venerdì 16 settembre 2011

SUPER 8 – J.J. Abrams

Steven Spielberg lo conosciamo tutti, J.J. Abrams (Lost, Fringe) quasi. Per questo il progetto Super 8 era già da molto tempo atteso con un certo interesse dai fans di entrambi. Il film, lungi dall'essere un capolavoro è l'esatta fusione del modo di fare cinema di entrambi: l'anima buonista e fantasiosa di Spielberg unita al mistero e alla tensione che Abrams ha saputo creare in Lost ad esempio (il mostro, per larga parte del film non si vede, un po' come l'origine del famoso fumo nero del telefilm).

Anche se il film è ambientato nel 1979, alcune citazioni e modelli (E.T. Goonies) lo rendono più affine a certi prodotti degli anni '80, per questo se visto con gli occhi di oggi spesso può apparire forzato e con una sceneggiatura non proprio ad orologeria, anzi. Le critiche però non tengono conto del fatto che anche i film citati da questo Super 8 usufruivano delle stesse concessioni, delle stesse forzature, della stessa ingenuità (Explorer per me, banalità o non banalità resta un grande film).

Un E.T. oggi sarebbe improponibile, fa parte di un modo di fare cinema che oggi non c'è più, un film del genere farebbe sicuramente sorridere in alcuni frangenti, eppure è (giustamente) uno dei must della fantascienza di tutti i tempi.

Se c'è una critica che quindi appare un po' fuori luogo è proprio il fatto che Super 8 appaia a tratti un po' ingenuo e buonista: chi ha visto da piccolo i Goonies, Navigator, E.T, Explorer non cercava certo il politicamente scorretto, anzi cercava di viaggiare con la fantasia, cercava film avventurosi che facessero sognare. Chi non è cresciuto in quegli anni quindi è difficile che ne risulti affascinato, che ne sia stato catturato. E' qui la principale critica che si può muovere ad un film come Super 8: se i riferimenti restano e sono dei prodotti tipicamente anni '80, con tutti i loro pregi e difetti, questo Super 8 per quanto sia riuscito nel rievocare certe atmosfere, resta pur sempre un prodotto nostalgico e riservato ad un certo tipo di pubblico (difficilmente un ventenne di oggi si sarà fatto catturare da qualche "ottimo" effetto speciale), è pur sempre un film del 2011. Non se ne vedono molti di omaggi di questo tipo ultimamente, ma resta pur sempre "solo" un omaggio (mentre ad esempio un Donnie Darko funziona anche su altri fronti).

Per quanto riguarda gli attori, molto bravi i ragazzini che sono riusciti a calarsi molto bene nella parte (soprattutto i due protagonisti principali, tra i quali l'unica con un certo curriculum la sorella minore della spielbergiana Dakota Fanning) e ad essere credibili.

La sceneggiatura come si è detto non è proprio perfetta, e l'originalità non è proprio il punto forte (le bmx, l'esercito cattivo, l'alieno...), ma il film non se ne cura affatto, anzi è proprio su questo continuo deja vu che punta più di tutto (azzeccata l'idea di inserire le locandine di film come Halloween o Star Wars).

Su tutto spicca il divertentissimo cortometraggio finale ad opera dei ragazzini, che inquadra perfettamente l'intento del film e chiude il cerchio perfettamente.

In definitiva un film forse soltanto più che discreto, che però ha un fascino molto particolare. La nostalgia è una brutta bestia, "non si esce vivi dagli anni '80".

Voto 8-



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