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lunedì 30 ottobre 2017

Stranger Things - seconda stagione [Serie Tv 2017]

"Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista" cantava qualche anno fa Caparezza. E figuratevi quanto deve essere stato difficile creare il seguito di quella che puo' essere definita come la serie tv piu' iconica e celebrata del 2016, la più citata, apprezzata, idealizzata, pubblicizzata, più "hypizzata"...metteteci tutti i "più" che preferite. Non solo infatti ci trovavamo di fronte ad un prodotto ben confezionato e ben recitato, ma Stranger Things nei suoi primi 8 episodi ci riportava ( senza bisogno di una Delorean) all'interno degli anni '80, non attraverso un semplice omaggio ma proprio calandoci  completamente in quelle atmosfere e in quel modo di essere.

mercoledì 24 agosto 2016

Quantum Leap… e del perchè serie tv così oggi non ne fanno più

Proprio in questi giorni Paramount Channel sta trasmettendo gli ultimi episodi (dopo aver trasmesso tutta la serie nel corso dell'estate) di quella che e' senza ombra di dubbio la mia serie tv preferita di sempre: Quantum Leap. Si, la serie tv di inizio anni '90 sui viaggi nel tempo con Scott Bakula e Dean Stockwell.

giovedì 11 agosto 2016

Stranger Things - prima stagione [Serie Tv 2016]

Si può ormai dire che gli anni 80' sono diventati un vero e proprio genere: un decennio così caratteristico e pieno di particolarità che ha ispirato numerose opere (cinematografiche e televisive) sia dal punto di vista visivo che musicale, ma a livello di trama? Gli anni '80 sono gli anni dei capelli cotonati, delle luci al neon, dei tastieroni, dei look stravaganti, ma anche della meraviglia e del mistero. Prima che gli anni 90' distruggessero tutta quell'ingenuità, gli anni '80 ci hanno insegnato che si poteva sognare, immaginare: i primi computer "da casa", i videoclip, le bmx... tutte cose che oggi vediamo con sufficienza ma che all'epoca davano l'illusione di qualcosa di epocale, che avrebbe cambiato il mondo per sempre, aprendoci porte verso nuovi confini inesplorati.

venerdì 18 settembre 2015

I RACCONTI DELLA CRIPTA - Registi vari (1989 1991) [summer 80]

Abbiamo già parlato della moda tipicamente anni '80 dei film ad episodi, che hanno visto come principale esponente Creepshow, assieme ad una serie di pellicole simili. Ma sul finire del decennio anche in tv ci fu (forse per la prima volta con tale libertà espressiva) un esperimento del genere: la serie conosciuta come I racconti dell Cripta. Non solo riscosse un grande successo, ma riuscì a mettere insieme tantissimi registi e attori all'epoca famosissimi (Walter Hill, Robert Zemeckis, Arnold Schwarzenegger...) e a portarli sul piccolo schermo con un esperimento di sicuro fascino per l'epoca.

domenica 16 agosto 2015

BAD BOYS - Rick Rosenthal (1983) [Summer 80]

"Bad boys running wild
If you don't play along with their games
Bad boys running wild
And you better get out of their way"

Massì, ancora una volta ci vengono in aiuto i fedeli Scorpions per introdurre l'ennesimo salto negli anni '80: stavolta parliamo di Bad Boys.

- Uè, Badddo Boyssse con Will Smitt è degli anni 90' mica degli anni 80'

Ovviamente parliamo di un altro Bad Boys, omonimo, uscito più di una decina di anni prima. 

domenica 9 agosto 2015

LA CASA DEI GIOCHI - David Mamet (1987) [Summer 80]

Giocare d'azzardo e truffare è un po' come indagare la mente di chi ci sta di fronte, capire i modi di fare delle persone, intuire fin dove gli altri sono disposti a spingersi e a rischiare. Come degli psichiatri della delinquenza.
Ma noi? Sappiamo tutto di noi stessi, come facciamo ad essere sicuri che una volta che abbiamo cominciato a giocare sapremo gestire il tutto e non "cambieremo" in meglio o in peggio e non ci faremo prendere la mano?

La casa dei giochi, esordio alla regia di David Mamet è un film che appunto "gioca": inserisce delle pedine, costruisce le loro personalità, si diverte a mescolare le carte e alla fine nei minuti finali spiazza. No, non nella trama in se (piuttosto canonica e quasi prevedibile) ma nel modo col quale mette lo spettatore di fronte a personalità diverse da quelle che ci aspettavamo.
Di film alla Ocean's Eleven o Confidence ne abbiamo visti tanti in tempi recenti, film dove tutti tradiscono tutti, nulla è come sembra, i colpi di scena sono ad ogni angolo e il tutto alla fine si trasforma in una caccia allo stupore dello spettatore (spesso esagerando fino a risultare poco credibili).

La casa dei giochi appartiene a questo filone di film basati sulla truffa e anch'esso presenta dei colpi di scena, tuttavia questo non è il suo interesse primario. E' allo stesso tempo un'analisi sulla psicologia umana, sul confine tra azzardo e "punto di non ritorno", su chi siamo davvero, su quanto le nostre debolezze ci tradiranno in un momento di pericolo.

Si chiama il gioco della fiducia. Perchè? Perchè tu mi dai la tua fiducia? No, perchè ti do la mia
La protagonista del film è una psichiatra di successo, sicura di se, diventata scrittrice famosissima e che non si nega mai ai suoi "fan". Vive per il lavoro e non si concede nessuno svago, nessun momento di relax, nessuna vacanza. Ma lo stress finisce per farle perdere colpi (lapsus, insicurezze, vuoti di memoria) e farle mettere in discussione l'efficacia del suo lavoro e dei suoi metodi.
Un giorno a causa del suo stesso lavoro si ritroverà quasi per caso a conoscere un truffatore incallito e se ne innamorerà, lo seguirà, anche alla ricerca di un'esperienza che potrà servirle per il suo lavoro o un futuro libro (quale occasione migliore per studiare la mente umana di un gioco di inganni?). Un momento di svago per ricaricarsi, un esperienza che la cambi in meglio.

Se vuoi giocare però devi stare al gioco e soprattutto non temere le conseguenze. Ma se queste conseguenze non sono meramente pecuniarie (se sei molto ricco non è un problema insormontabile perdere dei soldi) ma "personali"? La truffa perfetta non sta nel farti fesso per poterti rubare dei soldi ma nel rubarti la vita, le certezze, le ambizioni. Se c'è una sola cosa nella quale sei bravo e ad un certo punto vieni raggirato proprio in quell'ambito? Quali possono essere le conseguenze?
La protagonista (e non solo) comincerà a mettere in gioco non i suoi soldi ma le sue sicurezze, la sua capacità di capire gli altri, la sua stessa natura. Se perde?

Non puoi ingannare una persona che non sta prestando attenzione
La bellezza di un film come questo non sta nell'originalità o nella capacità di stupire, ma nei dialoghi: certosini, pieni di "indizi" (dopo aver visto il finale certe frasi acquistano un senso maggiore), raffinati, quasi da film noir. La casa dei giochi è un film anni 80' che è meno anni 80' possibile (il look però miei cari quello no, non immaginavate che visto dopo quasi 30 anni tradisse alla grande l'epoca storica), basta guardare la locandina.
Tutto funziona grazie agli scambi di battute dei protagonisti, sono il motore trainante del tutto, anche quando la trama ci conduce verso percorsi noti ci sarà una frase che metterà in chiaro meglio determinati tasselli (facendoci sembrare determinate situazioni meno assurde di quanto possano sembrare).
Non è un caso che il film sia l'esordio cinematografico di uno sceneggiatore.

Capolavoro? No di certo. Siamo dalle parti dell'esercizio di stile, un bell'esercizio di stile però

Invecchiamento: 2/5 (se non fosse per il look...)
Fattore cult: 3,5/5
Divertimento: 3,5/5
Visionarietà: 3/5
Premonizioni: 2/5
Fascino Vintage: 2,5/5
Gioca a fare il cult...ci riesce?
Voto definitivo: 3,5/5

sabato 25 luglio 2015

L'OCCHIO DEL GATTO (Cat's Eye) - Lewis Teague (1984) [Summer 80]

USA 1984
Una delle "mode" dei film horror anni '80 fu quella delle strutture "ad episodi", preferibilmente 3, che ha imperversato con grande fortuna fino ai primi anni '90. All'interno di questa categoria rientra L'occhio del gatto: film tratto da due racconti di Stephen King, con in più un episodio inedito sceneggiato dallo stesso King.

Il collante delle 3 storie è costituito da "Every Breath you take" dei Police...mmh no forse da un gattaccio particolare che ha come scopo quello di girare l'America per salvare una bambina in pericolo. 

martedì 21 luglio 2015

SIGNORI IL DELITTO E' SERVITO (Clue) - Jonathan Lynn (1985) [Summer 80]

USA 1985
Il delitto è servito, il titolo italiano invece non penso proprio che sia servito a far capire da dove nasce questo film. Il titolo originale è infatti Clue, il nome assunto in nordamerica dal noto gioco da tavolo Cluedo. Si, questo film può essere considerato uno dei primi adattamenti cinematografici (ben prima del discutibile Battleship) di un "board game".

Come noto lo scopo di una partita è quello di trasformarci in provetti detective e capire chi si è macchiato di un omicidio tra i misteriori invitati ad una cena, individuare l'arma e la stanza del misfatto.

lunedì 13 luglio 2015

ALIEN NATION - Graham Baker (1988) [Summer 80]

USA 1988
Beware of the alien nation
Beware of the truth that they seek
They pray for eternal salvation
They pray for your soul to keep


Eh si, cari Scorpions, bisogna proprio stare attenti. Non si può proprio più stare tranquilli: questi loschi figuri che parlano un idioma a noi sconosciuto vengono di punto in bianco nella nostra nazione e pretendono di avere gli stessi diritti, magari ci rubano il lavoro o vengono soltanto per delinquere e spacciare droga. Naturalmente sto parlando degli extra... no... non extracomunitari, che avete capito, gli extraterrestri.

mercoledì 8 luglio 2015

DIMENSIONE TERRORE (Night of the Creeps) - Fred Dekker (1986) [Summer 80]

USA 1986
Oggi spezziamo "un' arancia" in favore di un regista anni '80, così anni 80' che appena ha visto come erano gli anni 90' ha deciso di ritirarsi: Fred Dekker.
Famoso soprattutto per Scuola di mostri, sorta di Goonies in salsa b-movie horror, esordì proprio con questo Dimensione terrore, datato 1986. Un horror piuttosto particolare.

La pellicola in questione si diverte infatti a giocare con i generi (commedia, teen movie, horror) come andava di voga in queglia anni, non prendendosi mai troppo sul serio e mostrando una sorta di venerazione per il fantasy horror d'annata: basti pensare che in più occasioni si fa chiaramente riferimento a Plan 9 from Outer Space.

martedì 30 giugno 2015

OLTRE IL GIARDINO - Hal Ashby (1979) [Summer 80]

USA  1979
Le nostre tv sono invase da personaggi, personaggini, "personaggetti" direbbe qualcuno. Non facciamo che ritrovarci nel salotto o in sala da pranzo persone che non sappiamo bene da dove spuntino fuori, facce di moda, che all'improvviso spuntano come funghi. I presenzialisti della televisione o meglio i cosiddetti opinionisti,  espertissimi nel parlare di cose che non conoscono facendolo con una convinzione tale da sembrare quasi credibili.

-Scusi ma lei che mestiere fa?
-Faccio l'opinionista in tv

E' questa la classica risposta che otterremmo da uno di loro.

sabato 27 giugno 2015

I BANDITI DEL TEMPO - Terry Gilliam (1981) [Summer 80]

GB 1981
Di filmoni negli anni 80' ne sono usciti un sacco, di cult pure, ma ci sono tanti altri film che pur essendo cult (magari solo in patria) sono caduti nel dimenticatoio oppure non sono così famosi come altri. In questa nuova rubrica ci avventureremo alla scoperta di pellicole appartenenti a quel decennio che abbiamo lasciato per strada, più o meno giustamente, per stabilire se meritano di essere elevate a "cultoni", se sono da recuperare, se meritano di essere cult solo nell'immaginario ma non hanno grosse qualità, se sono "scult".
Cominciamo con...

mercoledì 4 settembre 2013

Far Cry 3 - Blood dragon

TU SEI IL MALE, IO SONO LA CURA
Non si esce vivi dagli anni '80 cantavano gli Afterhours, e chi è nato tra gli anni 70' e i primissimi anni 80' lo sa: c'è quel misto di repulsione e di nostalgia in cui si rimane invischiati e ci si ammala di citazionismo.
Ed ecco allora che se in un film nuovo troviamo qualcosa che rimanda agli anni '80 ci esaltiamo (ad esempio Drive), se un nuovo gruppo anziché tentare la via delle discoteche si da ai tastieroni non possiamo fare a meno di ascoltarlo, se un videogame cita in qualche modo quelli di almeno 25 anni fa dobbiamo giocarlo.

venerdì 16 settembre 2011

SUPER 8 – J.J. Abrams

Steven Spielberg lo conosciamo tutti, J.J. Abrams (Lost, Fringe) quasi. Per questo il progetto Super 8 era già da molto tempo atteso con un certo interesse dai fans di entrambi. Il film, lungi dall'essere un capolavoro è l'esatta fusione del modo di fare cinema di entrambi: l'anima buonista e fantasiosa di Spielberg unita al mistero e alla tensione che Abrams ha saputo creare in Lost ad esempio (il mostro, per larga parte del film non si vede, un po' come l'origine del famoso fumo nero del telefilm).

Anche se il film è ambientato nel 1979, alcune citazioni e modelli (E.T. Goonies) lo rendono più affine a certi prodotti degli anni '80, per questo se visto con gli occhi di oggi spesso può apparire forzato e con una sceneggiatura non proprio ad orologeria, anzi. Le critiche però non tengono conto del fatto che anche i film citati da questo Super 8 usufruivano delle stesse concessioni, delle stesse forzature, della stessa ingenuità (Explorer per me, banalità o non banalità resta un grande film).

Un E.T. oggi sarebbe improponibile, fa parte di un modo di fare cinema che oggi non c'è più, un film del genere farebbe sicuramente sorridere in alcuni frangenti, eppure è (giustamente) uno dei must della fantascienza di tutti i tempi.

Se c'è una critica che quindi appare un po' fuori luogo è proprio il fatto che Super 8 appaia a tratti un po' ingenuo e buonista: chi ha visto da piccolo i Goonies, Navigator, E.T, Explorer non cercava certo il politicamente scorretto, anzi cercava di viaggiare con la fantasia, cercava film avventurosi che facessero sognare. Chi non è cresciuto in quegli anni quindi è difficile che ne risulti affascinato, che ne sia stato catturato. E' qui la principale critica che si può muovere ad un film come Super 8: se i riferimenti restano e sono dei prodotti tipicamente anni '80, con tutti i loro pregi e difetti, questo Super 8 per quanto sia riuscito nel rievocare certe atmosfere, resta pur sempre un prodotto nostalgico e riservato ad un certo tipo di pubblico (difficilmente un ventenne di oggi si sarà fatto catturare da qualche "ottimo" effetto speciale), è pur sempre un film del 2011. Non se ne vedono molti di omaggi di questo tipo ultimamente, ma resta pur sempre "solo" un omaggio (mentre ad esempio un Donnie Darko funziona anche su altri fronti).

Per quanto riguarda gli attori, molto bravi i ragazzini che sono riusciti a calarsi molto bene nella parte (soprattutto i due protagonisti principali, tra i quali l'unica con un certo curriculum la sorella minore della spielbergiana Dakota Fanning) e ad essere credibili.

La sceneggiatura come si è detto non è proprio perfetta, e l'originalità non è proprio il punto forte (le bmx, l'esercito cattivo, l'alieno...), ma il film non se ne cura affatto, anzi è proprio su questo continuo deja vu che punta più di tutto (azzeccata l'idea di inserire le locandine di film come Halloween o Star Wars).

Su tutto spicca il divertentissimo cortometraggio finale ad opera dei ragazzini, che inquadra perfettamente l'intento del film e chiude il cerchio perfettamente.

In definitiva un film forse soltanto più che discreto, che però ha un fascino molto particolare. La nostalgia è una brutta bestia, "non si esce vivi dagli anni '80".

Voto 8-