juventus 0-2 – L'Italia Chiagne e Chievo

Noi che crediamo sempre di averle già viste tutte, ma che ogni volta siamo costretti a ricrederci, dandoci prontamente degli ingenui poco smaliziati. Noi sempre pronti a prevederle tutte, restiamo ogni volta spiazzati dalla fantasia del vittimismo avversario. Noi che ieri abbiamo assistito increduli al post-partita di Chievo-Juve.  

domenica 10 settembre 2017

Serie A 3> Juventus vs Chievo 3-0 - Dybala chiave per il Chievo


"Dybala sopravvalutato o Juve Dybaladipendente"… questo è il dilemma. La dissonanza cognitiva con cui l'antipopolo (antijuve e antidybala perché giocatore della Juve) da ieri deve fare i conti. Chiamato a scegliere una strategia che trasformi una semplicissima vittoria col Chievo Verona in un motivo di destabilizzazione della Juve con la tecnica del "sempre e comunque".

domenica 9 aprile 2017

Serie A 31> Juventus vs Chievo 2-0 – Il piede e la mente


Datemi Dybala e ti solleverò il mondo, pare che avesse detto Archimede. Se poi c'è Higuain a fare da fulcro, allora è fatta. Nella sfida di mezzo tra le due Barcellona (quella d'imitazione e quella originale) la missione era sfruttare il turno agevole delle grandi, impegnate contro le ultime della classe (eccetto Lazio-Napoli) senza sacrificare il campionato all'altare della Champions, bella ma "fatale" [dal lat. fatalis, der. di fatum «fato, destino»]. Missione compiuta dunque, ora testa a Martedì.

domenica 6 novembre 2016

Serie A 12> Chievo vs Juventus 1-2 - Scansatevi chiacchieroni

L'importanza di questi tre punti penso che sia fuori discussione, perché checche' se ne pensi e se ne dica non era affatto semplice. Si ok oggi c'era il Chievo e sulla carta l'occasione era ghiotta, ma nell'attuale momento di forma e di organico non possiamo affatto permetterci di snobbare nessuno, perché non dobbiamo snobbare le nostre "crepe".

domenica 31 gennaio 2016

Serie A 22> Chievo vs Juventus 0-4 - Dodici Alle Dodici

Non ce n'è per nessuno, nemmeno per il Chievo. Altra squadra venuta a banchettare a Torino all'andata, altra vendetta consumata. Dodicesima vittima di fila in serie A (record di Conte eguagliato). Quindicesima italiana, tra campionato e Coppa Italia, ad uscire con le ossa rotte dopo la sciagurata sera di Reggio Emilia col Sassuolo. Un filotto non indifferente, in continuo aggiornamento, sbattuto in faccia ai nostri denigratori. Ma anche in faccia a noi tifosi. 

Non ricordo un altro 4-0 in cui la squadra vincitrice si sia mangiata più gol di quanti ne abbia fatti. Un avversario autenticamente annichilito. 12 tiri in porta a 2. 14 tiri in fuori a 4. 72% di possesso palla. Questi i numeri ufficiali. La rabbia di Pogba per il 5-0 mancato e la parata di Buffon sul finale, che impedisce al Chievo il gol della bandiera, sono il sintomo della famelicità di questa squadra.

domenica 13 settembre 2015

Serie A 3> Juventus vs Chievo 1-1 - Tifare non è solo esultare

Ufficialmente aperta la pratica col nome "preoccupazione" (alcuni direbbero della "crisi"). Di sicuro una crisi psicologica, oltre che tecnica, investe la squadra al momento. Solo grazie a un rigore di Dybala sul finale, per fallo su Cuadrado, non perdiamo la terza mano consecutiva al tavolo. Dopo una partita condotta in svantaggio e con la scarsa cattiveria per reagire allo schiaffone. Che fare? Intanto calma. La frenesia non serve a nulla se non a peggiorare la situazione. C'è il tempo per uscirne ma per uscirne serve tempo.


Lo si è visto ieri, quando in campo la paura di perdere regnava sovrana sui piedi di ogni giocatore bianconero. Frenesia e approssimazione sono stati i suoi frutti. Tiri provati senza i tempi giusti e senza la testa, ma solo con l'istinto della sopravvivenza. Quella che ha un animale con le spalle al muro. Come vedete quindi la fretta fa i figli ciechi. Sì lo so, l'antipopolo scalpita. Tornato fuori "dalla fogne" (per usare un loro termine) dopo anni di bocconi amari non aspettava altro. Noi però dobbiamo avere pazienza e prendere pian piano coscienza che quest'anno andrà così. Sapevamo che il cambiamento sarebbe stato un gioco d'azzardo, però era un'operazione necessaria anche se dolorosa.

Intanto veniamo da 4 anni di vittorie, quindi non possiamo comportarci come chi non vince da anni ed è frustrato per questo. Se non dovesse arrivare il quinto sigillo non crollerebbe il mondo. Crollerebbe invece se non costruissimo il futuro. L'attivo nel bilancio, dopo sei anni, non è un dato da sottovalutare, in un mondo in cui "si passa con il rosso" tutti i giorni. Ecco allora lo sfogo di Buffon con la curva (l'unica presente) che fischia e di Bonucci sui social: "Facile tifare quando si vince". Una volta c'era una squallida barzelletta: "Il rubinetto perde? Fai il tifo chissà pareggia". Oggi funziona ancora meno perchè si è troppo abituati a tifare solo quando si vince. Quello non è tifare. Quello si chiama esultare, e c'è differenza.

Però... da qui a dire va tutto bene ce ne passa. Non va affatto bene. Le lacune sono parecchie e parecchio evidenti. Dalle amnesie difensive alle papere sotto porta. La squadra, per prima, deve iniziare a capire che stavolta per migliorarsi deve gettare cuore e polmoni oltre l'ostacolo. Andare oltre al solito sforzo fisico e mentale. Sono ancora troppo abituati a dare per scontata la propria forza. Invece è giunto il tempo di iniziare un nuovo capitolo e reiventarsi, e farlo il più velocemente possibile. Negli anni scorsi i giovani hanno avuto la spalla forte dei veterani a sorreggerli e guidarli, quest'anno in gran parte dovranno vedersela da soli. Perciò sì alle critiche, anche a quelle dure, ma tutte costruttive e soprattutto fatte dopo la gara e a sangue freddo non in mezzo alla battaglia. Speriamo che impostino la sveglia con la musichetta della Champions, così che abbia effetto anche martedì sera... perchè martedì sera è arrivato e la vedo dura.

Per il resto lasciate fare all'antipopolo, non gli rubate il lavoro perchè ne fanno già abbastanza. Sono pieni di straordinari di questi tempi. Come ieri, quando una partita piena di errori arbitrali a nostro sfavore quasi non diventa il contrario (nella loro testa) perchè il rigore ha spento le loro speranze. A lorsignori dite che la trattenuta su Bonucci (sul gol annullato al Chievo) c'era tutta, e che se anche fosse stata veniale (cosa che appartiene alla discrezionalità dell'arbitro) di sicuro nasce da un fallo inesistente di Barzagli. Non solo il rigore sul Cuadrado c'era tutto, ma ce n'era un altro netto su Pogba non concesso. Quindi è inutile che abbaiano, perchè ieri in campo c'era Guida, quello che non se la sentì, do you remember? Il napoletano anche ieri ha dato il peggio di sè, lasciando ogni decisione ai suoi assistenti come Ponzio Pilato.

Non li ho sentiti abbaiare affatto nel pomeriggio, quando un fallo di mano di Dignè (Roma) detto Bignè, non si trasforma in un rigore sacrosanto. O quando la stessa raddoppia approfittando di un fallo non sanzionato. Se non vi credono mostrategli tutti i giornali e le moviole... anche se abbaieranno lo stesso.

domenica 25 gennaio 2015

Serie A 20> Juventus vs Chievo Verona 2-0 - Pogboom, la chiave per il Chievo

Se lo rivolete, ridateci la Gioconda! Come uno scassinatore di Ocean's Eleven, col suo famoso Pogboom Il francesino inestimabile scardina la difesa clivense, virando le sorti di una gara che aveva preso un'inerzia negativa. Sotto la sua foto e l'acronimo PLP (il PoLPo Paul Labile Pogba) può riassumersi oggi questa vittoria.

domenica 31 agosto 2014

Serie A 1> Chievo Verona vs Juventus 0-1 - Anno 1 d.C.

Primo campionato del Dopo Conte e per qualcuno è già una rivoluzione degna di essere segnata come Anno 1 d.C. Sulla panchina è seduto chi non avremmo creduto, ma soprattutto chi non avremmo voluto. Quell'Allegri re del sarcasmo nell'era milanista. Ultimo anno della Nike, quella che coi numeri gialli su sfondo bianco ha scomodato la UEFA. Per la prima allora si torna finalmente ai numeri neri, e meno male! Perchè quelle maglie non si potevano propio vedere.


domenica 16 febbraio 2014

Serie A 24> Juventus vs Chievo Verona 3-1 - Altrimenti ci arrabbiamo

Dopo l'incazzatura della scorsa settimana all'ombra dell'Arena, con conseguente sfuriata di Conte alla squadra, arrivava oggi a Torino l'altra Verona e noi avevamo proprio bisogno di ritrovare tutto il conforto delle mure amiche. Mura che sin ora non ci hanno mai tradito.

Lo facciamo nel modo in cui sappiamo. Segnando (3 gol netti a partita), Vincendo (12/12) e mantenendo l'en plein.

giovedì 26 settembre 2013

Serie A 5> Chievo Verona vs Juventus 1-2 – Come con Giulietta così con Romeo

Nostra signora delle rimonte. Inter, Copenaghen, Verona e Chievo. Ogni volta partiamo con l’handicap e ogni volta siamo costretti a patire e soffrire per rimettere su la baracca, quasi provassero gusto a torturare noi tifosi. No, davvero, a parte gli scherzi che persino il calendario si diverte a giocarci, cerchiamo di spogliarci del facile entusiasmo. Partire ogni volta in svantaggio non va affatto bene, e penso che l’abbiano capito anche loro. Soprattutto andare sotto con il primo tiro in porta subito. Soprattutto, in partite come queste, in cui ti è andata davvero bene. Tra arbitro e autogol dobbiamo ringraziare la sorte. Si, perché differentemente da quello che era accaduto domenica scorsa con Giulietta, stavolta con Romeo la ruota è girata. E anche se poi non abbiamo fatto così male da meritarlo, avremmo potuto perderla. Ci è andata di culo, insomma.

domenica 3 febbraio 2013

Serie A 23> Chievo Verona vs Juventus 1-2 – l’appetito vien vincendo

Vittoria importante ma ancora di convalescenza. Sofferta come può essere una partita nella quale subisci un solo tiro in porta, il che per la Juve di questo periodo equivale a sofferenza massima, visto che puntualmente con quell’unico tiro in porta si trasforma in gol. Nostro merito odierno è stato quello di segnare due gol, a differenza delle altre partite in cui non siamo andati oltre al golletto singolo. Chiaro però che si tratta di una vittoria importante ma non simbolica, che dovrebbe far parte del preventivo e che sarà presto dimenticata per far spazio agli impegni più pressanti che ci attendono in questo e nel prossimo mese, già a cominciare dalla prossima in casa con i violacei.

Il Lunch match non ci ha mai particolarmente arriso, anzi, storicamente questa è sempre stata l’ora in cui la pasta asciutta ci andava di traverso. In più c’era la pressione di tutti i gufi d’Italia dopo che il Napoli ieri ne conquistava un’altra. Gufi dagli occhi di pipistrello quanto si tratta di notare complotti facili da vedere, come gli aiutini di ieri ai partenopei, di aquila invece quando capita che la fortuna e l’incapacità degli arbitri girerano a nostro vantaggio.

In campo troviamo un Chievo non proprio irresistibile ed una Juve che muove i primi passi verso la luce. Torna il possesso palla e le manovre, buona la prova del trenino Lichsteiner che va anche a segno e la grinta di Matri che torna al gol pesante, impegnato e combattivo. Opaca la prova di Quagliarella, a tratti impalpabile, è lui quello dei due che ha forse risentito di più della scarsa fiducia di una squadra che voleva sbolognarli sul mercato di Gennaio. Giovinco invece fa bene solo il tacco per il primo gol dello svizzero,  ma continua la sua odissea tra gli improperi di chi non lo giudica da Juve. C’è stata anche la passerella per Anelka, quella avuta a bordo campo durante il riscaldamento. In panchina un deja vù, quello del ritorno di Alessio, dopo la squalifica di Conte.

Bene facciamo quindi a prendere coi pugni e coi denti tutto quello che possiamo e dar fiducia al tempo, in attesa del ritorno dei figliol prodighi rimasti fuori.

domenica 23 settembre 2012

Serie A 4> Juventus vs Chievo Verona 2-0 – Una doppietta in mano alla Quaglia

Notts County, Juventus, Siena, Udinese… è stato un weekend di dominio dei colori bianconeri, condito da un menù di fagioli sciacquati e alici sotto sale. Ieri intanto la sfida Juventus-Sorrentino si è conclusa a favore dei bianconeri di Quagliarella, che vola sempre più in alto prendendosi un po’ di soddisfazioni personali.
Il Chievo, da un po’ di tempo a questa parte, è stata la nostra “beffa”. Non gli si riusciva a sfilare tre punti manco per niente. Ieri l’andazzo sembrava lo stesso, con gli scaligeri che si arroccavano in porta in undici e Sorrentino che diventava il fenomeno che non era stato nelle altre giornate. No, sorbirsi ancora la troll face ciociara di Di Carlo, no! Ma Quagliarella non ci sta’. Non ci sta' ad iscriversi al club dei panchinari e non ci sta a tirarsene fuori con un gol banale. No, a lui piace stupire, il golletto lo aborra. Con due gol, uno più bello dell’altro, che piegano letteralmente le mani al “portierone” clivense, dice a Conte, chi per lui, di tenerlo da conto perchè è duro a morire.
La perla nera Pogba è ancora grezza ma giusto provarlo in queste occasioni, così come avrei provato Bendner per più tempo, magari dando più fiato a Vucinic, un po’ appannato. L’operazione turnover stenta a decollare, visto che ancora una volta si è dovuti ricorrere a Vidal per scavalcare il muretto, e questo non va bene.

domenica 4 marzo 2012

Serie A 26> Juventus vs Chievo Verona 1-1 – Nostra signora del pareggio

Quest’anno è così. Ogni anno analizzi il campionato ed individui i punti deboli e punti forti di questa squadra e ti fai un’idea generale su come andrà nelle prossime partite. Siamo una utilitaria con il motore modificato e illuderci ci fa solo male. Logico che la benzina inizi a scarseggiare e tutte le residue energie che abbiamo dobbiamo concentrarle per mantenere questo secondo posto, sperando di farcela.

Si dice che siamo forti con le forti e deboli con le deboli, che non abbiam attaccanti e che per segnare ci servono tutti, persino i magazzinieri. Che coi tre punti c’è poco da difendere la nostra condizione di imbattibilità se facciamo collezione di pareggi. Tutte cose vere. Così come è vero che in squadra abbiamo un infiltrato milanista, risponde al nome di Bonucci e ci costa un mare di punti. E se è vero che i mali non vengono mai soli bisogna sperare che quelli di Barzagli e Chiellini siano solo affaticamenti, perchè chi ci segue si sta leccando i baffi. Tutti nel complesso però sono arsi appannati e il pareggio era nell’aria per tutta la partita. Persino Pirlo ultimamente è troppo lezioso, e complica le cose laddove dovrebbe semplificarle.

In una settimana di chiacchiere in cui si è detto di tutto, e solo in una direzione, ne usciamo con le ossa rotte. Cornuti e mazziati, da una nazione che ci critica per questioni ipocrite, ci U.S.A. e ci restituisce stremati, mentre risparmia la fatica ad altri che non ne ha bisogno. E alla fine ci si meraviglia se ancora qualche juventino tifa contro questa F.I.G.C. L’unica verità è che se siamo ancora lì è un miracolo calcistico. Che le chiacchiere del diavolo sono fini a se stesse. Fatte da chi vuol vincere facile. Parafrasando Daniele Silvestri si potrebbe quasi dire che Il Milan aveva paura, altrimenti non si capisce come faccia a vedere in una squadra in miniatura, una orribile minaccia.

domenica 16 ottobre 2011

Serie A 7> Chievo Verona vs Juventus 0-0 – Vertigini da alta classifica

L’intera serie A soffre di vertigini, nessuno vuol restare solo in vetta, e dopo la sconfitta del Napoli di ieri non siamo da meno noi e l’Udinese, l’unica che ci guadagna e il Milan che quatto quatto si avvicina. Il risultato è un polpettone, tutti nel gruppo con nessuno che tira la volata, sintetizzato ottimamente da una domenica in cui si sono segnati solo due gol e tutti nella stessa partita e dalla stessa squadra (il Bologna, fino ad ora ultimissimo a 1 punto)

Dopo sei partite ancora nessuna sconfitta, ma già tanti pareggi. Quando si inizierà a far sul serio e i gufi della rosea cominceranno ad avere ragione, circa durezza dell’inverno, rimpiangeremo i punti lasciati per strada. Sempre la stessa musica, quella del “poteva essere e non lo è stato”, con noi insieme agli altri mentre potevamo approfittare del fatto di chiamarci Juventus per staccarli, proprio ora che la serie A si è livellata. D'altronde la strada è ancora lunga, e la nostra parte del cervello non legata ai sogni ma alla razionalità deve rimanere in allerta.

Partiamo con la stessa formazione anti-Milan, ma forse non ricordiamo di averla spuntata sul Diavolo con due gol fortunosi di Marchisio (un centrocampista) e che le punte erano state inconcludenti. Scarso peso offensivo che si è visto anche oggi, sia con Vucinic solo in avanti che con Del Piero (non in giornata eccettuata quel palo su cross di Pepe). A differenza dello scorso anno, quando subivamo sempre l’avversario, quest’anno il gioco complessivamente si vede. Ottimo il pressing che ci porta a rubare molti palloni e a far sentire il nostro fiato sul collo dell’avversario, ma ci vuole più cattiveria sotto porta. Un po' meglio la difesa (speriamo bene) che ci consente di subire molto meno.

Il più grande rimpianto rimane Krasic, ormai con la dieghite acuta, pensando a come in molti l’avevano già eletto il nuovo Nedved, e non solo per la sua somiglianza fisica, mentre si registra la prima sgroppata di Estigarribia (senza voto), finora sconosciuto agli juventini della domenica e usato dai più esperti per darsi un tono sui primi: “Perchè non convoca mai Estigarribia?” – “Estigachi?”

martedì 10 maggio 2011

Juventus vs Chievo Verona 2-2– Ufficiale: il nuovo allenatore della Juve sarà Duncan Jones

Non c’è mai limite a questa Juve, tutto si ripete ciclicamente in un vortice infinito, come in un software pieno di bug che entra in loop. Questa Juve è un evento paradossale, fuori da qualsiasi schema della fisica e della chimica. Nel girone dantesco degli incazzati i tifosi son costretti a rivivere umiliazioni ataviche come la rimonta della squadra che lotta per la salvezza. Chi può a questo punto porre rimedio allo scempio? Servirebbe Duncan Jones su questa panchina, che schieri in campo il capitano Colter Stevens per portarci fuori da questo inferno.
Un frastuono nel deserto, quello di noi tifosi, dove il suono non esiste, se nessuno nella dirigenza è li ad ascoltarlo. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, così ancora una volta si è avuto il fegato di presentarsi ai microfoni per dire delle cose letteralmente vergognose. Se perseverare è diabolico ecco che i carnefici di noi tifosi son proprio loro: allenatore, giocatori e società in quest’ordine. Perdere l’ultimo treno per la Champions facendosi rimontare in casa per l’ennesima volta da una squadra che non aveva fatto neppure un tiro in porta, in un minuto sciagurato, non è vero che non ha prezzo, ma il suo costo è davvero salato soprattutto per questi deficienti che guidano questa carretta arrugginita. Delle due una, ho non vi servono quei soldi, o non vi frega nulla. Se il magazziniere perdesse le chiavi sarebbe licenziato (forse) se voi mandate in malora la storia, il futuro, le finanze e l’orgoglio di una fu squadra gloriosa, non muovete un ciglio.
Se persino il Bari non avrebbe fatto tal fine, cosi tante volte, se persino il Bari ha subito meno gol in casa di noi, volete rendervi conto che questo è un vostro fallimento? fate un piacere a voi stessi e a noi e guardatevi allo specchio. Se ancora conservate un briciolo d’orgoglio dimettetevi in massa. Si lo so’, è da tempo che lo diciamo, l’abbiam detto così tante volte che le parole hanno alle orecchie perduto il significato in ogni lingua esistente. Il tuono in questo deserto è lungi dal solcare le terre morte e giunger alle orecchie del castello, in mezzo due interminabili partite, 180 interminabili minuti di scellerata agonia fantascientifica.

domenica 19 dicembre 2010

Chievo Verona vs Juventus 1-1 – Ci hanno preso di nuovo ber gonzi

Una vittoria gettata al vento anche per la decisione di chi, l’arbitro Bergonzi, anni fa fece di peggio contro di noi, proprio quell’arbitro che regalò due rigori al Napoli oggi ne da un altro al Chievo. Meno male che tra Storari non è Buffon (tutt’altro che saracinesca dagli undici metri) e para. Poi con una perla di Quagliarella, che gol semplici non ne sa proprio segnare, passiamo in vantaggio e sembriamo poter gestire il vantaggio. Fino all’inizio del secondo tempo, quando ancora lui, l’innominabile, già squalificato per alcuni mesi a suo tempo, inventa un’espulsione per penultimo uomo e la partita è segnata. Con l’organico attuale infatti non possiamo proprio permetterci di rimanere in dieci. Con uno Iaquinta del genere, generoso si ma goloso anche, con tutti questi gol già fatti che si divora non si può pensare di imbastire un contropiede vincente. L’espulsione costringe infatti Del Neri a togliere via via gli uomini decisivi. Fuori Quagliarella e Krasic si moltiplicano in campo, sul finale, i difensori. Mossa però inutile perchè dopo l’assedio il Chievo trova lo scontato pareggio.
La fortuna, strozzina, si riprende indietro il prestato della partita con la Lazio, con un interesse elevato, dato che Iaquinta e Krasic si divorano il raddoppio e il gol del pareggio coincide con il vantaggio del Napoli, ormai fastidiosamente favorito dalla stessa dea bendata. Allora speriamo che qualcuno gli amputi anche le mani, sì da non permettergli più di far ancora favoritismi in un senso. Anche la Lazio gode dello stesso credito e siamo quarti. Ed eccoci con il centesimo 1-1 stagionale, snervante, tedioso. E andiamo avanti con quest’altalena del cavolo, alternando buon umori ad incazzature, con un Natale rovinato e con gli onesti che si gingillano giochicchiando con in mano la coppa del terzo mondo.
Gennaio è da scrivere, vero, ma dovremo farlo di nostro pugno. Con un mercato inesistente e senza un deciso cambio di rotta in difesa il sesto posto è li ad un passo, visto che la folla è tutta lì come gli scrocconi ad un banchetto di inaugurazione.

domenica 17 gennaio 2010

Serie A 20> Chievo vs Juventus 1-0 – Poi si risolve…

La cosa che più infastidisce e offende il tifoso juventino, è l’assoluto menefreghismo degli addetti ai lavori. Tu gli “incendi lo stadio” e loro ti dicono che si va avanti comunque. Tu ti incazzi come una bestia per l’ennesima sconfitta e loro continuano, con assoluta faccia tosta a presentarsi in video e a dirti: poi si risolve… ora non vi fissate. Questo è quello che più lo offende. Se rimanessero zitti e a testa bassa, in un sano e salutare silenzio stampa vecchia maniera, forse riuscirebbe a sopportarli fino al termine della stagione. In fondo al tifoso juventino lo si può anche prendere per il culo, ma sbeffeggiarlo è davvero troppo.
Ciro Ferrara, un uomo che ha perso totalmente la mia stima e la mia ammirazione, conquistatasi faticosamente sul campo con sudore e sacrifici ai tempi di quanto era un giocatore, oggi a Mediaset Premium risponde alla domanda: “hai mai pensato, anche solo per un secondo che il problema possa essere tu?” ridendo sornione, con Giovanni Galli che gli suggeriva dire di no, spiazza tutti con una finta: “Non nego di aver pensato ad un sacco di cose… ma se il problema è Ciro Ferrara… (suspance) … penso che la società debba prendere i suoi provvedimenti. Incredibile !!! C’era quasi. La frase era la stessa, quella di Lippi dopo la sconfitta interna col Parma che ha decretato le sue dimissioni, lui invece che fa? Finta e tira in porta. E’ qui per fregare lo stipendio e se dovessero cacciarlo devono continuare a versaglielo. Mercenario!
Patetici! Ormai anche Bettega è uno di loro. Moggi gli da del traditore e lui risponde sposando la linea dei perdenti. Tutto si risolverà da solo quindi, e quando succederà alzeranno il dito di biasimo il diranno che l’avevano detto. Il tifoso juventino invece continua ad essere diviso tra il tifare contro questa squadra, nella remota speranza che possa servire a cacciare l’allenatore, e l’altra speranza, quella di raggiungere la quota salvezza. Si perchè se anche riusciremo a salvarci sappiamo che qualora non riuscissimo ad entrare in Champions i nostri guai si estenderanno anche al prossimo anno.
Volutamente non ho voluto commentare la vittoria di coppa col Napoli. Una vittoria che, come si è visto, non ci ha fatto del bene. Forse, e dico forse, l’eliminazione senza possibilità di appello dal primo obbiettivo sarebbe stato per le loro casse un decisivo schiaffo. Invece nulla, nemmeno se dovessimo andare in B le cose cambieranno. E sabato tocca al cantante. Che serata per lui per farsi due risate e bere alla nostra disfatta.

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 1ª giornata di ritorno
Verona, stadio Bentegodi
Domenica 17 gennaio 2010
CHIEVO-JUVENTUS 1-0
RETI: 34’ pt Sardo.

CHIEVO VERONA: Sorrentino; Sardo (38’ st Frey), Mandelli, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Marcolini; Pinzi; Abbruscato (41’ st Ariatti), Granoche (23’ st De Paula). A disposizione: Squizzi, Morero, Bentivoglio, Bogdani. All. Di Carlo.
JUVENTUS: Buffon; Grygera (30’ pt Zebina), Cannavaro, Chiellini, Grosso (13’ st Salihamidzic); Marchisio (38’ st Immobile), Felipe Melo, De Ceglie; Diego; Del Piero, Paolucci. A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Giandonato, Rossi. All. Ferrara.
ARBITRO: Valeri di Roma.
AMMONITI: 15’ st Granoche, 19’ st Yepes, 23’ st Zebina, 29’ st Felipe Melo, 46’ st Ariatti.

lunedì 24 agosto 2009

Serie A 1> Juventus vs Chievo Verona 1-0 – E già Diego mania

Dopo le chiacchiere estive e l’alta concentrazione di amichevoli, compresse in un cortissimo pre-campionato tutto ha inizio. 2009/2010, stagione di fine decennio, riusciremo a colmare il gap sui nemici? Il termine ormai è stato sdoganato dal mou e non è più di esclusivo appannaggio di quei facinorosi degli stadi. Non ci si venga più a parlare di responsabilità degli addetti ai lavori, i giornalisti iniziano bene il campionato coccolando il loro protetto. In vero molto ci sarebbe da dire sui veleni dell’estate e sul mercato, e certo nel corso di questi interventi avrò occasione di esprimere la mia.
Il mercato della Juve è tutto sommato buono, anche se paghiamo ancora le scelte del cantante che hanno costretto la dirigenza a vendere gli ottimi Zanetti e Marchionni per le bizze dei suoi acquisti. La prima uscita conferma le impressioni avute ad Agosto: Diego lè l’uomo in più. Con lui ed Amauri è JUVE spettacolo, il 4-3-1-2 e tutt’altra cosa dal 4-4-2 di Ranieristica memoria. I reparti sono più vicini e sono spariti quei noiosissimi lanci lunghi. Persino il fuorigioco è meglio gestito. Detto questo però, la difesa non è ancora all’altezza di sopportare lo stress di questo modulo e ci sarà sicuramente da penare. Stasera Cannavaro con la sua prestazione ha zittito un po’ di detrattori, ma basterà questo per un’intera stagione.
Zoomando su questa partita si nota che il caldo e la prestazione ancora da “lavori in corso” ci fanno penare nel secondo tempo. Subito gol al 12’ con Iaquinta su splendido assist di Diego da calcio piazzato, poi bel gioco occasioni sciupate e un palo. Sul finale mostriamo la corda, memori delle esperienze passate, Pelissier diveniva il fantoccio da esorcizzare in una difesa splendidamente tenuta dall’esperienza di Fabio Cannavaro. Centrocampo costretto, con un buon Tiago e il solito Bidolsen che perde quella palla e per poco ci condanna. Ok la prima è andata e non si conta. Ora invece il “bello” inizia con la doppia trasferta romana. Fuoco alle polveri!