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lunedì 24 marzo 2014

Serie A 29> Catania vs Juventus 0-1 - Colpo Gobbo nei bassifondi

La frase più abusata in questi casi è sempre la stessa: "il campionato si vince su questi campi" e mai "abuso di frase" è tanto descrittivo come stasera. E proprio nei bassifondi che ci son quelli che vorrebbero farti la festa, per antipatia e necessita. Il clima creato dai beceri complottisti, che non azzardo a definire terroristi dell'informazione, ha portato ancora una volta a un prepartita vergognoso fuori dal campo, con il pullman della Juventus ancora una volta bersagliato da pietre, mazze e bombe carta. Il clima da testa coda non ha favorito la distensione dei toni, da parte di una società che anche in quanto a stile di dirigenza sta meritando ampiamente la serie B.

giovedì 31 ottobre 2013

Serie A 10> Juventus vs Catania 4-0 – Velluto scivoloso

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Dopo i due schiaffi esterni del tutto immeritati, nelle due gare interne successive la Juve non lascia ma raddoppia. da 2-0 a 4-0 in pochi giorni. Due prestazioni reattive e caparbie. Confermata la legge dello Stadium, che ci vede sino ad ora a punteggio pieno in casa. Una Juve sul velluto, che giusto all’inizio stenta a carburare, quasi fosse partita con la seconda. Il Catania ci impegna però per solo per 5 minuti di orologio, nei quali quel velluto è parso abbastanza scivoloso. Con le gomme da asciutto su un campo bagnato, continuiamo a scivolare e a proseguire con passo titubante, sotto gli occhi di un Conte che inizia ad infuriarsi non poco. Poi da lì è stata una passeggiata di salute.

domenica 10 marzo 2013

Serie A 28> Juventus vs Catania 1- 0 – Scusate il ritardo



Il +9 arriva alla fine 9 giorni dopo lo scontro diretto, in netto ritardo come il gol della vittoria, dopo una partita in cui abbiamo dovuto penare alquanto per vedere sfruttato il passo falso del Napoli contro la sua bestia nera Chievo. E’ il massimo vantaggio a 10 partite dalla fine.

Sulla partita una riconferma importante, così come col Celtic, Paul Pogba e già in curva iniziano a spuntare come funghi sue gigantografie. La pietra angolare di questa vittoria è lui, l’unico che sembrava crederci, consegna ai giornali un’altra prestazione maiuscola, un diciannovenne che pare un campione affermato. Li dove giocatori come più attempati come Pirlo calano per stanchezza (un paio di brutte palle perse potevano costarci caro) è lui a dettare il gioco e propiziare l’agognato gol vittoria, arrivato nel recupero proprio quando non ci si credeva più. Così Conte prende questa partita per i capelli proprio con l’ultimo dei cambi, lo spot della partita (come l’ha definito lui stesso) segna un gol che avrebbero dovuto consegnarci uno tra Giovinco e Vucinic, quelli che lui si ostina a difendere e a schierare caparbiamente titolati per partito preso, rischiano invece di esporli sempre più a poco incoraggianti bordate di fischi. Eppure anche lui lo capisce quando li toglie per Matri e Quagliarella, riconoscendo forse l’errore in ritardo.

Dopo la Champions solo prestazioni con molte ombre e di nuovo la “Miss” d’Italia rischiava di “perdere” un’altra occasione d’oro, ancora una volta chi c’è dietro dimostra di non essere all’altezza della vetta e paradossalmente si rifà sotto il Milan, spinto sempre più dal vento di lega. Coloro che ancora celebrano il gol di Muntari in un paese normale dovrebbero solo tacere, visto il record di favoritismi che stanno collezionando pur di entrare in Champions, magari dalla porta principale. Fossimo stati al loro posto ci sarebbe stata la guerra civile.

domenica 28 ottobre 2012

Serie A, 9> Catania vs Juventus 0-1–Indignati popolino, dimentica il passato

Scurdammece u passat, quel che conta è il presente, specialmente se il presente si chiama errore a favore della Juve. dimentica le zuppe arbitrali del derby pro Inter o i rigori fuori area regalati al Napoli, oggi è andato di scena un fuorigioco che non c’era, come se ne vedono tanti, ma stavolta ad essere favorita è stata la Juve. E giù il popolino ignorante a sputare sentenze da memoria selettiva, e quando parlo di popolino pardo dei Media, che si ingrassano come non mai.

Il calcio, questo sconosciuto, ha detto che la Juve di oggi ha giocato con la tipica svogliatezza di chi gioca ogni tre giorni. Più che stanca però oggi ad un certo punto sembrava non volersi stancare, soprattutto dopo il vantaggio e la superiorità numerica. Così si rivede il lancio lungo, pratica tanto cara alla Juve pre Conte, accantonata poi dal tecnico leccese. Se i risultati arrivano però il bel gioco dello scorso anno sembra ancora un ricordo. Oggi scendeva in campo il cenerentolo Bentner, deciso a sfatare Catania e a non diventare il nuovo Elia, li dove ad Elia fu data una possibilità non sfruttata che lo condanno all’oblio bianconero. Ad un occhio superficiale potrebbe sembrare che abbia giocato una partita dignitosa e che gli sia mancato il gol, chissà se quell’occhio non è quello di Conte, e chissà come l’ha visto lui senza i pregiudizi che sembra avere nei suoi confronti. Giovinco invece sta diventando un caso sempre più snervante, la sua cronica bulimia da gol sta stancando, al gol deve arrivarci sempre il solito centrocampista di turno e il bomber diventa Vidal. Stucchevole ad esempio il siparietto tra Bentner e Giovinco, che vicendevolmente non si passano la palla perchè in precedenza uno dei due non l’ha liberato l’altro, in una piccola diaspora psicologica. Va bene poi che vuoi risparmiare energie ma non puoi, 11 contro 10, rinunciare quasi ad attaccare e invece di inserirti passare la palla dietro, che ne penserà il leone in Gabbia?

Ben gli sta’ al Cartania dunque, che dopo non aver sbattuto ciglio per l’errore che ha favorito l’Inter contro di loro ora piange e si dimena. Ben gli sta’ a questa falsa Italia sempre pronta a denigrarci, anche dopo aver cisto l’arbitro assegnare il fuorigioco e poi revocarlo (una persona intelligente capirebbe che il dolo non esiste). Piangete popolino noi i tre punti ce li prendiamo, perchè quando domani sfavoriranno noi voi ve ne fregherete altamente.

domenica 19 febbraio 2012

Serie A 24> Juventus vs Catania 3-1 – Zitti, si gioca

In una settimana in cui il tanfo del pattume mediatico, di questo giornalismo sportivo ipocrita e antijuventino, è stato più acre del solito e a stento si è riusciti a tappare il naso per non vomitare. In cui ogni stella della carognata ha avuto la sua ribalta nel lercio palcoscenico della demagogia e del luogo comune, per dare a noi lezioni di comportamento, rei d’essere nel giusto ma di non essere in diritto di lamento, partiamo subito con l’handicap di un gol a freddo. Partenza più disastrosa non poteva esserci, visto che in occasione del gol e per tutto il primo tempo i giocatori sono apparsi molli e impacciati. Sballottati da un Catania che in ogni ripartenza pareva metterci in seria difficolta, anche per l’idiozia di alcuni nostri disimpegni sbagliati. Quando arriva il gol di Pirlo su punizione, il suo primo gol juventino, si ha ancora l’impressione che sarà dura non finire in pareggio anche questa. Tornano i fantasmi dal lenzuolo rosso-blu e passiamo in un attimo dalla traversa di Quagliarella a quella loro in un botta e risposta da brivido.

Con quel Borriello li davanti che continua ad essere un grande punto interrogativo dopo la parola perchè, ti chiedi chi potrà segnare. Dopo l’espulsione di Motta infatti (meno male che ce lo troviamo di fronte da ex) bisogna ringraziare ancora una volta Buffon se non passiamo in svantaggio

Che fatica che ti chiedo, forza Juve facci un gol… recitano i versi di un famoso coro della curva. E davvero una gran fatica fanno per segnare questi attaccanti. A conti fatti passiamo tutta la partita a pressare gli avversari nella loro area ma alla scuola del gol veniamo sempre rimandati. Il più delle volte devono pensarci i centrocampisti e difensori a risolvere la pratica, come quando ad un tratto svetta su di tutti Chiellini venuto da laggiù, forse gridando insomma, che fate qui avanti? In tutta onestà intellettuale il nostro più grande aiuto ce lo ha dato il loro portiere stasera, che piazza male la barriera sul pareggio e rinvia alla scellerata sui piedi dello stesso Pirlo, che lancia Quagliarella per il 3-1 finale.

Stavolta è andata, i tre punti gli abbiamo presi, ma Sabato prossimo si fa sul serio, meglio andar li per dar più del nostro meglio, consci del fatto di partire sfavoriti contro questo Milan… sul campo e fuori.

domenica 25 settembre 2011

Serie A 5> Catania vs Juventus 1-1 – Impantanati

Comunque fosse andata al 90’ non avrei cambiato il mio parere su ciò che ho visto, ritorna infatti la brutta Juve degli ultimi due anni e fa cadere dal pero un po’ di illusi. Dopo il pareggio col Bologna sapevo che avremmo lasciato per strada qualcosa. La Juve è come l’oroscopo e se guardi il quadro d’insieme t’accorgi che, come anche negli anni scorsi, se manchi la testa solitaria difficilmente la raggiungi nelle occasioni successive, ed in generale se inizi a perdere pezzi per strada non ti fermi a raccoglierli ma contini a perderli.

Sempre lo stesso cruccio, difesa ballerina e attacco mangia gol sono dunque i famosi mal di testa di questa squadra. Vedere quelle palle perse in difesa in modo così vergognoso ti ricordano che mercato lacunoso si è fatto quest’estate. Con tutti quei soldi di nuovo spesi in una marea di giocatori medi ma nessun difensore comprato eccezion fatta per Lichtsteiner, che non è un centrale (zona che soffre) ma un esterno. Non ci si meravigli quindi di subire così in difesa. Ma in generale tutti sono sembrati annaspare nel diluvio di Catania e solo grazie a quella papera del loro portiere abbiam portato a casa un altro punto.

Gli esterni Elia e Krasic non spingono e non saltano come si deve e quando Krasic va in azione centrale solitaria pecca di egoismo. Ma anche Vidal e Marchisi gettano alle ortiche gol già fatti che potevano significare addirittura vittoria (per quanto immeritata). Col Catania così arroccato in difesa poi, non si poteva chiedere a Matri di vivere da solo in attacco (un appunto di valutazione a Conte)

Dopo il pareggio di Torino col Bologna s’era parlato di bicchiere un terzo pieno, si guardi oggi questa partita con l'ottica di quella e vi vedrà che sono due risultati bugiardi al ribasso. Avessimo infatti vinto quella e persa questa saremmo stati primi a 9 punti. Al di la di semplici valutazioni ipotetiche bisogna rilevare che le prossime gare non potranno che essere sempre più lontane dai sogni di gloria iniziali, perchè le sfide ora si fanno serie, in un campionato ancora in fase di assestamento..

domenica 24 aprile 2011

Juventus vs Catania 2-2–ogni maledetta partita

dopo il fortunoso 2-0 di Del Piero il mio pensiero è stato prettamente unico: Cesena. Partita contro una invischiata per la salvezza, due gol fortunosi e cali di concentrazione paurosi. Gol subito sempre sullo stesso maledetto lato, sembrava tutto già scritto. Ogni maledetta domenica Dio da e Dio prende, ogni maledetta partita si getta al vento ciò che di buono si era conquistato, persino nella stessa gara. I livelli di incazzatura sfiorano livelli astronomici se perdi (perchè si tratta di sconfitta e non di pareggio) decine di partite in questa maniera. Chievo, Cesena, Catania ecc. ecc. non si sono mai fermate nella mente di ignobili ciabattini del pallone.
Se poi l’arbitro, Bergonzi ancora tu, ci mette del suo tutto e già previsto e ritorna con assillante copiosità. Un fallo di mano ridicolo, un prolungamento di tempo ridicolo. Poi tutti si incazzano e strepitano, ma intanto non si conclude mai nulla. Non si sfrutta mai questa rabbia, quest’orgoglio. Perchè non ci si è impegnati già con la Fiorentina? Perchè ci si è mangiati quel gol quando eravate quattro contro uno? Siete uomini e sbagliate? Pagate allora come tutti gli uomini mortali. Via l’allenatore perchè è un uomo, ridimensionamento degli uomini che non meritano il loro stipendio. Gli uomini pagano, soprattutto se non imparano dai propri errori.
Ennesima puntata del viatico di questo blog attraverso gli anni del dantesco inferno di una squadra una volta chiamata Juve. Il fegato fegato spappolato di noi tifosi più acerrimi richiederà anni di cure per riprendersi. Via la Champions, via la UEFA, ci mangiamo le mani a vedere li su una squadra che soltanto lo scorso campionato lottava per la salvezza. Con quale professionalità e interesse scenderete in campo contro una squadra che non può più essere superata? Con quali motivazioni giocherete queste ultime giornate? Che spettacolo offrirete a questi tifosi ormai stremati? Ricordatevi sempre e non scordatelo mai che alla fine di tutti (prima o poi) tutti voi andrete e noi rimarremo a roderci le viscere, imprecando contro un dio del calcio che sembra sadicamente divertirsi, tanto che ormai per noi sarà ribattezzato demone… del calcio. NON SE NE PUO’ PIU’

lunedì 6 dicembre 2010

Catania vs Juventus 1-3 – fantasmi scongelati

Doveva essere vittoria e vittoria è stata, perchè se fosse stato l’ennesimo pareggio sarebbe stato davvero deleterio per la classifica, qualsiasi sarà alla fine. Come ancora congelati dalla nefasta spedizione in Polonia, i bianchi pupazzi di neve juventini zampettano in campo per 15 minuti subendo le iniziative della squadra di casa. Tutto sembrava andare da tutt’altro senso, Aquilani e Krasic parevano ancora in ombra, poi il clima mediterraneo di Catania fa forse la sua parte e il processo di scongelamento ha inizio.
Pepe apre le danze, grazie ad un cross dalla destra di Iaquinta, ma nemmeno il tempo si esultare che il Morimoto fortunosamente pareggia, su zuppa della difesa alias Grosso. L’incubo dell’ennesimo pareggio aleggia ancora sulle nostre teste, tanto più che il bianco delle maglie oltre a richiamare la neve richiama i nostri cari fantasmi, quelli dei gol non gol, che ormai da un secolo fan discutere e che volutamente qualcuno non vuole risolvere, visto che i sensori ci sono da tempo. Quagliarella poteva cosi realizzare una tripletta e balzare in testa alla classifica marcatori, suggellando la sua prestazione assieme a quei due splendidi gol. Bene fa Del neri a togliere uno spento Aquilani per Sissoko. Sulla destra Alvarez rischia la pazzia per correre dietro a Krasic e più volte lo atterra non vedendo mai il giallo.
Una pecca quella dei gol mangiati che ancora fa incazzare i tifosi più esigenti, pensando anche al fatto che siamo lo stesso il migliore attacco con 29 gol. Iaquinta, Del Piero e Krasic e altrettanti gol già fatti ma non realizzati, cronaca di un risultato che poteva essere strabordante. Un anno (5/12/2009) vincevamo con i cartonati dell’inter salendo a 30 punti (3 più di oggi) a –5 dalla vetta poi fu solo abisso, oggi espugniamo il Massimino, che era imbattuto da un po' di tempo e siamo a sei punti dal Milan. meglio o peggio? Ce lo dirà la prossima con la Lazio seconda, vergognoso sciopero permettendo.

domenica 2 maggio 2010

Catania vs Juventus 1-1 – Infinita Agonia

<< All’andata era… andata
L’agonia di questa stagione sembra non avere mai fine. Non si aspetta che una sola cosa, il 90’ dell’ultima giornata, e ne mancano ancora 180. Tutto il resto è come sempre contorno con biscotti. L’arrivo di Andrea Agnelli e la discussione sul futuro allenatore lo dimostra. Di questa stagione disastrosa non c’è da salvar nulla, va gettato tutto il pacchetto. Sfumato anche l’ultimo tentativo di illudersi con la matematica (meglio così) queste ultime 2 gare non hanno alcun ragion d’essere. Qualcuno in settimana ha detto, ripartiremo da Felipe Melo, l’albero delle mele quest’oggi ha invece dimostrato ancora una volta quanto sia fuori luogo e fuori campo. Amauri il vacanziero non si capisce ancora se abbia intenzione di svegliarsi o di continuare a fare il fantasma brasiliano, il fatto è che no ci prova neppure. Diego? Boh? ditelo voi. Non c’è stato un attimo in cui qualcuno dei suddetti abbiano fatto qualcosa per non essere chiamati ignobili o brocchi. Insomma questo risultato di Catania è stanco quanto questo blog, ripetitivo come il sottoscritto.
Ripartiamo piuttosto dai giovani, da Chiellini, da Marchisio, da sto benedetto e sfortunato Giovinco, dagli eventuali acquisti. Del Piero oh Del Piero… Da solo davanti alla porta prende in pieno il portiere e vince una bambolina. Si avverte anche in lui una mancanza di stimoli (anche se poi in un secondo tiro si arrende ad un miracolo del portiere) tutti sembrano come chi ha pensato di essersi incamminato sulla strada giusta ma non aveva previsto il dirupo. Il solo pensiero di dover rifare la strada li sfianca. Il poco che di buono si è fatto in questa partita alla fine non cambia granché nella classifica e nel morale. Siamo sul divenire, in cui si possono formulare qualsiasi ipotesi, sognare o rimanere scettici sono due parenti stretti.
Certo che dire addio così alla Champions è piuttosto frustrante per noi tifosi. Il pensare che questi giocatori, o la maggior parte di questi possa fare qualcosa di meglio l’anno che verrà la trovo qualcosa di strano. Il resto è solo storie di fine anno scolastico, con l’inter in lizza per tutto e con la testa ai mondiali e scarsa fiducia anche in quello… che anno di m…
CATANIA-JUVENTUS 1-1 (1-0)
RETI: 24’ pt Silvestre, 7’ st Marchisio.
CATANIA: Andujar; Potenza, Silvestre, Terlizzi, Alvarez; Biagianti (22’ st Spolli), Carboni, Ricchiuti (12’ st Ledesma); Izco (40’ st Sciacca), Maxi Lopez, Mascara. A disposizione: Campagnolo, Marchese, Delvecchio, Morimoto. All. Mihajlovic.
JUVENTUS: Buffon; Zebina (32’ st Salihamidzic), Cannavaro, Chiellini, De Ceglie; Poulsen, Felipe Melo, Marchisio; Diego (38’ st Candreva); Del Piero (1’ st Amauri), Iaquinta. A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Grosso, Camoranesi. All. Zaccheroni.
ARBITRO: Orsato di Schio.
AMMONITI: 23’ pt De Ceglie, 38’ pt Zebina, 45’ pt Cannavaro, 34’ st Mascara, 38’ st Salihamidzic, 46’ st Felipe Melo.

domenica 20 dicembre 2009

Serie A 17> Juventus vs Catania 1-2 – Al bar dello sport

E’ l’inferno del nostro scontento, disse “uno”, una volta. Nella domenica in cui la realtà supera la fantasia, si assiste oggi al remake di un altro film comico, quello con Lino Banfi e Jerry Calà. Noi siamo quel tifoso, che nel film, torna a casa con la bandiera ammainata, prima che Banfi sbatta contro il palo. Gelo in campo gelo nel cuore, dunque. Si continua ad assistere passibilmente ad uno sfacelo, ormai denunciato da troppo tempo. A questo punto l’unica è sperare che l’immobilismo continui, visto che son saltate alternative serie del calibro di Spalletti e Mancini, mentre non meritiamo di spendere altri 5 milioni all’anno per Hidding, che forse potrebbe valerli tutti, ma che in realtà sarebbe non far pagare i conti a chi davvero dovrebbe farlo: l’attuale dirigenza. Così spero che Ferrara rimanga e che la Juve quest’anno arrivi ottava, tanto da non entrare in Europa neppure dalla porta di servizio. Muoia Sansone con tutti i Filistei e voglio vedere se qualcosa cambia. 60 milioni di commissari tecnici, trovatemi una alternativa a tutto ciò, ed è per questo che lancio la mia campagna: Salviamo Ferrara.
Il cantante è a due punti dal suo usurpatore, cacciato per molto molto meno, nel nuovo “stile” Juve. Ad una domanda delle tv: “la Juve e a due punti da voi ma ad inizio campionato il vostro distacco era abissale…” verrebbe da suggerirgli: “Beh… noi ci siamo migliorati mentre loro sono peggiorati. E’ questa la verità dei fatti E’ Corvino che sghignazza, è il progetto costruito con la paglia e spazzato via da un uragano, è l’assoluta mancanza di dignità di una squadra, che non ha neppure l’umiltà di non presentarsi davanti ai microfoni per le dichiarazioni di rito. Anzi, con assoluta sfacciatagine, vengono qui oggi a snocciolare frasi di circostanza, più vecchie del gioco del calcio.
Ma, del resto, se sbatti fuori Melo nel primo tempo (che pur lo merita sempre più sovente) invece di buttar fuori Tiago dopo l’ennesima stronzata (vedi rigore) dimostri quanto inefficaci siano, non solo i tuoi dettami tattici, ma anche le sue “punizioni” ai singoli. Ma la Juve è sempre troppo buona. Poteva licenziare qualcuno la vigilia di natale? Nelle commedie natalizie, queste son cose che fanno solo i cattivi.
Se dunque per Natale facciamo un simile regalo al Catania, che non meriterebbe, nel senso che la salvezza dovrà cercarsela negli scontri diretti, mentre così rischia di montarsi la testa, mi chiedo allora se per la befana non si possa fare un regalo anche al Parma. A chi dice di non voler più guardare le partite, ne allo stadio ne in tv, io rispondo che sarebbe inutile. I vostri soldi l’anno già intascati indipendentemente da quello che decidete. Allora non ci resta che piangere?  Io una cosa la faro il giorno della Befana mi siedo davanti alla tv, magari con una birra in mano e grido… FORZA PARMA !!!

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 17ª giornata d’andata
Torino, stadio Olimpico
Domenica 20 dicembre 2009
JUVENTUS-CATANIA 1-2 (0-1)
RETI: 23’ pt rig. Martinez, 20’ st Salihamidzic. 41’ st Izco.
JUVENTUS: Manninger; Caceres, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Marchisio, Felipe Melo (32’ pt Salihamidzic), Tiago (21’ st Giovinco); Diego; Amauri (25’ st Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Chimenti, Grygera, Molinaro, De Ceglie. All. Ferrara.
CATANIA: Andujar; Alvarez, Silvestre, Spolli, Capuano; Ledesma (15’ st Izco), Biagianti, Carboni, Llama (33’ st Bellusci); Morimoto (24’ st Plasmati), Martinez. A disposizione: Campagnolo, Augustyn, Moretti, Ricchiuti. All. Mihajlovic.
ARBITRO: Pierpaoli di Firenze.
AMMONITI: 22’ pt Tiago, 42’ pt Morimoto, 45’ pt Diego, 9’ st Cannavaro, 12’ st Marchisio.

domenica 8 febbraio 2009

Catania-JUVENTUS 1-2 (Incredibile al “Cibali”)

10’ Iaquinta (J), 51’ Morimoto (C), 91’ Poulsen (J)
La frase di Sandro Ciotti, entrata ormai da 40 anni nel dizionario calcistico, riadattata oggi nella stessa citta a questa partita che ha dell’incredibile.
Sembrava un discesa invece era una cunetta. Pareva che finalmente la Juventus avesse cambiato direzione e la grinta di inizio gara aveva prodotto il vantaggio di Iaquinta, poi d’improvviso il caos. Iaquinta si toglie la maglia nell’esultanza e si fa ammonire banalmente, poco dopo compie un fallo a centrocampo e sembra che Morganti gli dica in ascolano: “Dagghië, dagghië..., la cëpolla dëventa agghië” Secondo giallo ed espulsione. Passi che per me la seconda ammonizione è alquanto esagerata rapportata all’intervento, la partita per forza di cose ha assunto una direzione ben definita. In dieci la Juventus lascia avanti un Amauri che soffre di solitudine. L’impotenza offensiva che ne consegue abbatte il morale dei nostri che tornano nella loro depressione sportiva, fatta di passaggi sbagliati e azioni pasticciate. Il Catania allora ci crede e grazie ad una papera difensiva a cui contribuisce anche Buffon ecco la frittata, 1-1 ed equilibrio spostato. Così gli attacchi degli etnei assumono quasi i toni di un assedio che, si per l’arbitro (con un rigore non concesso) ma soprattutto per loro incapacità, non producono il vantaggio. Poi accade che con un contropiede di Amauri che quasi segna la Juve si dica: Cavolo proviamo un pò a vedere se ce la facciamo. E dopo una densità di azioni offensive e calci d’angolo ecco che un uomo, uno strano uomo, la sponda di centro campo Poulsen si fa trovare nel posto giusto (davanti al portiere) al momento giusto (su un errore della difesa catanese) ed è vittoria in zona cesarini.
L’esame anticrisi naturalmente è di nuovo rimandato. In undici la partita poteva andare in modo diverso e il processo alle intenzioni è inutile. Un’altro sospiro di sollievo dopo quello di Juve-Napoli.

giovedì 15 gennaio 2009

Juventus-Catania 3-0 (Giovince la Juve)

4’ Marchionni;  69’ Giovinco 71’ Del Piero
Una Juve trasbordante che taglia via quel “pelo irto e setoso” sul sopracciglio di Zenga che tanto ci ha fatto penare in campionato nel match con gli stessi siciliani del 24 settembre. Più forte della sfortuna perché persevera e non si piange addosso. Alla fine colleziona 18 tiri in porta e deve rammaricarsi solo contro se stessa se ne ha messi dentro solo un sesto.
Ranieri finalmente ci consegna il vice Nedved in naftalina, e ci promette che avrà più spazio (speriamo!). Parlo naturalmente di Giovinco, autore di una prestazione maiuscola, Incontenibile sulla fascia sinistra e autore di un gol su cui il Capitano mette ancora la firma (e che firma!) in una sorta di romantica staffetta. Lo stesso Capitano sale poi sul palco per il suo acuto da solista e danzando col pallone sotto la suola si gira e ci regala un’altra perla. Sissoko invece avrebbe meritato la marcatura, cosi come Amauri a cui è mancato il cinismo e la convinzione.
Passiamo dunque ai quarti in gara unica, interna, col Napoli… un’altra rivincita del blackout di quel periodo? vedremo. intanto possiamo continuare a sognare la stella d’argento.